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Il lancio del martello di Jack Schmitt

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Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #20 il: Lun 12/01/2009, 11:29 »
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l'allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime...


La tuta spaziale in dotazione all'equipaggio era unica ed era immagazzinata in un apposito sacco nel comparto delle apparecchiature del Modulo di Comando. A differenza di quello che credono in tanti, la tuta utilizzata durante il lancio (PGA - Pressure Garment Assembly) era la stessa che poi il CDR e LMP utilizzavano durante l'esplorazione della superficie selenica, integrandola alla dotazione ITMG (Integral Thermal Micrometeoroid Garment), quest'ultima racchiusa in un sacco apposito e immagazzinata insieme ai PLSS (zaini di supporto vitale per le EVA seleniche) e agli elmetti protettivi, nel LM.
Una volta giunti in orbita lunare, gli astronauti indossavano nuovamente la tuta PGA. Dato lo spazio ridotto, questa manovra veniva portata a termine a turno e utilizzando gli spazi del CM e del LM. Il PLSS aveva circa queste dimensioni: lunghezza 66 cm, larghezza 45 cm, profondità 26 cm. Il tunnel di collegamento tra LM e CSM aveva un diametro di circa 80 cm, all'occorrenza più che sufficiente a far passare un uomo da una parte all'altra, completo di tuta (PGA + ITMG), OPS (Oxigen Purge System - la parte superiore rettangolare del PLSS, che conteneva l'unità supplementare d'ossigeno) e all'occorrenza anche di PLSS, anche se questa manovra era completamente inutile in quanto i sistemi ECS di entrambe le navette erano in grado di fornire supporto vitale "ombelicale", anche con gli ambienti depressurizzati.

I PLSS non erano mai portati nel CM, perchè venivano armati e indossati dagli astronauti poco prima dell'inizio dell'attività extraveicolare. Successivamente venivano abbandonati sulla superficie selenica, per viaggiare più leggeri nel volo di ritorno. Durante le manovre de-orbitali e d'allunaggio, gli astronauti CDR e LMP indossavano la sola tuta PGA, alimentata e climatizzata dai supporti vitali ombelicali (ECS) del LM. La tuta del CMP, invece, dai sistemi ombelicali ECS del CM.

La tuta PGA degli astronauti CDR e LMP, una volta terminate le EVA, era riportata a bordo dell'Apollo, perchè doveva essere indossata nuovamente dall'equipaggio in caso di attività extraveicolari durante il viaggio di ritorno (Apollo 15, 16 e 17) e in caso di emergenza (depressurizzazioni improvvise) a bordo del CSM.

La dotazione ITMG era costituita da un insieme di parti che avrebbero permesso alla tuta PGA di effettuare un'EVA. Era costituita da strisce di tessuto abbottonabili, che avrebbero coperto aree della tuta PGA suscettibili ai micrometeoriti, alla polvere lunare, alle radiazioni e agli sbalzi termici. Della dotazione ITMG facevano parte: i guanti per le attività extraveicolari (da indossare sopra i guanti per attività intra-veicolari), gli scarponi lunari (da indossare sopra quelli integrati alla PGA), il sovra-casco (che proteggeva quello sottostante in policarbonato) e una serie di strisce abbottonabili che coprivano i raccordi idraulici della tuta, con il PLSS e altre parti sensibili. Se volete approfondire il discorso, vi invito a dare un'occhiata a questa pagina web: http://www.hq.nasa.gov/alsj/a14/A14Mitchell-FlownSuit.html
« Ultima modifica: Lun 12/01/2009, 11:34 da AstroTeo »

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #21 il: Lun 12/01/2009, 12:04 »
Comunque c'è anche da ricordarsi che non tutto il LEM era spesso appena 2 mm. Tutti i punti di forza come le zone vicino ai motori e la parte abitativa erano molto più spesse e resistenti, proprio per sopportare le forze a cui erano sottoposti.

E' vero che alcuni punti del LM erano poco più spessi di un paio di strati di stagnola, ma questo NON vuol dire che era realizzato con la "carta stagnola"! Il film Apollo 13, semina molti dubbi nella gente con quest'affermazione, minando le loro sicurezze sulla reale consistenza meccanica della navicella! E' da qui che partono la maggior parte dei deliri complottisti in merito!

