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2019 Back to Moon

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Offline isapinza

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Re:2019 Back to Moon
« Risposta #50 il: Ven 06/11/2015, 14:16 »
In realtà quello che scrivi è esattamente l'opposto di quello che le moderne teorie di management insegnano:
Responsabilizzare tutta la "catena" umana che porta dal disegno al prodotto finito, consentire al singolo di intervenire e segnalare  se qualcosa del processo non funziona, basarsi  sul metodo scelto e non sulle tecnologiche che supportano quel metodo etc etc.
O perlomeno queste sono le teorie, sul come vengono messe in pratica, specialmente in italia, meglio non commentare.  :no: :no:
Ho notato comunque che una certa chiusura nell'equiparare l'importanza di tutte le funzioni aziendali è presente soprattutto al Nord, dove sembra ancora esistere una sorta di separazione tra chi "pensa" e chi "costruisce" le cose.
Tutto questo ovviamente nella mia esperienza  :mrgreen:
CAD e CAM sono strumenti potentissimi e consentono di risparmiare diversi soldini e sopratutto molto tempo,  così come l'introduzione dei computer negli uffici, ma c'è ancora chi stampa le mail, le legge, scrive a mano la risposta e poi la copia  :no:
---> Se quello che dico può essere interpretato in due modi ed uno dei due ti fa arrabbiare...intendevo il terzo *grin*

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #51 il: Ven 06/11/2015, 17:01 »
Alle volte invece mi domando se tutta la tecnologia informatica di cui disponiamo, non diventi un ostacolo invece che un aiuto in fase di progettazione. Lavoro in un'azienda che costruisce macchine ed impianti per confezionare gli alimentari, ed ovviamente le macchine sono disegnate in ogni loro parte fino all'ultima vite con CAD 3D. A volte assisto a degli psicodrammi tra i montatori ed i disegnatori, perchè in un pezzo manca un foro o qualcosa è fuori misura. Fino ad una quindicina d'anni fa questi non sarebbero stati problemi, ma barzellette. Il montatore pigliava in mano il suo trapano e rimediava all'errore. Anche i disegni di cui disponevano si disponeva allora erano tutt'altra cosa rispetto a quelli odierni. Oggi per montare una sezione di macchina c'è un faldone pieno di esplosi (strano pensare che gli esplosi sono stati "inventati" dall'uovo kinder), mentre una volta c'era solo un foglione formato A0 e 2D. Attenzione non sto facendo il nostalgico, io ho solo 44 anni, e mi occupo del software delle macchine, ma ho iniziato a lavorare presto, in un mondo lavorativo che mi sembra sia cambiato parecchio. Mi sembra che le singole competenze ed abilità personali siano un po' messe da parte in funzione di una più rassicurante omologazione. Chissà se i montatori del LM o del CM si sono presi la briga di impugnare il trapano e rimediare a problematiche non pensate durante la progettazione... VOi cosa ne pensate?

Hai ragione,ma c'è anche il contraltare di ciò che scrivi.
E' stato detto che uno dei motivi più importanti per cui oggi non si potrebbe (o sarebbe difficilissimo) ricostruire il Saturno V non è tanto perchè siano stati distrutti i disegni originali (questa è una bufala) ma perchè si è perduto il know out di quel personale specializzato che,per l'appunto "pigliava in mano il suo trapano" e sapeva come sistemare una cosa e dove.
Oggi forse paradossalmente sarebbe più semplice rimettere mano ad un progetto.


