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Intervista al New York Times di Robert Bigelow

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Offline albyz85

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Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« il: Ven 11/06/2010, 21:52 »
Una delle realtà private più promettenti per il prossimo decennio è senza ombra di dubbio la Bigelow Aerospace, società fondata dal miliardario Robert T. Bigelow e all'avanguardia nel mondo nello sviluppo di strutture spaziali gonfiabili.
Un'intervista rilasciata di recente al New York Times dall'imprenditore è stata l'occasione per fare il punto di quanto fin qui realizzato e su quanto si prepara per gli anni a venire.

"Il commento di ogni astronauta che viene a farci visita è sempre lo stesso, 'wow!', stentano sempre a credere alle dimensioni di queste strutture!", così esordisce Bigelow. La roadmap prevede che entro quattro anni inizierà la costruzione della prima delle stazioni orbitali progettate dalla Società e dopo un anno cominceranno ad arrivare i primi turisti paganti.
Nel 2016 arriverà anche la seconda stazione orbitante, complessivamente le due strutture potranno ospitare 36 persone alla volta, 6 volte l'attuale capacità della ISS.
Se il programma sarà rispettato Bigelow sarà in grado di generare un mercato di 17-20 lanci commerciali ogni anno, spronando più di ogni altra cosa, quella politica attualmente solo promessa da Obama, di un incentivo all'iniziativa privata.
Fino ad oggi Bigelow ha finanziato personalmente, attingendo dal proprio capitale, oltre 180 milioni di dollari e prevede di spenderne almeno altri 320 prima di cominciare a guadagnare.
Economicamente parlando Bigelow si dice sicuro delle sue previsioni di costo: "Attualmente prevediamo 25 milioni di dollari per un soggiorno di 30 giorni a persona, ma per stazionare in orbita per il doppio, ovvero 60 giorni, basta aggiungere solo 3.75 milioni di dollari."
"Il turismo è solo una parte del mercato cui puntiamo, ci aspettiamo interesse da nazioni emergenti e società private o di ricerca le quali potranno anche affittare completamente un intero avamposto per un anno al prezzo di 395 milioni di dollari, garantendosi un accesso stabile per dozzine di persone all'anno."
Questo secondo le previsioni di prezzo attuali, ma se i costi di lancio caleranno sensibilmente come promesso, anche i prezzi di vendita saranno ancor più concorrenziali.

Quando nel '99 Bigelow venne a sapere dell'abbandono del progetto TransHab della NASA non ebbe esitazioni nel rilevare tutte le licenze esclusive scaturite dal progetto, e negli anni, con due prototipi lanciati e tecnologie sempre più innovative, il know how e l'importanza del programma sono aumentati di pari passo.
Rimane però attualmente un grosso punto interrogativo in tutto il progetto e non dipende direttamente dalla bontà di progettazione della Bigelow, si tratta del mezzo spaziale che dovrà trasportare da e per gli avamposti i clienti. Questo rimane a tutt'oggi un grosso dubbio in quanto non è ancora stato definito chi e con quali mezzi svolgerà il servizio di trasporto.
In un primo tempo Bigelow e Lockheed Martin raggiunsero un accordo di collaborazione per la fornitura di una capsula e del vettore Atlas V per il trasporto di persone, ma con la vincita di quest'ultima dell'appalto per la costruzione di Orion della NASA l'accordo è tramontato per il cessato interesse del colosso nell'attività di Bigelow.
A questo punto, cercando di ripetere il successo dell'X-Prize, Bigelow offrì 50 milioni di dollari a chiunque fosse stato interessato ad attivarsi per la fornitura del servizio di trasporto, ma nessuno si presentò interessato alla sfida.
Infine Bigelow ha instaurato una collaborazione con Boeing utilizzando i fondi di 18 milioni di dollari del programma CCDev della NASA di incentivo all'iniziativa privata.
A questo proposito, Keith Reiley, Program Manager della capsula offerta dal colosso americano, si è dimostrato stupefatto delle capacità e conoscenze riversate dalla Bigelow nella collaborazione per la progettazione di un mezzo per il taxi in LEO: "Sono molto più intraprendenti di quanto non lo siamo noi e questo non può che farci bene".
Se la capsula in fase di progettazione sarà pronta come previsto per il 2014 allora si potrà cominciare la costruzione del primo avamposto. Il primo modulo, Sundancer, verrà quindi gonfiato per il suo intero volume di oltre 180 m3, sarà quindi la volta del primo equipaggio che prenderà possesso dell'avamposto, successivamente un modulo ancora più grande, da 310m3 e un nodo verranno lanciati collegandosi al primo, sempre con astronauti presenti a bordo per aggiustare ogni inconveniente dovesse verificarsi.

