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[2005-10] Ottobre 2005 - I.S.S. Mission Log

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[2005-10] Ottobre 2005 - I.S.S. Mission Log
« il: Sab 04/02/2006, 17:02 »
DIARIO DI BORDO DEL MESE DI OTTOBRE 2005

Libera traduzione e adattamento dell'articolo "Orbital operations" di Neville Kidger, pubblicato sul numero del mese di Gennaio 2006 Vol. 48 della rivista "Spaceflight" della BIS.



Alle 03:54:53 (GMT) del primo giorno di Ottobre, la Soyuz TMA-7 è decollata in cima ad un vettore Soyuz FG dal Cosmodromo di Baikonur, con a bordo il nuovo equipaggio dell’ISS, quello dell’Expedition 12,  e il terzo “turista spaziale” della storia.

L’Expedition 12 era composta dal Comandante americano ed ufficiale scientifico della NASA William McArthur e dall’ingegnere del volo russo nonché comandante della Soyuz Valeri Tokarev. Essi sono stati accompagnati nel loro viaggio di ascesa da Gregory Olsen, un uomo d’affari statunitense di 60 anni che è divenuto così il terzo passeggero privato a visitare l’ISS. Olsen farà poi ritorno sulla Terra con l’equipaggio dell’Expedition 11 composto da Sergei Krikalev e John Philips al termine di un periodo di passaggio delle consegne della durata di una settimana.
L’uomo d’affari americano era stato annunciato come probabile passeggero agli inizi del 2004, ma un non meglio precisato problema medico lo aveva costretto a restare in standby fino al Maggio del 2005, quando è stato dichiarato abile al volo, ed ha quindi potuto riprendere il suo training presso il Gagarin Cosmonaut Training Centre di Zvyozdny Gorodok vicino a Mosca.

L’equipaggio di riserva dell’Expedition 12 era formato dall’americano Jeffrey Williams e dal russo Mikhail Tyurin. Anche Olsen aveva una sua riserva; si trattava di Sergei Kostenko, che rappresentava la società americana Space Adventures che aveva anche organizzato il volo di Olsen e del primo turista spaziale, Dennis Tito, e del secondo, il sudafricano Mark Shuttleworth. Tutt’oggi non è ancora chiaro se Kostenko avrebbe veramente volato qualora Olsen fosse stato fermato dai medici all’ultimo minuto.

McArthur e Tokarev resteranno sulla Stazione fino al Mese di Aprile del 2006, quando verranno sostituiti dai colleghi dell’Expedition 13. La visita dello Space Shuttle prevista nel mese di Marzo 2006 nel corso della quale l’astronauta dell’ESA Thomas Reiter si sarebbe unito all’equipaggio residente, è stata rinviata al seguente mese di Maggio 2006 nella migliore delle ipotesi, implicando il fatto che McArthur e Tokarev rimarranno da soli per la maggioranza dei loro 182 giorni di missione.

Dopo la consueta settimana dedicata ai passaggi delle consegne, e la dipartita dei membri dell’Expedition 11 e di Olsen, la missione di McArthur e Tokarev è stata caratterizzata dalla partenza della Progress M-54 agganciata all’ISS, e dall’arrivo della seguente Progress, la M-55.

La capsula Soyuz TMA-7 dovrà essere riposizionata dal compartimento russo di docking Pirs al modulo Zarya per permettere ai due astronauti l’esecuzione di un’EVA con origine proprio dal modulo Pirs. Durante questa Expedition ci sarà sicuramente almeno un’altra EVA, con le tute da EVA americane e con origine dalla camera di decompressione Quest.

Sono continuati gli esperimenti scientifici del programma americano. Essi hanno riguardato principalmente le scienze della vita, mentre le ricerche russe hanno visto lo svolgersi di 318 sessioni di 46 esperimenti diversi (di cui 38 erano già incominciati durante le precedenti missioni), questo secondo quanto dichiarato dalla Energia Corporation.

Durante la sua permanenza sulla Stazione, Greg Olsen ha voluto sottolineare che avrebbe condotto utili esperienze scientifiche, e che non si sarebbe limitato ad ammirare il panorama. Infatti l’uomo d’affari americano, ha condotto tre esperimenti sulle scienze della vita per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (SAMPLE, MUSCLE, MOP). In questi esperimenti Olsen ha dovuto compilare dei questionari quotidiani riguardanti il mal di schiena, e la percezione del movimento, inoltre l’astronauta ha dovuto prelevare de campioni di crescita microbica. Infine, egli ha partecipato ad un test sistematico di un esperimento russo. L’idea di portare con sé alcuni prodotti della propria Compagnia da testare nello spazio, non si è potuta realizzare.

