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Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #20 il: Gio 16/12/2010, 22:49 »
Wow... tutto ciò mi lascia senza parole... ma quindi vuol dire che al JPL continuano a fare training per nuovi flight controllers per una missione lanciata 35 anni fa? Voglio dire, la maggior parte di quelli che erano al lancio ormai sarà in pensione...
oppure c'è una casa di riposo nel JPL :)
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Offline Vittorio

Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #21 il: Gio 16/12/2010, 23:19 »
...
E... V-ger era la inesistente Voyager 6.
:P Lo so, ma ci stava bene! E poi io sono un fan della serie classica.
Vittorio

Whoopee! Man, that may have been a small one for Neil, but that's a long one for me.
 

Offline henry

  • Turin is a town in Coweta County, Georgia, United States. The population was 274 at the 2010 census. Turin is located at 33°19'36?N 84°38'3?W (33.326798,-84.634064)
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Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #22 il: Gio 16/12/2010, 23:22 »
sarebbe più logico se avessero passato istruzioni e manuali tecnici agli ingegneri succedutisi al controllo della sonda.
"I fear the day that technology will surpass our human interaction. The world will have a generation of idiots" - Albert Einstein - Come dicono in Oklahoma: "Tanto vanno gli Spin-Electronics al transponder che ci lascian lo zampone"-
 

Offline djeasy84

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Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #23 il: Gio 16/12/2010, 23:40 »
@ djeasy
Sei giovane... all'inizio degli anni '80 c'erano in giro parecchi articoli di riviste sulle sonde Voyager, e su come erano state progettate, e sui problemi tecnici incontrati dopo il lancio. Per me (allora mi occupavo di trasmissione di dati e di sistemi di codifica) leggrli era un sballo :-)

Credo che il prolungamento della missione sia una conseguenza naturale dei principi di progetto. Non essendoci a bordo batterie (AFAIK), l'RTG deve essere in grado di fornire la potenza di picco richiesta dalla sonda durante i momenti critici del viaggio, in particolare durante i flyby dei pianeti gassosi: fotocamere, assetto, strumenti dei plasmi, registratore dati, fotopolarimetri... tutto assieme.
Per sua stessa natura l'RTG ha un tempo di dimezzamento della potenza disponibile di decine di anni, dovuto al decadimento radioattivo ma anche alla degradazione delle giunzioni di termopila causato dal bombardamento radioattivo del plutonio. Quindi, il progetto dimensionato per avere una potenza adeguata durante i flyby garantisce una lunga vita utile della sorgente primaria.
L'orientamento è dato da due star trackers, cioè sistemi optoelettronici che puntano un certo numero di stelle, e su quelle mantengono l'assetto della navicella. Di solito viene tracciata Canopo, che è particolarmente facile da individuare nel cielo australe. In più c'è un sensore di Sole che guarda attraverso un foro nella parabola.
La storia dei Voyagers è piena di aneddoti tecnologici... basta scavare un pò in rete per scoprire le acrobazie che i tecnici del JPL hanno dovuto fare negli anni per mantenerle in funzione. In particolare, su Voyager 2 si sono guastati tutti e due i ricevitori di telecomando; si riesce a mantenere il contatto solo usando sporchi trucchi per passare nel secondo ricevitore, che non è completamente guasto. Su Voyager 1 si è rotto l'oscillatore ultrastabile ("USO") che è fondamentale per il tracking e ranging; poi sono difettosi alcuni amplificatori di potenza RF, e parti della memoria del processore. Insomma, un sistema che dimostra gli anni, tenuto assieme con astuzia, perseveranza e grazie alla ridondanza.

Ultima cosa, il team di progetto aveva ben presente la ppossibilità di estendere la missione oltre Giove e Saturno. Per considerazioni politiche (=soldi) la cosa non fu prospettata immediatamente, e poi si provvide a trovare nelle pieghe del bilancio Nasa i fondi per estendere la missione. Per ulteriori info c'è un ottimo libro:
 NASA's Voyager Missions: Exploring the Outer Solar System and Beyond (Springer Praxis Books / Space Exploration) by Ben Evans and David M. Harland (33 dollari da Amazon)

Grazie, chiarissimo... e ne terrò conto del libro non appena avrò finito quello dell'apollo computer.

Per il puntamento immaginavo che si usassero stelle o altri corpi celesti per i riferimenti (avevo ipotizzato in prima battuta una gestione che ricordava il percorso, ma immagino sarebbe stata troppo rilevante la somma di tutti gli errori durante il viaggio e quindi non usabile)
 

Offline Buzz

Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #24 il: Ven 17/12/2010, 10:59 »
sarebbe più logico se avessero passato istruzioni e manuali tecnici agli ingegneri succedutisi al controllo della sonda.
Fosse così facile. Non basta passare la documentazione. Per diventare flight controller di Columbus ci va almeno un anno di training, e una bella fetta del programma viene spesa per il training dei newbies (inevitabilmente dopo un po' la gente si stufa di fare shift 24/7). Immagino che sia una cosa simile per ogni altra missione
« Ultima modifica: Ven 17/12/2010, 11:02 da Buzz »
Par l’espace, l’univers me comprend et m’engloutit comme un point; par la pensée, je le comprends. (Blaise Pascal).
An age is called Dark not because the light fails to shine, but because people refuse to see it. (James Michener)
 

Offline Ares Cosmos

Re:Voyager 1 si avvicina allo spazio interstellare
« Risposta #25 il: Ven 17/12/2010, 13:06 »
Tornando alla sonda... parafrasando il mare, si stà avventurando nell'oceano, dopo aver attraversato le acque sotto costa.
Visti e toccati di persona: A4, Apollo 10, Mir (mock up), Soyuz TM 34
Ares Cosmos, alias Starcruiser, alias PCC