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La NASA annuncia i propri piani per l’esplorazione dello spazio profondo

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Vi riporto un articolo interessante

https://aliveuniverse.today/flash-news/missioni-spaziali/3359-il-futuro-dei-voli-spaziali-umani-dopo-la-iss

non credo aggiunga nulla di nuovo a quanto già noto (a me e quindi sicuramente anche a voi)..

Citazione
...L'assemblaggio della Piattaforma Orbitale Lunare - Gateway, così è stata chiamata, potrebbe iniziare già nel 2022, con il lancio del primo elemento: il Power Propulsion Element (PPE), assieme alla missione EM-2 della capsula Orion, con a bordo i primi astronauti, in volo verso l'orbita lunare...

ma è un discreto riassunto della situazione attuale e dei piani della Nasa. Le fonti a fine pagina.

« A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire »
 

Offline Ares Cosmos

Quel che c'è da fare è noto da tempo.
Siamo solo in ritardo.
Visti e toccati di persona: A4, Apollo 10, Mir (mock up), Soyuz TM 34
Ares Cosmos, alias Starcruiser, alias PCC
 

Offline lux

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Vi riporto un articolo interessante

https://aliveuniverse.today/flash-news/missioni-spaziali/3359-il-futuro-dei-voli-spaziali-umani-dopo-la-iss

non credo aggiunga nulla di nuovo a quanto già noto (a me e quindi sicuramente anche a voi)..

Citazione
...L'assemblaggio della Piattaforma Orbitale Lunare - Gateway, così è stata chiamata, potrebbe iniziare già nel 2022, con il lancio del primo elemento: il Power Propulsion Element (PPE), assieme alla missione EM-2 della capsula Orion, con a bordo i primi astronauti, in volo verso l'orbita lunare...

ma è un discreto riassunto della situazione attuale e dei piani della Nasa. Le fonti a fine pagina.

Ottimo articolo . Concordo su tutto.
Ma come dice Ares qui sopra..  bisogna veramente avere una visione che rimanga STABILE. e continuativa .  Perché in realtà siamo in ritardo.

Pensate se anche musk non si intestardisse con Marte, ma avesse come obiettivo intermedio la luna. 

Nell'articolo cmq io ci ho visto molto della vison di Blue origin.
L' universo è un mondo fantastico
 

ma è un discreto riassunto della situazione attuale e dei piani della Nasa. Le fonti a fine pagina.
La "penna" che lo ha scritto, che da queste parti conosciamo bene, se la cava meglio di parecchi giornalisti professionisti. Un buon articolo :)
Marco Zambianchi
ForumAstronautico Founder
Presidente Associazione ISAA
 

Offline lux

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L' universo è un mondo fantastico
 

Se il lander lunare fosse realizzato con un concetto di modularità, non ci sarebbe bisogno di riportarlo indietro tutto.
Immaginate un veicolo "scomposto", con un comparto propulsori, uno propellenti, uno di avionica, uno abitabile ed uno cargo.


In questo momento non saremmo in grado di riportare sulla terra neanche un comparto di un lander.
Si sente la mancanza di un veicolo come lo Shuttle,e il BFR se non erro non ha una cargo bay capace di  performare un servizio di questo genere.
Però non c'è dubbio che in linea di principio l'idea è buona,anzi ottima.
 

Offline Ares Cosmos

Il punto è che non dovresti riportarlo a Terra, ma ripararlo nello spazio.
E se proprio devi, allora lo scomponi, lo ficchi in una Dragon e lo riporti giù, usando il già noto.
L'idea di riportare a Terra grandi carichi sarà fattibile quando avremo payload che scendono, non solo che salgono, come oggi.
Oggi chi scende sono solo i veicoli manned, ad eccezione di Dragon, appunto.
Io sono dell'idea che ancora per l'inizio, ciò che sale ci resta, crew a parte.
Quindi serviranno delle officine spaziali per l'assemblaggio e la manutenzione. Penserete che questo comporterà un aumento dei membri dei crew delle stazioni spaziali, invece possiamo risolvere il problema con il telelavoro.
Costa di più semiautomatizzare una officina spaziale o mandare degli uomini nello spazio? 
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Offline lux

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Alla lunga. Se vuoi vivere di spazio, devi usare le risorse dello spazio.
Quindi si.  Imho in un futuro non solo si dovrà assemblare nello spazio su cantieri spaziali magari in Lagrange .   (in realtà vedrei meglio sulla luna..  ) , ma proprio cercare di fare industria nello spazio ovvero sulla luna.
Se non diventerà realtà l'ascensore spaziale che abbatterebbe moltissimo il costo, bisognerà cercare di costruire direttamente sulla luna le cose più voluminose e pesanti. Con materie prime prese dallo spazio.  Boh.  100.. 200 anni.