L'Expedition 12
La Soyuz TMA-7 si è inserita in un’orbita con un’inclinazione di 51,65 gradi ed un altitudine di 201,32 x 250,32 Km, e con un periodo orbitale di 88,71 minuti. Il Comandante della Soyuz Tokarev ha assunto il nome di chiamata “Rassvet”, nelle comunicazioni con la sala di controllo del TsUP presso Korolev, monitorate dal cosmonauta veterano olandese della Mir Chris van den Berg.
Krikalev e Phillips hanno passato il periodo precedente l’arrivo dell’equipaggio della Soyuz eseguendo le normali routine di fine settimana, facendo le pulizie, eseguendo delle manutenzioni, svolgendo gli esercizi fisici, conducendo degli esperimenti biomedici russi, le osservazioni della superficie terrestre e tenendo delle brevi conferenze con i managers della missione ed infine trovando anche il tempo di riposarsi un po’.

Al termine di un approccio standard della durata di due giorni verso la Stazione, durante il quale sono state eseguite diverse manovre ed accensione dei propulsori della capsula russa per innalzare la sua quota di volo, la Soyuz TMA-7 ha compiuto automaticamente un docking con il modulo Pirs dell’ISS alle 05:26:58 del 3 Ottobre 2005, circa cinque minuti prima del previsto, e mentre i due veicoli spaziali erano all’interno della copertura delle stazioni radio russe.
I portelli del tunnel di comunicazione fra la capsula appena arrivata e il modulo Pirs sono stati aperti alle 8:36, dopo il completamento della cattura meccanica e lo svolgimento dei checks sulla tenuta di pressione. Krikalev e Phillips hanno accolto i nuovi arrivati con calorose strette di mano ed abbracci ed offrendo loro come tradizione del pane e del sale.

Nel corso del primo collegamento televisivo fra il TsUP e l’ISS, i cinque astronauti sono stati congratulati riguardo al loro arrivo ed all’aggancio della Soyuz TMA-7 avvenuti in tutta sicurezza, dai managers russi e da quelli americani riuniti presso il centro di controllo alle porte di Mosca. Olsen ha potuto parlare brevemente con sua moglie ed il proprio nipote.
McArthur ha voluto lodare la “grande corsa” che ha portato a termine la Soyuz trasportando il suo equipaggio sull’ISS. Al momento del docking, non sembrava ufficialmente ancora certo che l’astronauta della NASA potesse far ritorno sulla Terra a bordo della capsula russa, al termine della sua permanenza sulla Stazione, perché l’accordo con i russi sulla fornitura di corse gratuite con la Soyuz sarebbe scaduto nel 2006.
Benché i dirigenti russi ed americani avessero espresso la propria fiducia sul fatto che McArthur non sarebbe stato “legato” all’ISS fino a quando il prossimo Space Shuttle non fosse stato in grado di riportarlo a casa, è stato approvato dal Congresso, lo scorso mese di Novembre, un emendamento ad una legge statunitense per assicurare che la NASA potesse acquistare dei veicoli Soyuz con le relative missioni, dai russi a partire dal 2006. (L’ ”Iran-non proliferation act” del 2000, vieta alla NASA di acquistare dalla Russia qualsiasi bene, per il fatto che i russi supportano l’Iran nello sviluppo di centrali nucleari che, secondo gli americani, permetterebbero all’Iran di dare vita ad un programma di costruzione di armi nucleari).
Gli equipaggi hanno dato inizio alle attività congiunte con i briefings sulla sicurezza ed un ripasso sulle procedure di fuga d’emergenza.


