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L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #25 il: Gio 04/05/2017, 16:38 »
ma tutta roba al di là della teoria. Del cervello, in pratica, abbiamo una conoscenza inferiore di quanto non abbiamo dello
spazio-tempo.

Citazione
ci manca un modello del modo in cui il nostro cervello "funziona". Senza quello risulta essere difficile costruire sistemi che possano essere definiti intelligenti.


Posto che tutti conveniamo che siamo ancora lontani,e posto che (a meno di traumatici arresti,sempre possibili) possiamo soltanto intuire i progressi tecnologici dei prossimi cento anni e oltre ( più o meno quanto un uomo del 1917 poteva immaginare le tecnologie sviluppate nel 2017), ripeto che presumibilmente non si tratterà di replicare un cervello umano,ma di un differente approccio all'inteligenza artificiale.

Citazione


Sicuramente, utilizzando lo stesso paradigma attuale, cioè modello di Von Neumann con Cpu con registri interni che eseguono istruzioni e memoria esterna, amplificato da decenni di sviluppo tecnico
ancora non siamo in grado di far eseguire ad un computer( termine forse riduttivo ma per capirci ;-) ) ricerche con dati incerti che generino delle soluzioni non preprogrammate

Non siamo ancora.
Come nel 1917 non si era ancora in grado,non dirò di inviare un uomo sulla luna,ma neanche un satellite in orbita.
Il nostro è infatti un ragionamento su possibilità future.
 
Citazione
Un Neil Armstrong ( sempre lui :-)  ) su una Gemini 8 ha la freddezza e l'intuito di utilizzare i razzi di rientro ( mi correggano gli esperti storici del forum se è una inesattezza ) per bloccare la rotazione
della capsula, un computer, anche il più potente, se non preprogrammato in tal senso non lo avrebbe mai fatto. Uno Scott Carpenter, invece, qualche anno prima, combina un casino in fase di rientro a causa forse proprio della sua umanità e del trovarsi davanti ad uno spettacolo emozionante.

OT.
E' ormai fatto assodato che il povero Scott Carpenter non ha combinato alcun casino,e che i guai della sua Mercury al rientro dipendevano da un malfunzionamento della capsula.
Anche se ai comandi ci fosse stato (come da programma originale) Deke Slayton sarebbe accaduta la stessa cosa.
Che poi a Slayton non avrebbero detto nulla,mentre a Carpenter si (per tutte una serie di ragioni non era considerato uno con "la stoffa giusta") è un altro discorso.
Chiuso OT.

State parlando dell'intuizione? Definita anche "scintilla divina"  :surprise:

Lasciamo perdere le "scintille divine".
Si entrerebbe in discorsi metafisici che in buona sostanza sono il regno delle opinioni (e fedi) personali.


Citazione
Io non sono così sicuro come lo siete voi che le macchine supereranno la biologia. Perché la biologia é adattabile, autoriparante, autoevolutiva, autoreplicante, a basso consumo energetico e permette meraviglie come il cervello umano. E prevede tentativi multipli che grazie alla replicazione aggira il "game over" da singolo guasto. Guardate gli insetti.

Beh,penso che il livello intellettivo di un insetto sia stato abbondantemente raggiunto e superato.
In ogni caso non si tratta nè di "superare" nè di "replicare"la biologia,ma se mai di emularla ( o emularne i risultati).
Non ci arriveremo mai?
Può darsi,ma oggi comunque rimane la possibilità concreta che un giorno ( forse non lontanissimo) potremo riuscirci.









« Ultima modifica: Gio 04/05/2017, 16:45 da carmelo pugliatti »

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #26 il: Gio 04/05/2017, 19:02 »
State parlando dell'intuizione? Definita anche "scintilla divina"  :surprise:

Lasciamo perdere le "scintille divine".
Si entrerebbe in discorsi metafisici che in buona sostanza sono il regno delle opinioni (e fedi) personali.

Lo dice Jacob Böhme ma anche altri filosofi

Io non sono così sicuro come lo siete voi che le macchine supereranno la biologia. Perché la biologia é adattabile, autoriparante, autoevolutiva, autoreplicante, a basso consumo energetico e permette meraviglie come il cervello umano. E prevede tentativi multipli che grazie alla replicazione aggira il "game over" da singolo guasto. Guardate gli insetti.

