[2001-04] Aprile 2001 - ISS Mission Log

Libera traduzione e adattamento dell’articolo di Neville Kidger pubblicato sulla rivista “Spaceflight”

2/4/01
Durante la giornata, Usachev ed Helms sono stati impegnati con il trasferimento del materiale dal cargo Progress M-44 alla Stazione, mentre Voss ha fatto esercizi fisici e ha eseguito la prima sessione di riprese fotografiche, ritraendo il bacino del fiume Parane, in Sud America. Questo lavoro continuerà con cadenza settimanale. Nelle prossime volte in cui si utilizzerà la grossa finestra del modulo laboratorio Destiny, verrà usata anche una speciale rack (che verrà installata nel 2002) che avrà più videocamere. Fino ad allora l’equipaggio userà delle videocamere manuali per le proprie osservazioni.
3/4/01
L’equipaggio, oltre a trasferire l’acqua dalla Progress all’ISS, ha installato e preparato per l’uso una fotocamera per l’osservazione della Terra ad uso degli studenti, chiamata EartKam. Questa videocamera produrrà ed invierà a terra immagini elettroniche che verranno utilizzate dagli studenti e pubblicate su un sito Internet.
L’aggiornamento della NASA ha detto che nella tarda giornata: “Sono state eseguite delle verifiche sul sistema di controllo dell’attitudine tramite i giroscopi elettrici, Control Moment Gyroscopes, e i jets del modulo Zvezda, per verificare il cambio automatico della modalità di controllo dell’assetto nell’eventualità che i CMG’s avessero dei problemi. Il test ha fatto in modo che il sistema “pensasse” che i giroscopi si fossero guastati, in modo tale che i computers spostassero il controllo dell’assetto ai jets del modulo Zvezda. Il test ha appurato che il sistema è pienamente funzionale.”
4/4/01
La nota del Controllo di Houston ha detto che l’equipaggio dell’Expedition 2 ha “sostituito alcuni componenti del sistema di rimozione della CO2 del labotorio Destiny per recuperarne l’uso. La ricerca della soluzione è continuata, e gli ingegneri hanno osservato quello che sembrava essere un difetto di una valvola di sfogo del’‘unità.
Il sistema di rimozione della CO2 del modulo Zvezda stava lavorando al meglio ed era comunque in grado di pulire l’aria della cabina.
Attualmente l’ossigeno per l’equipaggio viene fornito dai serbatoi di riserva del veicolo Progress, che aveva pompato aria nella cabina il 3 aprile.
Se non ci fosse stata la Progress, si sarebbe potuto produrre l’ossigeno con il sistema Elektron del modulo Zvezda, ma visto che non era necessario, l’Elektron è stato lasciato spento.
E’ stata compiuta una piccola accensione di prova dei jets di controllo della Progress, per verificare la capacità di comando dei jets da parte dei computers del modulo Zvezda. La breve accensione dei motori ha comportato la variazione della velocità della Stazione di 1 m/s.
E’ stata la prima volta che sono stati comandati i motori della Progress da Terra, attraverso i computers del modulo Zvezda. Con questo test si sono preparati anche i sistemi per un’altra accensione dei motori della capsula russa, prevista per l’inizio della prossima settimana, per rifinire l’orbita della Stazione in relazione al Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan, in vista dell’arrivo di una nuova navetta Soyuz per la sostituzione di quella attualmente agganciata all’ISS.” Ha concluso la nota.
5/4/01
Helms ha lavorato ancora con l’esperimento MACE. Il POC ha osservato che: “il MACE studia gli effetti delle vibrazioni sulle strutture in movimento nello spazio. La piattaforma MACE è lunga 152 cm ed è composta da 4 tralicci e 5 nodi.
Helms ha usato un’unità di controllo portatile per inviare i comandi preprogrammati al computer della struttura MACE. Questi comandi hanno causato la vibrazione dei giroscopi e dei volani attaccati ad un lato della struttura. Un modulo di supporto ha rilevato le vibrazioni tentando di annullarle attivando i giroscopi ed i volani appesi sul lato opposto della piattaforma. Tutti i dati raccolti durante l’esperimento sono stati registrati su hard drives per essere analizzati dagli scienziati a terra.”
