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The authors conclude that their architecture encourages the exploration of the Moon to be conducted not in single, disconnected missions, but in a continuous process, which builds orbital and surface resources year by year.
(ndr: Se non sbaglio questa era anche la proposta di Dieter Kolff in alternativa alle architetture di Mott e della NASA per le missioni Apollo, e la sua critica era proprio che le missioni Apollo disegnate così erano ottime per andare sulla Luna, ma in quanto non riutilizzabili per altri scopi, sarebbero state la causa dell'abbandono dell'esplorazione degli altri pianeti...)
Ho come la vaga sensazione che Space abbia fatto presa anche su di te....
È semplicemente che mentre lavoro e mentre leggo il forum mi rendo conto che in quel maledetto libro si fa passare per romanzo, ma invece dovrebbe essere messo nella lista degli esami di ingegneria aerospaziale...
C'è però da dire che forse è proprio grazie a queste scelte che la NASA è riuscita ad arrivare sulla luna in meno di dieci anni. La soluzione multi-lancio, ultra modulare, etc. ha senza dubbio dei vantaggi sotto certi aspetti, ma ha anche delle difficoltà intrinseche di gestione e di operations non indifferenti
In un certo senso è vero, dato che si trattava in fondo di una gara l'Apollo, cosi' come era concepito, era esattamente quello che occorreva per vincere (e cosi' è stato).Se invece, non ci si limita a considerare l'Astronautica dei primi anni come una mera gara tra Russi ed Americani allora è tutta l'Umanità che ci ha perso nel non riuscire ad espandersi davvero per il Sistema Solare (cosi' come profetizzava Kolff).