[2004-01] Gennaio 2004 - ISS Mission Log

Libera traduzione e adattamento dell’articolo “Orbital operations” di Neville Kidger, pubblicato sul numero del mese di Aprile 2004 Vol. 46 della rivista “Spaceflight” della BIS. 01-04/01/04
L’inizio dell’Anno Nuovo è stato sancito dalla giornata di riposo concessa all’Equipaggio dell’ISS, composto da Michael Foale e Aleksandr Kaleri.
Il 2 Gennaio Kaleri: “Ha svolto degli aggiustamenti sul generatore di ossigeno Elektron nel Modulo di Servizio Zvezda, da tempo esso stava funzionando ad intermittenza. Egli inoltre ha attivato con successo due Solid-fuel Oxigen Generator (SFOG) per arricchire l’atmosfera della Stazione.”
Il primo di Gennaio, inoltre, era stato pompato dell’altro ossigeno nel Complesso dalla Progress M-48 agganciata allo Zvezda.
Foale, Comandante dell’Equipaggio, oltre che Ufficiale Scientifico, ha lavorato con il Cellular Biotechnology Operations Support System (CBOSS), un apparato composto da un bioreattore in grado di far crescere colture cellulari tridimensionali, un grande vantaggio rispetto alle colture bidimensionali fin’ora fatte crescere sulla Terra, ha dichiarato la NASA.
Kaleri ha: “Aggiornato il software nei computers della Stazione”, ha affettuato le letture delle condizioni dell’atmosfera all’interno dei moduli della Stazione, e delle temperature nel modulo Destiny. Egli ha anche monitorato la performance dell’esperimento di osservazione atmosferica Molniya-SM/LSO, montato su un finestrino dello Zvezda, ed attivo autonomamente.
05-10/01/04
In questa settimana Foale ha festeggiato il suo 47esimo compleanno (8 Gennaio), e Kaleri ha celebrato il Natale Ortodosso. Vi è stata un piccola perdita di aria nel Complesso, che è subito stata risolta.
Il lavoro scientifico svolto durante questa settimana, ha incluso una corsa con l’esperimento PFMI, montato nella Glovebox dell’ESA, e la registrazione di un video educazionale riguardante l’igiene nello spazio.
L’8 Gennaio Kaleri ha rimosso il pacchetto dell’avionica Kurs dalla Progress M-48 riponendolo per il suo ritorno a terra, al ritorno al volo della flotta degli Shuttle.
Alle ore 20:00 sono stati accesi i motori della Progress per circa cinque minuti, introducendo nel complesso un delta-V di 1,4 m/s, per innalzare l’altitudine del Complesso di 2,5 Km.
L’ente spaziale americano ha riferito che la precedente perdita di pressione non aveva messo in pericolo “la sicurezza dell’equipaggio o l’operatività della Stazione e dei suoi sistemi”. Comunque, per tutto il corso della settimana, gli ingegneri russi e quelli americani hanno intrapreso “un’attenta indagine sulla diminuzione della pressione, che sembrava essere iniziata attorno al 22 di Dicembre. Il decremento di pressione era proceduto ad un tasso talmente basso, solo qualche centesimo di libbra per pollice quadrato (Pounds per square inch, o psi), che era stato molto difficile da registrare.”
Il 9 Gennaio, la NASA ha detto che: “Il decadimento della pressione avvenuto nel corso delle precedenti settimane a bordo della Stazione, era stato misurato rispetto ai normali 14,7 psi, (una pressione equivalente a quella esistente a livello del mare), e alla pressione attuale di bordo di circa 14 psi, (una pressione equivalente a quella normale della città di Oklahoma City). Comunque, gli ingegneri confidano di poter identificare e correggere l’origine di questo decadimento, mentre continua il lavoro diagnostico a bordo.”
L’agenzia ha informato, poi, che si stava prendendo in considerazione l’ipotesi di pompare “più azoto nell’atmosfera della Stazione, Domenica sera o Lunedì, per incrementare la pressione totale, e mantenere l’atmosfera di cabina in un range ottimale per l’operatività degli equipaggiamenti di bordo. I controllori russi, inoltre, stanno continuando a valutare la possibile sostituzione di alcune parti del sistema di generazione di ossigeno Elektron della Stazione. Tale sistema russo, che genera ossigeno riciclando l’acqua usata a bordo della Stazione, si è guastato, ma dei pezzi di ricambio sono comunque già a bordo, e gli ingegneri confidano di poterlo riparare al più presto. Infatti stanno pianificando la riparazione, da parte dell’equipaggio, probabilmente per la prossima settimana. Mentre si sta valutando il guasto dell’Elektron, l’equipaggio usa i Solid Fuel Oxigen Generators, che vengono riscaldati per produrre ossigeno, per ristabilire l’atmosfera del Complesso.”