Beh,penso che il livello intellettivo di un insetto sia stato abbondantemente raggiunto e superato.
In ogni caso non si tratta nè di "superare" nè di "replicare"la biologia,ma se mai di emularla ( o emularne i risultati).
Non ci arriveremo mai?
Può darsi,ma oggi comunque rimane la possibilità concreta che un giorno ( forse non lontanissimo) potremo riuscirci.
Abbiamo sotto gli occhi una tecnologia già FUNZIONANTE che é quella biologica, su quali basi ne potremmo creare un'altra? Le "macchine autoreplicanti" sono al momento meramente teoriche, debbono scendere a livello atomico per procurarsi gli elementi (infatti sono chiamate anche "automi cellulari") quindi stiamo parlando probabilmente della stessa cosa. La biologia può già creare infinite macchine viventi, quello che possiamo fare noi é accorciarne i tempi evolutivi. Ma quel giorno saremo anche in grado di migliorare noi stessi.
https://en.wikipedia.org/wiki/Self-replicating_machine
<ISAA n°119> | È vero, ho scalato montagne e ho camminato in luoghi remoti. Ma come avrei potuto vedervi se non da una grande altitudine o da una grande distanza? In verità, come si può essere vicini se non si conosce la lontananza? (Khalil Gibran)

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #27 il: Gio 04/05/2017, 19:32 »
State parlando dell'intuizione? Definita anche "scintilla divina"  :surprise:

Lasciamo perdere le "scintille divine".
Si entrerebbe in discorsi metafisici che in buona sostanza sono il regno delle opinioni (e fedi) personali.

Lo dice Jacob Böhme ma anche altri filosofi

Appunto, "filosofi".


Io non sono così sicuro come lo siete voi che le macchine supereranno la biologia. Perché la biologia é adattabile, autoriparante, autoevolutiva, autoreplicante, a basso consumo energetico e permette meraviglie come il cervello umano. E prevede tentativi multipli che grazie alla replicazione aggira il "game over" da singolo guasto. Guardate gli insetti.

Beh,penso che il livello intellettivo di un insetto sia stato abbondantemente raggiunto e superato.
In ogni caso non si tratta nè di "superare" nè di "replicare"la biologia,ma se mai di emularla ( o emularne i risultati).
Non ci arriveremo mai?
Può darsi,ma oggi comunque rimane la possibilità concreta che un giorno ( forse non lontanissimo) potremo riuscirci.
Citazione
Abbiamo sotto gli occhi una tecnologia già FUNZIONANTE che é quella biologica, su quali basi ne potremmo creare un'altra? Le "macchine autoreplicanti" sono al momento meramente teoriche, debbono scendere a livello atomico per procurarsi gli elementi (infatti sono chiamate anche "automi cellulari") quindi stiamo parlando probabilmente della stessa cosa. La biologia può già creare infinite macchine viventi, quello che possiamo fare noi é accorciarne i tempi evolutivi. Ma quel giorno saremo anche in grado di migliorare noi stessi.
https://en.wikipedia.org/wiki/Self-replicating_machine


Eh, ma qui entriamo in un campo ancora più spinoso,l'ingegneria genetica.
Posto che per le difficoltà cui accennavi,l'estrema complessità della "macchina" uomo,eventuali modifiche o "migliorie" genetiche sono molto difficili ,dovremmo anche tenere presente tutta una serie di problematiche di natura etica che verrebbero ad aprirsi.
Diversa la questione dell'inteligenza artificiale.
Io credo che entrambi questi campi marceranno di pari passo,ma se dovessi scommettere sul più rapido progresso dell'uno rispetto all'altro scommetterei propio sull 'I.A.