Il progetto è senza dubbio ambizioso ma Bigelow sta già pensando oltre, oltre la LEO, alla Luna, per ora è solo un grande plastico nel suo hangar, ma l'imprenditore rivela che non è solo un bel proposito, potrebbe essere la vittoria successiva alla "Vision" di un albergatore prestato allo spazio.

Fonte: New York Times
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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #1 il: Sab 12/06/2010, 03:42 »
25 milioni di dollari a persona per trenta giorni.
Quanti potenziali clienti privati potrebbero esserci,considerato anche il fatto che non è detto che ogni multi-multi miliardario sia interessato alla spazio.
Resterebbero le agenzie di ricerca,le nazioni emergenti.
Già mi vedo il Ghana affittare la stazione per 395 milioni di dollari l'anno.
"Ci aspettiamo interesse" dice Bigelow.
Vedremo.

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #2 il: Sab 12/06/2010, 08:50 »
Secondo Forbes e il World Wealth Report 2007 nel mondo ci sono 9.5 MILIONI di milionari, 95.000 persone con più di 30 milioni di dolllari di patrimonio e un migliaio (oscillanti) di miliardari... se anche solo l'1 per cento di questi fosse interessato a fare una vacanza di 30 giorni, Bigelow per i prossimi 30 anni sarebbe a posto... e quel costo è nel budget di credo molti istituti di ricerca o istituzioni del mondo... magari il Ghana no, ma Paesi o "associazioni" di essi non di primissimo piano lo sarebbero, Brasile? Australia? Argentina? India? Malesia? Paesi mediorientali?
« Ultima modifica: Sab 12/06/2010, 10:05 da albyz85 »
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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #3 il: Sab 12/06/2010, 11:28 »
25 milioni di dollari a persona per trenta giorni.
Quanti potenziali clienti privati potrebbero esserci,considerato anche il fatto che non è detto che ogni multi-multi miliardario sia interessato alla spazio.
Penso molti. Per una settimana su ISS si era arrivati a pagare 35 M/$, e c'era una buona lista d'attesa. 25 M/$ per un mese è ancora più conveniente.


Paolo Amoroso

Offline Michael

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #4 il: Sab 12/06/2010, 11:37 »
25 M/$ per un mese è ancora più conveniente.

* Michael consulta l'home banking
Mhh...Rimini? :)

A parte gli scherzi, una settimana sulla ISS poteva essere buona per turisti e agenzie spaziali partner che "si accontentano", magari in previsione di ottenere una expedition sulla ISS.
Un mese può essere appetibile a fini di ricerca, oltre che di turismo.
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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #5 il: Sab 12/06/2010, 11:38 »
* Michael consulta l'home banking

Assolutamente offtopic: "/me azione", vecchia sintassi IRC, viene convertito in quanto vedete sopra dal forum. Neat.
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Offline Micene84

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #6 il: Sab 12/06/2010, 15:20 »
Ma sono in progetto anche moduli gonfiabili da attaccare alla ISS? Sarebbe un esperimento molto interessante

Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #7 il: Sab 12/06/2010, 17:32 »
25 milioni di dollari a persona per trenta giorni.
Quanti potenziali clienti privati potrebbero esserci,considerato anche il fatto che non è detto che ogni multi-multi miliardario sia interessato alla spazio.

Penso molti. Per una settimana su ISS si era arrivati a pagare 35 M/$, e c'era una buona lista d'attesa. 25 M/$ per un mese è ancora più conveniente.


Paolo Amoroso
Si,ma la ISS e l'ente spaziale Russo non si mantenevano solo con i "biglietti" dei turisti,e ritengo che i multimiliardari interessati ad andare nello spazio siano molto meno di quell'uno per cento.
Certamente l'affitto a Stati ed enti di ricerca è un mercato più promettente.
Detto questo,tanti auguri a Bigelow,ma sinceramente,non investirei un centesimo nella sua impresa.
« Ultima modifica: Sab 12/06/2010, 17:37 da carmelo pugliatti »

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #8 il: Sab 12/06/2010, 20:18 »
Si,ma la ISS e l'ente spaziale Russo non si mantenevano solo con i "biglietti" dei turisti,e ritengo che i multimiliardari interessati ad andare nello spazio siano molto meno di quell'uno per cento.

Facciamo l'1 per mille? Sono comunque un centinaio, 3 anni di start-up assicurati (senza contare che i milionari cambiano, chi non lo è oggi magari lo sarà domani e i clienti possono sempre essere "sfornati").
Personalmente invece questo è l'unico progetto privato in cui realmente potrei pensare idealmente di supportare, lo vedo come l'unico realmente innovativo, profittevole e con margini di guadagno.