Know how..
Ehmm...  :oops: know how .
« Ultima modifica: Ven 06/11/2015, 20:11 da carmelo pugliatti »

Offline mxmo

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #52 il: Ven 06/11/2015, 18:19 »
In realtà quello che scrivi è esattamente l'opposto di quello che le moderne teorie di management insegnano:
Responsabilizzare tutta la "catena" umana che porta dal disegno al prodotto finito, consentire al singolo di intervenire e segnalare  se qualcosa del processo non funziona, basarsi  sul metodo scelto e non sulle tecnologiche che supportano quel metodo etc etc.
O perlomeno queste sono le teorie.....
..Hemm io intendevo (almeno in parte) quello che hai scritto. ovvero il coinvolgimento di tutta la catena produttiva. Però non ho capito se secondo te le teorie di management insegnano proprio questo o il contrario.
Penso che hai azzeccato in pieno la mentalità aziendale circolante!! Almeno qui al Nord, poi al sud non lo so.
Anch'io sono convinto che gli strumenti informatici siano essenziali, e tra l'altro sono quelli che mi danno il pane!! Io sviluppo software. Però penso anche che il software sia un semplice strumento, poi dipende dall'uso che ne si fa...Una volta i progettisti perdevano il loro tempo perchè disegnare al tecnigrafo era difficile. Se tiravi una linea sbagliata era un casino correggere (non ho mai disegnato al tecnigrafo ma penso fosse così). Oggi però un progettista col CAD 3d impiega lo stesso tempo di allora a progettare!! Perchè il tempo che si è guadagnato nel lavorare con un mezzo potente lo si è subito perso nel voler andare a disegnare il singolo dettaglio del filetto della vite! Tornando alla mentalità delle aziende ti dirò che a me fa venire un'enorme tristezza il come viene gestito l'ufficio tecnico della mia azienda. Ci sono diversi ragazzi giovani tutti laureati, perchè ormai le aziende pretendono la laurea. Ma un ingegnere meccanico dovrebbe progettare! Ed invece questi ragazzi sono dei meri tirarighe. Fanno semplicemente il disegnino della parte che gli è stata assegnata, senza conoscere il funzionamento generale della macchina. E le ore uomo di progettazione sono restate invariate per i motivi che ho detto prima. Con lo scotto però che questi ragazzi non si fanno una vera e propria esperienza progettuale.

Offline mxmo

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #53 il: Ven 06/11/2015, 19:44 »
Hai ragione,ma c'è anche il contraltare di ciò che scrivi.
E' stato detto che uno dei motivi più importanti per cui oggi non si potrebbe (o sarebbe difficilissimo) ricostruire il Saturno V non è tanto perchè siano stati distrutti i disegni originali (questa è una bufala) ma perchè si è perduto il know out di quel personale specializzato che,per l'appunto "pigliava in mano il suo trapano" e sapeva come sistemare una cosa e dove.
Oggi forse paradossalmente sarebbe più semplice rimettere mano ad un progetto.
Know how.. hai detto le parole magiche, una delle due cose che ci manca oggi per ripeter l'impresa. Know how, tradotto letteralmente significa semplicemente "come fare". Si tratta del lato umano del progetto, ovvero l'esperienza. Non bastano solo i progetti completi i manuali e tutte le spiegazioni teoriche di questo mondo, serve quella malizia e quella confidenza del saper fare. Vi ricordate la prima volta che vi siete seduti al volante di un'auto? In teoria sapevamo tutto su come si guida, ma mamma mia quanto strabuzzavamo gli occhi, e come stringevamo forte le mani sul volante!! Oggi guidare è una cosa che facciamo in background, senza nemmeno sapere di farlo, proprio come camminare. Queste azioni sono talmente automatiche da permetterci di pensare a tutt'altro mentre le facciamo. E' una delle caratteristiche della mente umana automatizzare le proprie azioni, ma fintato che queste azioni non sono state provate più e più volte, compierle richiede ogni volta un grande sforzo. Sulla Luna ci si arrivò proprio per esperienza acquisita. Non fu un balzo nel vuoto, ma il risultato di un accumulo di esperienze a step successivi. Io dico sempre così a chi crede nel Lunacomplotto e a sostegno di ciò dice che era un'impresa troppo difficile.
Dicevo due cose, la seconda forse è opinabile, ma per me, questa seconda cosa indispensabile, è non aver paura della morte. Andare sulla Luna era un rischio incredibile, ma gli astronauti e tutto lo staff accettarono serenamente la cosa. Non erano dei pazzi masochisti, ma probabilmente la mentalità dell'uomo di 50 anni fa era diversa dalla nostra. Forse l'essere usciti da pochi anni da una terribile guerra rendeva la morte più vicina? Non saprei. Mi vengono in mente anche i piloti di Formula 1 degli anni '70. Ogni anno ne morivano un paio è c'è chi tornò a correre anche dopo essere scampato per un pelo alla morte. Oggi non accettiamo più che rischi simili possano esistere ma sembra che una volta la soglia di rischio accettabile fosse veramente molto più bassa di adesso. Credo che per accettare soglie di rischio simili al giorno d'oggi non sarebbe più sufficiente nemmeno la motivazione della guerra fredda.

