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Il lancio del martello di Jack Schmitt

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Offline AstroTeo

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Il lancio del martello di Jack Schmitt
« il: Gio 08/01/2009, 15:37 »
Ciao a tutti!
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione! Si proprio lui, il martello che alla fine della terza EVA, aveva il manico talmente consumato dall'azione abrasiva della polvere lunare, da rendere visibile la superficie metallica sottostante! Nello scatto AS17-143-21940.jpg, si vede la polvere lunare schizzare via, per l'impatto dell'utensile con la superficie lunare!
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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #1 il: Gio 08/01/2009, 16:41 »
Ed ecco come e dove venne parcheggiata la Lunar Rover al termine della terza ed ultima "passeggiata" di Cernan e Schmitt nella zona Taurus-Littrow. Da lì le ultime fantastiche immagini di un decollo televisivo "umano" dalla Luna, sicuramente le migliori, per l'eccezzionale nitidezza, degli ultimi tre allunaggi. saluti a tutti da Lunakhod.
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Offline amoroso

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #2 il: Gio 08/01/2009, 16:46 »
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione!
Questa sequenza dà un'idea visiva della ridotta gravità lunare: dopo il lancio, mentre il martello è rimasto in volo Schmitt ha avuto il tempo di inquadrare, scattare e avanzare al fotogramma successivo per 3 volte, indossando una tuta una ingombrante che gli rendeva difficoltosi i movimenti.


Paolo Amoroso

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #3 il: Gio 08/01/2009, 16:59 »
Ed ecco come e dove venne parcheggiata la Lunar Rover al termine della terza ed ultima "passeggiata" di Cernan e Schmitt nella zona Taurus-Littrow. 

Si, e ha dell'incredibile pensare, che quel cimelio storico, si trova ancora parcheggiato in quel posto e in quel modo!  :happy:

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #4 il: Gio 08/01/2009, 19:09 »
Io ho il DVD della spacecraft e quella ultima EVA l'ho vista tutta.
Immagini fantastiche,ma anche commoventi.
Ricordo quando il telegiornale disse che "Apollo 17 sarebbe stata lìultima missione lunare del secolo".
Avevo sette anni e mi sorpresi a pensare: "dovrò aspettare il 2000 per vedere un altro uomo sulla luna"?
Mi sbagliavo.
Se tutto andrà bene sarà dopo il 2020.

Offline eusy

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #5 il: Gio 08/01/2009, 20:30 »
Ed ecco come e dove venne parcheggiata la Lunar Rover al termine della terza ed ultima "passeggiata" di Cernan e Schmitt nella zona Taurus-Littrow. 

Si, e ha dell'incredibile pensare, che quel cimelio storico, si trova ancora parcheggiato in quel posto e in quel modo!  :happy:

Vero Matteo! Come le palline da golf di Alan Shepard!
Ma visto nelle foto che volo che gli ha fatto fare?! A momenti lo mandava in orbita! :mrgreen:
Alessio Eusebio

Offline Argonauta

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #6 il: Gio 08/01/2009, 23:05 »
Ricordo quando il telegiornale disse che "Apollo 17 sarebbe stata lìultima missione lunare del secolo".
Avevo sette anni e mi sorpresi a pensare: "dovrò aspettare il 2000 per vedere un altro uomo sulla luna"?
Mi sbagliavo.
Se tutto andrà bene sarà dopo il 2020.

Già... io al tempo avevo più o meno la stessa età, e quando rivolgevo il pensiero alle prime fasi del XXI secolo, lo immaginavo pensando a 2001 Odissea nello spazio... ed invece, l'Odissea è tornare sulla Luna dopo mezzo secolo  :sad:

Offline Nemo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #7 il: Gio 08/01/2009, 23:30 »
Mio fratello guardando la puntata dedicatagli nella fiction "dalla terra alla luna" ha detto: "Pensa se gli fosse scappato di mano e avesse forato la cabina pressurizata!". :embarrassed:
«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla» Giordano Bruno (1548-1600); martire del libero pensiero trucidato dai cattolici, attuale ancora oggi.