6/4/01
Voss ed Helmes hanno continuato il loro lavoro con le due worksatations robotiche nel Destiny, terminandone i vari checks. Queste due workstations serviranno per il comando ed il controllo dello Station Remote Manipulator System, conosciuto come Canadarm 2.
7-8/4/01
Questi sono stati giorni di riposo, in cui l’equipaggio ha pulito l’equipaggiamento sanitario ed ha eseguito delle manutenzioni dei sistemi di supporto vitale.
9-10/4/01
I piani di volo hanno previsto lo scarico ed il carico della Progress M-44, la rimozione dell’hardware del KURS (per il suo riutilizzo) dalla nave-cargo e il ricambio dei filtri nel Zarya e nello Zvezda. Il 10 aprile è iniziato il trasferimento finale di carburante ed ossidante dalla Progress allo Zvezda.
11/4/01
Le procedure hanno previsto il termine, entro due giorni, del trasferimento del propellente al modulo Zarya.
La novità di oggi è stata l’attivazione del sistema di comunicazione a banda Ku, che ora è “essenzialmente completo”.
Diversi collegamenti televisivi, nei giorni precedenti, hanno mostrato l’equipaggio affaccendato nei lavori di routine, di sperimentazione e di manutenzione a bordo della Stazione.
12/4/01
L’equipaggio si è congratulato prima con i controllori russi nel quarantesimo anniversario del volo di Yuri Gagarin, e più tardi con i controllori statunitensi, nel ricordo del lancio della STS-1, la prima missione dello Space Transportation System del 12/4/1981.
Usachev ha sottolineato il fatto che il volo di Gagarin durò il tenpo di un’orbita attorno alla terra, mentre sull’ISS, nel tempo di un’orbita si fa colazione.
13/4/01
Nella giornata, l’equipaggio ha parlato con il primo ministro russo Mikhail Kasyanov, che era in visita al TsUP di Korolev, nei pressi di Mosca.
14-15/4/01
In queste giornate di riposo, gli uomini hanno potuto parlare con i propri familiari ed hanno effettuato dei controlli sui sistemi della Soyuz TM-31 in vista dell’operazione di redocking pianificata per il 18/4.
Un successivo report del POC ha informato che durante il weekend " l’equipaggio ha trasferito con successo i dati sulle radiazioni da un paio sensori Dosimetric Mapping (DOSMAP) ad un personal computer, in modo tale da permettere a questi sensori di registrare altri dati.
La scorsa settimana, gli uomini hanno spostato gli interruttori dei sensori del DOSMAP dal Mode 1 al Mode 2, in risposta ad una maggiore attività solare. Il Mode 2 permette di raccogliere dati 60 volte più velocemente del Mode 1, in corrispondenza dei maggiori livelli di radiazioni dovuti all’aumentata attività solare. Il DOSMAP, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Tedesca, è uno dei tre esperimenti sulle radiazioni dell’Expedition Two."
16/4/01
Alle 08:47:47 (GMT) la capsula Progress M-44 è stata sganciata in modalità automatica dal punto d’attracco dello Zvezda. I controllori russi quindi l’hanno fatta disintegrare nell’atmosfera in un rientro distruttivo, sull’Oceano Pacifico, alle 13:23.
L’equipaggio ha effettuato altri controlli sulla Soyuz e hanno monitorato il loro carico scientifico.
17/4/01
Oggi sono state disattivate alcune unità selezionate del Modulo di servizio Zvezda. Sono stati configurati dei circuiti per le comunicazioni e sono stati chiusi i portelli del modulo statunitense e del Laboratorio, in previsione delle operazioni di undocking del giorno successivo.
18/4/01
Dopo la sveglia alle 00:30, l’equipaggio ha compiuto le operazioni di disattivazione temporanea della Stazione, prima del loro ingresso nella Soyuz TM-31 posta sul punto d’attracco dello Zarya.