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #54 il: Ven 06/11/2015, 20:35 »
Andare sulla Luna era un rischio incredibile, ma gli astronauti e tutto lo staff accettarono serenamente la cosa. Non erano dei pazzi masochisti, ma probabilmente la mentalità dell'uomo di 50 anni fa era diversa dalla nostra. Forse l'essere usciti da pochi anni da una terribile guerra rendeva la morte più vicina? Non saprei. Mi vengono in mente anche i piloti di Formula 1 degli anni '70. Ogni anno ne morivano un paio è c'è chi tornò a correre anche dopo essere scampato per un pelo alla morte. Oggi non accettiamo più che rischi simili possano esistere ma sembra che una volta la soglia di rischio accettabile fosse veramente molto più bassa di adesso. Credo che per accettare soglie di rischio simili al giorno d'oggi non sarebbe più sufficiente nemmeno la motivazione della guerra fredda.

Assolutamente vero.
Una delle cose che mi impressionò di più nel leggere"La stoffa giusta",di Tom Wolfe fu il capitolo iniziale in cui si raccontava dei frequentissimi incidenti mortali tra le file dei piloti collaudatori,del numero di funerali di colleghi al quale un pilota da caccia interveniva ogni anno,e delle stime di sopravvivenza del suddetto pilota.
Sinceramente non so come sia messa oggi la situazione,ma presumo che il numero di incidenti mortali tra i piloti collaudatori (ed i piloti militari tout court) sia crollato rispetto alla fine degli anni 50.
Al di là dei progressi nel campo della tecnologia e della progettazione,oggi siamo più consapevoli,meno disposti a correre rischi..o per meglio dire, i rischi mortali non  sono più socialmente  tollerabili.
E' un cambiamento culturale.
Senza tirare in ballo areonautica e formula1( o motociclismo),pensiamo a cos'era un automobile quaranta o cinquant'anni fa;
pensate a chi guidava senza cinture di sicurezza,nè poggiatesta o airbag,col figlioletto sul sedile anteriore e magari fumando come una ciminiera nell'abitacolo chiuso.
Pensate a chi andava in moto o in scooter senza casco (se lo mettevi ti guardavano come un matto),ed a tutte le altre abitudini quotidiane potenzialmente pericolose.
Non è che una volta fossero scemi,solo c'era un altro tipo di percezione ed accettazione del rischio,un altra mentalità.
E' un bene o un male che oggi le cose siano cambiate?
Il cambiamento ha salvato un numero di vite non trascurabili,e per quanto posso capire il punto di vista di chi dubita che la nuova mentalità sia,in generale,positiva per la società nel suo complesso,da persona pragmatica mi limito a contare i molti morti in meno ed a concludere che sia meglio così.

Offline mxmo

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #55 il: Ven 06/11/2015, 21:02 »
.. frequentissimi incidenti mortali tra le file dei piloti collaudatori,del numero di funerali di colleghi al quale un pilota da caccia interveniva ogni anno,e delle stime di sopravvivenza del suddetto pilota.
E' un cambiamento culturale.
Senza tirare in ballo areonautica e formula1( o motociclismo),pensiamo a cos'era un automobile quaranta o cinquant'anni fa;
pensate a chi guidava senza cinture di sicurezza,nè poggiatesta o airbag,col figlioletto sul sedile anteriore e magari fumando come una ciminiera nell'abitacolo chiuso.