Tutta la cabina che doveva contenere l'equipaggio, così come il telaio portante del modulo di discesa, erano realizzati in alluminio rinforzato e nei punti di maggiore sforzo anche in titanio. L'aspetto "leggerino" esterno non deve ingannare, in quanto, si tratta per lo più della coperta multistrato, che rivestiva completamente questi robustissimi gusci, non lasciandoli trasparire all'esterno. Il rivestimento del LM, che nelle foto lo fa sembrare realizzato con una semplice e ballerina struttura portante, serviva "solamente" per garantire il completo isolamento termico della navicella, nonché la protezione completa dai micrometeoriti e dalle radiazioni.
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« Ultima modifica: Lun 12/01/2009, 12:13 da AstroTeo »

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #22 il: Lun 12/01/2009, 13:07 »
Aggiungo... che può sembrare strano che uno strato fine di "stagnola" possa fermare i micrometeoriti!
In realtà l'elevatissima velocità di queste particelle fa si che (entro certi limiti di dimensioni) si vaporizzino all'istante al momento dell'impatto.
Nel caso il materiale impattato venga perforato, la parte vaporizzata o quello che rimane prosegue la sua traiettoria diffondendosi e nel caso trovi, come nel modulo lunare, una nuova parete di alluminio, per quanto poco spessa, non è più in grado di perforarla.

Lo spazio in 3D: http://space-3d-images.blogspot.com
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Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #23 il: Lun 12/01/2009, 13:13 »
Aggiungo... che può sembrare strano che uno strato fine di "stagnola" possa fermare i micrometeoriti!
In realtà  l'elevatissima velocità  di queste particelle fa si che (entro certi limiti di dimensioni) si vaporizzino all'istante al momento dell'impatto.
Nel caso il materiale impattato venga perforato, la parte vaporizzata o quello che rimane prosegue la sua traiettoria diffondendosi e nel caso trovi, come nel modulo lunare, una nuova parete di alluminio, per quanto poco spessa, non è più in grado di perforarla.

Esatto!
Una buona dimostrazione di cosa poteva fare la coperta multistrato, è racchiusa in questo pratico disegno!
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Offline eusy

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #24 il: Lun 12/01/2009, 14:30 »
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l'allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime...

La tuta spaziale in dotazione all'equipaggio era unica ed era immagazzinata in un apposito sacco nel comparto delle apparecchiature del Modulo di Comando. A differenza di quello che credono in tanti, la tuta utilizzata durante il lancio (PGA - Pressure Garment Assembly) era la stessa che poi il CDR e LMP utilizzavano durante l'esplorazione della superficie selenica, integrandola alla dotazione ITMG (Integral Thermal Micrometeoroid Garment), quest'ultima racchiusa in un sacco apposito e immagazzinata insieme ai PLSS (zaini di supporto vitale per le EVA seleniche) e agli elmetti protettivi, nel LM.


Infatti era come credevo, grazie della conferma! Tutto sommato anche a colpo d'occhio si può notare nelle foto e nelle riprese relative allo suit-up prima del lancio o quando gli astronauti salivano sull'astrovan, che le tute appaiono uguali, ad iniziare dai raccordi dei tubi e dalle "cuciture".
Matteo sei sempre un grande! Volevo chiederti due cose: sotto il sovracasco che componeva l'ITMG (quello che si vede durante le passeggiate lunari con la visiera dorata), veniva indossato quello in policarbonato che sarebbe la "boccia da pesce" visibile al lancio? Quindi la visiera riflettente era esterna ed appartenente al sovracasco? Volevo una conferma dal momento che è stato tirato in ballo l'argomento in questo post.
Invece la seconda domanda è un po' OT, ma in fin dei conti sono già un po' di post che non si parla del martello di Schmitt, ed è un dubbio che ho sempre avuto relativo al deorbiting lunare del LM: in pratica il modulo lunare da che quota partiva nella sua discesa? Dall'orbita di parcheggio di circa 100 Km sulla superficie selenica in cui si trovava agganciato insieme al CSM giusto? E quando ripartiva dalla Luna allo stesso modo raggiungeva quell'orbita se non sbaglio. Eventuali manovre di abbassamento dell'orbita da parte del CSM erano previste solo in caso di problemi al LM?
Grazie Matteo a presto!  :wink:
Alessio Eusebio

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #25 il: Lun 12/01/2009, 15:00 »
Infatti era come credevo, grazie della conferma! Tutto sommato anche a colpo d'occhio si può notare nelle foto e nelle riprese relative allo suit-up prima del lancio o quando gli astronauti salivano sull'astrovan, che le tute appaiono uguali, ad iniziare dai raccordi dei tubi e dalle "cuciture".
Matteo sei sempre un grande! Volevo chiederti due cose: sotto il sovracasco che componeva l'ITMG (quello che si vede durante le passeggiate lunari con la visiera dorata), veniva indossato quello in policarbonato che sarebbe la "boccia da pesce" visibile al lancio? Quindi la visiera riflettente era esterna ed appartenente al sovracasco? Volevo una conferma dal momento che è stato tirato in ballo l'argomento in questo post.
Invece la seconda domanda è un po' OT, ma in fin dei conti sono già un po' di post che non si parla del martello di Schmitt, ed è un dubbio che ho sempre avuto relativo al deorbiting lunare del LM: in pratica il modulo lunare da che quota partiva nella sua discesa? Dall'orbita di parcheggio di circa 100 Km sulla superficie selenica in cui si trovava agganciato insieme al CSM giusto? E quando ripartiva dalla Luna allo stesso modo raggiungeva quell'orbita se non sbaglio. Eventuali manovre di abbassamento dell'orbita da parte del CSM erano previste solo in caso di problemi al LM?
Grazie Matteo a presto!  :wink:

Non sono sicuro, ma mi sembra di no. Il CM abbassava il perigeo della propria orbita e il LEM iniziava la discesa proprio in quel punto, e lo stesso doveva essere per il ritorno.
Lascio dettagli più tecnici a chi ne sa di più di me  :smile:

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #26 il: Lun 12/01/2009, 16:44 »
salve a tutti qui Lunakhod! se non sbaglio la discesa "finale"del modulo lunare avveniva da una quota di circa 15 000 metri, 15 chilometri, dalla superficie lunare. La stessa distanza in cui si fermò il Lem "Snoopy" durante la spettacolare missione Apollo 10, (ricordiamoci, 40 anni fa il prossimo maggio!).

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #27 il: Lun 12/01/2009, 16:46 »
Volevo chiederti due cose: sotto il sovracasco che componeva l'ITMG (quello che si vede durante le passeggiate lunari con la visiera dorata), veniva indossato quello in policarbonato che sarebbe la "boccia da pesce" visibile al lancio? Quindi la visiera riflettente era esterna ed appartenente al sovracasco? Volevo una conferma dal momento che è stato tirato in ballo l'argomento in questo post.


Affermativo! La "boccia di vetro" in policarbonato era l'unico casco "a pressione" che poteva articolare a tenuta stagna con la PGA. Il sovracasco era un accessorio del kit ITMG e veniva indossato per la passeggiata lunare! Anch'esso era realizzato con diversi strati di policarbonato, più il rivestimento esterno multistrato (dello stesso materiale usato per la tuta), che proteggeva il casco sottostante (e la testa dell'astronauta  :wink:) dal calore, dai micrometeoriti e dalle radiazioni. Questo casco conteneva anche il robustissimo visore anteriore trasparente e il filtro dorato basculante che attenuava consistentemente il riverbero solare.

Invece la seconda domanda è un po' OT, ma in fin dei conti sono già un po' di post che non si parla del martello di Schmitt, ed è un dubbio che ho sempre avuto relativo al deorbiting lunare del LM: in pratica il modulo lunare da che quota partiva nella sua discesa? Dall'orbita di parcheggio di circa 100 Km sulla superficie selenica in cui si trovava agganciato insieme al CSM giusto? E quando ripartiva dalla Luna allo stesso modo raggiungeva quell'orbita se non sbaglio. Eventuali manovre di abbassamento dell'orbita da parte del CSM erano previste solo in caso di problemi al LM?
Grazie Matteo a presto!  :wink:


Qui, ho paura che andiamo un po' troppo OT e data la vastità delle informazioni da riportare, non vorrei abusare della pazienza degli admins!
Ti consiglio di scaricare la bibbia del LM da questo link: http://www.cs.indiana.edu/sudoc/image_30000061709352/30000061709352/pdf/lmnr5.pdf (a pagina 88 parlano dei parametri di allunaggio e decollo utilizzati dal LM e dal CSM), nonché di fare riferimento all'Apollo Flight Journal, dove sono linkate tantissime pagine che spiegano le varie fasi della missione lunare!
Altre preziose informazioni sono riportate in modo meticoloso sul libro "Digital Apollo" di David Mindell che consiglio a tutti gli appassionati.

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #28 il: Lun 12/01/2009, 20:17 »
Comunque c'è anche da ricordarsi che non tutto il LEM era spesso appena 2 mm. Tutti i punti di forza come le zone vicino ai motori e la parte abitativa erano molto più spesse e resistenti, proprio per sopportare le forze a cui erano sottoposti.

E' vero che alcuni punti del LM erano poco più spessi di un paio di strati di stagnola, ma questo NON vuol dire che era realizzato con la "carta stagnola"! Il film Apollo 13, semina molti dubbi nella gente con quest'affermazione, minando le loro sicurezze sulla reale consistenza meccanica della navicella! E' da qui che partono la maggior parte dei deliri complottisti in merito!