L’operazione di redocking della Soyuz serve a due scopi: libera il punto d’attracco posteriore del modulo Zvezda per i prossimi 200 giorni in modo da permettere all’ISS di ricevere altre capsule Progress non abitate, e inoltre sgombra la zona in vista della missione STS-100 per l’aggancio del prossimo MPLM al nodo Unity. Usachev ha fatto staccare la Soyuz alle 12:40 e l’ha fatta volare, con il suo carico di tre persone, attorno al modulo Zvezda verso il punto d’attracco posteriore, dove si è compiuto il soft docking tra i due mezzi alle 13:01.
19/4/01
Alle 18:40:42 è decollato l’Endeavour dal KSC con il suo carico consistente nello Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) e nel secondo modulo Logistico costruito in Italia, riempito con 3,4 tons di materiale destinato all’ISS e comprendente altre 2 racks scientifiche da installare nel laboratorio Destiny. Nel frattempo, sull’ISS si è controllata la funzionalità del sistema di rimozione della CO2 Vozdukh e sono iniziati i preparativi per l’arrivo dello shuttle.
20/4/01
Mentre gli uomini dell’ISS stavano preparando il punto d’attracco PMA-2 per l’arrivo dell’Endeavour, la NASA ha dichiarato che il sistema Vozdukh dello Zvezda non stava lavorando a pieno regime (circa a metà della sua capacità) probabilmente per un problema ai filtri. “Per ora la situazione non dà problemi per l’imminente arrivo dello Shuttle, ma potrebbe costringere lequipaggio all’utilizzo dei sistemi di rimozione della CO2 di backup all’idrossido di litio quando arriverà il taxi Soyuz, dopo la partenza dello Shuttle. Potrebbe essere richiesto agli astronauti di riparare l’unità domani stesso (21/4).” Ha detto la NASA.
I controllori russi hanno continuato i tests su un esperimento di navigazione per satelliti sullo Zvezda.
21/4/01
Come previsto, l’equipaggio si è concentrato sulla risoluzione dei problemi dell’unità Vozdukh anche se, dopo averlo acceso, il sistema stava lavorando normalmente.
L’Endeavour si é agganciato alle 13:59 e dopo circa 30’ di checks sulla pressione, i giroscopi dell’ iss hanno ripreso il controllo del complesso.
Successivamente l’equipaggio della navetta ha aperto il portello del PMA-2 per lasciarvi del materiale, come un cavo per baypassare un circuito nella Robotic Work Station dell’SSRMS, delle vettovaglie come caffè frutta e vegetali per l’equipqggio dell’ISS.
22/04/01
Dopo la prima EVA degli astronauti Scott Parazinsky e Chris Hadfield dell’Endeavour, Helms e Voss, mentre il complesso stava orbitando 392 Km sopra l’Oceano Indiano attraversando la costa orientale dell’Africa, hanno comandato i primi movimenti del nuovo braccio robotico della Stazione. La NASA ha confermato: “Tutte le indicazioni riferiscono che il braccio sta rispondendo perfettamente ai comandi impartiti.”
23/4/01
Alle 11:13 Helmes ha comandato il SSRMS tramite l’RWS, di uscire dal pallet che l’aveva trasportato in orbita.
Tre ore più tardi, dopo un’estesa serie di controlli di tutti i nuovi giunti, uno dei due Latching End Effectors (LEE) si è fissato al punto di presa del Destiny (Power Data Grapple Fiture, PDGF) Dove sarebbe rimasto per tutta la notte, in attesa del suo primo lavoro, che sarebbe consistito nel trasferire il pallet nel quale il SSRMS è stato lanciato, nella payload bay dell’orbiter.
Successivamente, Scott Parazinsky, tramite il braccio robotico dell’orbiter, ha unito il modulo logistico Raffaello al nodo Unity.
24/4/01
Usachev, Voss ed Helms si sono organizzati per il trasferimento dei rifornimenti, di materiale e delle racks scientifiche dal modulo Raffaello alla Stazione.
Nel frattempo, all’esterno, Parazinsky ed Hadfield stavano conducendo un’EVA della durata complessiva di 7 h e 40’ per l’installazione di collegamenti elettrici per permettere il controllo del Canadarm 2 dalllinterno del Laboratorio Destiny e hanno anche installato un’altro Power Data Grapple Fixture (PDGF).
L’evento principale della giornata è stato l’utilizzo del Canadarm 2 per sollevare lo Spacelab pallet, del peso di 1361 Kg, per spostarlo in una zona dove è stato afferrato dal braccio robotico dello Shuttle.
