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Expedition 55/56 / Soyuz MS-09 / Expedition 56 MISSION LOG
« Ultimo post da Lupin il Oggi alle 00:06 »
Per quanto riguarda le EVA effettuate in giugno non ci sono precedenti il giorno 14. Era invece dal 2009 che un astronauta americano non effettuava EVA in questo mese dell’anno. Come ricordiamo tutti fu Michael Barratt durante la Expedition 20.

Ricordiamo anche che l’unica coppia di astronauti americani ad effettuare una EVA per il programma ISS ad un’età media superiore a quella di Feustel/Arnold (53,7 anni) è stata Mastracchio/Swanson nel 2014 (53,8 anni).

Come giustamente evidenziato dal nostro professore di storia (dell’astronautica) e filosofia (del volo spaziale), Feustel sale al terzo posto assoluto per tempo passato in EVA. Possiamo aggiungere che fra coloro che ne hanno effettuate nove è il nuovo primatista scalzando il russo Yurchikhin (fermo a 59,45 ore). Ci preme inoltre ricordare che il russo Solovyev effettuò due IVA tanto che il suo tempo passato in EVA è pari a 68,65 ore che lo pone comunque davanti a tutti.
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Chiacchierate astronautiche / Ferite nello spazio
« Ultimo post da Zarya il Oggi alle 00:00 »
Ci sono due casi che vorrei porvi, tutte inerenti alla "medicina".
1. Mettiamo caso che un'astronauta che sulla Terra si era procurato una ferita che si è poi rimarginata (naturalmente o tramite punti fa lo stesso). Se nello spazio la pelle si "dilata" e si distende, allora cosa succederà alla ferita rimarginata? Si potrebbe riaprire, o rimarrà stabile?
2. E se durante un viaggio spaziale o una ricognizione su Marte mi ferissi, magari colpito da una scheggia o altro? Su lande di Marte sarei spacciato a causa delle problematiche esterne, ma se fossi in una navicella spaziale o magari in un rifugio?

Che implicazioni mediche avrebbero questi due casi? Il medico potrebbe operare tranquillamente o avrebbe delle difficoltà (magari a causa della gravità e della differenza dell'ambiente che agisce su entrambi i soggetti, oppure i problemi cardiovascolari e la circolazione del sangue che vengono alterati una volta nello spazio)?
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NASA & settore aerospaziale USA / Re:Pegasus XL - ICON
« Ultimo post da Vittorio il Ieri alle 22:37 »
Credo per verificare eventuali contaminazioni biologiche invisibili alla luce normale (hai presente quando nei telefilm vanno alla ricerca di sangue con la luce violetta? Ecco una cosa simile).
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NASA & settore aerospaziale USA / Re:Pegasus XL - ICON
« Ultimo post da Mike65 il Ieri alle 18:14 »
A cosa serve il controllo con gli UV?
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Riprendendo un contegno più adeguato, Zak ci chiarisce che tutti i numeri di serie e, soprattutto, ci dice che questo è Glonass-M-56

https://twitter.com/RussianSpaceWeb/status/1008321367886979072

E Телеканал Звезда ci dà il video del lancio

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NASA & settore aerospaziale USA / Re:Pegasus XL - ICON
« Ultimo post da robmastri il Ieri alle 17:58 »
Parliamo un po' del satellite del peso di 272 kg, che sarà collocato su un'orbita circolare di 575 km inclinata di 27°.

ICON ("Ionospheric Connection Explorer") nasce da un progetto dell'Università della California - Berkeley, selezionato nel 2013, nell'ambito dell' Heliophysics Explorer Program della NASA. Tra 2015 e 2016 sono stati realizzati i vari strumenti, poi integrati in un solo payload nello Space Dynamics Lab (Utah). Eccoli tutt'insieme sul Payload Integration Plate (PIP).



Dalla foto non si capisce granché, ma gli strumenti sono quattro:

MIGHTI (Michelson Interferometer for Global High-resolution Thermospheric Imaging a cura del Naval Research Laboratory) misurerà la temperatura e i venti nell'alta atmosfera.

EUV (Extreme Ultra-Violet instrument a cura della University of California, Berkeley) misurerà la densità dei gas ionizzati nelle ore diurne.

FUV  (Far Ultra-Violet instrument a cura della University of California, Berkeley) di giorno determinerà la composizione chimica dell'alta atmosfera, mentre di notte misurerà la densità della ionosfera verificando come risponde ai cambiamenti della bassa atmosfera.

IVM (Ion Velocity Meter acura della University of Texas at Dallas) misurerà la velocità delle particelle cariche mosse dai venti di alta quota e il campo elettrico da esse generato. (Lo strumento è presente sul satellite in due esemplari).

Nel 2017 il payload è stato trasferito nei laboratori di OrbitalATK a Gilbert (Arizona) dove è stata effettuata l'integrazione con la piattaforma LEOStar-2 e tutti i test del caso.







Ed eccolo confezionato per l'invio a Vandenberg...



...dove arriva il 1° maggio 2018





Trasporto nella clean room







Qui (4 maggio) si effettuano i test sui pannelli solari



Il satellite è poi disposto in orizzontale (14 maggio) per la connessione al lanciatore



Si monta il fairing



Ispezionato con luce UV prima di essere chiuso (22 maggio).



Altre info e immagini qui:

http://icon.ssl.berkeley.edu/

[To be continued]
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Pensavo che il Glonass fosse una cosa seria :D
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Come mai ha le orecchie?
Perché in realtà è un satellite spia!! :)
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C'erano state anticipazioni in questo senso già nei mesi scorsi (se ne era parlato anche qui nel forum).
Purtroppo anche prendendo in considerazione gli scenari più ottimistici,eventuali stazioni orbitali private non sono sostenibili...almeno per i prossimi 10-15 anni.
Questo non vuol dire che non lo saranno mai..solo che nel medio periodo questo tipo di struttura non è remunerativo a fronte degli alti cosi di realizzazione e gestione.
Un giorno ( tra 30,40 o 50 anni) probabilmente lo saranno.
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