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Columbia rescue plan

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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #20 il: Sab 29/11/2014, 18:04 »
ma fu considerato un "rischio accettabile" per tanto vi fu il rientro.
Sì lo so bene, e ancora una volta è facile parlare a posteriori. Di sicuro hanno fatto decine di meeting e centinaia di ore di analisi, e visto che hanno deciso di non fare niente significa che le valutazioni sono state che non fosse un rischio troppo grosso.
La sicurezza assoluta non esiste, non è possibile eliminare del tutto ogni singola possibilità di catastrofe. Si indica con "sicura" una scelta che ha un livello di rischio accettabile, il che significa che il rischio rimane... e a posteriori è facile dire che la scelta è stata sbagliata
Par l’espace, l’univers me comprend et m’engloutit comme un point; par la pensée, je le comprends. (Blaise Pascal).
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Offline Aster

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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #21 il: Sab 29/11/2014, 21:10 »
Più che altro, ho sempre pensato che il rientro fosse , realisticamente l' unica opzione percorribile.
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #22 il: Dom 30/11/2014, 06:20 »
Avrebbe potuto essere utile portare nella stiva un piccolo drone in grado di ispezionare (da distanza di sicurezza per evitare impatti con lo Shuttle) zone di possibili distacchi di rivestimento termico.
Non credo che sarebbe stato complicato realizzare un drone del genere
Carmelo, stai parlando di fantascienza. Non è mai esistito niente del genere, non esiste tutt'ora. L'esperimento Spheres all'interno della ISS testa proprio questo tipo di funzionalità, ma è ben lontano dall'essere applicabile in scenari operativi. E comunque sarebbe stato qualcosa che avrebbe fatto solo fotografie, la riparazione avrebbe in ogni caso necessitato di un'EVA. A questo punto è stata estremamente più semplice e più affidabile la soluzione trovata dopo il Columbia, cioè di allungare il braccio robotico e usare quello per fare le ispezioni post lancio.





Infatti avevo in mente un piccolo drone il cui compito sarebbe stato unicamente quello di volare intorno allo Shuttle per compiere riprese e  rilievi fotografici alla ricerca di eventuali danni (sinceramente non sapevo che con il braccio robotico si potesse ispezionare l'intera superfice dell' orbiter, e non solo una piccola parte).
Non pensavo certo ad un robot in grado di riparare la navetta;è chiaro che l'intervento sarebbe poi spettato a due astronauti in EVA di emergenza.
« Ultima modifica: Dom 30/11/2014, 06:27 da carmelo pugliatti »
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #23 il: Dom 30/11/2014, 06:25 »
Avrebbe potuto essere utile portare nella stiva un piccolo drone in grado di ispezionare (da distanza di sicurezza per evitare impatti con lo Shuttle) zone di possibili distacchi di rivestimento termico.
Non credo che sarebbe stato complicato realizzare un drone del genere
Carmelo, stai parlando di fantascienza. Non è mai esistito niente del genere, non esiste tutt'ora. L'esperimento Spheres all'interno della ISS testa proprio questo tipo di funzionalità, ma è ben lontano dall'essere applicabile in scenari operativi. E comunque sarebbe stato qualcosa che avrebbe fatto solo fotografie, la riparazione avrebbe in ogni caso necessitato di un'EVA. A questo punto è stata estremamente più semplice e più affidabile la soluzione trovata dopo il Columbia, cioè di allungare il braccio robotico e usare quello per fare le ispezioni post lancio.



Infatti avevo in mente un piccolo drone il cui compito sarebbe stato unicamente quello di volare intorno allo Shuttle per compiere riprese e  rilievi fotografici alla ricerca di eventuali danni (sinceramente non sapevo che con il braccio robotico si potesse ispezionare l'intera superfice dell' orbiter, e non solo una piccola parte).
Non pensavo certo ad un robot in grado di riparare la navetta;è chiaro che l'intervento sarebbe poi spettato a due astronauti in EVA di emergenza.
« Ultima modifica: Dom 30/11/2014, 06:27 da carmelo pugliatti »
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #24 il: Dom 30/11/2014, 08:12 »
Ho trovato girando nei miei files questo concep art delle operazioni dello shuttle.
Il salvataggio fra due navette era previsto e con lo spostamento di un modulo.
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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #25 il: Dom 30/11/2014, 08:17 »
Ecco il file che cercavo da ieri
questo concept in cuo le due aste sarebvero stati due dispositivi di controllo dello scudo termico
cosa di cui non se ne fece nulla.
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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #26 il: Dom 30/11/2014, 16:13 »
Ecco il file che cercavo da ieri
questo concept in cuo le due aste sarebvero stati due dispositivi di controllo dello scudo termico
cosa di cui non se ne fece nulla.

Veramente l'immagine da te postata mostra l'estensione di due antenne durante una missione dello Spacelab.Dovè che hai letto che sarebbero state due aste per il controllo dello scudo termico?
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #27 il: Dom 30/11/2014, 17:03 »
dalla didascalia dell'immagine (la fonte: la rivista l'astronomia)
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Offline Buzz

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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #28 il: Dom 30/11/2014, 23:31 »
(sinceramente non sapevo che con il braccio robotico si potesse ispezionare l'intera superfice dell' orbiter, e non solo una piccola parte).
Dopo l'incidente del Columbia, venne sviluppato l'OBSS (Orbiter Boom Sensor System), un'estensione che in sostanuza raddoppiava la lunghezza del Canadarm, con in cima delle telecamere. Questo permetteva di fare fotografie ravvicinate a tutti i punti più sensibili del Thermal Protection System dell'Orbiter per vedere se c'erano stati danni durante il lancio (cosa che con solo l'SRMS non sarebbe stata possibile, perché era troppo corto)
« Ultima modifica: Dom 30/11/2014, 23:33 da Buzz »
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Offline blitzed

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Re:Columbia rescue plan
« Risposta #29 il: Lun 01/12/2014, 07:36 »
(sinceramente non sapevo che con il braccio robotico si potesse ispezionare l'intera superfice dell' orbiter, e non solo una piccola parte).
Dopo l'incidente del Columbia, venne sviluppato l'OBSS (Orbiter Boom Sensor System), un'estensione che in sostanuza raddoppiava la lunghezza del Canadarm, con in cima delle telecamere. Questo permetteva di fare fotografie ravvicinate a tutti i punti più sensibili del Thermal Protection System dell'Orbiter per vedere se c'erano stati danni durante il lancio (cosa che con solo l'SRMS non sarebbe stata possibile, perché era troppo corto)
Sempre usato da STS-114 in avanti, anzi se non sbaglio fu usato anche "off label" collegato a Candarm 2 per la riparazione di un pannello..con un astronauta attaccato in fondo! Ricordo male? Che missione era? :)
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #30 il: Lun 01/12/2014, 08:20 »

Sempre usato da STS-114 in avanti, anzi se non sbaglio fu usato anche "off label" collegato a Candarm 2 per la riparazione di un pannello..con un astronauta attaccato in fondo! Ricordo male? Che missione era? :)

STS-120.
 

Re:Columbia rescue plan
« Risposta #31 il: Lun 01/12/2014, 12:49 »
La sutura piu' complicata mai fatta dal Dott. Parazynski

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/18/STS-120_EVA_Scott_Parazynski.jpg
Michael
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