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Hidden Figures - Il diritto di contare

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Offline Lupin

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #25 il: Lun 27/02/2017, 22:59 »
 Bella domanda. Secondo me 30-70%.

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #26 il: Lun 27/02/2017, 23:29 »
Ma (domanda generica, non credo che la risposta richieda uno spoiler) quanto c'é di "spazio" e quanto c'é di trama relativa alla discriminazione razziale dei neri? 10-90%? 30-70%? 0-100%?

Lo spazio è solo una scusa per rievocare la discriminazione.
Fosse stato ambientato in un Università,all'IBM o nelle grandi Agenzie pubblicitarie di Madison Avenue sarebbe stata la stessa cosa.
Il programma Mercury è solo uno sfondo di cartapesta.

Offline Buzz

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #27 il: Lun 06/03/2017, 20:29 »
...e quanto c'é di trama relativa alla discriminazione razziale dei neri?
C'è anche una questione di discriminazione sessuale. Oggi notavamo con un'amica/collega che alla NASA negli anni 60/70 c'erano più donne di quante ce ne siano oggi in Airbus...  :hurt:
Par l’espace, l’univers me comprend et m’engloutit comme un point; par la pensée, je le comprends. (Blaise Pascal).
An age is called Dark not because the light fails to shine, but because people refuse to see it. (James Michener)

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #28 il: Lun 06/03/2017, 22:27 »
Una cosa insopportabile (ma non so  se sia il caso di "Hidden figures" perchè non l'ho ancora visto) è quando in un film ambientato nel passato i personaggi fanno la morale in base a quella che è la forma mentis di oggi,ma non di allora.
E' stato scritto che "il passato è una terra straniera",ed è vero; il modo di pensare e la sensibilità cambiano con il trascorrere del tempo,ed in molti casi è un evoluzione verso il meglio.
Ma se si ambienta una storia nel passato bisogna fare i conti con quella che era la sensibilità dell'epoca in cui la vicenda è situata; altrimenti sarebbe meglio lasciare stare.
Spesso abbiamo invece uno schema ricorrente  in cui alla società "bigotta e retriva" dell'epoca si contrappone il protagonista del film,la cui mentalità è più illuminata di un liberal politicamente corretto dei tempi di Obama...grazie a questo "ribelle" la società cambierà.
Si tratta di un marchingegno narrativo stereotipato e francamente stantio.
Mi auguro che anche questo film non cada in questa formuletta banale.

Offline Michael

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #29 il: Mer 08/03/2017, 07:30 »
Di solito le storie che raccontano un cambiamento sociale (positivo) puntano proprio a sottolineare come il cambiamento sia avvenuto in un momento in cui la società si rende conto che il pensare comune è sbagliato. N.B, non è passato di moda, o diventato scomodo. È sbagliato. In quest'ottica ovviamente chi rappresenta il cambiamento verso il meglio è rappresentato come un personaggio positivo e in rottura con lo status quo. Spesso, una storia onesta racconta luci e ombre di queste persone. Ma di solito lo scopo è renderle reali, non svecchiare il "marchingegno narrativo".
Non ho ancora visto nemmeno io il film, ma quando qualcuno scrive "politicamente corretto" di solito ha la coda di paglia. Mi spiace che qualche film "liberal" (?) ti abbia fatto sentire un po' in colpa in passato, vuol dire che era fatto bene, nella sua formuletta banale :) Vediamo cosa fa questo.
Michael
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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #30 il: Mer 08/03/2017, 16:03 »
Si certo,hai ragione,tutto dipende da come la storia viene rappresentata,e da come viene restituita la complessità umana dei personaggi,che sono più veri ed interessanti quando sono a tutto tondo con i loro pregi e difetti.
Purtroppo film del genere sono rari,e mi auguro che "Hidden Figures" costituisca la felice eccezione.
Spesso sfortunatamente abbiamo a che fare con stucchevoli e stereotipati esercizi di retorica "politicamente corretti" (questo termine è l'equivalente moderno di "bigotto"e "conformista" ,prima lo si comprenderà,più utile sarà per un mondo realmente aperto ed inclusivo).
Conto di vedere al più presto "Hidden Figures",anche per poterne parlare con cognizione di causa.
Dubito molto che la visione del film mi farà sentire in colpa e con la coda di paglia ( tra l'altro nei primi anni 60 non mi trovavo negli Stati Uniti... e neanche su questa terra),al peggio (ma speriamo di no) mi annoierà.