Al 9 di Gennaio, l’equipaggio aveva usato 18 candelotti SFOG (usati ad un ritmo di due al giorno), mentre ce ne erano 124 di scorta. Di questi ultimi, secondo un report della NASA, tre non si era riusciti ad accenderli, ed uno aveva il sigillo danneggiato, e non lo si sarebbe potuto usare. Benché tutti i candelotti avessero superato la loro data di scadenza, sia gli ingegneri russi che quelli americani ne avevano approvato il loro utilizzo.
“Al contrario di quello che stavano evidenziando le indagini sulla perdita di pressione, gli ingegneri non erano certi che le fluttuazioni ed il lieve declino della pressione di cabina fossero dovuti ad una qualche perdita dal Complesso. Le valutazioni stavano continuando per determinare se tale decremento non fosse il risultato del funzionamento a singhiozzo del generatore di ossigeno Elektron, del funzionamento dei candelotti SFOGs, dei recenti cambiamenti di tempratura, degli angoli di incidenza del Sole, dell’accuratezza dei vari dispositivi di misurazione della pressione, o di altri fattori.”
Inoltre, si stava programmando di isolare le varie sezioni del Complesso per tentare di identificare il modulo nel quale si stava avendo la perdita. Alcuni reporters hanno poi ricordato, che nel 2000 Kaleri aveva bloccato una lieve perdita sulla Mir.
Infine, nel corso di tutta questa settimana, i due spazionauti hanno: “controllato una certa quantità di valvole e guarnizioni in tutti gli ambienti della Stazione, usando un sistema ultrasonico di rilevamento delle perdite, senza trovare però, nulla di anomalo.”
Nel corso della giornata del 9 Gennaio, Kaleri ha controllato anche il sistema russo di rimozione della CO2 Vozdukh, oltre ad altri sistemi russi, sempre alla ricerca di eventuali perdite che però non sono state rilevate. Nel corso del weekend l’equipaggio ha isolato il cargo Progress, l’airlock Quest ed i moduli Soyuz TMA-3/Pirs.
11/01/04
Durante questa nominale giornata di riposo domenicale, l’equipaggio ha isolato l’origine della perdita. Si trattava di una treccia di tubi flessibili posta sul finestrino del Laboratorio Destiny.
La NASA ha dichiarato: “L’equipaggio ha usato il detector di perdite ad ultrasuoni, per una seconda volta sul finestrino del Lab, ed ha rilevato un un sibilo udibile, provenire da un tubo flessibile. Questo tubo è appeso in quella posizione, per permettere una veloce disconnessione di alcuni dispositivi, come parte di un sistema designato a sfogare nello spazio la condensa fra i pannelli di vetro, al fine di mantenere la buona visibilità e la trasparenza del finestrino del Destiny.”
“Foale ha riferito che quando è stato disconnesso il tubo flessibile, il rumore è cessato subito. Mentre sono in corso altre valutazioni addizionali di conferma, la pressione di cabina sembra essersi stabilizzata, fin dalla rimozione del tubo sospetto.”
Essendo tale tubo in prossimità, come detto, del finestrino del Laboratorio Destiny, ai prossimi equipaggi dell’ISS verrà chiesto di evitare di usarlo come maniglia, durante le osservazioni dell Terra. I managers americani, poi, hanno dichiarato che tale dispositivo di spurgo della condensa non era proprio ottimale per essere utilizzato anche nei finestrini dei prossimi moduli della Stazione, come per esempio la Cupola. In effetti esso verrà riprogettato.
(Più tardi si è poi saputo, che durante il procedimento di disconnessione del tubo - un’operazione mostrata da Foale e Kaleri in un video - dell’aria di cabina è sfuggita nell’intercapedine vuota fra i pannelli del finestrino del Destiny - una zona nota come “volume D”. Per evitare la formazione di condensa e di un’eventuale crescita microbica, il controllo di Houston ha chiesto agli astronauti di tenere chiusa la tapparella del finestrino per 90 minuti al giorno. Ovviamente questo ha avuto un effetto sul programma americano di osservazioni terrestri, costringendo gli astronauti ad utilizzare la peggiore qualità ottica dei finestrini del segmento russo.)