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #28 il: Gio 04/05/2017, 20:01 »
Discussione molto interessante Carmelo. :-)  Ringrazio anche Astro_Livio per aver trovato interessanti i miei interventi. Non sapevo di una nuova visione della missione di Scott Carpenter, ero rimasto a Deke!,  l'autobiografia di Slayton, in cui si davano per certi errori clamorosi di Carpenter. Sono molto interessato a quelle epiche missione, Carmelo, posso gentilmente chiederti i riferimenti relativi a questa differente analisi di Aurora 7?  Grazie anticipate :-)  .  Comunque poco sposta la nostra discussione. Il punto è realizzare una macchina pensante in grado di prendere decisioni autonome basandosi sulla esperienza pregressa avendo come input dati non completi. È possibile realizzare una macchina del genere? Si. Perchè una 'macchina' del genere esiste: noi. Abbiamo un modello teorico di questa macchina? Purtroppo no. È questo che io sto sostenendo non che sia impossibile, ma che manca un modello teorico su cui realizzare un progetto. E non è importante che replichi esattamente un cervello umano ma che sia in grado di derivare un comportamento corretto a fronte di accadimenti imprevisti pur non essendo stato preprogrammato a quel determinato scopo. Sicuramente avremo in futuro potenze di calcolo sempre più vaste che potremo 'barattare' in cambio di comportamenti preprogrammati sempre più complessi,  e qui entrerà in gioco purtroppo la difficoltà di testare algoritmi sempre più pesanti. Ottimo l'esempio di chi prima ha parlato degli scacchi. Per un computer sarà sempre più facile prevedere scenari futuri in quantità sempre più elevata rispetto ad un maestro di Scacchi ma supponiamo che improvvisamente un falco piombi sulla scacchiera e si porti via un alfiere. Un essere umano potrebbe ancora tentare di vincere, un computer probabilmente si incasinerebbe perchè nelle regole degli scacchi non è previsto che un pezzo sparisca senza essere mangiato dall'avversario. In sintesi, non è questione di anni, potrebbe succedere dopodomani o non avvenire mai, è questione che ci manca un modello, anche differente dal cervello umano, di macchina cognitiva pensante. E, citando Forrest Gump "non ho altro da dire su questa faccenda" :-D

Offline lux

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #29 il: Gio 04/05/2017, 21:56 »

Diversa la questione dell'inteligenza artificiale.
Io credo che entrambi questi campi marceranno di pari passo,ma se dovessi scommettere sul più rapido progresso dell'uno rispetto all'altro scommetterei propio sull 'I.A.

http://www.macitynet.it/intelligenza-artificiale-software-creare-nuovo-software/

Credo che lo sviluppo della AI versione software sara' piu' veloce. O cmq verra' prima , anche perche'  e' molto piu' flessibile da studiare e sperimentare. Poi trovati i modelli corretti
si potranno cablare in HW.  Un po' lo stesso di adesso coi i calcolatori programmabili general purpose o microcontrollori programmabili e la controparte cablata. Per ovvi motivi un conto e' cablare in HW dei piccoli algoritmi , funzioni, un conto invece sono programmi complessi che quindi necessitano dei calcolatori programmabili di tipo Von neumann.
 In definitiva serve molta potenza di calcolo.

 https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Intelligenza-artificiale-cos-e-e-qual-e-la-differenza-con-il-machine-learning_15168

Non so a che livello potranno arrivare le TPU. Io sono fiducioso sui computer quantistici, quando sara'.....
« Ultima modifica: Gio 04/05/2017, 22:12 da lux »
L' universo è un mondo fantastico

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #30 il: Gio 04/05/2017, 22:09 »
Discussione molto interessante Carmelo. :-)  Ringrazio anche Astro_Livio per aver trovato interessanti i miei interventi. Non sapevo di una nuova visione della missione di Scott Carpenter, ero rimasto a Deke!,  l'autobiografia di Slayton, in cui si davano per certi errori clamorosi di Carpenter. Sono molto interessato a quelle epiche missione, Carmelo, posso gentilmente chiederti i riferimenti relativi a questa differente analisi di Aurora 7? 

La vicenda è ormai abbastanza chiarita.
Riassumendo, era presente una avaria che fece rientrare la capsula in un punto diverso da quello previsto.
Le manovre di Carpenter non avrebbero potuto consumare tanto carburante da determinare un rientro fuori bersaglio del genere.
Lo stesso si sarebbe verificato anche con Slayton a bordo,e senza le imbardate impresse da Carpenter per capire il fenomeno delle "lucciole" (fenomeno che peraltro andava indagato,perchè costituiva uno dei "misteri" del  volo  di Glenn).

Citazione
Carpenter was tasked with one of the most comprehensive programmes of scientific research ever seen on a manned mission: astronomical observations, Earth observations, studies of visibility and flying abilities and medical checks. Sadly, Carpenter’s voyage aboard Aurora 7 also suffered from more than its fair share of technical problems, including a faulty pitch horizon scanner and a worrisome decline in fuel quantities in both his manual and automatic tanks. The consequence would be a mission that remains controversial to this very day.
Flight Director Chris Kraft became increasingly frustrated with his performance after concluding that the astronaut had deliberately ignored a request to perform an attitude check. Kraft also voiced serious concerns that Carpenter should tightly curb his automatic fuel use prior to retrofire. By this time, Aurora 7 was restricted to long periods of drifting flight, with both automatic and manual fuel quantities now dropping to less than 50 percent. Years later, Assistant Flight Director Gene Kranz would blame ground controllers for waiting too long in addressing Aurora 7’s problematic fuel status and felt that they should have been more forceful in getting on with the checklists. “A thorough attitude check, during the first orbit,” added Carpenter, “would probably have helped to diagnose the persistent, intermittent and constantly varying malfunction of the pitch horizon scanner. By the third orbit, it was all too late.”

