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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via

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Ecco qui, su, da bravi, fate uno sforzo con l'inglese...
http://science.nasa.gov/headlines/y2005/07dec_moonstorms.htm
Marco Zambianchi
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Offline LOrlandi

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Re: Una prova per illuminare la via
« Risposta #1 il: Sab 10/12/2005, 09:34 »
Citazione da: "marcozambi"
Ecco qui, su, da bravi, fate uno sforzo con l'inglese...
http://science.nasa.gov/headlines/y2005/07dec_moonstorms.htm


...Uhmmm... ok... e cosa mi dici a proposito dei commenti delle riviste <Fotografare> ecc. a proposito delle fotografie scattate con le Hasselblad ??
A me sembra che gli articolisti di tali riviste specializzate siano REALMENTE fotografi professionisti...
L'indagatore dei "casi aerospaziali" rimasti insoluti.

"Se fossi senza stelle mi piaceresti, o notte !! Ma il linguaggio che parla il loro lume è noto, mentre quello ch'io cerco è il nero, il nudo, il vuoto."

Charles Baudelaire
 

Offline Cristiano

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Re: Una prova per illuminare la via
« Risposta #2 il: Sab 10/12/2005, 11:01 »
Citazione da: "LOrlandi"
Citazione da: "marcozambi"
Ecco qui, su, da bravi, fate uno sforzo con l'inglese...
http://science.nasa.gov/headlines/y2005/07dec_moonstorms.htm


...Uhmmm... ok... e cosa mi dici a proposito dei commenti delle riviste <Fotografare> ecc. a proposito delle fotografie scattate con le Hasselblad ??
A me sembra che gli articolisti di tali riviste specializzate siano REALMENTE fotografi professionisti...


Non ho capito bene l'argomento, ma tieni presente che sul libro di Kaysing questo capitolo è aggiunto dall'editore attingendo a fonti italiane (appunto la rivista). E questo argomento, quello delle pellicole sulla luna, mi aveva fatto molto ridere, letto sul libro.

C'è qualcosa di "strano"... se vogliamo definirlo così, riguardo all'esperimento "scientifico" fatto dalla rivista sulle pellicole messe in frigo e in forno (bel modo di condurre un esperimento scientifico). E cioè che i "ricercatori" hanno realizzato i loro esperimenti sulla terra e NON sulla luna, e hanno dichiarato che "scientificamente" le fotografie lunari non potevano riuscire così bene perchè una pellicola trattata secondo l'ambiente lunare non poteva che danneggiarsi irreparabilmente.

Ecco, però se togliamo l'aria dall'ambiente dell'esperimento, e mettiamo i fotografi della rivista nelle tute lunari con il PLSS e li costringiamo a rifare l'esperimento, vedremmo che cambierebbero opinione. Nel vuoto non c'è trasmissione di calore se non per irraggiamento, e quindi all'interno delle Hasselblad le variazioni termiche che doveva sopportare la pellicola erano estremamente ridotte ed ampiamente entro i limiti di una buona conservazione. Non c'è aria e quindi le temperature dell'ambiente NON potevano assolutamente trasmettersi direttamente alla pellicola.

L'esperimento realizzato dalla rivista è pessimo e secondo me è una pessima pubblicità per la rivista e per Kaysing, non per la NASA. Certo che sono professionisti, ma certamente NON sono esperti di astronautica e di sperimentazione scientifica... "ofelee fa el too mestee". E non dico altro.

ciao

Cristiano
 

Offline Paolo

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Re: Una prova per illuminare la via
« Risposta #3 il: Sab 10/12/2005, 11:08 »
Citazione da: "LOrlandi"
Citazione da: "marcozambi"
Ecco qui, su, da bravi, fate uno sforzo con l'inglese...
http://science.nasa.gov/headlines/y2005/07dec_moonstorms.htm


...Uhmmm... ok... e cosa mi dici a proposito dei commenti delle riviste <Fotografare> ecc. a proposito delle fotografie scattate con le Hasselblad ??
A me sembra che gli articolisti di tali riviste specializzate siano REALMENTE fotografi professionisti...