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #31 il: Gio 09/03/2017, 00:50 »
Visto questa sera.
Gradevole; mi è piaciuto.
Ovviamente il film paga il pedaggio ad una certa retorica (la Hollywood di oggi non può più raccontare gli anni 50 e 60 Americani senza accennare al loro lato oscuro),e i "cattivi" sono tagliati con l'accetta (Jim Parson in una versione "stronza" di Sheldon Cooper e la gelida Kirsten Dunst ) ma nel complesso il film è carino.
Merito anche della bravura delle protagoniste,Taraj P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe,davvero splendide nei loro ruoli.
Bella interpretazione,"classica", anche quella di Kevin Costner,un attore che quanto a carisma si conferma l'erede di Gregory Peck. 
Quanto c'è di spazio nel film?
Beh,l'astronautica è ovviamente sullo sfondo,ma è ben presente...non aspettatevi però una pellicola sul programma Mercury o sull'impresa di John Glenn.
Ed a proposito di Glenn,l'attore che lo interpreta oltre ad una scarsa somiglianza mi è sembrato un pupazzone alla Capitan America..forse Glenn meritava un ritratto più accurato.
Insomma,mi aspettavo peggio ma mi sono divertito.

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #32 il: Ven 10/03/2017, 10:12 »
Concordo con quanto detto da Carmelo. Film molto gradevole e con attori e attrici eccellenti!! Mi sembra che sia anche uscito  in italiano il libro su cui è basato il film e che non vedo l'ora di leggere!! Comunque "offuscata" dalla storia ufficiale del programma spaziale non sapevo della presenza di molte donne, oltretutto di colore, che svolgevano dei ruoli così importanti dietro lo quinte. Ringrazio (non so chi) la persona che ha portato alla luce queste vicende (e naturalmente grazie a voi che segnalate film e libri da vedere/leggere).

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #33 il: Ven 10/03/2017, 21:29 »
Radio3Scienza ha messo in onda l'8 marzo un apprezzabile contributo audio sulla questione... con la mitica frase attribuita a John Glenn: "Fate controllare i conti alla ragazza. Quella sveglia" !
Podcast disponibile su http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1b475b50-f04b-4cd6-9e11-3f608937a188.html

Offline robmastri

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #34 il: Ven 10/03/2017, 22:12 »
Gradevole  :happy:. Sottoscrivo in tutto il giudizio di Carmelo, salvo il fatto che (ma forse è questione di sensibilità) non ho avvertito il fastidio per una particolare retorica (d'altra parte, dato il soggetto, non potevano rappresentare la segregazione razziale senza qualche "cattiveria").

Concordo anche sul fatto che John Glenn meritava di essere meglio rappresentato, al di là del taglio dei capelli (è il personaggio più improbabile del film). E mi è sembrata poco credibile (ma forse sono "esigenze cinematografiche") la scena in cui l'astronauta...

(click to show/hide)

Complessivamente è un film che si lascia vedere e che potrebbe gradire anche chi non è particolarmente interessato alle tematiche spaziali. Qualcuno potrebbe andarlo a vedere per il tema dei "diritti" e poi tornarsene a casa con qualche curiosità sugli inizi del programma spaziale (insomma potrebbe essere un buon modo per "esporre accidentalmente all'astronautica" persone che fino ad ora non sono state contagiate).

Ciò detto, si apre la gara tra noi criticoni per individuare errori e/o imprecisioni. Io ne ho trovati due:

(click to show/hide)

La citazione che meglio esprime lo spirito del film:

(click to show/hide)
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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #35 il: Dom 12/03/2017, 10:18 »
Visto, a me è piaciuto molto anche considerando le "licenze poetiche" utilizzate (tra l'altro molte meno di quelle che ci si aspetterebbe non conoscendo la storia)...