Citazione
At retrofire the Automatic Stabilization and Control System (ASCS) failed.
Postflight analysis found that the errant attitude readings were caused by a malfunctioning pitch horizon scanner (PHS). As an intermittent malfunction, however, the misbehaving PHS resisted troubleshooting efforts. No one during the flight, not in Mercury Control, nor the pilot himself, tied the occasionally errant readings to the mysterious rates of fuel consumption during the first two circuits. With fuel conservation measures in place during the third and final circuit, it was considered unwise to conduct “an adequate checkout of the ASCS before retrofire.”
Postflight analysis showed that at retrofire the capsule was yawed to the right about 25 degrees. Meanwhile, the retrorockets had failed to fire automatically. The three seconds it took to fire them manually, combined with underthrusting retrorockets (and the error in yaw), produced a 250-mile overshoot of the planned landing zone—with no recovery forces nearby.

Citazione
The Aurora 7 problems involved a faulty pitch horizon scanner and misalignment in the yaw and decelerating thrusters that forced Carpenter to operate the re-entry sequence manually. On splashdown, recognizing his recovery by sea was hours away,

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #31 il: Gio 04/05/2017, 22:21 »
Grazie Carmelo :-)

Offline DOOOOD

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #32 il: Ven 05/05/2017, 09:05 »
...In sintesi, non è questione di anni, potrebbe succedere dopodomani o non avvenire mai, è questione che ci manca un modello, anche differente dal cervello umano, di macchina cognitiva pensante.

esattamente!
ma il passo successivo del ragionamento mi porta a prendere atto che un modello teorico di macchina cognitiva pensante non può esistere per i limiti impliciti di ogni modello teorico. Insomma è non programmabile.
E' una valutazione matematica, non voglio appesantire la discussione parlando di teoremi di incompletezza od indecidibilità, ma resta il fatto che l'indirizzo attuale del pensiero matematico/informatico punti in questa direzione.

Quindi non potremo mai replicare un entità pensante ed autocoscente, ma ottenere validissimi bot in supporto ad azioni specifiche e ben preprogrammate. Quindi sistemi di guida sempre più autonomi o complessi, IA in grado di riconoscere patologie e stabilire iter di cura da sintomi, analisi del sangue o magari prelievi di dna, ecc.. ecc... ma non qualcosa in grado di pensare autonomamente fuori dagli schemi se la situazione lo richiede.
« A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire »

Offline Bruno1

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #33 il: Ven 05/05/2017, 11:41 »
non potremo mai replicare un entità pensante ed autocoscente, ma ottenere validissimi bot in supporto ad azioni specifiche e ben preprogrammate.

 La penso esattamente come te.

Pero'  Kurzweil che illustra dettagliatamente i progressi delle "tecniche di scanning del cervello" quindi afferma "una stima conservatrice suggerisce che intorno al 2025 avremo modelli efficaci per l'intero cervello" e poi aggiunge che "l'implicazione chiave sarà l'espansione della gamma di tecniche che potremo applicare alla creazione di intelligenze artificiali" ...

mi fa venire piu' di un dubbio ...
Arch Linux, the user centric distro.

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #34 il: Ven 05/05/2017, 14:06 »
...In sintesi, non è questione di anni, potrebbe succedere dopodomani o non avvenire mai, è questione che ci manca un modello, anche differente dal cervello umano, di macchina cognitiva pensante.

esattamente!
ma il passo successivo del ragionamento mi porta a prendere atto che un modello teorico di macchina cognitiva pensante non può esistere per i limiti impliciti di ogni modello teorico. Insomma è non programmabile.
E' una valutazione matematica, non voglio appesantire la discussione parlando di teoremi di incompletezza od indecidibilità, ma resta il fatto che l'indirizzo attuale del pensiero matematico/informatico punti in questa direzione.

Quindi non potremo mai replicare un entità pensante ed autocoscente, ma ottenere validissimi bot in supporto ad azioni specifiche e ben preprogrammate. Quindi sistemi di guida sempre più autonomi o complessi, IA in grado di riconoscere patologie e stabilire iter di cura da sintomi, analisi del sangue o magari prelievi di dna, ecc.. ecc... ma non qualcosa in grado di pensare autonomamente fuori dagli schemi se la situazione lo richiede.