L’agenzia americana ha poi continuato: “Benché ora la perdita sia stata bloccata, i controllori del volo stanno pianificando di chiedere all’equipaggio di chiudere alcuni portelli del Complesso Spaziale, nel corso della prossima settimana, per dividere la Stazione in tre sezioni per permettere ulteriori controlli sulle perdite, e raccogliere dei dati addizionali sulle normali fluttuazioni della pressione dell’aria nelle varie porzioni dell’ISS. Mentre saranno chiusi i portelli, l’equipaggio rimarrà nella sezione che include gli alloggi del modulo Zvezda, visto che normalmente Foale dorme nel Lab Destiny mentre Kaleri dorme nello Zvezda.”
12-18/01/04
Il 12 Gennaio Kaleri ha sostituito l’unità per i liquidi BZh del sistema Elektron, con una di ricambio, riportando così l’intero dispositivo alla normale funzionalità.
“In preparazione al lavoro di riparazione dell’Elektron, la sera della Domenica la pressione dell’ISS è stata aumentata a circa 14,2 psi, tramite le rimanenze di ossigeno dei serbatoi della Progress.” Il 16 Gennaio gli ingegneri americani hanno pompato dell’azoto negli ambienti della Stazione, dalle riserve ad alta pressione del modulo-camera di decompressione Quest, montate sull’esterno di quest’ultimo.
Kaleri ha effettuato una valutazione sugli effetti dell’assenza di peso sull’orecchio interno, tramite gli speciali “pantaloni” russi Chibis, ed ha raccolto dei campioni di aria come parte di un altro programma russo ideato per valutare l’ambiente microbiologico di bordo.
Il 14 Gennaio Foale ha partecipato ad un’indagine denominata Hand Posture Analyzer Investigation, che tramite uno speciale guanto strumentato investiga sui cambiamenti che l’essere umano attua per raggiungere, afferrare, manipolare e trasportare gli oggetti durante i lunghi periodi di assenza di peso.
Il giorno seguente, l’Ufficiale Scientifico ha svolto la sua seconda sessione con l’esperimentol Foot/Ground reaction Forces During Spaceflight, raccogliendo diverse ore di dati.
Il 16 Gennaio la NASA ha dichiarato che: “Nell’intento di raccogliere più dati riguardanti le normali fluttuazioni nella pressione dell’aria a bordo”, Foale e Kaleri hanno terminato la settimana lavorativa chiudendo alcuni portelli interni, dopo aver trasferito gli effetti personali e la cuccetta di Foale, nonchè alcuni esperimenti, nel modulo Zvezda. “Foale e Kaleri trascorreranno la maggior parte del weekend nella porzione più piccola della Stazione, e principalmente nello Zvezda.”
“Per la sessione di raccolta di dati, gli ambienti pressurizzati della Stazione sono stati suddivisi in quattro sezioni. Quella dove momentaneamente alloggia l’equipaggio include lo Zvezda, l’astronave Soyuz, il compartimento di docking Pirs, ed il veicolo cargo Progress. Un’altra sezione include il nodo di connessione Unity ed l’airlock Quest. Una terza è composta dal Modulo di Controllo Zarya e dal Pressurized Mating Adapter 1. La quarta sezione è composta solamente dal Laboratorio Destiny.”
I due spazionauti, durante il loro “campeggio” hanno avuto il tempo di inviare dei messaggi di saluto a terra.
Nel pomeriggio di Domenica 18 Gennaio sono stati riaperti tutti i portelli. Gli ingegneri statunitensi hanno dichiarato che nel segmento americano la pressione era rimasta costante durante tutto il periodo di isolamento.
Il 19 Gennaio, un report dell’ente spaziale americano ha riferito che le parti americana e russa stavano “valutando tutti i dati sulla pressione; comunque l’USOS viene ancora considerato a tenuta. I fans del Laboratorio e del Node stanno lavorando nominalmente. Le comunicazioni fra i vari moduli sono state ristabilite. L’equipaggio completerà la riconfigurazione finale dell’Airlock (A/L) ed il trasferimento dell’equipaggiamento critico e del materiale personale, dal SM all’USOS domani 20 Gennaio.”