Nel frattempo il POC ha riferito che l’equipaggio aveva trasferito la seconda e la terza rack scientifica nel Laboratorio Destiny, preparandole a supportare i vari esperimenti. Durante la fase di attivazione, il POC ha potuto inviare i primi segnali di comando alle rack.
25/4/01
Durante il periodo di sonno dei 2 equipaggi, si è verificata la prima grossa emergenza a bordo dell’ISS.
Nello status report serale della NASA, possiamo leggere: “Pocp dopo aver augurato la buona notte agli uomini sulla ISS, i controllori di volo hanno individuato un’avaria nel Command and Control Computer numero 1 (C & C 1), uno dei tre computers che si occupano della gestione dei sistemi dell’ISS.
Durante la notte, i controllori hanno iniziato una procedura per riattivare le funzioni in avaria tramite uno dei due computer di backup rimasti a “processre” i dati dei sistemi.
Questa mattina, quando il Flight Engineer dell’Expedition Two Susan Helms ha inviato i comandi per il tresferimento dei files dei dati dal principale archivio di massa che contiene i files per la gestione dei sistemi della work station robotica, i comandi sono stati rifiutati.
Dopo il fallimento del primo tentativo, i controllori hanno ancora una volta ricreato una procedura per il ripristino delle funzioni di gestione dei dati per il terzo computer, ma anche questo tentativo è fallito, costringendo il team di terra a rivalutare la situazione.
In seguito, è stato inviato da terra, con successo, il primo di una serie di comandi diagnostici (che ha causato l’accensione e lo spegnimento di una luce a bordo del Laboratorio Destiny).
La principale conseguenza dell’avaria del sistema informatico della Stazione è stata la perdita della capacità di trasferimento dei dati fra la Sala di Controllo della Stazione e l’ISS stessa (attraverso l’antenna a banda Ku). Pertanto tali comunicazioni sono state girate sulle antenne dell’Endeavour, permettendo all’equipaggio di comunicare con la terra.
A dispetto delle difficoltà avute dal sistema dei computers, tutti gli altri sistemi stavano funzionando alla perfezione.” Ha detto la NASA.
L’inconveniente ha comunque costretto i tecnici di terra a cancellare la storica “stretta di mano” fra il Canadarm e il braccio robotico dell’orbiter nella consegna del pallet da parte del primo al secondo.
Inoltre non è stata effettuata la manovra di reboost pianificata per oggi da partenell’Endevour.
L’inaspettata avaria dei computers è stata definita dal direttore di volo dell’ISS John Curry come “umiliante”, visto che ha costretto ad un enorme sforzo i tecnici della NASA e quelli di tutti i partners industriali dell’Ente americano nella ricerca delle cause del problema. Questo è stato il più grande sforzo compiuto dai teams di terra dalla missione STS-49 del 1992.
La NASA ha fatto notare che se nel momento dei black out informatici, l’orbiter non fosse stato attaccato all’ISS, l’equipaggio avrebbe dovuto usare esclusivamente il sistema di comunicazione del segmento russo solosorvolando le stazioni russe ed inserendo manualmente le procedure di recupero nei computers C & C per tentare di rimetterli in sesto.
Sull’ISS, intanto i 2 equipaggi hanno riprogrammato le proprie attività concentrandosi sulle racks degli esperimenti e sul trasferimento di materiale ed equipaggiamenti dal modulo logistico Raffaello alla Stazione.
26/4/01
Durante il periodo di sonno dell’equipaggio dell’ISS, i controllori di Houston hanno spento il computer C & C 3 forzando l’unità C & C 2 ad entrare in azione ed attivando, come previsto, un allarme che ha svegliato l’equipaggio. Ma quest’ultimo computer è andato off-line ancora, dopo circa 40’.
Più tardi, la NASA ha detto che il computer numero 2 era ritornato ad essere attivo.
I tecnici del controllo comunque “hanno continuato a lavorare sui software degli altri 2 Command & Control Computers.”