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #8 il: Ven 09/01/2009, 01:15 »
Mio fratello guardando la puntata dedicatagli nella fiction "dalla terra alla luna" ha detto: "Pensa se gli fosse scappato di mano e avesse forato la cabina pressurizata!". :embarrassed:

Sarebbe stato un danno consistente, anche se comunque non avrebbe impedito il ritorno in orbita degli astronauti, nella malaugurata ipotesi che il martello avesse aperto uno squarcio nella paratia della navetta lunare! Il LEM e il CSM erano progettati per poter effettuare un docking e un trasferimento dell'equipaggio anche con le cabine depressurizzate. Sarebbe bastato che il Pilota del Modulo di Comando avesse indossato la tuta di lancio, depressurizzato la cabina, effettuato il docking con il LEM, trasferito l'equipaggio (e il carico minerario  :wink:), chiuso il portello del tunnel e ripressurizzato il CM e la brutta avventura, sarebbe stato solo un ricordo!  :happy:

PS Ricordiamoci che bucare la struttura del LEM, non era cosa semplice! Oltre al robusto telaio era rivestito ovunque da diversi strati di materiali vari, tra cui mylar e kapton!
« Ultima modifica: Ven 09/01/2009, 01:18 da AstroTeo »

Offline Lory62

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #9 il: Ven 09/01/2009, 02:26 »
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione!
Questa sequenza dà un'idea visiva della ridotta gravità lunare: dopo il lancio, mentre il martello è rimasto in volo Schmitt ha avuto il tempo di inquadrare, scattare e avanzare al fotogramma successivo per 3 volte, indossando una tuta una ingombrante che gli rendeva difficoltosi i movimenti.


Paolo Amoroso

Scusate la mia ignoranza ma le Hasselblad in dotazione degli astronauti dell'Apollo erano ad avanzamento manuale o motorizzato?
Lorenzo Ferrando

Offline eusy

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #10 il: Ven 09/01/2009, 04:34 »
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione!
Questa sequenza dà un'idea visiva della ridotta gravità lunare: dopo il lancio, mentre il martello è rimasto in volo Schmitt ha avuto il tempo di inquadrare, scattare e avanzare al fotogramma successivo per 3 volte, indossando una tuta una ingombrante che gli rendeva difficoltosi i movimenti.


Paolo Amoroso

Scusate la mia ignoranza ma le Hasselblad in dotazione degli astronauti dell'Apollo erano ad avanzamento manuale o motorizzato?

I modelli fissati sul torace degli astronauti erano delle Hasselblad HDC, versione modificata della 500 EL: motorizzata, con magazzini portapellicola rimovibili da circa 200 scatti, ottica Zeiss da 70 mm, impugnatura a pistola con "grilletto" di scatto.
Erano tutte ad avanzamento motorizzato, anche quelle destinate ad essere usate all'interno del modulo di comando.
Qui ho trovato delle notizie molto interessanti, relative anche ad apparecchi fotografici di altre missioni.

http://www.fotografiareflex.net/hasselblad.html

http://www.myspacemuseum.com/apollocams.htm

http://it.hasselblad.com/about-hasselblad/hasselblad-nello-spazio/space-cameras.aspx




Alessio Eusebio

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #11 il: Ven 09/01/2009, 11:30 »
Confermo! Motorizzate e probabilmente ogni tanto ci scappava anche uno scatto involontario.
Ho avuto questa sensazione andando alla ricerca di doppioni per ricreare immagini 3D.
Lo spazio in 3D: http://space-3d-images.blogspot.com
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Offline Nemo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #12 il: Ven 09/01/2009, 20:03 »
Sarebbe bastato che il Pilota del Modulo di Comando avesse indossato la tuta di lancio, depressurizzato la cabina, effettuato il docking con il LEM, trasferito l'equipaggio (e il carico minerario  :wink:), chiuso il portello del tunnel e ripressurizzato il CM e la brutta avventura, sarebbe stato solo un ricordo!  :happy:

Ma io sapevo che nel tunnel di collegamento con la tuta indosso non passavano, quindi il trasferimento sarebbe dovuto avvenire dall'esterno. Una manovra di questo genere sarebbe dovua essere simulata da Schweickart poi annullata per il malore da cui fu colto.
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Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #13 il: Ven 09/01/2009, 20:24 »
Grazie Nemo! Questa non l'avevo mai sentita.
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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #14 il: Ven 09/01/2009, 21:07 »
Però strano...
Ma gli astronauti al momento del docking non indossavano già le tute come da protocollo?
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l'allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime...

