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Scomparsa di Halton Arp

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Scomparsa di Halton Arp
« il: Mar 31/12/2013, 20:45 »
Cari amici,

questo è un forum di Astronautica ma penso che tutti noi si sia, prima ancora ,appassionati di Astronomia.

Purtroppo il 28/12/2013 è scomparso il grande astronomo Halton Arp era nato nel 1927 e quindi aveva circa 86 anni.
Egli è stato una figura molto controversa nel campo dell'Astronomia perchè le sue idee ,corroborate da foto di galassie anomale,minano alla base lo status quo della cosmologia odierna ,vale a dire la teoria del Big Bang.

Dal 1966,la sua insistenza nell'affermare la natura non cosmologica del redshift ,lo ha portato di fatto ad essere emarginato dalla comunità Astronomica internazionale.

Ormai ci sono molte immagini di oggetti con alto redshift vicini ad altri oggetti con redshift molto diversi.
Questi casi di redshift discordanti sono spiegati dalla teoria canonica,come allineamenti casuali di oggetti posti a distanze diverse.
Il problema è che questi oggetti cominciano ad essere un poco troppi per essere spiegati tutti come un effetto di prospettiva.
Arp non riconosceva che le sue osservazioni potessero essere considerate un effetto statistico e insisteva nel sostenere che tutti i dati che mettono in discussione la teoria del Big Bang  fossero stati sistematicamente soppressi.

Non mi son mai addentrato nei particolari, non sono un astrofisico ma solo un appassionato,  dico solo che in troppe immagini ci sono lontanissimi Quasar accanto a  relativamente vicine galassie  o di oggetti peculiari,come  l'anomalia nel  quintetto di Stephan , ai quali non è mai stato dato uno sguardo più approfondito con i grossi telescopi moderni e la cosa mi puzza molto di bruciato.
Queste troppe incongruenze non possono essere ignorate e il Big Bang non deve essere considerato come verità assoluta.
Ciao Alton! Sei stato un grande Astronomo. Giusta o sbagliata,la tua teoria merita approfondimenti e risposte.

Offline blitzed

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Re:Scomparsa di Halton Arp
« Risposta #1 il: Mer 01/01/2014, 02:59 »
Senza nulla togliere al personaggio né alla persona, e senza voler in alcun modo mancare di rispetto a lui né ai suoi cari cui è venuto meno, devo dire che qualcosa di lui avevo letto, seppure da inesperto della materia: personalmente non amo gli autoproclamatisi geni incompresi vittime del fantomatico "establishment" scientifico. In quel, peraltro poco, che avevo letto di lui e su di lui avevo ravveduto proprio questo genere di autoemarginazione vittimistica che, ahimè, pare andare molto di moda.

Potrei benissimo sbagliarmi e forse le mie letture sono state viziate da errori e/o omissioni da parte degli autori, né penso di avere gli strumenti per comprendere le sue argomentazioni in un modo che non sia semplicistico e superficiale.

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Offline amoroso

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    • Paolo Amoroso
Re:Scomparsa di Halton Arp
« Risposta #2 il: Mer 01/01/2014, 16:31 »
Pur concordando sul doveroso rispetto per il contributo professionale e la figura umana di Arp, e riconoscendo che il Big Bang, come tutte le teorie scientifiche, è soggetto a continui raffinamenti e verifiche che ne confermino o smentiscano la solidità, è importante ricordare due fatti per ristabilire il contesto delle obiezioni di Arp al Big Bang.

Il primo riguarda gli aspetti tecnici delle obiezioni. Il Big Bang è ancora la teoria cosmologica migliore e più solida. Non solo esistono spiegazioni soddisfacenti delle anomalie di redshift evidenziate da Arp che non contraddicono la teoria, ma anche una mole di conferme sperimentali concordanti del Big Bang. La più nota è l’osservazione della radiazione cosmica di fondo, ma ve ne sono molte altre più conosciute agli addetti ai lavori ma ugualmente significative provenienti sia dall’astrofisica, sia dalla fisica fondamentale.

Se Arp è rimasto convinto fino all’ultimo che quelle anomalie mettessero seriamente in dubbio il Big Bang nonostante lo scetticismo e la freddezza tecnica della comunità scientifica, questo riguarda più verosimilmente la sua personalità e le sue convinzioni che una presunta ostilità pregiudiziale o la malafede dei suoi colleghi.

Un altro aspetto importante da ricordare, più generale, è che, nonostante ciò che sembrino suggerire i resoconti divulgativi e giornalistici, Arp e altri scienziati romanticamente considerati geni incompresi non hanno in alcun modo l’esclusiva dell’anticonformismo nel mondo scientifico, e non sono un’eccezione.

La formulazione di ipotesi audaci, innovative e controcorrente è parte integrante del processo scientifico. Questo anticonformismo ha però un limite naturale: si ferma di fronte alle smentite sperimentali e della normale verifica scientifica.

Chi decide di mantenere convinzioni smentite nonostante i fatti e il rigoroso processo di verifica dimostrino il contrario, abbandona il metodo scientifico e non deve soprendersi dello scetticismo dei colleghi. Il metodo scientifico è l’unico che, nonostante i limiti, abbia ampiamente dimostrato di funzionare egregiamente nell’indagine della realtà fisica.

Atteggiamenti come quello di Arp, se non si ha familiarità con il funzionamento della scienza e la comunità scientifica, danno l’impressione di controversie apparentemente autorevoli, fondate e largamente condivise  che sono però inesistenti. Sono controversie spesso create o sfruttate dai sostenitori di vari negazionismi come il creazionismo o la negazione del riscaldamento globale.

È interessante notare che, a pochi giorni dalla scomparsa di Arp, i suoi necrologi siano stati pubblicati apparentemente solo da siti e organizzazioni creazioniste che negano il Big Bang.

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Re:Scomparsa di Halton Arp
« Risposta #3 il: Mer 01/01/2014, 17:20 »
Stavo per commentare, poi ho letto la risposta di Paolo. Perfettamente d'accordo; aggiungerei che la critica delle teorie accettate è fondamentale per l'avanzamento della scienza, e Arp ha svolto bene il ruolo del rompiscatole. Però dopo averle rotte bisogna riaggustarle, le scatole, e i critici del Big Bang non hanno potuto offrire una alternativa credibile che fosse in accordo con le osservazioni.
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