ULA lo faceva vedere in una slide. Nel futuro mica 5 ..6 astronauti come adesso. Ma migliaia di persone lavoreranno nello spazio (cit)
« Ultima modifica: Mar 13/03/2018, 13:27 da lux »
L' universo è un mondo fantastico
 

Offline Moon

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Lux veramente c'era pure un video , parlando di avere tra 30 anni migliaia di persone in orbita




L'astronave alla fine è abbastanza ambiziosa , delle serie non è solo Musk a esagerare  :grin:  :stuck_out_tongue_winking_eye:
"Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità."Neil Armstrong 1969
"Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini"
Jurij Gagarin 1961
 

Offline lux

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@moon.   Si .. io l'avevo vista in una diretta web con Adrian Fartade, che parlava del futuro e della space ecomomy.
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Lux veramente c'era pure un video , parlando di avere tra 30 anni migliaia di persone in orbita


Questa l'abbiamo già sentita nel 1969..
"Entro il 1980".....Si,come no.  :zzz:

Il punto è che non dovresti riportarlo a Terra, ma ripararlo nello spazio.
E se proprio devi, allora lo scomponi, lo ficchi in una Dragon e lo riporti giù, usando il già noto.
L'idea di riportare a Terra grandi carichi sarà fattibile quando avremo payload che scendono, non solo che salgono, come oggi.
Oggi chi scende sono solo i veicoli manned, ad eccezione di Dragon, appunto.
Io sono dell'idea che ancora per l'inizio, ciò che sale ci resta, crew a parte.
Quindi serviranno delle officine spaziali per l'assemblaggio e la manutenzione. Penserete che questo comporterà un aumento dei membri dei crew delle stazioni spaziali, invece possiamo risolvere il problema con il telelavoro.
Costa di più semiautomatizzare una officina spaziale o mandare degli uomini nello spazio?

Nella Dragon non lo puoi ficcare,anche perchè stiamo parlando di moduli lunari relativamente grandi.
Altro sarebbe un BFR in versione cargo,ma mi pare che questa utile configurazione non sia per il momento allo studio.
Fare manutenzione ed assemblaggio nello spazio non è impossibile,ma certo è una sfida considerevole.
Tutto dipende da come saranno progettati questi veicoli,dall'utilità delle stampanti 3D nel costruire pezzi di ricambio,e ovviamente dalla grandezza delle stazioni.
In un piccolo avamposto in orbita lunare non è che puoi fare granchè,anche perchè il lander ( o un suo modulo di servizio) non puoi lavorarlo nel vuoto dello spazio,devi trasportarlo in un hangar pressurizzato (magari Bigelow).
 

Offline Ares Cosmos

No, Carmelo.
Ragioni con le vecchie logiche. Attuatori a controllo remoto, droni, robot, chiamali come vuoi: non torna a terra tutto il veicolo a cui fare la manutenzione, ma solo un suo componente, o sezione, se proprio devo farlo tornare, quindi in una Dragon, per citare l'esistente, ci sarebbe posto in abbondanza altrimenti, sempre con il telelavoro, faccio tutto nello spazio.
L'importante è dotare l'officina spaziale dei pezzi di ricambio e progettare le future installazioni spaziali per una manutenzione da remoto o addirittura automatica, se non occorre fare verifiche particolari.
I costi restano solo per spedire su i componenti nuovi ed i propellenti, oltre che alle normali sostituzioni degli attuatori, che ovviamente si logorano o diventano obsoleti.
La presenza umana diretta si limita ad attività particolari e questo abbatte ulteriormente i costi.
Non mi pare tanto difficile, eppure sembra roba da SF.

Lux, produrre in situ è lo step successivo. Ancora più roba da SF.
Migliaia di persone nello spazio... roba da preti o maghi.
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Offline lux

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@ Ares.    Certo che sì.  Alla lunga..  è un discorso tendenziale. Di visione ..
Poi sulla slide di ULA.  Per carità . 30anni hanno detto.  Io avevo detto 100 o 200 anni...  Vedi tu..
Anche..qui..   è solo un ragionamento .. una tendenza.... Ma poi come giustamente fai notare.. c'è sempre da considerare l'evoluzione Delle AI e della robotica.   