Qui anche un interessante approfondimento
http://www.ilpost.it/2017/03/10/il-diritto-di-contare-storia-vera/
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Offline IK1ODO

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #36 il: Dom 12/03/2017, 11:20 »
Visto anch'io, molto bello. Concordo con il fatto che le licenze poetiche non danno poi troppo fastidio. Ovviamente si sente il rumore dei razzi e la separazione degli stadi nel vuoto, ma insomma...
Invece non mi è piaciuto tanto il doppiaggio, poteva essere migliorato. Cercherò di rivederlo in inglese.
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Offline robmastri

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #37 il: Dom 12/03/2017, 16:32 »
Che in un film a base storica ci siano semplificazioni narrative o che vi appaiano personaggi inventati o che riassumono in sé più figure non mi scandalizza. Anche in Apollo 13, per fare un esempio, gli altri Flight Director sono scomparsi ed è rimasto solo Gene Kranz, perciò non mi turba che qui...

(click to show/hide)

Mi piace di meno (ma è questione di gusti) che un episodio reale (Glenn che chiede di far ricontrollare i conti del computer a mano dalla "ragazza sveglia") venga gonfiato stravolgendo la realtà. Infatti...

(click to show/hide)

Era davvero necessario a far funzionare il film?

Ho anche qualche dubbio (ma qui chiedo conferma a chi ne sa) che...

(click to show/hide)

Ovviamente ciò non toglie nulla alla gradevolezza di cui sopra. Era solo per... criticare  :tease:
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Offline robmastri

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #38 il: Dom 12/03/2017, 16:45 »
Intanto, come qualcuno ha già ricordato, è uscita anche la versione italiana del libro di Margot Lee Shetterly edito da HarperCollins. Ecco il link per amazon.

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #39 il: Dom 12/03/2017, 20:38 »
Citazione
Johnson si sentiva segregata?
Dal film sembra proprio di sì. Qualche anno fa lei disse invece: «Non sentivo la segregazione alla NASA, perché tutti facevano ricerche. C’era da fare una missione e noi ci lavoravamo. Sapevo che la segregazione c’era, ma non la sentivo». Più in generale: è vero che le donne nere lavoravano in un ufficio separato; non è vero che quando Johnson arrivò nell’ufficio dei bianchi fu scambiata per la donna delle pulizie
E la questione del bagno?
Nel film la si vede più volte, per mostrare che nonostante lavori con i bianchi, Johnson è ancora costretta a perdere 40 minuti per andare nel bagno delle persone di colore, da tutt’altra parte rispetto a dove lavora. Nel libro una storia simile riguarda in realtà Jackson (il personaggio interpretato da Janelle Monáe). Nel libro Shetterly ha invece scritto che Johnson usò per anni bagni per bianchi, senza far caso al fatto che fossero riservati ai bianchi (anche perché non era esplicitamente scritto). A un certo punto qualcuno glielo fece notare, ma lei continuò a usarli comunque, senza tra l’altro evidenti proteste da parte delle donne bianche.

Lo sospettavo....come volevasi dimostrare.
Si può dire adesso ,senza essere tacciato di avere "la coda di paglia" che certe faccende sono caricate,quando non addirittura inventate di sana pianta per pagare pedaggio al "politicamente corretto"?
Credo propio di si,considerando che nella realtà,sotto questo profilo,  le cose non erano esattamente come sono state mostrate nella pellicola.
Tempo fa sul web c'era un articolo interessante a proposito del fillm "Revolutionary road" intitolato "Why Hollywood hates suburbia"? in cui si metteva in rilievo come tutte le pellicole recenti ambientate negli anni 50 e 60 siano condite con un abbondante dose di fiele ( "The clean streets and clean lifestyles of “The Dick Van Dyke Show” and “Leave It to Beaver” deeply offend liberals,They feel that seething beneath the surface must be something cruel and inhumane").
Poi,per carità,"Hidden figures" rimane un film gradevole e ben recitato; ma inventare gravi episodi discriminatori mai accaduti nella realtà ( a detta degli stessi autentici protagonisti delle vicende narrate)mi pare operazione ideologicamente scorretta.