L’agenzia ha anche riferito che quando è stato riaperto il portello del Node Unity, gli uomini si sono macchiati con “alcune goccie di un liquido residuo” provenienti dal Node, probabilmente dalla zona del PMA, attraverso un finestrino. Sia gli spazionauti che il Controllo sono stati d’accordo sul fatto che durante il periodo di chiusura dei portelli, non si erano verificate le condizioni tipiche per la generazione di condensa. Pertano i due hanno scattato delle fotografie da sottoporre all’esame degli ingegneri a terra."
19-25/01/04
Mentre sembrava risolto il problema della perdita di pressione, Foale e Kaleri hanno iniziato la loro nuova settimana lavorativa con un giorno di vacanza (19 Gennaio, una Federal Holiday negli USA, anche per compensare il loro semi-weekend di lavoro).
I due hanno trascorso buona parte di questa settimana imballando i rifiuti e caricandoli sulla Progress M-38, agganciata sul retro del modulo Zvezda. La settimana prossima, la Progress verrà fatta sganciare dall’ISS in vista dell’arrivo della Progress M1-11.
Nel segmento russo sono stati raccolti altri campioni di aria per le analisi microbiologiche. Il 23 Gennaio i due compagni di viaggio hanno svolto un’esercitazione su un evento di depressurizzazione. Foale ha anche campionato il fluido dei circuiti di refrigerazione del Destiny.
“Kaleri ha proseguito con la sostituzione di un’unità di separzione dei liquidi, del generatore di ossigeno Elektron, incominciata la settimana precedente, sostituendo il pacchetto elettronico associato a tale sistema.” Ha riferito un report.
Il 21 Gennaio la nota ufficiale della NASA ha riferito che Kaleri ha completato "uno spurgo della linea dell’idrogeno dell’Elektron-VM, tramite l’azoto proveniente dal serbatoio (BPA-M) # 18. L’intento di questa operazione di spurgo è quello di eliminare la fonte del rumore che l’Elektron stava emanando.
Kaleri ha configurato il sistema Zvezda Kurs-P per le imminenti attività legate all’arrivo della nave cargo Progress M1-11, che si aggancerà alla Stazione usando i trasponders dei pannelli solari dello Zvezda e dell’altra nave TMA-3. In precedenza, aveva impiegato un po’ di tempo per trovare l’equipaggiamento necessario, sparso in tutto il segmento russo.
I tests medici hanno riguardato un’altra sessione di misurazioni delle masse corporee e del volume dei polpacci, le analisi di campioni di sangue ed urine, la valutazione della distribuzione dei fluidi corporei durante i voli in microgravità (esperimento Sprut), i tests audiometrici, e la misurazione dell’attività bioelettrica del cuore di Kaleri durante i periodi di riposo. I due, inoltre, hanno continuato il protocollo del Renal Stone Experiment, assumendo tavolette di farmaco o di placebo.
Nel corso del weekend, Kaleri ha svolto una sessione dell’esperimento russo Relaksatsiya, per il monitoraggio degli effetti dell’azione dei propulsori dello Zvezda sull’ “Atmosfera indotta dell’ISS”, durante un cambiamento di attitudine di volo programmato.
26-27/01/04
La settimana è iniziata con un lavoro di manutenzione, da parte di Kaleri, riguardante la sostituzione di un’unità di condizionamento dell’acqua, del sistema di lavorazione della condensa (STV-K2M) del modulo Zvezda, che converte la condensa in acqua potabile per l’equipaggio. Il giorno seguente egli ha cambiato la colonna di multifiltrazione/purificazione.
Nel corso della giornata, Kaleri e Foale hanno rimosso la Control Unit US-21 dalla Progress M-47 riponendola nello Zvezda (tale unità funge da interfaccia fra i computers centrali dello Zvezda, e il sistema di controllo della capsula Progress). Il cosmonauta ha poi testato il sistema di controllo remoto TORU, in previsione dell’arrivo della prossima Progress.
Durante la giornata di Lunedì 26 Gennaio, inoltre, Foale ha lavorato per piazzare l’esperimento EarthKAM (Earth Knowledge Acquired by Middle Schools) nel Modulo di Servizio Zvezda. A proposito dell’EarthKAM, proprio in questa giornata la NASA ha annunciato che fin dalla sua attivazione nel corso dell’Expedition One, nel Novembre del 2000, i vari equipaggi dell’ISS hanno accumulato oltre 100000 fotografie della superficie terrestre.