Condivido in pieno quello che dici.
Chissà se per i piloti collaudatori, l'assistere a così frequenti funerali di piloti amici aveva l'effetto di avvivinare alla morte e renderla più famigliare. Ad ogni modo hai perfettamente ragione sulla nostra attuale percezione del rischio anche nel mondo civile. Sarà il benessere diffuso, oppure il fatto che la vita media si sia decisamente allungata, certo è che per le nostre società occidentali la vita ha assunto un altissimo valore. (cosa che non è così per esempio in purtroppo troppi paesi poveri). Non vorrei sembrare cinico, ma nella storia umana la fame e la disperazione sono sempre stati dei fortissimi impulsi al cambiamento. Pensiamo un po' ad esempio alla colonizzazione dell'America.
Alla luce di tutti questi discorsi, non credo che in cinque anni riusciremmo a tornare sulla Luna nonostante tutta la tecnologgia attuale.

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #56 il: Sab 07/11/2015, 02:04 »

Chissà se per i piloti collaudatori, l'assistere a così frequenti funerali di piloti amici aveva l'effetto di avvivinare alla morte e renderla più famigliare. .

Da quel che scrive Wolfe il meccanismo mentale era piuttosto "a me non succederà mai perchè sono  più in gamba".
La stoffa giusta,appunto.

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #57 il: Sab 07/11/2015, 09:59 »
Senza dubbio è vero quel che dite se parliamo di masse e comunità, ma se poi andiamo a vedere i singoli uomini? Mi sembra che al giorno d'oggi si rischi la vita per imprese molto meno audaci che andare sulla Luna. Pensate agli stuntmen della Redbull.

Edit: Non vorrei aver frainteso il vostro discorso.

Offline mxmo

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #58 il: Sab 07/11/2015, 11:30 »
Senza dubbio è vero quel che dite se parliamo di masse e comunità, ma se poi andiamo a vedere i singoli uomini? Mi sembra che al giorno d'oggi si rischi la vita per imprese molto meno audaci che andare sulla Luna. Pensate agli stuntmen della Redbull.

Edit: Non vorrei aver frainteso il vostro discorso.
Penso che in quello che dici ci sia assolutamente del vero. Forse questi sono dei comportamenti tollerati in quanto iniziative personali. Credo comunque che questo tipo di eventi non sia troppo sotto l'occhio dei mass media, ed anzi probabilmente ci finirebbe sotto proprio in caso di incidenti spiacevoli. Nel qual caso penso RedBull per motivi d'immagine potrebbe dare un freno a queste esibizioni.
Però che questi Stuntman al giorno d'oggi abbiano il coraggio di compiere simili imprese, significa che a livello umano esiste ancora gente che ha "la stoffa giusta" per citare il libro segnalato da Carmelo. Devo assolutamente procurarmelo!! Tra l'altro nella recensione leggevo che nel libro si ritratta un po' la figura del supereroe, e si dice come questi uomini si fossero trovati in quella situazione quasi loro malgrado. Una volta che si è saliti su una bicicletta si è costretti a pedalare per non cadere, pur maledicendo il momento in cui si è voluto provare a salirci?

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #59 il: Sab 07/11/2015, 11:53 »
Non voglio immaginare cosa passasse nelle menti degli astronauti dell'Apollo 13!

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #60 il: Sab 07/11/2015, 15:55 »
Credo fossero molto concentrati su come tornare a casa.

Re:2019 Back to Moon
« Risposta #61 il: Sab 07/11/2015, 18:35 »
Senza dubbio  :mrgreen: ma in quasi una settimana di viaggio di pensieri ne passano.