Offline IK1ODO

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #40 il: Dom 12/03/2017, 22:45 »
le cose non erano esattamente come sono state mostrate nella pellicola

Ma questo credo che nessuno lo pensi, almeno qui. E' un film di intrattenimento, mica una tesi di storia. Non capisco cosa ti urti tanto.
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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #41 il: Dom 12/03/2017, 23:11 »
Mi urta la deliberata falsificazione della storia a scopo ideologico.
Non sarebbe stato non soltanto più onesto,ma anche più positivo come messaggio raccontare semplicemente la verità?
E cioè che in un epoca ed in una società in cui in una parte del Paese erano presenti discriminazione e segregazione  razziale,la NASA non viveva tali discriminazioni?
Citazione
Johnson:"«Non sentivo la segregazione alla NASA, perché tutti facevano ricerche. C’era da fare una missione e noi ci lavoravamo. Sapevo che la segregazione c’era, ma non la sentivo»
.
Non sarebbe stato più giusto raccontare del modello positivo ed inclusivo che la (vera) NASA costituiva all'epoca?
Del modo civile, sensato e pragmatico in cui certe questioni venivano risolte?
 
Citazione
È vero che le donne non erano ammesse a quel tipo di riunioni?
Sì, ma fu tutto un po’ più semplice che nel film, come spiegato da Johnson. Lei chiese il permesso di poterci partecipare, le fu detto «beh, di solito le donne non sono ammesse». Lei chiese: «c’è una regola a riguardo?». Dissero di no e allora il suo capo la fece partecipare a quelle riunioni.

Offline RikyUnreal

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #42 il: Lun 13/03/2017, 16:41 »
Per me voto 6/10
  

Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #43 il: Lun 13/03/2017, 16:55 »
Condivido. Voto: 6 (6 - - per le ragioni succitate).

Offline Lupin

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #44 il: Lun 13/03/2017, 18:16 »
Anche per me non supera il 6.

Offline Michael

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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #45 il: Mer 15/03/2017, 15:12 »
Invece non mi è piaciuto tanto il doppiaggio, poteva essere migliorato. Cercherò di rivederlo in inglese.

A-MEN!!! (Annuisco ripetutamente con la testa come i fedeli nella chiesa del film)
Per me la cosa è esacerbata dal fatto che non vedevo un film doppiato in Italiano da 5 anni tondi, ma è talmente fatto male da distrarmi.
Non capisco la mania di fare un lipsync perfetto (che tanto non lo è), quando arriva al costo di far dire agli attori delle cose che nessuno direbbe mai nella vita reale
"I understand" diventa "Io comprendo". Ma chi **** parla così??
L'originale di sicuro ha un mix di accenti del sud est e afro-americani, e nel doppiaggio viene appiattito dalla Tremènda Dizióne Unifórme del doppiaggio, dove tutti parlano come se fossero annunciatrici della Rai o una pubblicità di biscotti. Non  esiste una soluzione facile a questo, ma col doppiaggio ho sempre la sensazione di guardare un film muto con qualcuno che l'ha già visto che mi bisbiglia i dialoghi, alla bella e meglio per come se li ricorda, nell'orecchio.

Ciò detto: la questione della segregazione, come fatto notare, è stata accentuata rispetto alla realtà, ma come spesso capita si prende una storia vera e la si ricama per meglio raccontare un periodo. Se NASA davvero era un po' meglio del resto della Virginia, avrei mostrato di più quella differenza, come dice Carmelo. Da quel punto di vista, comunque, 7.

Dal punto di vista della "scienza", 4;

Vedere Sheldon (sorry, non ricordo il nome del personaggio) spiegare la differenza tra un volo parabolico e un volo orbitale è stato terribile. Fatelo spiegare ad un programma TV, fatelo spiegare dalla protagonista ai suoi bambini, non fatelo spiegare da un matematico a dei matematici, che sembra che si siano rincoglioniti di colpo.

I "colpi di genio" in cui qualcuno scrive alla lavagna per 30 secondi e tutti sono a bocca aperta spesso erano conversioni tra miglia e km. Mai visto lavagne con meno integrali di questo film. Non importa moltissimo, nessuno se ne accorge (e non avrei capito cose più complicate), ma un filino di sostanza, dato che è il pretesto della storia, non sarebbe male.