La NASA ha dichiarato che l’Endeavour doveva restare attaccato alla Stazione per altri 2 giorni per permettere la soluzione dei problemi. Così, anche il distacco del modulo Raffaello dall’ISS è stato rinviato e i 2 equipaggi hanno lavorato per caricarlo con materiale di rifiuto o da spedire a terra.
“Se almeno un Command Computer addizionale potesse essere recuperato entro notte e gli ingegneri potessero fare il reboot dei 2 computers di protezione del modulo Unity (anch’esso spentosi durante il giorno), si sarebbe potuto riporre il modulo Raffaello nella stiva dell’orbiter (27 aprile). La durata di queste procedure di recupero è prevista essere di circa 10 h.
Per recuperare i 2 computers dell’Unity, che servono da difesa contro i guasti degli altri computers eseguendone il reboot automaticamente, i controllori dovranno eseguire una complessa procedura di risincronizzazione nel primo mattino del 27/4, poco prima del risveglio previsto dei 2 equipaggi.”
Con tutti questi problemi in atto, la NASA stava anche pressando la controparte russa a rinviare il lancio della nave Soyuz TM-32.
Comunque, al Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan, i russi proseguivano con i loro preparativi, dicendo di non voler rinviare il lancio della missione, che includeva anche il primo turista spaziale, il miliardario uomo d’affari Dennis Tito. Il lancio era previsto per il 28/4.
All’alba (tempo Kazako) il booster Soyuz-U con in cima la capsula Soyuz è stato spostato sul launch pad.
La NASA, dal canto suo ha continuato ad opporsi con fermezza al volo di Tito, e ha osservato che "la conferma finale dell’estensione della missione STS-100 di altri 2 giorni rafforza la richiesta, da parte dell’ente spaziale americano, di rinvio del lancio della Soyuz previsto per il 28/4/01.
27/4/01
Nello status report mattutino, la NASA ha detto che i teams di controllori del volo avevano “lavorato con successo durante la notte risolvendo i problemi dei computers. I 2 equipaggi si sono svegliati stamane trovando la maggior parte dei computers della Stazione perfettamente funzionanti ed in linea, benché gli sforzi stessero continuando per cercare di ripristinare i computers di backup dell’avamposto orbitante.”
Il lavoro in questo senso, è proseguito attraverso il giorno e verso sera è stato ricaricato il software del C & C 3 riattivandolo.
La NASA ha detto che il C & C 1 “aveva un problema all’hard drive. Questo computer verrà sostituito in orbita con un computer di backup del payload, chiamato Payload Computer Two, in modo tale da permettere il rientro a terra del C & C guasto per le opportune ispezioni.”
Nella mattinata, l’agenzia ha informato anche di avere rggiunto un accordo con l’agenzia spaziale russa (Russian Aviation and Space Agency, Rosaviakosmos) relativo alla missione “taxi”, che verrà lanciata come previsto il 28 aprile, ma il suo equipaggio terrà la Soyuz in orbita di parcheggio, a distanza dall’ISS, per un giorno in più, se necessrio, per permettere il distacco dell’orbiter dal complesso.
28/4/01
"Il computer principale ha continuato a lavorare bene per tutta la notte, ma i controllori del volo trovano ancora difficoltà nelle operazioni di recupero dei computers di backup della Stazione. I 2 Command and Control computers rimangono off-line. Il tentativo di ricaricare il softwre durante la nottata non è stato eseguito con successo. Gli analisti da terra hanno scoperto un errore nel caricamento del softwre, che viene ritenuuto la causa dl problema.
I 2 equipaggi hanno usato, poi, il braccio robotico dell’orbiter con le sue videocamere e le videocamere della Stazione per “calobrare lo Space Vision System; un dispositivo ausiliare per l’allineamento di precisione, da usarsi nelle operazioni del braccio robotico. Gli astronauti hanno potuto raccogliere informazioni che serviranno per preparare la prossimamissione dello shuttle pianificata per il mese di giugno. In quella missione lo Space Vision System sarà un aiuto prezioso nell’utilizzo del braccio robotico della Stazione, nelle operazioni di aggancio della nova camera di decompressione alla Stazione.”
La consegna del pallet dello Spacelab è stata fatta alle 21:02. “Lo scambio del pallet dal braccio della Stazione a quello dello shuttle è stato il primo trasferimento “robotico-to-robotic” mai eseguito nello spazio.”