Foale ha anche partecipato all’esperimento cognitivo WinSCAT, e ha preparato dell’equipaggiamento scientifico per un futuro utilizzo assieme ai payloads che giungeranno in orbita con la Progress M1-11. Inoltre ha spostato dell’equipaggiamento dal Nodo Unity al Quest, a seguito di una precedente operazione di ridimensionamento delle tute da EVA americane che aveva costretto gli astronauti a spostare il materiale immagazzinato nel Quest, nell’Unity.
Il 27 Gennaio, dopo aver rimosso l’ultimo equipaggiamento, l’equipaggio ha chiuso il portello della Progress M-48 per l’ultima volta.
La partenza della Progress M-48
Alle 08:36 GMT del 28 Gennaio, la nave cargo non abitata Progress M-48 è stata fatta staccare dal retro del modulo Zvezda, e, dopo un breve periodo di volo libero, sono stati accesi i suoi propulsori per permetterne la discesa, alle 16:11 GMT per una durata di 175,8 secondi (delta-V pianificato di 94,7 m/s). La capsula, con a bordo circa 1,5 tons di materiali vari di rifiuto, è penetrata nell’atmosfera terrestre all’altezza dell’Oceano Pacifico, ed alcuni frammenti sono caduti in mare fra la Nuova Zelanda ed il Sud America poco prima delle 17:00 GMT.
Più tardi, nel corso della giornata, Foale ha condotto una sessione con la Ham Radio, parlando con gli allievi della sua ex scuola di King’s in Canterbury, Inghilterra. Kaleri ha svolto osservazioni della Terra per conto dell’esperimento russo Diatomeya.
L’arrivo della Progress M1-11
Il giorno seguente, il 29 Gennaio alle 11:58:08 GMT, la progress M1-11 è stata lanciata da Baikonur, mentre il Complesso Orbitale stava sorvolando il Mar Rosso.
La dichiarazione dell’Energia, successiva al lancio, ha riferito che la capsula aveva un’altitudine iniziale di 262,4 Km x 191 Km; un periodo di 88,73 minuti ed un’inclinazione di 51,65 gradi.
Nel frattempo sull’ISS, Kaleri ha lavorato ancora sul generatore di ossigeno Elektron, e Foale ha cambiato le lenti del sistema EarthKAM, ha raccolto i rilievi acustici di 41 diverse postazioni lungo tutto il Complesso, ed ha studiato la documentazione inerente i futuri esperimenti scientifici.
Il 30 Gennaio, Kaleri ha effettuato un’altra lunga seduta di esercitazione con l’unità di controllo remoto TORU dello Zvezda. La Progress, dal canto suo, ha compiuto un’altra accensione dei suoi motori per rifinire il proprio tragitto di rendezvous, alle 12:49 GMT.
Foale ha preparato la Glovebox dell’ESA, nel Destiny, per l’esperimento ProMISS-2.
Dopo un fly around del Complesso, compiuto dalla capsula non abitata, alle 13:13:11 del 31 Gennaio, la progress M1-11 si è agganciata in modalità automatica con il punto di attracco posteriore dello Zvezda, mentre l’intera Stazione stava volando sopra l’Asia Centrale, nella copertura delle stazioni radio di terra russe.
Il primo lavoro da compiere da parte degli uomini dell’ISS, dopo l’aggancio, era, come al solito, la verifica delle tenute stagne fra la capsula ed il Complesso. C’era un po’ di preoccupazione relativamente a dell’ammoniaca che poteva essere stata rilasciata dall’esperimento ESA HEAT. Comunque, non sono state trovate tracce di ammoniaca. Al contrario, l’equipaggio è stato investito dall’odore gradevole di frutta fesca, e da quello delle apparecchiature nuove, trasportate dall’unico veicolo che ha fatto loro visita dalla Terra, nei loro quasi 200 giorni di permanenza nello Spazio.
Ancora una volta il cargo Progress rifornisce la Stazione
L’unico cargo non abitato ad essere lanciato verso l’ISS, durante l’Expedition 8, è stata la Progress M1-11, che ha lasciato il Cosmodromo di Baikonur in cima ad un vettore Soyuz-U, alle 11:58:08 (GMT) del 29 Gennaio 2004, e che si è agganciata all’ISS il 31 Gennaio.