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Offline Lupin

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #9 il: Dom 13/06/2010, 10:23 »
Sono anch'io un grande fan di questi progetti privati. Il mio team preferito è quello di Elon Musk, ma anche Bigelow sta facendo delle grandi cose. Sono però dubbioso/preoccupato sui sistemi di produzione di ossigeno e acqua per gli equipaggi. Qualche problema questi sistemi li danno perfino sulla ISS.

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #10 il: Dom 13/06/2010, 10:35 »
Il mio team preferito è quello di Elon Musk...

Fan anche io, ma parlando di potenziali investimenti lo vedo molto più rischioso, SpaceX per emergere dovrà comunque "sgomitare" con colossi che nel settore dei lanciatori sono in campo da decenni con clienti ed esperienza consolidata e dovrà puntare tutto sul taglio dei costi perchè dal punto di vista prettamente di "servizio migliore" è alla pari di tutti gli altri del settore. In questo caso invece sarà praticamente in regime di monopolio e Bigelow potrà permettersi anche di non tirare al massimo i prezzi pur di avere clienti, sarà solo questione di business, se è azzeccato funziona altrimenti sarà un flop, ma sicuramente non c'è il rischio aggiunto di concorrenti che ti soffiano i clienti o l'attività, e male che vada potrà comunque far fruttare economicamente l'enorme know how accumulato in questi anni nel settore.
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Offline Lupin

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #11 il: Dom 13/06/2010, 10:52 »
Concordo con te. Ma visto che Bigelow avrà il problema di come portare i suoi clienti sulla Stazione potrebbe nascere una joint venture proprio con la Space X. In questo caso ne guadagnerebbero entrambi (compresi gli investitori). Come scenario è plausibile?

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #12 il: Dom 13/06/2010, 11:15 »
Forse... ma fino ad ora i due non si sono mai guardati molto a vicenda e tutt'ora l'accordo è comunque con Boeing, credo comunque che il core business per SpaceX sia nel settore dei lanci commerciali unmanned, il trasporto manned se mai avverrà lo vedo più come occasione di rafforzamento ma non la principale fonte di sostentamento.
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Offline Unknow

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #13 il: Dom 13/06/2010, 15:16 »
scusate la domanda "tecnica".... ma gli odori?

un soggiorno turistico prevede un minimo di confort, e le stazioni spaiali si sa che non sono giardini in fiore!

addirittura ricordo parecchi commenti sulla puzza di sudore e pipi della mir!!!
in particolar modo poi, dopo l'affitto a fini scientifici e plausibile l'emissione di odori particolari...

a che punto siamo col "lavaggio del'aria"?
"...questo rende Energia e Saturn V i detentori del titolo in una meno nobile categoria: i veicoli più costosi e impressionanti che siano stati abbandonati con più rapidità dopo aver dimostrato di funzionare così bene."

Offline Acris

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #14 il: Dom 13/06/2010, 16:11 »
Il mio team preferito è quello di Elon Musk...

Fan anche io, ma parlando di potenziali investimenti lo vedo molto più rischioso, SpaceX per emergere dovrà comunque "sgomitare" con colossi che nel settore dei lanciatori sono in campo da decenni con clienti ed esperienza consolidata e dovrà puntare tutto sul taglio dei costi perchè dal punto di vista prettamente di "servizio migliore" è alla pari di tutti gli altri del settore. In questo caso invece sarà praticamente in regime di monopolio e Bigelow potrà permettersi anche di non tirare al massimo i prezzi pur di avere clienti, sarà solo questione di business, se è azzeccato funziona altrimenti sarà un flop, ma sicuramente non c'è il rischio aggiunto di concorrenti che ti soffiano i clienti o l'attività, e male che vada potrà comunque far fruttare economicamente l'enorme know how accumulato in questi anni nel settore.

Anche Thales Alenia Spazio a Torino nelle sue presentazioni mostra sempre modelli 3D di strutture gonfiabili spaziali, e al poliTo al corso di strutture spaziali del professor Carrera, almeno quest'anno si è parlato anche di quelle.
Non credo quindi che sarà l'unico a proporre qualcosa di reale a breve.

ciao

Raffaele
Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima

A.Einstein

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #15 il: Dom 13/06/2010, 17:55 »
Anche Thales Alenia Spazio a Torino nelle sue presentazioni mostra sempre modelli 3D di strutture gonfiabili spaziali, e al poliTo al corso di strutture spaziali del professor Carrera, almeno quest'anno si è parlato anche di quelle.
Non credo quindi che sarà l'unico a proporre qualcosa di reale a breve.

