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I misteri dell'apollo 13

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Offline DDD

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #50 il: Gio 31/12/2015, 21:39 »
Descent propulsione system, in soldoni il motore del modulo di discesa :mrgreen:

Offline amoroso

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #51 il: Gio 31/12/2015, 21:40 »
Scusa l'ignoranza, ma il DPS cosa è?
Il Descent Propulsion System, cioè il motore principale del LM.

Offline Nansuchao

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #52 il: Gio 31/12/2015, 21:43 »
Grazie a tutti e due!
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Offline Aleph

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #53 il: Ven 01/01/2016, 08:39 »


Dunque pochi sanno dove veramente Lowell e compagnia hanno rischiato di brutto la pellaccia...

Mi sembra un pò pessimistico, tenendo conto che avevano ancora il launch escape sistem. Si hanno dei dati sull'affidabilità di questi?

Veramente il launch escape system non lo avevano più, era stato eiettato durante la separazione del secondo stadio e l'evento di cui parlavo è avvenuto qualche minuto dopo.

Offline DDD

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #54 il: Ven 01/01/2016, 12:37 »
Più precisamente la torre è stata espulsa a t+3:21, il motore è stato spento a t+5:30.64, 132.6 secondi prima. A quel punto del volo la modalità di aborto era la numero II: separazione del CSM dal Saturn con un'accensione dello SPS per raggiungere la distanza di sicurezza, attivazione delle batterie del modulo di comando, separazione CM/SM e rientro (+/-) nominale. Il tutto in 24 secondi dal comando di separazione al raggiungimento della distanza di sicurezza e un ulteriore minuto e 16 secondi perché il cm sia in assetto per il rientro.
« Ultima modifica: Ven 01/01/2016, 12:40 da DDD »

Offline Aleph

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #55 il: Ven 01/01/2016, 13:22 »
Grazie per queste info, molto precise.

Sai per caso se questo sistema di aborto avrebbe potuto salvare l'equipaggio anche dalla possibile esplosione del motore? Intendo se la separazione del CSM sarebbe potuta avvenire con la necessaria rapidità?

Offline DDD

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #56 il: Ven 01/01/2016, 14:43 »
Il secondo e terzo stadio non sarebbero "esplosi" poiché la miscela LH2/LOX non produce una reazione così distruttiva, a differenza dell'RP-1 usato nel primo stadio... Per me avremo avuto uno scenario simile al disastro del challenger dove abbiamo avuto la combustione istantanea dei propellenti e la sopravvivenza della cabina dell'orbiter e dei due SRB (le masse di carburante sono confrontabili: 700t per l'ET, 400t per l'S-II), senza alcuna esplosione. Contando che durante l'accensione dell'S-II ormai siamo nella parte più rarefatta dell'atmosfera quindi le forze aerodinamiche non sono più un problema (queste ultime avevano distrutto l'orbiter) e l'apollo, in particolare la capsula, era molto più resistente. Consideriamo anche che la cabina dell'orbiter (che ha resistito) era a pochi metri dalla rottura, mentre il CM si sarebbe trovato ad una trentina di metri...
In sintesi non so quanto erano comprimibili quei 24 s ma imho un danno grave al secondo stadio non avrebbe ucciso gli astronauti.
PS il controllo missione poteva far guadagnare secondi preziosi chiamando l'abbandono primadel danno, avendo a disposizione dati più completi rispetto all'equipaggio.
« Ultima modifica: Ven 01/01/2016, 14:48 da DDD »

Offline IK1ODO

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #57 il: Ven 01/01/2016, 16:36 »
Il secondo e terzo stadio non sarebbero "esplosi" poiché la miscela LH2/LOX non produce una reazione così distruttiva

.... eh? :)
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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #58 il: Ven 01/01/2016, 17:18 »
Ops, forse mi sono espresso male: intendevo che essendo la temperatura di ebollizione dei propellenti intorno ai -250º e poiché ci troviamo in condizioni di vuoto non abbiamo una vera e propria 'esplosione':
Citazione
Un'esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia termica e meccanica a partire un accumulo di pressione, energia chimica, energia elettrica o nucleare, generalmente accompagnato dalla produzione ed espansione di gas ad altissima temperatura.