E la formula di Eulero...È vecchissima! (cit.) -_-

Il team di "flight dynamics" che si trasforma in flight control team non aiuta a comunicare una idea realistica di cosa significa lavorare per un programma spaziale (ma può darsi che negli anni 60 ci fossero più sovrapposizioni nei ruoli).
Ci credo che Glenn abbia fatto verificare qualcosa a Johnson, ma non chiamando dalla rampa, dai. Detesto il pathos creato ad arte su qualcosa che è mortalmente lento.

Mary Jackson era una bella opportunità per parlare degli ingegneri NASA in quel periodo, invece il suo unico lavoro è arrivare a farsi chiamare ingegnere. Non ce la fanno vedere fare niente, ed è un peccato.

Non è un brutto film, son contento di averlo visto, ma quando a hollywood passerà la smania della banalizzazione delle "cose che tanto la gente non capisce", avremo storie interessanti in contesti interessanti, invece che storie interessanti ambientate nel programma spaziale della playmobil.
« Ultima modifica: Mer 15/03/2017, 15:18 da Michael »
Michael
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Re:Hidden Figures - Il diritto di contare
« Risposta #46 il: Mer 15/03/2017, 16:27 »
La faccenda del doppiaggio è interessante.
Ora lasciamo stare tutta la polemica "doppiaggio no,doppiaggio si" che ci porterebbe lontano,e concentriamoci sul lavoro dei doppiatori.

Come in molti lamentano la qualità del doppiaggio è  diminuita rispetto al passato,sia per ragioni tecniche ( un tempo i doppiatori recitavano insieme reinterpretando in Italiano le varie scene del film,oggi ognuno legge ed interpreta da solo la sua parte che viene poi montata per creare il dialogo con la parte recitata dal collega separatamente), sia perchè i tempi di doppiaggio si sono ridotti e conseguentemente c'è meno cura di quanto ce ne fosse prima.
C'è poi un appiattimento dovuto alla formazione dei doppiatori che una volta provenivano dal teatro,e oggi a parte alcune grandi voci ( per esempio Giannini o Proietti)  prestate a importanti star internazionali,si sono interamente formati nel mondo stesso del doppiaggio.
C'è anche,causa la fretta,una minore attenzione rispetto al sicronizzare la voce del doppiatore sul labiale dell'attore; una volta la cosa era maniacale; in traduzione venivano scelte parole che permettevano di rispettare il sincrono..oggi questo si fa meno,ma generalmente il risultato,specie al cinema,è ancora accettabile.

Circa il linguaggio o meglio il modo di parlare diverso rispetto a quello quotidiano,c'è sempre stato.
Se guardiamo un film degli anni 40,50 0 60 vedremo che i grandi doppiatori di allora ( Gualtiero De Angelis,Emilio Cigoli,Stefano Sibaldi,Carletto Romano,Giuseppe Rinaldi,ecc) usavano espressioni totalmente lontane dal linguaggio di tutti i giorni (" Siete un tipo svelto voi","e voi siete una bizzarra bambina") in un italiano perfetto,quasi letterario.
Questo però da una parte rendeva il modo di parlare esotico degli Americani,dall'altro oggi costituisce parte del fascino di quei vecchi film per chi ama il cinema classico (ed infatti i ridoppiaggi di vecchi film sono tremendi..vuoi mettere Emilio Cigoli che doppia Clark Gable o De Angelis che fa Cary Grant?).

Bisogna anche dire che anche nell'originale,almeno fino all'inizio degli anni 60 gli attori non parlavano come nella vita di tutti i giorni.
Recitavano infatti in un accento "neutro" ed artificiale chiamato "Mid Atlantic",che era stato sviluppato dagli attori di teatro ed era una via di mezzo tra l'Inglese parlato sulla costa est degli Stati Uniti e l'Inglese "puro" Britannico ( quello dei vecchi speaker della BBC tanto per intenderci).
Dagli anni 60,in nome del naturalismo,questo modo di parlare fu abbandonato in favore dei veri accenti che i personaggi avrebbero dovuto parlare.
In Italiano è impossibile rendere questi accenti (come fai a rendere..che so.. un accento del Arkansas? col ciociaro o col marchigiano?),quindi si continua a parlare questa lingua artificiale,il "doppiatorese" che è una convenzione,e che oggi è molto meno forbita rispetto al passato ("Dannazione Generale,dobbiamo lanciare quei fottuti missili").