Forse non tutti sanno che
- I negativi originali delle foto fatte durante le missioni Apollo si trovano immagazzinati e sono inaccessibili a chiunque
- Da questi negativi vennero ottenute delle copie "di prima generazione" subito dopo gli atterraggi. Da questa 1a generazione vennero ottenute delle copie di 2a generazione, oltre alle prime foto rilasciate.
- Fino a poco tempo fa, anche i negativi di 1a generazione erano difficilmente accessibili, ora sono stati resi accessibili ad un numero ristretto di studiosi (vedi Michael Light, che ne ha tratto il suo libro fotografico "Luna")
- Le foto che siamo abituati a vedere sono, se va bene, di 2a generazione, ma molto piu' spesso di 5a, 6a etc. e quindi di qualita' molto inferiore agli originali. Pensare di trarre qualche conclusione "quantitativa" da queste foto e' quanto meno ingenuo, se non proprio disonesto.
 

Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #4 il: Sab 10/12/2005, 11:39 »
Mi ero ripromesso di non visitare più questa sezione e invece eccomi qui.

Le pellicole come le macchine fotografiche non possono lavorare a temperature così "estreme" ? Sarà forse anche vero. Sulla Luna si va da -120 a +100.
OK.
Voi pensate che la vita possa svilupparsi su un pianeta che va da -85 a +60 ??
La risposta è SI perchè è la Terra. -85 temperatura massima registrata a Vladivostok in pieno inverno e +55 o +60 registrate nel deserto africano a mezzogiorno d'estate vicino all'equatore. Ma siamo sulla Terra in circa sei miliardi ed il caldo ed il freddo non sono così terribili ad ogni latitudine e longitudine.
Per la Luna è la stessa cosa. Sono temperature estreme. Gli astronauti (e quindi le macchine fotografiche e relativi rullini) quando erano sulla luna non hanno incontrato tali temperature. Per avere una illuminazione ottimale si fecero atterrare i LM con il sole basso sull'orizzonte. Questo serviva tra le altre cose, per avere le ombre lunghe per poter atterrare al meglio delle misurazioni ottiche degli astronauti e anche per non trovare tali temperature.

Se poi stiamo a sentire gli esperti di "foto... terrestri" ti diranno, come è successo a me che, le foto lunari "puzzano" di falso perchè l'orizzonte è troppo vicino e quindi sono foto fatte in uno studio. Ma la Luna è più piccola della Terra e l'orizzonte è OVVIAMENTE più vicino...

ecc... ecc... ecc...

Paolo D'Angelo
 

Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #5 il: Sab 10/12/2005, 11:46 »
PS: dimenticavo: la NASA NON ha mai ritoccato le foto. Assolutamente. Ne per renderle più storiche ne per aggiungere particolari (bandiere) ne per togliere difetti (pulitura cromatica).
MAI fatto una cosa simile. Dico bene Paolo ? Sarebbe stata la prova evidente di aver manipolato le immagini. E a che scopo ?
Come ha detto Paolo U. che la sa lunga, i negativi sono in cassaforte ma volendo sono accessibili.

Paolo D'Angelo
 

Re: Una prova per illuminare la via
« Risposta #6 il: Sab 10/12/2005, 22:37 »
Citazione da: "LOrlandi"
Citazione da: "marcozambi"
Ecco qui, su, da bravi, fate uno sforzo con l'inglese...
http://science.nasa.gov/headlines/y2005/07dec_moonstorms.htm


...Uhmmm... ok... e cosa mi dici a proposito dei commenti delle riviste <Fotografare> ecc. a proposito delle fotografie scattate con le Hasselblad ??
A me sembra che gli articolisti di tali riviste specializzate siano REALMENTE fotografi professionisti...


Ciao Luca!
Oltre alle già numerose risposte, del tutto esaurienti, che abbiamo letto, ti faccio notare che non è per nulla impossibile ottenere immagini ottime nello spazio su pellicola fotografica.
Non parlo tanto degli ultimi ritrovati nel campo delle pellicole, quanto ad esempio agli eclatanti risultati dei satelliti spia Corona, che dall'orbita (per certi versi, a livello ambientale non meglio nè peggio della Luna) ottenevano foto eccezionali facendo passare la pellicola per un intricatissimo percorso nell'ogiva del razzo Thor, che poi si separava e subiva il calore del rientro in atmosfera (debitamente schermata, si intende).
Inoltre è FONDAMENTALE tenere presente l'assenza di atmosfera (apprezzabile) sulla Luna: l'atmosfera diffonde la luce dando l'impressione che questa provenga da ogni direzione, ciò non succede sulla Luna con effetti ottici non ovvii per le abitudini dei nostri occhi terricoli  :scream:
Insomma, le condizioni del tutto peculiari NON possono non entrare nel calcolo delle considerazioni. Chi lo fa commette un errore, perchè da che mondo e mondo, il confronto tra due tesi scientifiche si fa a parità di condizioni.
Marco Zambianchi
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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #7 il: Dom 11/12/2005, 21:11 »
Citazione
Inoltre è FONDAMENTALE tenere presente l'assenza di atmosfera (apprezzabile) sulla Luna: l'atmosfera diffonde la luce dando l'impressione che questa provenga da ogni direzione, ciò non succede sulla Luna con effetti ottici non ovvii per le abitudini dei nostri occhi terricoli Shocked