...naturalmente che non fosse di carta stagnola, credo fosse piu' che  logico (per questo ho messo le virgolette nel mio post...), ma vorrei precisare che  (personalmente) non mi sono e non mi sarei mai fatto trarre in "inganno" da un film di Hollywood. Ripeto che la questione dello spessore ridottissimo della protezione, e conseguente altissimo livello di pericolo, e' stata ripetuta in diversi documentari (quelli di History Ch. o Discovery Ch., per intenderci, niente "Voyagerate").

Grazie comunque per le spiegazioni aggiuntive, anche quella molto interessante sulla dinamica di impatto delle micrometeoriti, che mi ha davvero stupito.   :ok:

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #29 il: Lun 12/01/2009, 23:14 »
Quello che stupisce è che in certi documentari non si analizzino i fatti e cioè che il modulo lunare è stato e rimane di fatto, il mezzo meglio progettato, meglio realizzato, per sbarcare sulla Luna (e per ritornare).
Non ha dato mai problemi seri, addirittura ha salvato, non scordiamocelo, l'equipaggio di Apollo 13!!!
I materiali e la struttura, per quanto dall'aspetto fragile, in realtà erano stati ben proporzionati per lo scopo.
Purtroppo non si va ad intervistare chi l'ha costruito o progettato, ma ci si limita a sparare commenti senza la minima cognizione in materia.

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #30 il: Mar 13/01/2009, 18:25 »
E' che da una parte si enfatizza la pericolosità dell'allunaggio e dall'altra si sensazionalizza sempre un po' circa la fragilità di questa macchina...

Ovviamente nn attira l'attenzione dire che le parti leggere erano soprattutto le varie coperture,mentre il "telaio" era bello solido.

Un po' come una F1...una cella robusta,tutto il resto è plastica

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #31 il: Mar 13/01/2009, 19:16 »
Dico una banalità....  :grin:
Che differenza fa schiantarsi sulla Luna dentro il modulo lunare o dentro un carro armato?  :mrgreen:
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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #32 il: Mar 13/01/2009, 19:26 »
che il carro armato non lo sollevi da terra...

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #33 il: Mar 13/01/2009, 21:56 »
Appunto!  :wink:
Meglio un modulo lunare leggero ma efficiente! Come infatti è stato.
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Iceman

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #34 il: Mer 11/02/2009, 09:41 »
Chissà in che condizioni "versano" tutti i LM schiantati sulla luna?
quanto ci sarà rimasto di integro?


Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #35 il: Mer 11/02/2009, 17:22 »
Uno curiosità,sembra che Schmitt detenga un piccolo record,ossia il numero di volte che un astronauta sulla luna (e credo anche durante un EVA) ha alzato le visiere rendendo il volto completamente visibile.
Schmitt fu anche richiamato da Houston per questa "tendenza".

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #36 il: Mer 11/02/2009, 18:03 »
Uno curiosità,sembra che Schmitt detenga un piccolo record,ossia il numero di volte che un astronauta sulla luna (e credo anche durante un EVA) ha alzato le visiere rendendo il volto completamente visibile. Schmitt fu anche richiamato da Houston per questa "tendenza".

Grande Carmelo!
Anch'io ho sentito parlare molto di questa storia!

Offline Nemo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #37 il: Mer 11/02/2009, 18:33 »
Schmitt fu anche richiamato da Houston per questa "tendenza".

Come mai questi rimproveri?
«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla» Giordano Bruno (1548-1600); martire del libero pensiero trucidato dai cattolici, attuale ancora oggi.

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #38 il: Mer 11/02/2009, 20:16 »
Beh,per la sua sicurezza.
Le visiere con i filtri hanno il compito ben preciso di schermare gli Astronauti.
Portare continuamente la visiera alzata poteva essere pericoloso.

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #39 il: Mer 11/02/2009, 20:33 »
Allego questa gif animata, niente di particolare, creata dai tre fotogrammi del lancio del martello di Schmitt.
Il primo tentativo è stato quello di vedere se era possibile creare una immagine 3D della scena.
Il martello ovviamente non sarebbe venuto, anzi avrebbe disturbato l'immagine.
Purtroppo Schmitt non ha oscillato durante le riprese lateralmente, per cui niente immagini 3D  :sad:.
Ho deciso così di tentare l'animazione, che come ho già detto, non è particolarmente buona, evidenziando le oscillazioni dell'astronauta.  :angry:
Ho anche provveduto a ritagliare e raddrizzare le immagini allineandole a quello che dovrebbe essere stato l'orizzonte lunare.

Nell'originale ad alta risoluzione è notevole lo sbuffo del materiale eiettato e giocherellando con l'immagine mi sono accorto che nascondeva del dettaglio a prima vista ... invisibile. Il materiale che si staglia sul fondo scuro del cielo può essere evidenziato facilmente. Allego il dettaglio elaborato nella seconda immagine.
« Ultima modifica: Sab 27/02/2010, 17:17 da Lem »
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