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Astronaut: The Last Push (2013)

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Offline Saimoncis

Re:Astronaut: The Last Push (2013)
« Risposta #20 il: Gio 20/11/2014, 16:55 »
Grazie sinucep per la segnalazione e per il torrent :)
:nerd:
Cènt cò, cènt cràp, cènt cùl, dusènt ciàp!
 

"Astronaut: The Last Push". C'è astronauta e astronauta.
« Risposta #21 il: Ven 21/11/2014, 18:10 »

Significativa variazione sul tema di Robinson Crusoe. Ma non siamo nei paraggi di "Cast Away" (2000) o d'altri survival movie in solitario. "All Is Lost" (2013) era già un post-survival grazie al suo finale aperto: Redford si lascia prima annegare (come Laura Linney - "Wake up number 37" - in "The Mothman Prophecies", 2002) e poi ripescare abbandonandosi nelle mani d'un futuro che non c'è dato sapere se provvidenziale o esiziale. Qui il regista Eric Hayden sembra sfidare l'osannato Cuarón di "Gravity" (2013): minimalisticamente spolpato d'epici budget con annessi star ed effetti speciali, ridotto a un Kammerspiel per l'unica claustrofobica location del film frammisto a inserti in stile mockumomentary, la morale della storia è diametralmente opposta. Non la Donna che, con tanto di sacrificio del maschio, riesce a ricongiungersi alla Madre Terra (concetto ch'aveva già cominciato a esprimere nel 2006 con "I figli degli uomini"), bensì l'Uomo il quale, condannato alla mortalità, decide di scegliere fra un decesso banale, il rientro a casa su questo pianeta, e il morire altrove, esplorando, visitando e vivendo territori sconosciuti. "Sono l'essere umano più solo della terra ma anche il più fortunato", dice il protagonista fornendo la chiave interpretativa a cui il mirava il regista. Scelta imprevista che, a mio parere, fa riflettere. E non poco.
« Ultima modifica: Ven 21/11/2014, 18:22 da Mauro Lanari »
 

Re:Astronaut: The Last Push (2013)
« Risposta #22 il: Mer 11/03/2015, 17:14 »
Visto. Molto bello e interessante. Al pari degli ottimi Gravity, Moon e Interstellar.
Se a qualcuno, qui, non è piaciuto perchè non è risultato "realistico" (uso apposta le virgolette) dovrebbe capire che questa è fantascienza. Non è un documentario sulla NASA o un film su un fatto storico come Apollo 13 o Uomini Veri, ma semplice fantasscienza, dove si usa un pretesto scientifico (o fatto passare per tale) per raccontare una storia di assoluta fantasia.
Adeguatevi e vi divertirete di piu  :)
Mio Dio! E' pieno di stelle!!
 

Re:Astronaut: The Last Push (2013)
« Risposta #23 il: Mer 11/03/2015, 18:40 »
:nerd: domanda per i 'gegneri orbitali:
ma per andare su Giove è corretto puntare verso Venere, sfruttare la fionda graviazionale, dopo 6 mesi ripassare dalla Terra, sfruttare anche qui la fionda gravitazionale e dopo 6 anni arrivare su Giove?
  :fearful:

Si! Il gravity-assist di Venere può essere (e viene) utilizzato per arrivare a pianeti esterni; come già qualcuno ha detto la sonda Cassini per Saturno ha ad esempio utilizzato ben due fly-by di Venere, uno della Terra e uno di Giove per arrivare a Saturno. Anche se inizialmente si spende deltaV per porsi su di un orbita a minor energia (più interna dell'orbita della terra per andare verso Venere) anzichè a maggior energia (dato che si vorrebbe arrivare nel lato esterno del sistema solare) il guadagno che si ottiene dal fly-bye di Venere è tale da giustificare questa scelta (a maggior ragione se si riesce a farne più di 1...), d'altronde l'orbita di Venere è "relativamente" vicina e la sua massa è ben più grande di quella di Marte! Ovviamente tutto ha i suoi pro e contro: i tempi di missione si allungano di molto, le temperature a cui è sottoposto lo spacecraft (da Venere a Giove o Saturno) possono essere molto elevate rispetto a quelle per cui è progettato  (curiosità: il team Cassini risolse utilizzando l'antenna ad alto guadagno come scudo di protezione dai raggi solari in prossimità di Venere!!) etc. A Venere credo che si possa passare molto vicini (certo non entrare in atmosfera...) alla Terra non ci si può avvicinare troppo per problemi di sicurezza (specialmente se si ha un generatore a radioisotopi a bordo :P)
 

Re:Astronaut: The Last Push (2013)
« Risposta #24 il: Mer 11/03/2015, 23:40 »
non saprei... 
personalmente è persin riduttivo se dico "...mi è piaciuto più di Gravity", visto che uscito dalla sala dopo Gravity avevo i crampi allo stomaco -  la visione in 3D della Sandra che striscia fradicia, con i pori della pelle che escono fuori dallo schermo e mi arrivano nell'occhio è la sequenza migliore di tutto quell'orrore galattico.
Si ha un bel dire "è fantascienza, dopotutto...  dovreste averlo capito, a quest'ora", o robe simili.  Diciamo piuttosto che quando non ci sono alieni buoni nascosti sul fondo oceanico o alieni cattivi che usano il raggio disintegratore, è un sotto-tipo di fantascienza prettamente astronautica che si avvierebbe a contenere, per forza di cose (una sua scelta, quasi) meno "fanta" e più "scienza".

Questo spiega, a me perlomeno, il motivo per cui non serve adeguarsi per divertirsi di più..  se poi ti tocca vedere la Sandra che cade in pratica giù dall'orbita dentro un oggetto progettato per incenerirsi al rientro nell'atmosfera, e lei che esce un pò affumicata e con la maglietta ben strizzata sulle tette (si sa che di norma, un indumento ben bagnato tende a restringersi).
Quindi, che "The Last Push" io l'abbia trovato una spanna al di sopra di "Gravity" e "Interstellar" è già un qualcosa? Penso di sì, ma come scrivevo in altra sede per "Interstellar" quando la visione termina e tu arrivi al giorno seguente prima di constatare che qualche forzatura di troppo c'era, significa che la magia del cinema ha funzionato.
Quando invece ti trovi a dover disperatamente tenerti appiccicata la "sospensione dell'incredulità" la quale vorrebbe andarsene via galoppando,  allora non ha funzionato.

Tutto qui, per il resto è fin troppo evidente che un film è sempre un film  -  sennò, andremmo a visionare documentari sul Web e basta con i film. 
Ma ci sono pellicole di fantascienza che stanno a questo filone, come "Top Gun" stava al film d'azione aeronautica tipico degli anni '80. Quella sì, eccome, fantascemenza portata nei cockpit degli F-14 da una torma di pagliacci abbronzati, ululanti, e in eterno conflitto con le maschere ad ossigeno...
Ovviamente il pilota di jet navale (una figura unica per un lavoro unico, per certi versi più estremo e duro di quello del collega-rivale aviatore "terrestre") è anni-luce lontano da tutto quello scempio, ma lo stesso rischio lo trovo ormai presente in più film appartenenti a questa classica variante di S.F.
« Ultima modifica: Ven 13/03/2015, 21:44 da ScullyLover »