Sacrosanto Marco, sacrosanto.

PAolo D'Angelo
 

Offline LOrlandi

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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #8 il: Lun 12/12/2005, 10:07 »
Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Mi ero ripromesso di non visitare più questa sezione e invece eccomi qui.

Le pellicole come le macchine fotografiche non possono lavorare a temperature così "estreme" ? Sarà forse anche vero. Sulla Luna si va da -120 a +100.

### Ecco, appunto... per quale motivo mio fratello fotografo professionista conserva le sue Ektachrome in frigo ??
Come mai TUTTI i fotografi non lasciano mai i loro corpi macchina e i rullini in auto per preservarle da temperature estreme ??

Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Se poi stiamo a sentire gli esperti di "foto... terrestri" ti diranno, come è successo a me che, le foto lunari "puzzano" di falso perchè l'orizzonte è troppo vicino e quindi sono foto fatte in uno studio. Ma la Luna è più piccola della Terra e l'orizzonte è OVVIAMENTE più vicino...

ecc... ecc... ecc...

Paolo D'Angelo


Si... l'orizzonte sulla Luna sara' anche piu' vicino... ma nelle foto <lunari> e' troppo, TROPPO vicino... e poi sembra che, in alcune di esse, sia presente una vera e propria linea di confine che delimita il suolo selenico da un presunto <sfondo> artificiale... poi, analizzando attentamente le foto, le ombre non sono parallele... ma il Sole non e' all'infinito ?? Oppure si tratta di ombre generate da qualche sorgente luminosa posta a distanza ravvicinata ??
L'indagatore dei "casi aerospaziali" rimasti insoluti.

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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #9 il: Lun 12/12/2005, 10:50 »
Citazione da: "LOrlandi"

Si... l'orizzonte sulla Luna sara' anche piu' vicino... ma nelle foto <lunari> e' troppo, TROPPO vicino... e poi sembra che, in alcune di esse, sia presente una vera e propria linea di confine che delimita il suolo selenico da un presunto <sfondo> artificiale... poi, analizzando attentamente le foto, le ombre non sono parallele... ma il Sole non e' all'infinito ?? Oppure si tratta di ombre generate da qualche sorgente luminosa posta a distanza ravvicinata ??


Ciao Luigi
L'orizzonte troppo vicino credo bisogna verificarlo. Indicami su quali foto.
Per le ombre, purtroppo, noi siamo troppo abituati a pensare alla "terrestre" cioè pensiamo alla Terra dove troviamo tutto piatto. Mi spiego: anche su una spiaggia marina la sabbia è piatta (per il vento) con eccezione di piccoli avvallamenti dovuti alla proprietà intrinseca della sabbia stessa che sprofonda di qualche centimentro quando noi ci camminiamo sopra. Sulla Luna non è così. Le asperità non sono mai state modellate ne appiattite dal vento perchè non c'è. E la gravità è 1/6 non dimentichiamolo. Se si fotografa un oggetto non sempre la sua ombra sarà visibile (asta della bandiera) perchè la superficie non è piatta. Non so se ho spiegato il concetto.
Il parallelismo delle ombre va a ricadere nel discorso della diversa grandezza della Luna rispetto alla Terra.
E poi faccio un ragionamento per assurdo.
OK: la NASA ha bleffato ed ha fatto le foto in uno studio. A quel punto che fa ? mette più lampade per illuminare meglio la scena ? Tonti si, ma fino ad un certo punto. Oppure ritocca le foto, già false, perchè non venute bene o perchè manca la bandiera ?  Forse ne avrebbe scattate di nuove fino a raggiungere la perfezione voluta. O no ?
Altra cosa: "la bandiera sventolava perchè la NASA aveva dei ventilatori accesi nello studio perchè gli astronauti avevano caldo nelle pesanti tute" A questa preferisco non rispondere...