Il passaggio delle consegne
Per ogni giorno della settimana seguente, mentre Krikalev e Phillips continuavano a svolgere le loro routines quotidiane, i due nuovi occupanti della Stazione accompagnavano loro studiando le varie procedure. Le dimostrazioni e le spiegazioni così fornite, hanno fornito alla nuova coppia di astronauti dell’ISS, delle importanti informazioni “funzionali” riguardo l’operatività della Stazione Spaziale. Olsen ha scattato delle fotografie ed ha effettuato delle riprese televisive dei due equipaggi impegnati in queste operazioni.
Dopo che la Soyuz TMA-7 ha effettuato il docking, Krikalev ha disconnesso il generatore russo dell’ossigeno Elektron in modo tale da poter eseguire delle manutenzioni con il sistema di rimozione delle impurità pericolose dello Zvezda, che divide una valvola di sfogo con l’esterno, appunto con l’Elektron (è stato scoperto che lo sfiato dell’Elektron era intasato da un residuo lasciato da un’EVA di Leroy Chiao e Shalizan Sharipov dell’Expedition 10, nel Gennaio del 2004).
L’Elektron è stato riattivato ancora il 6 Ottobre, mentre è stato pompato dell’ossigeno dai serbatoi della Progress M-54 negli ambienti della Stazione, per mantenerne la concentrazione all’interno dei livelli di sicurezza, al fine di supportare la presenza di cinque uomini.
Il 4 Ottobre Phillips e McArthur hanno ripassato il software del braccio robotico Canadarm2, che fornisce delle illustrazioni dell’esterno della Stazione per facilitare le manovre con il braccio. Il giorno seguente essi hanno svolto diverse manovre usando il Canadarm2 per mostrare al nuovo equipaggio come si comporta il braccio robotico nello spazio.
Sempre dopo l’arrivo della Soyuz TMA-7, sono stati trasferiti da essa i campioni degli esperimenti scientifici russi Russian Conjugations, e Regeneration and Intercellular Interactions, e sono stati posti in un freezer del modulo Zvezda. Questi campioni includevano anche dei vermi d’acqua e durante questa settimana Krikalev e Tokarev hanno seguito questi esperimenti.
Krikalev ha svolto anche una serie di sedute con la tuta a pressione negativa Chibis per simulare l’attrazione gravitazionale della Terra. Unite alle sue routines personali di esercizi fisici, queste sessioni hanno aiutato a condizionare il suo corpo in vista del ritorno sulla Terra.

Eventi pubblici
Nel corso di questa settimana, Olsen ha tenuto dei contatti radio con delle scuole di New York e del New Jersey, per rispondere alle domande postegli dagli studenti. Buona parte della seconda sessione di collegamenti ham radio è stata ostacolata da un forte disturbo statico. Egli, inoltre, ha scattato delle foto della sua zona privata sull’ISS e della sua azienda mentre veniva sorvolata dalla Stazione Spaziale.
La NASA ha riferito che gli equipaggi “hanno anche risposto alle domande dei media nel corso di una conferenza stampa e di diverse interviste, ed hanno ricevuto una telefonata speciale dal Primo Ministro Russo Mikhail Fradkov, che si è congratulato con i due equipaggi per il loro lavoro ed ha discusso l’impegno della propria nazione nel programma della Stazione Spaziale.”
Krikalev ed Olsen hanno anche filmato una pubblicità per una specie di tagliatella giapponese (essi hanno dovuto rifilmare delle parti dello spot perché ritenute troppo frettolose e di cattiva qualità rispetto alle esigenze del contratto commerciale).

I preparativi per il rientro
L’8 Ottobre Krikalev, Phillips e Olsen hanno svolto un’esercitazione di tre ore sulle operazioni legate al rientro con la Soyuz TMA-6. Inoltre hanno imballato il materiale da riportare a Terra e quello da lasciare nel modulo orbitale della Soyuz.

Il rientro della Soyuz TMA-6
Gli ultimi saluti e strette di mano fra i cinque uomini sono avvenuti nel tardo pomeriggio del 10 Ottobre e Krikalev, Phillips ed Olsen hanno chiuso i portelli fra la Soyuz TMA-6 e l’ISS alle 18:48 circa.
La NASA ha annunciato che Krikalev avrebbe svolto la manovra di distacco manualmente per risparmiare energia viste le preoccupazioni che stava dando la batteria di riserva della Soyuz TMA-6.
Negli ultimi minuti trascorsi prima dell’ora dell’undocking (le 21:43), si è avuta una discussione fra l’equipaggio della Soyuz e il TsUP riguardo le letture delle pressioni del modulo orbitale e del modulo di rientro della Soyuz.. Alle 21:44 il TsUP ha riferito che i valori delle pressioni erano ritornati accettabili e quindi ha dato a Krikalev il permesso per il distacco.
L’undocking, avvenuto alle 21:49:14 è stato osservato anche da Terra attraverso la videocamera della Soyuz, che ha funzionato male riprendendo immagini solamente a tratti. Dopo di che Krikalev ha azionato i propulsori andando ad incrementare la distanza  fra la Soyuz e la Stazione Spaziale.
Alle 00:19 GMT dell’11 Ottobre sono stati azionati i propulsori della Soyuz per un’accensione di deorbit durata circa quattro minuti che ha rallentato il veicolo di 115,2 m/s. Alle 00:46, circa due minuti dopo la separazione dei tre moduli della TMA-6, il modulo di discesa è penetrato negli strati superiori dell’atmosfera terrestre.
Alle 00:53 le unità di recupero dislocate fin dalla notte nella steppa del Kazakhstan, hanno riferito di aver visto la traccia di plasma che seguiva la cabina di discesa nel cielo notturno, e tre minuti più tardi è iniziata la sequenza di apertura del paracadute. Dopo altri due minuti, le unità di soccorso hanno stabilito il contatto radio con l’equipaggio della TMA-6.
A circa cinque kilometri dal suolo è stato espulso lo scudo termico della capsula, ed è stato pompato all’esterno il propellente non più necessario.
Pochi secondi prima del contatto con il suolo, i sei razzi a propellente solido posti alla base della cabina, sono stati azionati per rallentare la Soyuz a 1,5 metri al secondo per garantire un atterraggio soffice che è avvenuto alle 01:10 del 11 Ottobre, e subito dopo, come capita spesso, la capsula è rotolata su di un lato.