Ma cosa si intende per pensante ed autocoscente?
Un computer è "pensante"..quanto  all'autocoscenza,cioè al pensare "io sono" non vedo perchè un inteligenza artificiale non debba prima o poi arrivarci.
Poi,è ovvio che penserà in modo differente rispetto ad un umano.
 
Guardate,questa faccenda apre problemi etici (e anche legali) non da poco.
Un computer autocoscente può venire considerato un individuo o resta una macchina,e come tale di propietà di un essere umano?
Un computer autocoscente è legalmente responsabile delle sue azioni o ne è responsabile la propietà?
A proposito,sapete che per tali materie si pensa di trovare un antecedente nelle   norme in vigore al tempo della schiavitù?
Inoltre,poste le famose leggi della robotica di Asimoviana memoria,se un computer autocoscente è programmato per seguirle...è autocoscente nel senso del libero arbitrio?
E un essere pensante e consapevole di se,ma non dotato di libero arbitrio può essere considerato un individuo o propio per quel limite una macchina propietà di umani?
« Ultima modifica: Ven 05/05/2017, 14:08 da carmelo pugliatti »

Offline Ares Cosmos

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #35 il: Ven 05/05/2017, 15:11 »
L'Uomo Bicentenario. Isaac Asimov ha già affrontato queste questioni decenni, secoli o millenni prima che si avverassero.
Mi pare che se l'intelligenza artificiale non ha la capacità di porsi domande, ha invece una straordinaria capacità di calcolo che il cervello biologico non ha. E viceversa.
Una implementa l'altra. L'intelligenza artificiale libera quella biologica dal peso di operazioni routinarie o tanto fini da sfuggire al controllo biologico. L'intelligenza biologica interviene quando si palesa un imprevisto. Vedete il volo degli aerei. Vidi una foto a lunga posa di un atterraggio notturno dove il percorso guidato dal computer era lineare, quello guidato dal pilota irregolare.
Qui mi viene una massima di Von Clausewitz nel suo libro Della Guerra: il miglior piano di battaglia andrà in fumo al primo contatto con il nemico. E le prove storiche di questa massima abbondano. Nessun computer contempla il caso.
Tuttavia, penso ad un futuro dove la genetica permetterà di realizzare strutture biologiche diverse da quelle attuali e forse integrate a quelle elettroniche attuali. Certo che questo pone interrogativi etici e morali, ma attenzione che questi cambiano con il tempo e di dogmi assoluti non ce ne sono.
Oggi nessuno vuole modifiche al DNA, domani le potrebbero volere tutti. I perché sono i più disparati.
E' chiaro che qui siamo in piena SF o SHI-FI, come preferite. In questo caso ogni nostro parere potrebbe essere valido o totalmente impossibile.
Io volevo solo introdurre una possibile terza via, un computer biologico ma funzionante in modo forse simile al nostro cervello, migliore o peggiore, chi lo sa.
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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #36 il: Ven 05/05/2017, 15:14 »
Accidenti, avevo detto che non avevo nulla da aggiungere alla faccenda ma in realtà mi sono sbagliato :-)
Aspetta Carmelo, facciamo un passo indietro se no andiamo troppo lontano.
Lasciamo perdere per un attimo la coscienza di se e consideriamo la coscienza dell'ambiente che circonda una macchina.
Una Google Car ha coscienza dell'ambiente che la circonda? Si,  avrà coscienza di distanze tra gli ostacoli che si trova di fronte, di dimensioni di tali oggetti, di colori  di velocità ecc. ecc.
Non ha una coscienza di ciò che si trova davanti. E' un sistema con sensori estremamente sofisticati, hardware estremamente potenti e software molto complessi.
Non è però in grado di distinguere il tipo di ostacolo che si trova davanti. Se in centro Milano si trovasse davanti un orso si limiterebbe a calcolarne i parametri e rallentare, frenare, accelerare, i funzione unicamente
dei parametri indicati prima.
Al contrario un essere umano non sa dirti a che distanza si trova davanti un oggetto o te lo dice spannometricamente ma è in grado ( quasi sempre :-)  ) di valutare "ad occhio" la distanza e prendere opportuni provvedimenti al fine di evitare l'ostacolo. Se si trovasse davanti un orso a Milano la prima reazione sarebbe di stupore.
La Google Car è un macchina di Turing ipersofisticata a cui si applica il Teorema di Turing per cui, in pratica, è soggetta al limite dato dall'esistenza di algoritmi per cui non può prendere una decisione.
L' essere umano è una macchina di Turing? E' soggetto al teorema di incompletezza di Gödel? Boh ..... :-)  .... E torniamo al solito punto, ne sappiamo pochissimo sul nostro cervello.
Tu ribadirai che non dobbiamo costruire macchine che replichino l'uomo ma, secondo me, per poter avere una macchina in grado di prendere la miglior decisione possibile a fronte di un imprevisto e di dati non completi
basandosi sulla propria esperienza, bene o male al cervello umano e non ad un computer ci dobbiamo riferire. 