Spero di essere stato chiaro. In caso contrario resto a disposizione per ulteroriori delucidazioni.

Paolo D'Angelo
 

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« Risposta #10 il: Lun 12/12/2005, 12:12 »
Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Altra cosa: "la bandiera sventolava perchè la NASA aveva dei ventilatori accesi nello studio perchè gli astronauti avevano caldo nelle pesanti tute" A questa preferisco non rispondere...
Paolo D'Angelo


 :scream:  Scherzano vero? Da dove salta fuori questa???  :rage:
Cmq mi associo ... evitiamo risposte ...
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Offline LOrlandi

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« Risposta #11 il: Lun 12/12/2005, 12:14 »
Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Ciao Luigi
L'orizzonte troppo vicino credo bisogna verificarlo. Indicami su quali foto.

### ...Mi riferisco ad alcune foto incriminate pubblicate sul libro di Kaysing.
Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Per le ombre, purtroppo, noi siamo troppo abituati a pensare alla "terrestre" cioè pensiamo alla Terra dove troviamo tutto piatto. Mi spiego: anche su una spiaggia marina la sabbia è piatta (per il vento) con eccezione di piccoli avvallamenti dovuti alla proprietà intrinseca della sabbia stessa che sprofonda di qualche centimentro quando noi ci camminiamo sopra. Sulla Luna non è così. Le asperità non sono mai state modellate ne appiattite dal vento perchè non c'è.

### Ok, ma nel luogo del presunto allunaggio mi sembra che il suolo sia sufficientemente piatto... o sbaglio ??

Citazione da: "Paolo D'Angelo"
E la gravità è 1/6 non dimentichiamolo. Se si fotografa un oggetto non sempre la sua ombra sarà visibile (asta della bandiera) perchè la superficie non è piatta. Non so se ho spiegato il concetto.
Il parallelismo delle ombre va a ricadere nel discorso della diversa grandezza della Luna rispetto alla Terra.

### Scusami ma faccio fatica a comprendere.
Perche' sulla Luna le ombre non dovrebbero essere parallele ??
Per il fatto del diametro diverso ??
Dovrei ripassare un po' la <teoria delle ombre> studiata a scuola...

Poi, sempre su quelle foto incriminate, i soggetti inquadrati sembrano essere illuminati in maniera del tutto differenziata, come se fossero irradiati da fonti luminose diverse e non coincidenti.
Come spieghi questo fenomeno ??
L'indagatore dei "casi aerospaziali" rimasti insoluti.

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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #12 il: Lun 12/12/2005, 12:38 »
Citazione da: "LOrlandi"
Ciao Luigi
L'orizzonte troppo vicino credo bisogna verificarlo. Indicami su quali foto.

### ...Mi riferisco ad alcune foto incriminate pubblicate sul libro di Kaysing.

Per le ombre, purtroppo, noi siamo troppo abituati a pensare alla "terrestre" cioè pensiamo alla Terra dove troviamo tutto piatto. Mi spiego: anche su una spiaggia marina la sabbia è piatta (per il vento) con eccezione di piccoli avvallamenti dovuti alla proprietà intrinseca della sabbia stessa che sprofonda di qualche centimentro quando noi ci camminiamo sopra. Sulla Luna non è così. Le asperità non sono mai state modellate ne appiattite dal vento perchè non c'è.

### Ok, ma nel luogo del presunto allunaggio mi sembra che il suolo sia sufficientemente piatto... o sbaglio ??

E la gravità è 1/6 non dimentichiamolo. Se si fotografa un oggetto non sempre la sua ombra sarà visibile (asta della bandiera) perchè la superficie non è piatta. Non so se ho spiegato il concetto.
Il parallelismo delle ombre va a ricadere nel discorso della diversa grandezza della Luna rispetto alla Terra.

### Scusami ma faccio fatica a comprendere.
Perche' sulla Luna le ombre non dovrebbero essere parallele ??
Per il fatto del diametro diverso ??
Dovrei ripassare un po' la <teoria delle ombre> studiata a scuola...