Offline IK1ODO

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #59 il: Ven 01/01/2016, 17:51 »
Ops, forse mi sono espresso male: intendevo che essendo la temperatura di ebollizione dei propellenti intorno ai -250º e poiché ci troviamo in condizioni di vuoto non abbiamo una vera e propria 'esplosione':
Citazione
Un'esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia termica e meccanica a partire un accumulo di pressione, energia chimica, energia elettrica o nucleare, generalmente accompagnato dalla produzione ed espansione di gas ad altissima temperatura.

e secondo te ossigeno e idrogeno, liquidi o gassosi che siano, in presenza di motori roventi e lamiere che si strappano non si accendono immediatamente con una palla di fuoco? Restano lì a guardare?
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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #60 il: Ven 01/01/2016, 18:15 »
Ops, forse mi sono espresso male: intendevo che essendo la temperatura di ebollizione dei propellenti intorno ai -250º e poiché ci troviamo in condizioni di vuoto non abbiamo una vera e propria 'esplosione':
Citazione
Un'esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia termica e meccanica a partire un accumulo di pressione, energia chimica, energia elettrica o nucleare, generalmente accompagnato dalla produzione ed espansione di gas ad altissima temperatura.

e secondo te ossigeno e idrogeno, liquidi o gassosi che siano, in presenza di motori roventi e lamiere che si strappano non si accendono immediatamente con una palla di fuoco? Restano lì a guardare?
Assolutamente no, l'ossigeno liquido e l'idrogeno reagiscono in modo incontrollato provocando un'imponente reazione tra i gas, sicuramente il secondo stadio e buona parte del terzo sarebbero andati distrutti, ma la capsula sarebbe sopravvissuta, è lì che volevo andare a parare.

Offline IK1ODO

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #61 il: Ven 01/01/2016, 18:19 »
ma la capsula sarebbe sopravvissuta, è lì che volevo andare a parare.

Ah! Beh, chissà, forse, eccetera. A dieci metri da uno stadio che esplode mi aspetterei un sacco di pezzi volanti ad alta velocità... chi può dirlo.
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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #62 il: Ven 01/01/2016, 18:58 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.

Offline blitzed

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #63 il: Sab 02/01/2016, 14:14 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.

Quelli che riporti mi sembrano i dati per l'orbiter intero, mentre nel caso del Challenger resistette solo la struttura della cabina, che era più robusta del resto della navetta e infatti durante l'incidente ha resistito a sollecitazioni ben superiori ai 3,5g...

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #64 il: Sab 02/01/2016, 14:35 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.


Quelli che riporti mi sembrano i dati per l'orbiter intero, mentre nel caso del Challenger resistette solo la struttura della cabina, che era più robusta del resto della navetta e infatti durante l'incidente ha resistito a sollecitazioni ben superiori ai 3,5g...
Ho capito, il mio ragionamento era: lo shuttle sopportava "di progetto" 3,5g, mentre Apollo era progettato per 6/7. Ovvio che le sollecitazioni massime sarebbero state maggiori, per  entrambi, il discorso verteva sul dimostrare che essendo la capsula Apollo più resistente dello Shuttle e visto che lo shuttle è resistito ad un'esplosione maggiore di una ipotetica del secondo/terzo stadio ergo anche l'apollo sarebbe sopravvissuto.

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #65 il: Sab 02/01/2016, 15:03 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.


Quelli che riporti mi sembrano i dati per l'orbiter intero, mentre nel caso del Challenger resistette solo la struttura della cabina, che era più robusta del resto della navetta e infatti durante l'incidente ha resistito a sollecitazioni ben superiori ai 3,5g...
Ho capito, il mio ragionamento era: lo shuttle sopportava "di progetto" 3,5g, mentre Apollo era progettato per 6/7. Ovvio che le sollecitazioni massime sarebbero state maggiori, per  entrambi, il discorso verteva sul dimostrare che essendo la capsula Apollo più resistente dello Shuttle e visto che lo shuttle è resistito ad un'esplosione maggiore di una ipotetica del secondo/terzo stadio ergo anche l'apollo sarebbe sopravvissuto.
Ma le due situazioni sono paragonabili? Mi sembra che l'esplosione del challenger sia avvenuta ad una altezza ed una velocità diverse di quelle da una eventuale del Saturn V. Un'altra cosa che vi chiedo, nel caso di questo incidente all' Apollo, la capsula non sarebbe potuta essere comunque danneggiata in maniera da non poter sopportare un rientro balistico come quello che si prospettava?
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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #66 il: Dom 03/01/2016, 13:13 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.