L’atterraggio è avvenuto a circa 57 Km a nord-est della città di Arkalyk.
La zona era ancora al buio, quindi il personale addetto al recupero ha raggiunto la capsula a bordo di elicotteri.
Appena Phillips era stato fatto uscire dalla cabina e sistemato sulla consueta poltroncina, è sembrato che abbia dovuto annusare dei sali per restare vigile, anche se la NASA non ha commentato subito questo fatto. E’ stato infatti lo stesso Phillips, più tardi, a commentare che l’atterraggio con la Soyuz non è così confortevole come quello con lo Space Shuttle. Ha anche aggiunto che non sapeva se era svenuto oppure no, ma era certo che gli girava molto la testa.

La missione dell’Expedition 11 è durata 179 giorni e 23 minuti. Gregory Olsen, che ha mangiato della frutta subito dopo essere uscito dalla capsula, invece ha volato per 9 giorni 21 ore e 15 minuti. Per Sergei Krikalev, la fine della sua sesta missione ha portato l’ammontare totale del suo tempo trascorso nello spazio a 803 giorni, 9 ore e 39 minuti.
Subito sul posto dell’atterraggio, i tre cosmonauti hanno ricevuto una prima assistenza medica, e quindi sono stati aereotrasportati presso Kustanai per essere ospiti di una cerimonia ufficiale di benvenuto, e di seguito sono stati portati all’aeroporto di Chkalovsky per ricevere il saluto dei propri responsabili delle famiglie e degli amici.
Il 13 Ottobre, durante una conferenza stampa presso il Gagarin Training Centre, Greg Olsen ha ricevuto molta attenzione da parte della stampa, ed egli ha dichiarato di essere stato molto preoccupato di non superare i tests medici prima del volo. Infine si è soffermato sul termine “turista” con il quale egli viene indicato dai media: “Ho dedicato due anni della mia vita a questo, non è una di quelle cose che si fanno dall’oggi al domani.” Infine ha dichiarato di aver mangiato bene sulla Stazione e di aver smarrito una sua macchina fotografica personale, e di sperare che McArthur e Tokarev la possano riuscire trovare in modo da poter scaricare le fotografie memorizzate in essa.

La perdita di pressione durante la discesa
Le dichiarazioni ufficiali rilasciate alla stampa sia dalla NASA che dall’Energia hanno mancato di riferire del problema relativo alla perdita di pressione sulla Soyuz TMA-6, del quale si è sentito discutere l’equipaggio della capsula stessa con il TsUP, tramite la diretta della NASA TV, poco prima del distacco. E’ stato permesso a Sergei Krikalev di rivelare nella conferenza stampa del 13 Ottobre che c’era stata una situazione “abbastanza seria” con la pressurizzazione della capsula durante il rientro.
Secondo quanto riferito da James Oberg, sul sito msnbc.com, gli ingegneri più tardi hanno scoperto l’impressione di una fibbia sul bordo del portello del modulo di discesa, impressione probabilmente causata nella chiusura del medesimo portello subito dopo che i due equipaggi si erano salutati.
Oberg ha scritto che la leggera perdita è continuata anche durante il volo libero della Soyuz, e che l’equipaggio ha dovuto ripristinare la pressione della cabina utilizzando l’ossigeno delle scorte della capsula. Egli ha anche speculato che l’aumento della pressione sul lato interno del portello non ha fatto altro che comprimere ulteriormente le guarnizioni del medesimo fermando la perdita.
Ad ogni modo, i tre uomini all’interno del modulo di rientro della TMA-6 sarebbero comunque stati protetti dall’eventualità di una depressurizzazione per via delle tute Sokol, che ogni cosmonauta deve indossare, da quando il 30 Giugno 1971 la cabina della Soyuz 11 si depressurizzò durante il rientro causando la morte dei cosmonauti Dobrovolski, Volkov e Patsayev. Infatti essi e gli equipaggi precedenti, avevano volato indossando le normali tute di volo non pressurizzate.
Per il momento né la Roskosmos, né la NASA hanno rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.
Luca Frigerio
 - Socio e Consigliere ISAA
 - STRATOSPERA PROJECT Supporter