Poi, sempre su quelle foto incriminate, i soggetti inquadrati sembrano essere illuminati in maniera del tutto differenziata, come se fossero irradiati da fonti luminose diverse e non coincidenti.
Come spieghi questo fenomeno ??


Ciao Luigi!
Le tue obiezioni trovano piena e compiuta risposta in questo articolo, che ho già avuto modo di indicare nell'altro maxi-thread.
Non importa, è importante che tu (e altri) lo legga.
Ecco il link. http://www.diegocuoghi.com/Moon_hoax.htm

In ogni caso, rispetto alle ombre parallele, mi permetto di citare lo specifico passaggio:
Citazione

Altro punto controverso: le ombre non sarebbero parallele.
E qui si dimostra l'assoluta ignoranza di Bill Kaysing delle tecniche fotografiche e delle leggi dell'ottica. Infatti le ombre nelle foto, in modo più evidente se fatte con obiettivi dai 50mm in giù, SONO SEMPRE CONVERGENTI, NON PARALLELE. Vi sfido a realizzare una foto alla luce del sole, con una qualunque macchina fotografica, ottenendo ombre parallele di persone o cose. È impossibile, le ombre appariranno sempre convergenti. Verso cosa? Verso un punto all'infinito, quello che in PROSPETTIVA (la insegnano anche alle scuole medie) è chiamato il "punto di fuga".
Ma Kaysing sostiene che le ombre convergenti sarebbero la prova che c'era più di una fonte di luce. Cosa? In qualsiasi studio fotografico (io ho lavorato e continuo a collaborare con studi fotografici) si può vedere che se si usano due luci ogni oggetto avrà DUE ombre; non è possibile che un oggetto prenda luce solo da una fonte e un altro solo da una seconda fonte di luce che perciò risultano convergenti come sostiene Kaysing assieme ai suoi epigoni.

E la leggera illuminazione sulle tute degli astronauti e sul LEM dalla parte in ombra? Quello è il naturale riverbero del suolo circostante. Anche questo lo insegnano a scuola, si chiama "Teoria delle ombre", l'ho studiata al Liceo Artistico e alla Facoltà di Architettura. Le ombre proprie sono sempre più chiare delle ombre portate (quelle al suolo ad esempio) perchè ricevono luce riflessa dagli oggetti circostanti. Perfino nei programmi di render 3D che io utilizzo per lavoro c'è l'effetto "Radiosity" che permette proprio di ottenere, come nella realtà, ombre proprie più leggere e illuminate dal riverbero dell'ambiente circostante.


Apprezzo molto la tua capacità di "indagare", pensare fuori dagli schemi. Da persone come te arrvano spunti per interessanti discussioni, visto che anche il tuo tono è sempre pacato ed educatissimo (cosa NON scontata).
Inoltre tu e altri come te fate vostro malgrado la parte del "parafulmine", osando fare le domande e le obiezioni riguardo a leggende metropolitane nelle quali molti magari credono (non mi riferisco a nessuno, sia chiaro), ma che non hanno il coraggio di tirar fuori per paura delle "reazioni".

Detto tutto questo, in ogni caso la verità storica per me non si discute, per cui mi raccomando, occhio attento ai contenuti dell'articolo linkato.
  :roll_eyes:
Marco Zambianchi
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Moon Hoaks - parte II - Una prova per illuminare la via
« Risposta #13 il: Lun 12/12/2005, 12:55 »
Citazione da: "LOrlandi"

### Ok, ma nel luogo del presunto allunaggio mi sembra che il suolo sia sufficientemente piatto... o sbaglio ??

Poi, sempre su quelle foto incriminate, i soggetti inquadrati sembrano essere illuminati in maniera del tutto differenziata, come se fossero irradiati da fonti luminose diverse e non coincidenti.
Come spieghi questo fenomeno ??


Luigi, su questo dettaglio fotografico, e anche sul cenno di Paolo d'Angelo rispetto alla bandiera fatta garrire con i ventilatori   :grinning:   :grinning:   :grinning:   :grinning:, ti linko qui queste due pagine tratte dal sito di Paolo Attivissimo.
Sono così dettagliate nello smontare ogni supposizione, che non possono non essere lette.