PS. Uh.  Appena letto su space news. Embrionale magari ma un po' si avvicina a quello che dicevi.

http://spacenews.com/orbital-atk-unveils-new-version-of-satellite-servicing-vehicle/
« Ultima modifica: Mer 14/03/2018, 16:29 da lux »
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No, Carmelo.
Ragioni con le vecchie logiche. Attuatori a controllo remoto, droni, robot, chiamali come vuoi: non torna a terra tutto il veicolo a cui fare la manutenzione, ma solo un suo componente, o sezione, se proprio devo farlo tornare, quindi in una Dragon, per citare l'esistente, ci sarebbe posto in abbondanza altrimenti, sempre con il telelavoro, faccio tutto nello spazio.
L'importante è dotare l'officina spaziale dei pezzi di ricambio e progettare le future installazioni spaziali per una manutenzione da remoto o addirittura automatica, se non occorre fare verifiche particolari.
I costi restano solo per spedire su i componenti nuovi ed i propellenti, oltre che alle normali sostituzioni degli attuatori, che ovviamente si logorano o diventano obsoleti.
La presenza umana diretta si limita ad attività particolari e questo abbatte ulteriormente i costi.
Non mi pare tanto difficile, eppure sembra roba da SF.

Lux, produrre in situ è lo step successivo. Ancora più roba da SF.
Migliaia di persone nello spazio... roba da preti o maghi.

Beh,temo che in ogni caso una Dragon sia troppo piccola,anche per componenti modulari.
Una manutenzione di un Lander che è già allunato una o due volte è però cosa ben più complessa del semplice riportare a terra un componente.
Le "zampe" del Lander sono rimaste danneggiate? Come stanno i serbatoi? la campana del motore presenta qualche problema?
Considera la regolite che viene sollevata in fase di landing e di decollo; è altamente abrasiva...insomma,non è uno scherzo,e non escludo che in linea di principio ancora per qualche decennio possa essere più conveniente logisticamente e forse anche economicamente un lander più piccolo,"a perdere".

 

Offline Moon

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Comunque il BFR dovrebbe avere una stiva più grande dello space shuttle , anche perché dubito  che ci saranno  100 posti  per gli astronauti la crew sarà composta da 7 persone circa o giù di li e tutto il resto sarà per il carico, poi certo se la NASA da delle specifiche la Space X  le può seguire  ma prima deve  essere la NASA a dargliele.Escludendo missioni su Marte penso che il BFR non sia poi cosi impossibile da fare , certo magari la space x da sola non c'è la può fare ma con i soldi federali il discorso cambia alla fine penso che il BFR costerebbe meno rispetto a tutto quello che è stato speso per programma Costellation+Orion+SLS(cioè più di quanto speso negli anni 70 per lo shuttle)
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Comunque il BFR dovrebbe avere una stiva più grande dello space shuttle

Ma ha un vano di carico e dei portelloni,tipo Shuttle?
Io nei vari concept non li ho visti.
 

Offline bigshot

Dovrebbe avere un portellone "clamshell"

Se fossi gatto: miao. Se fossi cane: bau. Se fosse tardi: ciao!
:)
 

Quella è una versione unmanned?
 

Offline Ares Cosmos

Non vedo posto per l'equipaggio. Se ci fosse dovrebbero selezionare dei nani oppure il mio suggerimento di mettere dei bracci controllati da remoto   :stuck_out_tongue_winking_eye: .
Grazie ai bracci, puoi dare una botta a quei dispositivi che non funzionano, come si faceva coi televisori a valvole o come faceva Lev Andropov in Armageddon.
Oppure puoi dotarli di spazzole, e pistola ad acqua, nell'autolavaggio spaziale per togliere la polvere lunare, e gli insetti dal parabrezza, del futuro LM.
Voglio aprire un astrolavaggio...


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Offline Moon

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Si Carmelo quella è la versione senza equipaggio, ma comunque perchè dici  che servirebbe un BFR con delle stive che si aprono come quelle dello Shuttle? se parliamo di lanciare moduli spaziali in orbita lunare i normali razzi dovrebbero bastare , se parli invece di mettere degli avamposti si potrebbero fare con moduli gonfiabili come quelli della Bigelow(anche del video del villaggio lunare del ESA si vedono dei moduli espandibili) oppure si potrebbe modificare un BFR/BFS per trasformarlo in una avamposto  lunare per esempio.
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