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Nuovo metodo per la ricerca di pianeti

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Offline Vinz

Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« il: Gio 16/05/2013, 00:27 »
Non sapevo dove postare questo articolo da me tradotto (fonte Harvard Center for Astrophysics)

"Scoprire nuovi mondi alieni è una sfida impegnativa in quanto essi sono piccoli, deboli e vicini alle loro stelle. Due delle più prolifiche tecniche per la ricerca di esopianeti si basano sullo studio della velocità radiale e del transito degli stessi. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Tel Aviv e dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CFA) ha appena scoperto un pianeta extrasolare con un nuovo metodo che si basa sulla teoria speciale della relatività di Einstein.
"Siamo alla ricerca di effetti molto flebili. Avevamo bisogno di misurazioni di alta qualità della luminosità delle stelle, con un'accuratezza di poche parti per milione," ha detto il membro del team David Latham del CFA.
"Questo è stato possibile grazie ai magnifici dati che la NASA sta raccogliendo con Kepler", ha aggiunto Simchon Faigler della Università di Tel Aviv, Israele.
Sebbene Kepler sia stato progettato per trovare pianeti con il metodo del "transito", questo pianeta non è stato identificato con tale metodo. Invece, è stato scoperto utilizzando una tecnica proposta per la prima volta da Avi Loeb, del CFA e dal suo collega Scott Gaudi (ora presso l'Ohio State University) nel 2003. (Guarda caso, hanno sviluppato la loro teoria durante la visita alla Institute for Advanced Study di Princeton, dove Einstein lavorò).
Il metodo cerca di catturare i tre piccoli effetti che si verificano contemporaneamente quando un pianeta orbita intorno ad una stella. L'effetto "raggiante" di Einstein provoca un aumento della luminosità di una stella quando questa si muove verso di noi, tirato dal pianeta, e una diminuzione quando il pianeta si allontana. [...]
"Questa è la prima volta che questo aspetto della teoria della relatività di Einstein viene usato per scoprire un pianeta", ha detto il co-autore Tsevi Mazeh dell'Università di Tel Aviv.
Il team ha esaminato anche la forma della stella che si allunga a forma di pallone da football a causa dalle maree gravitazionali del pianeta orbitante. La stella appare più luminosa quando osserviamo il "pallone" dal lato, poichè la superficie visibile è maggiore e più debole quando la osserviamo dalle estremità. Il terzo effetto era dovuto alla luce della stella riflessa dal pianeta stesso.
Una volta identificato il nuovo pianeta, la sua esistenza è stato confermata da Latham usando le osservazioni della velocità radiale raccolte dallo spettrografo TRES Whipple Observatory in Arizona e da Tal Lev- o (Università di Tel Aviv) tramite lo spettrografo di SOPHIE presso l'Osservatorio di Haute-Provence in Francia. Uno sguardo più da vicino ai dati di Kepler ha anche mostrato che il pianeta transita davanti alla sua stella, fornendo una ulteriore prova per l'effettiva esistenza del pianeta.
"Pianeta di Einstein," formalmente conosciuto come Kepler-76b, è un "Giove caldo" che orbita attorno alla stella ogni 1,5 giorni. Il suo diametro è circa il 25 per cento più grande di Giove e pesa due volte tanto. Esso orbita attorno a una stella di tipo F si trova circa 2.000 anni luce dalla Terra nella costellazione del Cigno.
Il pianeta è in rotazione sincrona rispetto alla sua stella, mostrandogli sempre la stessa faccia, proprio come la Luna è in rotazione sincrona con la Terra. Di conseguenza, Kepler-76b viene "arrostito" ad una temperatura di circa 3.600 gradi Fahrenheit.
Inoltre, la squadra ha trovato prove concrete del fatto che il pianeta abbia venti con velocità estremamente elevate che trasportano il calore intorno ad esso. Di conseguenza, il punto più caldo su Kepler-76b non è il punto substellare ("high noon") ma una posizione distante circa 10.000 km da esso. Questo effetto è stato osservato solo una volta prima, su HD 189733b e solo in luce infrarossa con il telescopio spaziale Spitzer. Questa è la prima volta che le osservazioni ottiche mostrano prove di "venti alieni" al lavoro.
Anche se il nuovo metodo non riesce a trovare dimensioni dei mondi usando la tecnologia attuale, offre gli astronomi opportunità uniche. A differenza del metodo dello studio della velocità radiale, non necessita di spettri ad alta precisione. A differenza dei "transiti", non necessita un preciso allineamento del pianeta con la stella.
"Ogni tecnica di caccia ai pianeti ha suoi punti di forza e di debolezza. E ogni tecnica aggiunta al ventaglio di possibilità ci permette di trovare nuovi pianeti in modi diversi"ha detto Avi Loeb di CfA.
Il paper che annuncia questa scoperta è stato accettato per la pubblicazione nella rivista The Astrophysical Journal ed è disponibile online.
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Offline Michael

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Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #1 il: Gio 16/05/2013, 06:01 »
La sezione è giusta :)
Ecco il link all'articolo originale: http://www.cfa.harvard.edu/news/2013/pr201312.html
Michael
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Offline paolo137

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Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #2 il: Gio 16/05/2013, 09:09 »
Il ragazzo ha della stoffa. Ci potremmo fare una proposta che non puo' rifiutare.
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Offline Michael

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Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #3 il: Gio 16/05/2013, 14:32 »
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Offline Vinz

Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #4 il: Gio 16/05/2013, 22:51 »
L'avevo visto ed ero molto tentato..l'unico mio problema sarebbe il tempo che nei periodi più intensi scarseggia (tipicamente sotto esame). Detto questo, si, mi piacerebbe contribuire attivamente e far parte della vostra "squadra" =)
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Offline Astra

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Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #5 il: Gio 16/05/2013, 23:48 »
Grazie della segnalazione Vinz, che bello che si continuino a trovare nuovi parametri con cui identificare possibili nuovi pianeti.
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Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #6 il: Ven 17/05/2013, 21:07 »

Offline Vinz

Re:Nuovo metodo per la ricerca di pianeti
« Risposta #7 il: Ven 17/05/2013, 22:42 »
Interessante Paolo, purtroppo però, leggevo proprio oggi che Kepler ha avuto un nuovo problema (in un sistema per il controllo d'assetto) che potrebbe compromettere la prosecuzione della missione  :no:
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