Ecco qui i link, occhio soprattutto alla seconda pagina linkata.
1) http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/bandiera_senza_ombra.htm
2) http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/bandiera_senza_ombra_p2.htm

Concludo invitandoti a "investire" qualche dollaro in "verità".
Ti puoi passare le ore a vedere e rivedere proprio la scena "incriminata", ma in qualità ALTISSIMA.
http://tinyurl.com/7a67f
Marco Zambianchi
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« Risposta #14 il: Lun 12/12/2005, 13:26 »
Luca ???  ...ma non era Luigi ????

Paolo D'Angelo
 

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« Risposta #15 il: Lun 12/12/2005, 13:59 »
Citazione da: "Paolo D'Angelo"
Luca ???  ...ma non era Luigi ????

Paolo D'Angelo


Ossignur! :oops:
Hai ragione! Mi scuso sia con Luca (Frigerio) che con Luigi (Orlandi). Si, comunque tutto il pamphlet è per Luigi (Orlandi) e per tutti i forumisti di buona volontà  :D
Errore corretto, comunque...
Marco Zambianchi
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« Risposta #16 il: Lun 12/12/2005, 14:02 »
Citazione da: "marcozambi"
Citazione da: "LOrlandi"

### Ok, ma nel luogo del presunto allunaggio mi sembra che il suolo sia sufficientemente piatto... o sbaglio ??

Poi, sempre su quelle foto incriminate, i soggetti inquadrati sembrano essere illuminati in maniera del tutto differenziata, come se fossero irradiati da fonti luminose diverse e non coincidenti.
Come spieghi questo fenomeno ??


Luca, su questo dettaglio fotografico, e anche sul cenno di Paolo d'Angelo rispetto alla bandiera fatta garrire con i ventilatori   :grinning:   :grinning:   :grinning:   :grinning:, ti linko qui queste due pagine tratte dal sito di Paolo Attivissimo.
Sono così dettagliate nello smontare ogni supposizione, che non possono non essere lette.

Ecco qui i link, occhio soprattutto alla seconda pagina linkata.
1) http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/bandiera_senza_ombra.htm
2) http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/bandiera_senza_ombra_p2.htm

Concludo invitandoti a "investire" qualche dollaro in "verità".
Ti puoi passare le ore a vedere e rivedere proprio la scena "incriminata", ma in qualità ALTISSIMA.
http://tinyurl.com/7a67f


### Scusami, Carlo... ma perche' dovrei vedere e rivedere la zona incriminata ??
Le conosco a memoria e non capisco PERCHE' dovrei nuovamente consultarle... seppur in qualita' altissima.
Forse per osservare meglio la granulometria del misto polverulento pozzolana/vulcanica depositata in studio ??
Oppure per dare uno sguardo allo splendido e raggiungibile orizzonte lunare ??
Grazie, comunque... Carlo.
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« Risposta #17 il: Lun 12/12/2005, 14:26 »
E la leggera illuminazione sulle tute degli astronauti e sul LEM dalla parte in ombra?

### Caspiterina... leggera illuminazione... dai uno sguardo qui:

http://www.telealtobut.it/danger/allunaggio.htm
L'indagatore dei "casi aerospaziali" rimasti insoluti.

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Charles Baudelaire
 

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« Risposta #18 il: Lun 12/12/2005, 14:40 »
Citazione da: "LOrlandi"


<taglio>

### Scusami, Carlo... ma perche' dovrei vedere e rivedere la zona incriminata ??
Le conosco a memoria e non capisco PERCHE' dovrei nuovamente consultarle... seppur in qualita' altissima.
Forse per osservare meglio la granulometria del misto polverulento pozzolana/vulcanica depositata in studio ??
Oppure per dare uno sguardo allo splendido e raggiungibile orizzonte lunare ??
Grazie, comunque... Carlo.