Offline Lory62

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #15 il: Sab 10/01/2009, 00:30 »
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione!
Questa sequenza dà un'idea visiva della ridotta gravità lunare: dopo il lancio, mentre il martello è rimasto in volo Schmitt ha avuto il tempo di inquadrare, scattare e avanzare al fotogramma successivo per 3 volte, indossando una tuta una ingombrante che gli rendeva difficoltosi i movimenti.


Paolo Amoroso

Scusate la mia ignoranza ma le Hasselblad in dotazione degli astronauti dell'Apollo erano ad avanzamento manuale o motorizzato?

I modelli fissati sul torace degli astronauti erano delle Hasselblad HDC, versione modificata della 500 EL: motorizzata, con magazzini portapellicola rimovibili da circa 200 scatti, ottica Zeiss da 70 mm, impugnatura a pistola con "grilletto" di scatto.
Erano tutte ad avanzamento motorizzato, anche quelle destinate ad essere usate all'interno del modulo di comando.
Qui ho trovato delle notizie molto interessanti, relative anche ad apparecchi fotografici di altre missioni.

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Grazie 1000 dell'esauriente risposta!
Lorenzo Ferrando

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #16 il: Sab 10/01/2009, 00:46 »
Ma io sapevo che nel tunnel di collegamento con la tuta indosso non passavano, quindi il trasferimento sarebbe dovuto avvenire dall'esterno. Una manovra di questo genere sarebbe dovua essere simulata da Schweickart poi annullata per il malore da cui fu colto.

Durante Apollo 15, Scott eseguì un'osservazione in EVA parziale "affacciandosi" proprio dal portello di docking del LM. E penso che fosse completamente equipaggiato, anche con il PLSS.
"They say every atom in our bodies was once part of a star. Maybe I'm not leaving... maybe I'm going home."

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #17 il: Sab 10/01/2009, 10:04 »
Durante Apollo 15, Scott eseguì un'osservazione in EVA parziale "affacciandosi" proprio dal portello di docking del LM. E penso che fosse completamente equipaggiato, anche con il PLSS.

Mi correggo da solo citando l'ALSJ:

[Jim's PLSS is stowed on the floor between them, in front of the hatch, and is held in place by removable pins. Dave's PLSS is stowed at his left shoulder on the cabin wall. They are in the middle of the left-hand column of Surface 2-1, preparing for the Stand-up EVA or SEVA. They will not be wearing the PLSSs for the SEVA but, rather, will remain hooked up to the LM ECS (Environmental Control System). They are merely getting Jim's PLSS out of the way.]

"They say every atom in our bodies was once part of a star. Maybe I'm not leaving... maybe I'm going home."

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #18 il: Sab 10/01/2009, 14:40 »


PS Ricordiamoci che bucare la struttura del LEM, non era cosa semplice! Oltre al robusto telaio era rivestito ovunque da diversi strati di materiali vari, tra cui mylar e kapton!

Ecco a questo riguardo, mi fai tornare in mente un dubbio che ho sempre avuto: in tutti i documentari visti sulle missioni Apollo, si fa riferimento a quanto fosse sottile la copertura di "stagnola" del LEM (se non ricordo male, meno di 1-2 millimetri) che proteggeva gli astronauti dal vuoto spaziale. Mi sono sempre chiesto come potessero fidarsi di una cosa del genere. E' come dici tu allora? cioe', la "stagnola" era in realta' composta da diversi strati (seppur sottilissimi) di materiali (tra cui quelli che citi) particolarmente resistenti alla rottura, che sarebbero stati in grado di sopportare anche delle "botte" non indifferenti? Anche solo il rischio di collisione con dei micrometeoriti vaganti, credo non sia stato da sottovalutare, no? In Fondo il LEM viaggiava comunque a velocita' molto elevate; in caso di impatto, anche con qualcosa di dimensioni ridottissime, le forze in gioco sarebbero state rilevanti.

Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #19 il: Sab 10/01/2009, 16:29 »
Comunque c'è anche da ricordarsi che non tutto il LEM era spesso appena 2 mm. Tutti i punti di forza come le zone vicino ai motori e la parte abitativa erano molto più spesse e resistenti, proprio per sopportare le forze a cui erano sottoposti.