Quelli che riporti mi sembrano i dati per l'orbiter intero, mentre nel caso del Challenger resistette solo la struttura della cabina, che era più robusta del resto della navetta e infatti durante l'incidente ha resistito a sollecitazioni ben superiori ai 3,5g...
Ho capito, il mio ragionamento era: lo shuttle sopportava "di progetto" 3,5g, mentre Apollo era progettato per 6/7. Ovvio che le sollecitazioni massime sarebbero state maggiori, per  entrambi, il discorso verteva sul dimostrare che essendo la capsula Apollo più resistente dello Shuttle e visto che lo shuttle è resistito ad un'esplosione maggiore di una ipotetica del secondo/terzo stadio ergo anche l'apollo sarebbe sopravvissuto.
Ma le due situazioni sono paragonabili? Mi sembra che l'esplosione del challenger sia avvenuta ad una altezza ed una velocità diverse di quelle da una eventuale del Saturn V. Un'altra cosa che vi chiedo, nel caso di questo incidente all' Apollo, la capsula non sarebbe potuta essere comunque danneggiata in maniera da non poter sopportare un rientro balistico come quello che si prospettava?
Certo, il mio ragionamento è: la cabina dello shuttle è resistita a forze superiori rispetto a quelle che avrebbe dovuto sopportare il cm, il cm, alla luce dei dati, era più resistente della cabina dell'orbiter quindi anche il cm sarebbe sopravvissuto. Per la questione del danneggiamento dello scudo termico, è una questione di tempistica... Il secondo stadio è usato da 500m/s fino a quasi 6000 m/s, ci vorrebbero dei dati sull'usura dello scudo termico che al momento non conosco.

Offline Nansuchao

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #67 il: Dom 03/01/2016, 14:36 »
Se durante l'incidente del challneger, dopo la rottura del serbatoio esterno( che conteneva più carburante del S-II e S-IB messi assieme, vedi sotto) è resistita la cabina dello shuttle, che era meno resistente (progettata per un rientro a 8,2 km/s, temperature di circa 2000ºC e sollecitazioni a max 3,5g) , mentre il CM aveva uno scudo termico di 15 cm, era progettato per rientri a 10 km/s  (picco gli 11,082 km/s per A10, ma si era arrivati a valori superiori durante i test), decelerazioni di 6/7 g e temperature decisamente maggiori.


Quelli che riporti mi sembrano i dati per l'orbiter intero, mentre nel caso del Challenger resistette solo la struttura della cabina, che era più robusta del resto della navetta e infatti durante l'incidente ha resistito a sollecitazioni ben superiori ai 3,5g...
Ho capito, il mio ragionamento era: lo shuttle sopportava "di progetto" 3,5g, mentre Apollo era progettato per 6/7. Ovvio che le sollecitazioni massime sarebbero state maggiori, per  entrambi, il discorso verteva sul dimostrare che essendo la capsula Apollo più resistente dello Shuttle e visto che lo shuttle è resistito ad un'esplosione maggiore di una ipotetica del secondo/terzo stadio ergo anche l'apollo sarebbe sopravvissuto.
Ma le due situazioni sono paragonabili? Mi sembra che l'esplosione del challenger sia avvenuta ad una altezza ed una velocità diverse di quelle da una eventuale del Saturn V. Un'altra cosa che vi chiedo, nel caso di questo incidente all' Apollo, la capsula non sarebbe potuta essere comunque danneggiata in maniera da non poter sopportare un rientro balistico come quello che si prospettava?
Certo, il mio ragionamento è: la cabina dello shuttle è resistita a forze superiori rispetto a quelle che avrebbe dovuto sopportare il cm, il cm, alla luce dei dati, era più resistente della cabina dell'orbiter quindi anche il cm sarebbe sopravvissuto. Per la questione del danneggiamento dello scudo termico, è una questione di tempistica... Il secondo stadio è usato da 500m/s fino a quasi 6000 m/s, ci vorrebbero dei dati sull'usura dello scudo termico che al momento non conosco.

Scusate per la citazione enorme, ma questo mi interessa davvero tanto: che intendi con "da 500 m/s fino a quasi 6000 m/s? Velocità relativa o velocità orizzontale?
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Offline DDD

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Re:I misteri dell'apollo 13
« Risposta #68 il: Dom 03/01/2016, 15:40 »
Velocità rispetto al suolo, però le velocità sono sbagliate, ho controllato su Apollo by The Numbers che riporta 2400-6400 m/s
« Ultima modifica: Dom 03/01/2016, 15:52 da DDD »