Luigi (errare è umano :wink: )
Scusa se mi permetto, se le conosci a memoria, allora le ricordi male.
Faresti bene a seguire il mio invito alla rilettura, perchè si dà il caso che alle tue obiezioni sia data una risposta punto per punto.
Dico, punto per punto.
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« Risposta #19 il: Lun 12/12/2005, 14:43 »
In ogni caso, rispetto alle ombre parallele, mi permetto di citare lo specifico passaggio:
Citazione
Altro punto controverso: le ombre non sarebbero parallele.
E qui si dimostra l'assoluta ignoranza di Bill Kaysing delle tecniche fotografiche e delle leggi dell'ottica. Infatti le ombre nelle foto, in modo più evidente se fatte con obiettivi dai 50mm in giù, SONO SEMPRE CONVERGENTI, NON PARALLELE. Vi sfido a realizzare una foto alla luce del sole, con una qualunque macchina fotografica, ottenendo ombre parallele di persone o cose. È impossibile, le ombre appariranno sempre convergenti. Verso cosa? Verso un punto all'infinito, quello che in PROSPETTIVA (la insegnano anche alle scuole medie) è chiamato il "punto di fuga".
Ma Kaysing sostiene che le ombre convergenti sarebbero la prova che c'era più di una fonte di luce. Cosa? In qualsiasi studio fotografico (io ho lavorato e continuo a collaborare con studi fotografici) si può vedere che se si usano due luci ogni oggetto avrà DUE ombre; non è possibile che un oggetto prenda luce solo da una fonte e un altro solo da una seconda fonte di luce che perciò risultano convergenti come sostiene Kaysing assieme ai suoi epigoni.


### La luce, in una prima approssimazione piu’ che sufficiente per questa recensione, viaggia in linea retta. Importante implicazione di questo fatto e’ che, se congiungete idealmente un oggetto con la sua ombra prodotta dalla luce del sole, otterrete una linea retta che va verso il sole stesso. Questo e vero anche nelle fotografie, poiche’ una retta rimane tale sotto qualsiasi angolazione e prospettiva lineare, ovvero non prodotta da obiettivi deformanti come il cosiddetto occhio di pesce, come ben sa chiunque abbia fatto un po’ di disegno tecnico o scritto un motore di rendering tridimensionale in assembler. Questo e’ vero anche in fotografia, dicevamo, a parte in alcune forse poco note, ma ufficiali, fotografie della NASA che documentano lo sbarco dell’Uomo sulla Luna quel lontano 16 Luglio del 1969. Questo e’ solo l’inizio : perche’ gli astronauti affondano nella polvere lunare fino alle caviglie mentre il LEM quasi non lascia il segno ? E dov’e’ la polvere che affermano di aver alzato durante l’allunaggio, che data la ridotta gravita’ lunare avrebbe dovuto metterci ore a ridepositarsi ? Le foto sono assolutamente terse e il LEM sembra appena uscito da un astrolavaggio. E le tracce dei retrorazzi, che sono stati accesi pochi secondi prima dell’allunaggio, dove sono ? Un motore a reazione di quel tipo (CON PINTLE INJECTOR), che raggiunge senza sforzo i 2500 gradi (probabilmente anche piu'), avrebbe addirittura dovuto vetrificare la superficie lunare sotto il LEM. E come hanno fatto le pellicole fotografiche, delle emulsioni professionali, a resistere a sbalzi di temperatura continui da -150 gradi all’ombra a +150 al sole, quando la nota rivista di fotografia Reflex ha dimostrato che basta lasciare delle pellicole analoghe per poche ore in una automobile esposta al sole per renderle inutilizzabili ? E dove sono le stelle, che, in assenza di atmosfera, dovrebbero essere ben piu’ visibili che sulla Terra? Perche’ l’ombra del LEM si allunga fino all’orizzonte ? va bene che la Luna e’ piccola, pero’... Altra ombra ben strana e’ quella proiettata dal LEM prima dell’allunaggio e fotografata dallo stesso, ombra che si direbbe di dimensioni tali da poter essere teoricamente vista dalla Terra con un buon telescopio ottico. E per finire (qui, ma sul libro c’e’ ben altro), l’illuminazione della superficie lunare e’ tutto tranne che uniforme, come invece dovrebbe essere in assenza di agenti atmosferici. Insomma, noi da piccoli volevamo fare gli astronauti e andare sulla Luna, magari per primi, ma ci eravamo ormai rassegnati. Ora possiamo ricominciare a sperare. Una chicca: se vi dimenticate la macchina fotografica, nel libro c’e’ la mappa dettagliata di dove trovare le 12 Hasselblaad lasciate da Armstrong e compagni. Buon Viaggio.
L'indagatore dei "casi aerospaziali" rimasti insoluti.

"Se fossi senza stelle mi piaceresti, o notte !! Ma il linguaggio che parla il loro lume è noto, mentre quello ch'io cerco è il nero, il nudo, il vuoto."

Charles Baudelaire