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #37 il: Ven 05/05/2017, 15:24 »
Ma esiste l'imprevisto?
Esistono un numero infinito di imprevisti?
O esistono centinaia (se non addirittura migliaia ) di casi che possono essere catalogati e programmati nella macchina?
E una macchina può imparare ad improvvisare in base a esperienze analoghe presenti nel suo database?
E ancora,fino a che punto è desiderabile (o utile) che una Google car abbia coscenza di se?
Io non credo che TUTTI i computer saranno autocoscenti .

Offline Ares Cosmos

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #38 il: Ven 05/05/2017, 15:38 »
Basta guidare tutti i giorni per avere un idea di cos'è l'imprevisto.
La macchina frena, ma se quello dall'altra parte ti arriva contromano in sorpasso? Puoi frenare fin che vuoi, però ti verrà addosso.
La macchina non può compensare un sabotaggio o un azione deliberata di danno.
La macchina non può prevedere la caduta di un albero a pochi centimetri di distanza.
Sono casi estremi? Si chiamano caso. Quanti casi possiamo calcolare? Tanti e non li esauriremo mai.
In certi casi, la flessibilità della mente umana può evitare il disastro, in altri non ci potrebbe fare nulla lo stesso.
Se la google car avesse una coscienza di se potrebbe dirci: sei un fesso, non ti porto da nessuna parte. :)

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #39 il: Ven 05/05/2017, 16:14 »
Esiste  sicuramente un numero finito di imprevisti, il loro numero è dato da tutto ciò che avevi previsto più almeno uno :-D
E' quell'uno in più che ci frega :-)
Si può pensare ad un sistema ad elevata potenza computazionale che tenga conto di ogni imprevisto prevedibile ma quell'uno in più ti sfuggirà sempre.
E, comunque, testare un software che tenga conto di tutte le possibilità previste può essere un procedimento molto lungo, foriero di errori ed omissioni, probabilmente incompleto e costoso.
Addestrare un astronauta significa usare un approccio completamente differente affidandosi soprattutto alla sua esperienza, alla sua capacità di giudizio, sapendo che hai del margine a fronte di,
appunto, un imprevisto. Ovviamente un astronauta ha notevoli limiti dati dalla sua fisicità
Ritornando alla domanda iniziale una reale intelligenza artificiale (John McCarthy per intenderci) potrebbe dare indubbiamente enormi vantaggi alla esplorazione spaziale.
Ma son d'accordissimo con te Carmelo, non tutti i sistemi saranno intelligenti, anzi, credo che nessuno lo sarà in senso stretto. Credo che il futuro sarà sempre più della "Intelligenza espansa". Per tornare ad un esempio
astronautico , Buzz Aldrin leggeva i parametri del Lem a voce a Neil Armstrong (Tanto che Slayton dovette dire a Duke capcom a Houston di star zitto per non incasinare la comprensione di Armstrong). Ora con un paio
di simil Google Glass ( gli originali non sono più supportati ) quelle informazioni potrebbero essere tranquillamente sovrapposte alla vista di Armstrong. E abbiamo centinaia di esempi simili nella vita di tutti i giorni. Esperimenti non di intelligenza artificiale ma di intelligenza espansa , di mix tra realtà tangibile e realtà virtuale sono sempre più utilizzati nell'industria e non solo ,pensiamo a Pokemon Go, che, al di là di quello che si possa pensare, è una eccezionale palestra di quanto potremmo avere in campo pratico.

Offline DOOOOD

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #40 il: Ven 05/05/2017, 16:33 »
L'infinito è gerarchizzato.
E' un'affermazione dimostrabile, basta pensare a numeri Naturali in relazione a numeri Reali, sono entrambi infiniti, ma i numeri Reali non sono esprimibili al livello gerarchico di infinito dei numeri naturali.

La Realtà (il cosiddetto 'imprevisto'), ovvero l'insieme di tutti gli eventi e sequenze di eventi che potrebbero scatenare una decisione della nostra AI è infinito, e si tratta di un infinito assimilabile almeno alla gerarchia dei numeri Reali, quindi una programmazione che fornisca capacità decisionale per ogni evento possibile sembra non realizzabile.