Credo che TAS abbia abbandonato gli studi sulle strutture gonfiabili diversi anni fa... e le immagini siano ancora in giro, ma non mi pare ci sia nulla attualmente in fase di studio o valutazione.
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Offline Micene84

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #16 il: Lun 14/06/2010, 11:26 »
Anche Thales Alenia Spazio a Torino nelle sue presentazioni mostra sempre modelli 3D di strutture gonfiabili spaziali, e al poliTo al corso di strutture spaziali del professor Carrera, almeno quest'anno si è parlato anche di quelle.
Non credo quindi che sarà l'unico a proporre qualcosa di reale a breve.

Credo che TAS abbia abbandonato gli studi sulle strutture gonfiabili diversi anni fa... e le immagini siano ancora in giro, ma non mi pare ci sia nulla attualmente in fase di studio o valutazione.

L'ultimo esperimento è stato meno di un anno fa. Ci sono studi in corso, però ho l'impressione che non ci credano neanche loro in quello che stanno facendo. (Almeno sentendo i discorsi di un ragazzo che ci lavorava).

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #17 il: Gio 17/06/2010, 17:45 »
A margine della conferenza di presentazione per l'aggregazione della Bigelow all'interno della Commercial Spaceflight Federation, Bigelow ha fatto trapelare per la prima volta il "nome" della capsula cui sta lavorando insieme a Boeing:

"Moreover, we're extremely pleased to be part of the Boeing team constructing the CST-100 capsule under the auspices of NASA's own Commercial Crew Development program. Boeing's unparalleled heritage and experience, combined with Bigelow Aerospace's entrepreneurial spirit and desire to keep costs low, represents the best of both established and new space companies. The product of this relationship, the CST-100 capsule, will represent the safest, most reliable, and most cost-effective spacecraft ever to fly."
http://www.spaceref.com/news/viewpr.html?pid=31050
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Offline Buzz

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #18 il: Ven 18/06/2010, 00:30 »
L'ultimo esperimento è stato meno di un anno fa.
E se non sbaglio non è andato granchè bene, purtroppo...
Par l’espace, l’univers me comprend et m’engloutit comme un point; par la pensée, je le comprends. (Blaise Pascal).
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Offline paolo_a

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #19 il: Ven 18/06/2010, 08:31 »
Già mi vedo un Falcon9H partire con un modulo gonfiabile bigelow nel firing..
Ma fra l'altro, non si era detto che bigelow e spacex hanno appena firmato un contratto per un mezzo miliardino di $?

edit: scusate, era iridium.. comunque continuo a sognare.. :agree:
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Offline Micene84

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #20 il: Ven 18/06/2010, 09:16 »
L'ultimo esperimento è stato meno di un anno fa.
E se non sbaglio non è andato granchè bene, purtroppo...

No, purtroppo no... (ho visto le foto)
Gli studi però continuano.

Offline albyz85

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #21 il: Sab 03/07/2010, 18:51 »
Un corposo aggiornamento al sito della Bigelow.

Dettagli tecnici su Sundancer e BA330:
http://www.bigelowaerospace.com/sundancer.php
http://www.bigelowaerospace.com/ba330.php

Dettaglio sull'espansione e le nuove strutture in costruzione nel Nevada:
http://www.bigelowaerospace.com/prosper.php

Sequenza di costruzione delle stazioni orbitanti:
http://www.bigelowaerospace.com/orbital-complex-construction.php

Training astronauti:
http://www.bigelowaerospace.com/training-astronauts.php

Alcuni dettagli sul leasing delle stazioni complete:
http://www.bigelowaerospace.com/leasing-information.php
Socio ISAA - Tessera n. 002


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Offline Lupin

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #22 il: Sab 03/07/2010, 22:31 »
Che voi sappiate è previsto che almeno un astronauta sulla stazione sarà fornito dalla Bigelow stessa per il maintenance delle apparecchiature di bordo? Non possono certo far lavorare i turisti che hanno sborsato decine di migliaia di dollari. Ve lo vedete un multimiliardario con le mani dentro alla toilette comune per cercare di farla funzionare?
Personalmente sarei disposto anche a pulire i cessi pur di stare lassù ma non certo dopo avere pagato una cifra spropositata.

Offline dvd

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #23 il: Dom 04/07/2010, 11:19 »
Beh sicuramente ci sarà almeno un'astronauta come pilota della capsula che porterà alla stazione, quindi..

Offline Lupin

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Re:Intervista al New York Times di Robert Bigelow
« Risposta #24 il: Dom 04/07/2010, 21:10 »
Hai ragione. Certo che se ci saranno gli stessi problemi di gioventù incontrati da molti sistemi della ISS al "malcapitato" gli toccherà di lavorare giorno e notte.