Lavorando in una sequenza stabilita minuziosamente e senza l’aiuto del computer, Helms sull’ISS ed Hadfield sull’Endeavour hanno completato la delicata operazione che era l’ultimo obiettivo di rilevante importanza della missione.
Questo ha significato che l’orbiter poteva eseguire l’undocking il giorno seguente, ma solo se venivano rispettati i 3 criteri stabiliti dai responsabili della NASA:

  • riposizionamento del pallet “culla” nella payload bay dello shuttle
  • completamento delle ultime operazioni di trasferimento di materiale
  • raggiungimento di una configurazione stabile per i computers di Comando e Controllo (C & C) della Stazione.
    2 dei 3 criteri erano, come visto, stati soddisfatti, e il terzo veniva lasciato ai tecnici di terra, che avrebbero inviato una serie di comandi per riportare i 2 computers guasti alla piena operatività.
    La NASA ha detto che il C & C 3 era “in condizioni accettabili, benché avesse l’hard drive messo male. Helms ed il suo compagno Jim Voss ripareranno questo computer in data da destinarsi.”
    Nel frattempo, in Kazakhstan, è stata lanciata la Soyuz TM-32 come da programma alle 7:37:20. Essa trasportava il Comandante Talgat Musabayev, l’ingegnere del volo Yuri Baturin e il primo turista spaziale Dennis Tito.
    29/4/01
    La NASA ha ufficialmente comunicato che “tutti e 3 i Command and Control Computers (uno principale e 2 di backup) erano in linea e stavano lavorando al meglio. Dei 2 backup il C & C 3 era funzionante ma aveva l’hard drive guasto, mentre il terzo stava lavorando anche se i controllori di terra stavano ancora sistemando il suo hard drive.”
    Queste buone notizie significavano che l’Endeavour poteva staccarsi dalla Stazione lasciando il suo equipaggio pronto a ricevere la missione “Taxi” come da programmma, il giorno seguente.
    30/4/01
    La NASA ha informato che i controllori del volo di Houston “sono riusciti durante la notte, a riformattare con successo l’hard drive del nuovo Command and Control (C & C) Coputer One, che originariamente era un payload computer.
    I controllori quindi, hanno copiato tutto il software dal C & C 2 al C & C 1. Dopo altri tests che verranno eseguiti nel corso della giornata, i 3 C & C della Stazione avranno 2 hard drives che conterranno tutto il software necessario al controllo e alla gestione dei sistemi del’avamposto orbitante.”
    Gli uomini dell’ISS sono stati svegliati attorno alle 4:50 per prepararsi al docking della Soyuz TM-32. La TV della Soyuz hamostrato il lento movimento di avvicinamento della navicella verso il punto d’attracco dello Zarya, il tutto, sotto il controllo del sistema automatico di docking KURS.
    L’avvicinamento è stato osservato più tardi dalle telecamere del modulo Destiny dal punto di vista dell’ISS, mentre la telecamera del Canadarm 2 forniva immagini da un’altra angolazione.
    Il docking della TM -32 è avvenuto alle 7:58 per la gioia degli uomini della Stazione.
    Le immagini in diretta TV hanno mostrato l’arrivo dell’equipaggio e del primo turista spaziale della storia, nel modulo Zvezda dando addirittura l’impressione di essere immagini girate nella stazione Salyut per un documentario propagandistico dell’era sovietica.
    Comunque, la NASA ha detto che le riprese TV della missione saranno limitate a quello che la controparte russa renderà disponibile attraverso le proprie stazioni di terra.
    I continui problemi con i computers impediscono l’utilizzo dell’antenna a banda Ku e del sistema TV-OCA.
    Tito (che più tardi ha ammesso di aver avuto un attacco di mal di spazio nella Soyuz) ha detto, di fronte alle telecamere di essersi adattato rapidamente allo spazio, e ha detto: “I love space.”
    Ovviamente, visti i problemi creati dal suo arrivo sull’ISS, l’agenzia statunitense e i suoi partners (escluso ovviamente la Russia) non dovrebbero aver molto a cuore le riflessioni del sig. Tito.

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