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #20 il: Lun 12/01/2009, 11:29 »
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l'allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime...

La tuta spaziale in dotazione all'equipaggio era unica ed era immagazzinata in un apposito sacco nel comparto delle apparecchiature del Modulo di Comando. A differenza di quello che credono in tanti, la tuta utilizzata durante il lancio (PGA - Pressure Garment Assembly) era la stessa che poi il CDR e LMP utilizzavano durante l'esplorazione della superficie selenica, integrandola alla dotazione ITMG (Integral Thermal Micrometeoroid Garment), quest'ultima racchiusa in un sacco apposito e immagazzinata insieme ai PLSS (zaini di supporto vitale per le EVA seleniche) e agli elmetti protettivi, nel LM.
Una volta giunti in orbita lunare, gli astronauti indossavano nuovamente la tuta PGA. Dato lo spazio ridotto, questa manovra veniva portata a termine a turno e utilizzando gli spazi del CM e del LM. Il PLSS aveva circa queste dimensioni: lunghezza 66 cm, larghezza 45 cm, profondità 26 cm. Il tunnel di collegamento tra LM e CSM aveva un diametro di circa 80 cm, all'occorrenza più che sufficiente a far passare un uomo da una parte all'altra, completo di tuta (PGA + ITMG), OPS (Oxigen Purge System - la parte superiore rettangolare del PLSS, che conteneva l'unità supplementare d'ossigeno) e all'occorrenza anche di PLSS, anche se questa manovra era completamente inutile in quanto i sistemi ECS di entrambe le navette erano in grado di fornire supporto vitale "ombelicale", anche con gli ambienti depressurizzati.

I PLSS non erano mai portati nel CM, perchè venivano armati e indossati dagli astronauti poco prima dell'inizio dell'attività extraveicolare. Successivamente venivano abbandonati sulla superficie selenica, per viaggiare più leggeri nel volo di ritorno. Durante le manovre de-orbitali e d'allunaggio, gli astronauti CDR e LMP indossavano la sola tuta PGA, alimentata e climatizzata dai supporti vitali ombelicali (ECS) del LM. La tuta del CMP, invece, dai sistemi ombelicali ECS del CM.

La tuta PGA degli astronauti CDR e LMP, una volta terminate le EVA, era riportata a bordo dell'Apollo, perchè doveva essere indossata nuovamente dall'equipaggio in caso di attività extraveicolari durante il viaggio di ritorno (Apollo 15, 16 e 17) e in caso di emergenza (depressurizzazioni improvvise) a bordo del CSM.

La dotazione ITMG era costituita da un insieme di parti che avrebbero permesso alla tuta PGA di effettuare un'EVA. Era costituita da strisce di tessuto abbottonabili, che avrebbero coperto aree della tuta PGA suscettibili ai micrometeoriti, alla polvere lunare, alle radiazioni e agli sbalzi termici. Della dotazione ITMG facevano parte: i guanti per le attività extraveicolari (da indossare sopra i guanti per attività intra-veicolari), gli scarponi lunari (da indossare sopra quelli integrati alla PGA), il sovra-casco (che proteggeva quello sottostante in policarbonato) e una serie di strisce abbottonabili che coprivano i raccordi idraulici della tuta, con il PLSS e altre parti sensibili. Se volete approfondire il discorso, vi invito a dare un'occhiata a questa pagina web: http://www.hq.nasa.gov/alsj/a14/A14Mitchell-FlownSuit.html
« Ultima modifica: Lun 12/01/2009, 11:34 da AstroTeo »

Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #21 il: Lun 12/01/2009, 12:04 »
Comunque c'è anche da ricordarsi che non tutto il LEM era spesso appena 2 mm. Tutti i punti di forza come le zone vicino ai motori e la parte abitativa erano molto più spesse e resistenti, proprio per sopportare le forze a cui erano sottoposti.

E' vero che alcuni punti del LM erano poco più spessi di un paio di strati di stagnola, ma questo NON vuol dire che era realizzato con la "carta stagnola"! Il film Apollo 13, semina molti dubbi nella gente con quest'affermazione, minando le loro sicurezze sulla reale consistenza meccanica della navicella! E' da qui che partono la maggior parte dei deliri complottisti in merito!