Per la verità chi si occupa di sviluppare AI procede anche in modo differente: crea  una simulazione hardware dei neuroni e delle sinapsi ed un modello software con cui possano

- immagazzinare dati
- ricevere dati in input
- fornire risposte output

sono le Reti Neurali Artificiali, ed è una branca dell'informatica abbastanza in voga che negli ultimi 3-4 anni ha fatto passi da gigante.
Una particolarità interessante di queste reti è che il percorso che dai dati in entrata conduce alla risposta non è deducibile, mi spiego..se per un algoritmo 'classico' il processo è ben specificato, per una rete neurale dipende dal 'peso' che l''esperienza' della rete neurale è arrivata a tarare sulle informazioni già in suo possesso...quindi la risposta può variare nel tempo quando la Rete neurale matura ulteriore esperienza.

E qui veniamo ad una dottissima citazione ( :mrgreen:)

Los Angeles, anno 2029. Tutti gli elicotteri da guerra ed i caccia bombardieri saranno completamente autonomi ed equipaggiati con processori neurali in grado di controllare la guida e prendere decisioni di comando. Uno di essi, Skynet, comincerà ad apprendere con una velocità esponenziale e diventerà autocosciente alle 2:14 del 29 Agosto

Fantascienza...ma la data in grassetto non fu scelta a caso.

Nel cervello umano vi sono circa 10^12 neuroni e ciascuno di essi si collega tramite le sinapsi a circa 1000 altri neuroni per un totale di 10^15 sinapsi.

Una sinapsi è emulabile da un Floating Point esprimibile con 4 byte.

Abbiamo quindi il totale della memoria del cervello umano a spanne 4 * 10^15 byte

Considerando la curva di crescita annuale della RAM dei computer, si arrivava (adesso magari la curva è cambiata un po') a predire che una tale capacità di memoria sarebbe stata raggiunta dai computer appunto nel 2029.


« A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire »

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #41 il: Ven 05/05/2017, 18:38 »
Basta guidare tutti i giorni per avere un idea di cos'è l'imprevisto.


Esiste  sicuramente un numero finito di imprevisti

 
Citazione
il loro numero è dato da tutto ciò che avevi previsto più almeno uno :-D
E' quell'uno in più che ci frega :-)
Si può pensare ad un sistema ad elevata potenza computazionale che tenga conto di ogni imprevisto prevedibile ma quell'uno in più ti sfuggirà sempre.

Beh,ma ovviamente nel corso dei decenni si sono accumulate banche dati con migliaia (se non milioni) di incidenti,tutte le variabili possibili...meno quell'una cui si accenneva.
Ma dal punto di vista statistico quell'una (o poco più) variabile imprevista costituisce un parametro di rischio estremamente  basso (addirittura infinitesimale).
Parliamo di un campo come il trasporto su strada; se ci spostiamo ad altri campi ( trasporto marittimo,aereo,volo spaziale) è chiaro che dovremo fare i conti con altre casistiche di variabili.
« Ultima modifica: Ven 05/05/2017, 18:40 da carmelo pugliatti »

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #42 il: Ven 05/05/2017, 18:43 »


Considerando la curva di crescita annuale della RAM dei computer, si arrivava (adesso magari la curva è cambiata un po') a predire che una tale capacità di memoria sarebbe stata raggiunta dai computer appunto nel 2029.




Il problema però,come si accennava prima è anche energetico.
Attualmente i computer consumano troppa energia,lo fanno in modo poco "inteligente" e producono troppo calore.
Queste sono delle sfide tecnologiche non indifferenti per arrivare ad implementare la capacità di memoria a livelli tanto elevati.

Offline lux

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #43 il: Dom 30/07/2017, 18:51 »
Altro contributo sul tema della IA.  Arriva da un illustre personaggio ..  Per noi Elettronici e' il dio con la d minuscola.
( e nella intervista ..  riguardo Dio.....) .

Federico Faggin !!!

qualche post dietro ..  riferivo di una massima letta tanto tempo fa..
 " il computer pensante non ci sara' mai. noi pensiamo perche' abbiamo l'anima. e quella la da Dio ".

Beh... lui dice..  " «Se 500 mila mele non possono creare un pensiero non è che 500 mila miliardi di miliardi di mele possono farlo».

