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Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali

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Una innovativa e curiosa proposta per un sistema di atterraggio di veicoli rientrati nell'atmosfera terrestre: “Pit Stop”: a new way to return from space.


Paolo Amoroso
 

Offline paolo137

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #1 il: Mar 15/07/2008, 18:04 »
Cioe', una serie di pozzi profondi chilometri da centrare arrivando dalla Luna serebbe piu' semplice e sicura di un paracadute?  :scream:

Eppoi: comprimendo un fluido, lo riscaldo. Mi chiedo a quale temperatura arriverebbe il "cuscino" d'aria nelle immediate vicinanze della capsula.  (altro che sganciare in quota lo scudo termico!)
« Ultima modifica: Mar 15/07/2008, 18:26 da paolo137 »
Death Wears Bunny Slippers
Il tenente Ripley non era sul LM
 

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #2 il: Mar 15/07/2008, 18:29 »
Fondamentalmente si basa sul principio delle cosidette "Torri a caduta" ampiamente utilizzate per ottenere brevi periodi di microgravità (1-5 sec) molto "pulita" e su carichi "unmanned" (ovviamente) dato l'elevatissimo numero di g che si ottengono per la frenata (su vari metri di palline di polistirolo) che possono anche arrivare a 50 g.

Sinceramente io di cavolate, finora, ne ho sentite abbastanza ma questa le supera tutte!!!

Innanzitutto vorrei capire quale risparmio può offrire un sistema del genere che pur di risparmiare qualche centinaio di kg per i paracadute preferiscono scavare chilometri nel terreno (con quello che costa trivellare!!!).

In secondo luogo, cosa succede se la capsula va fuori traiettoria (anche di poco)???
Marmellata di astronauti o di payload (nel caso la capsula sia disabitata)???

Francamente non capisco, al posto di puntare a veicoli spaziali sempre più sofisticati e "manovrieri" (senza riaprire polemiche sui veicoli spaziali alati) come i "biconici" qui si punta addirittura a sopprimere i paracadute nelle capsule pur di risparmiare peso!!!

Ma è follia.....

L'obiettivo di un designer spaziale dovrebbe essere quello di consentire, al proprio veicolo (che sia abitato o meno), di atterrare (e/o ammarare) in quanti più posti possibile (di qui l'esigenza di veicoli alati o LB) non di farli scendere in unico posto sulla Terra, che per giunta è pure un "buco".

Scusatemi ma queste sono caxxxate spaziali.....

 

Offline paolo137

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #3 il: Mar 15/07/2008, 18:48 »
Eppure 'sto tizio dovrebbe essere un ingegnere ex Nasa!  :thinking:

(comincio a spiegarmi molte cose...  :stuck_out_tongue_winking_eye:)
Death Wears Bunny Slippers
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Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #4 il: Mer 16/07/2008, 09:18 »
L'idea, certamente curiosa, si basa innanzitutto sul fatto che la capsula rientri sempre in una traiettoria "nominale", cioè secondo un percorso predeterminato. E' chiaro che in caso di rientro di emergenza o comunque qualora si verifichi uno spostamento importante da tale traiettoria, come dice Peppe avremmo come risultato una bella marmellata.
Un sistema così rigido a mio parere è innanzitutto poco sicuro.

Rispetto poi all'economicità della proposta, a parte i costi di scavo di un tunnel verticale (e largo abbastanza da consentire leggeri "disassamenti" rispetto alla verticale della traiettoria dell'oggetto in rientro), mi chiedo, visto che per attenuare il carico di G si dovrebbe scavare per migliaria di metri (sic) sottoterra, dove sia un posto nel globo che consenta la realizzazione di simili imprese ingegneristiche senza supercosti di manutenzione. Diciamo che vanno scartate zone sismiche, zone con infiltrazioni e/o falde, che consentano di creare anche quartieri logistici in profondità nel sottosuolo con tutte le vicende annesse e connesse.

Bella ipotesi per un libro di fantascienza, imho, ma un semplice esercizio di fantasia nella realtà.
Marco Zambianchi
ForumAstronautico Founder
Presidente Associazione ISAA
 

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #5 il: Mer 16/07/2008, 11:02 »
Ma è uno scherzo vero?
 

Offline Monzi

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Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #6 il: Mer 16/07/2008, 11:13 »
Ma è uno scherzo vero?
Anche se non è il primo aprile, lo è di sicuro...
Luigi Morielli

Socio e Consigliere ISAA.
...raise your sight... Astrogation
 

Offline M@X

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Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #7 il: Mer 16/07/2008, 12:25 »
di sicuro una cosa del genere non la faranno MAI

Offline Giulione

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Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #8 il: Mer 16/07/2008, 12:35 »
Non vorrei sembrare troppo irrispettoso, ma a me questo progetto ricorda molto le idee "geniali" di Willy il Coyote quando vuole catturare il Road Runner... (Bip - Bip !!!!)   :stuck_out_tongue_winking_eye:  :stuck_out_tongue_winking_eye:
Fuggi lontano da questi miasmi ammorbanti...
 

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #9 il: Mer 16/07/2008, 12:40 »
Una innovativa e curiosa proposta per un sistema di atterraggio di veicoli rientrati nell'atmosfera terrestre: “Pit Stop”: a new way to return from space.


Paolo Amoroso

Il concetto base non e' nuovo.  Ad esempio alla fine dei runway negli aeroporti maggiori hanno delle zone  in cui c'e' un cemento friabile che assorbe l'energia cinetica di un velivolo che ha mancato di fermarsi sulla pista.  Un sistema analogo fatto di materiale "crushable" sarebbe fattibile.  Questo potrebbe essere impiegato in missioni economiche e dove il payload e' di peso contenuto.  Tra l'altro questo e' anche il metodo impiegato sui payload collegati a palloni sonda.  In questo caso il materiale crushable e' attaccato alla parte inferiore del payload.  Il materiale assorbente e' un sandwich honeycomb di cartone in strati di circa 10-15cm di spessore e ne vengono installati diversi strati a seconda del peso del payload.

Paolo
 

Offline Maxi

Re: Pit Stop, un nuovo sistema di atterraggio per veicoli spaziali
« Risposta #10 il: Mar 22/07/2008, 00:39 »
Si... va bene... la prossima volta il tizio che si è inventato questa cosa non fatelo uscire dal manicomio...  :scream:

James C. McLane III worked as an engineer for over 20 years in NASA’s manned space program. An Associate Fellow in the American Institute of Aeronautics and Astronautics and a licensed Professional Engineer in the State of Texas, his current job in the oil and gas industry allows him to view human space activities from a fresh perspective.

Scherzi a parte francamente concordo con tutte le critiche ascoltate... non vedo proprio il "risparmio" in una ipotesi del genere... senza contare il fattore sicurezza...
Insomma mi pare proprio una cosa che fa...  :vomit:
« Ultima modifica: Mar 22/07/2008, 00:43 da Maxi »
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