Tutta la cabina che doveva contenere l'equipaggio, così come il telaio portante del modulo di discesa, erano realizzati in alluminio rinforzato e nei punti di maggiore sforzo anche in titanio. L'aspetto "leggerino" esterno non deve ingannare, in quanto, si tratta per lo più della coperta multistrato, che rivestiva completamente questi robustissimi gusci, non lasciandoli trasparire all'esterno. Il rivestimento del LM, che nelle foto lo fa sembrare realizzato con una semplice e ballerina struttura portante, serviva "solamente" per garantire il completo isolamento termico della navicella, nonché la protezione completa dai micrometeoriti e dalle radiazioni.
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« Ultima modifica: Lun 12/01/2009, 12:13 da AstroTeo »

Offline Lem

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #22 il: Lun 12/01/2009, 13:07 »
Aggiungo... che può sembrare strano che uno strato fine di "stagnola" possa fermare i micrometeoriti!
In realtà l'elevatissima velocità di queste particelle fa si che (entro certi limiti di dimensioni) si vaporizzino all'istante al momento dell'impatto.
Nel caso il materiale impattato venga perforato, la parte vaporizzata o quello che rimane prosegue la sua traiettoria diffondendosi e nel caso trovi, come nel modulo lunare, una nuova parete di alluminio, per quanto poco spessa, non è più in grado di perforarla.

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Offline AstroTeo

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #23 il: Lun 12/01/2009, 13:13 »
Aggiungo... che può sembrare strano che uno strato fine di "stagnola" possa fermare i micrometeoriti!
In realtà  l'elevatissima velocità  di queste particelle fa si che (entro certi limiti di dimensioni) si vaporizzino all'istante al momento dell'impatto.
Nel caso il materiale impattato venga perforato, la parte vaporizzata o quello che rimane prosegue la sua traiettoria diffondendosi e nel caso trovi, come nel modulo lunare, una nuova parete di alluminio, per quanto poco spessa, non è più in grado di perforarla.

Esatto!
Una buona dimostrazione di cosa poteva fare la coperta multistrato, è racchiusa in questo pratico disegno!
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Offline eusy

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Re: Il lancio del martello di Jack Schmitt
« Risposta #24 il: Lun 12/01/2009, 14:30 »
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l'allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime...

La tuta spaziale in dotazione all'equipaggio era unica ed era immagazzinata in un apposito sacco nel comparto delle apparecchiature del Modulo di Comando. A differenza di quello che credono in tanti, la tuta utilizzata durante il lancio (PGA - Pressure Garment Assembly) era la stessa che poi il CDR e LMP utilizzavano durante l'esplorazione della superficie selenica, integrandola alla dotazione ITMG (Integral Thermal Micrometeoroid Garment), quest'ultima racchiusa in un sacco apposito e immagazzinata insieme ai PLSS (zaini di supporto vitale per le EVA seleniche) e agli elmetti protettivi, nel LM.


Infatti era come credevo, grazie della conferma! Tutto sommato anche a colpo d'occhio si può notare nelle foto e nelle riprese relative allo suit-up prima del lancio o quando gli astronauti salivano sull'astrovan, che le tute appaiono uguali, ad iniziare dai raccordi dei tubi e dalle "cuciture".
Matteo sei sempre un grande! Volevo chiederti due cose: sotto il sovracasco che componeva l'ITMG (quello che si vede durante le passeggiate lunari con la visiera dorata), veniva indossato quello in policarbonato che sarebbe la "boccia da pesce" visibile al lancio? Quindi la visiera riflettente era esterna ed appartenente al sovracasco? Volevo una conferma dal momento che è stato tirato in ballo l'argomento in questo post.
Invece la seconda domanda è un po' OT, ma in fin dei conti sono già un po' di post che non si parla del martello di Schmitt, ed è un dubbio che ho sempre avuto relativo al deorbiting lunare del LM: in pratica il modulo lunare da che quota partiva nella sua discesa? Dall'orbita di parcheggio di circa 100 Km sulla superficie selenica in cui si trovava agganciato insieme al CSM giusto? E quando ripartiva dalla Luna allo stesso modo raggiungeva quell'orbita se non sbaglio. Eventuali manovre di abbassamento dell'orbita da parte del CSM erano previste solo in caso di problemi al LM?
Grazie Matteo a presto!  :wink:
Alessio Eusebio