Bella intervista .cmq a 360°

http://www.corriere.it/reportages/tecnologia/2017/federico-faggin/

L' universo è un mondo fantastico

Online IK1ODO

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #44 il: Dom 30/07/2017, 19:33 »
Son d'accordo con Faggin su una cosa: "Dio è una parola talmente piena di significati, anche contraddittori, che è meglio evitarla."
Per il resto, non so se l'intelligenza sia una proprietà emergente o no. Ma non cerco giustificazioni dall'alto per cose che non sappiamo capire dal basso.
It is difficult to make predictions, especially about the future (Niels Bohr)

Offline astro_bob

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #45 il: Lun 31/07/2017, 22:16 »
non cerco giustificazioni dall'alto per cose che non sappiamo capire dal basso.
this!
Cercare le spiegazioni dei fenomeni è compito della scienza.
Le religioni possono cercare di dare un senso al nostro stare qui, ma poi sta ad ognuno aderire o no, trovare la risposta per sé, e su questo la scienza non ha nulla da dire.

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #46 il: Mar 01/08/2017, 21:46 »
Su internet a proposito dell'inteligenza artificiale girano molte..beh..chiamiamole "voci".
Essendo il 99% dei lettori non esperti in questo campo è difficile stabilire se si tratti di bufale o meno.
Per esempio,questa citazione è vera,contiene un briciolo di verità,o è solo una solennissima bufala...o l'elucubrazione di un pazzo?
Citazione

Lo sviluppo della potenza dei computers ha sempre fino a oggi seguito la legge di Moore, che diceva che il numero di transistors su un microchip di silicio tendeva a raddoppiare ogni 2 anni. Moore lo disse nel 1966. A questo però oggi ha rimediato l’FPGA e l’ASIC, e il 3D Stacking, che già è roba vecchia. Tutto oggi corre sul Quantum Computing e sulle Neuromorphic Chips.

Il Terzo Paradigma nasce dalla realizzazione che le microchip di oggi vanno integrate fra la velocità della luce e il funzionamento del cervello umano. L’idea fu di linkare 256 neuroni e qualcosa come 64.000 sinapsi, per poi restringerle in misura di dieci volte e arrivare alle Neuromorphic chips. Da quell’idea, oggi si è arrivati a chips con 16 milioni di neuroni e 4 miliardi di sinapsi.

La mappatura del Genoma è roba passata, tante grazie, ma ora andiamo oltre. CRISPR adesso permette ai ricercatori di modificare un singolo gene come gli pare. Ma la stessa idea si applica anche alle strutture chimiche. Già la applichiamo ai carburanti liquidi che provengono dalle energie alternative, e ai vaccini genomici. Ma sta entrando nella scienza, dalla ricerca contro il cancro alle coltivazioni che resistono a qualsiasi parassita

L’idea del genoma non si limita solo agli umani, come ho appena detto. Si sta scoprendo che trattando i materiali con cui facciamo cose come fossero cellule umane, cioè la Material Genome Initiative, possiamo adattare ogni sorta di materiale attraverso manipolazione software alle necessità della aziende.

Offline Vittorio

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #47 il: Mar 01/08/2017, 21:59 »
Lo cito solo ed esclusivamente per dovere di cronaca, a me personalmente lascia perplesso sia la fonte che come sia stata interpretata la cosa:

Articolo di oggi dell'HuffingtonPost su un esperimento di Intelligenza Artificiale condotto da Facebook.
Vittorio

Whoopee! Man, that may have been a small one for Neil, but that's a long one for me.

Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #48 il: Mar 01/08/2017, 22:13 »
Boh potevano pure non spegner le due macchinee. Che paura possono fare due computer? Mica stiamo parlando di SkyNet. Che fesseria...
<ISAA n°119> | È vero, ho scalato montagne e ho camminato in luoghi remoti. Ma come avrei potuto vedervi se non da una grande altitudine o da una grande distanza? In verità, come si può essere vicini se non si conosce la lontananza? (Khalil Gibran)

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Re:L'inteligenza artificiale e l'impatto sull'astronautica.
« Risposta #49 il: Mar 01/08/2017, 22:15 »
Lo sbufalamento di Paolo Attivissimo: Antibufala mini: “robot di Facebook” che parlano fra loro una lingua sconosciuta.

Vista l'abbondanza di documentazione tecnica sulla ricerca nel campo dell'Intelligenza Artificiale, a cui contribuiscono con molto materiale e articoli disponibili pubblicamente anche i protagonisti delle tecnologie del web, mi permetto di suggerire di usare le fonti della stampa generalista per quello a cui servono di più: incartare la spazzatura.