Inizialmente i programmi prevedevano il lancio di altre due Progress (la M-49, e la M-50), ma esse sono state riviate per problemi economici. Pertanto i managers dell’ISS hanno dovuto pensare con cura al materiale da caricare sulla capsula, per questo unico lancio.
Il TsUP di Korolev ha riferito genericamente che la massa della capsula al lancio era di 7270 Kg, salvo la correzione possibile di questo dato, dopo l’operazione di pesatura presso Baikonur (L’Agenzia Spaziale Russa, più tardi ha dichiarato che la massa della navicela era di 7283 Kg, la stessa della progress M-48, lanciata il 29 Agosto 2003).
La massa totale del carico trasportato era di 2408 Kg, sempre secondo il TsUP, inclusi i 250 Kg di carburante della capsula, per le manovre con l’ISS. Il resto del carico ha incluso: 56 Kg di equipaggiamento per i vari sistemi dell’ISS; 42 Kg di materiale per i sistemi di riscaldamento; 199 Kg di attrezzature scientifiche; 133 Kg di materiale per il modulo Zarya FGB; 168 Kg di equipaggiamenti per la gestione della composizione dei gas; 5 Kg per i sistemi elettrici; 152 Kg per i sistemi di fornitura dell’acqua; 106 Kg di materiale igienico; 51 Kg di cibo; 310 Kg di equipaggiamento medico, biancheria, ed articoli per l’igiene personale; 214 Kg di attrezzature per il Segmento americano dell’ISS; e 23 Kg di documentazione di bordo e messaggi personali per l’equipaggio.
Nella sezione della Progress dedicata al rifornimento di carburante, vi erano 659 Kg di carburante; 20 Kg di ossigeno, e 20 Kg di aria.
Un Press Kit dell’Agenzia Spaziale Russa, oltre a dare delle lievi differenze nei pesi del carico, ha fornito le specifiche del cargo spedito:
Per il sistema di supporto vitale del Complesso: 1 Unità Liquid (BZh) per l’Elektron, di riserva, visto che Kaleri ne aveva appena sostituita una; altri candelotti SFOG; ricambi per la pompa a vuoto, per il sistema di spurgo dell’azoto, e strumentazioni per l’analisi dei gas; un unità di condizionamento dell’acqua con delle colonne di purificazione (BKO) di ricambio; quattro taniche per lo stoccaggio dell’acqua con liquido decontaminato; tre separatori aria/liquido della condensa; sei contenitori per i rifiuti solidi; e altre cinque taniche per la conservazione dell’acqua.
L’altro materiale per il Segmento russo ha incluso sette sets di apparati portatili per la respirazione; nuovi blocchi di batterie da 800A, ed altri 12 detectors del fumo.
Sono state incluse due nuove tute russe da EVA Orlan, per sostituire anche una che era a bordo, e che aveva terminato il proprio tempo di vita operativa.
L’equipaggiamento della NASA ha incluso anche un tubo flessibile di ricambio per la finestra del Destiny, per sostituire quello che perdeva, e che era stato rimosso l’11 Gennaio.
Il materiale dell’ESA ha incluso elementi del sistema di rendezvous e docking dell’Automated Transfer Vehicle (ATV), il veicolo europeo non abitato che rifornirà l’ISS, e che sarà in grado di portare sulla Stazione fino a tre volte il carico della Progress (circa 7500 Kg).
L’ESA ha dichiarato che tale equipaggiamento: “consiste dei seguenti articoli: il Videometer Target assembly; retroriflettori laser; contenitori per i vecchi retroriflettori laser; due antenne per le comunicazioni; e diversi cavi.”
Inoltre la capsula trasportava l’equipaggiamento scientifico per l’imminente volo dell’astronauta dell’ESA Andre Kuipers. Specificamente l’hardware per gli esperimenti Arges, HEAT, ProMISS-3, Suit, ETD, Sample and MOT, riguardanti il programma scientifico DELTA dell’astronauta olandese.
A bordo vi era, inoltre, un nuovo esperimento sulle radiazioni denominato Matroshka. Esso consisteva di due “cosmonauti elettronici”, ed aveva come obiettivo quello di misurare le dosi cumulative di radiazioni nel corso dei lunghi voli spaziali.
Un detector verrà posto all’esterno del modulo russo Zvezda durante l’EVA prevista per la fine del mese di Febbraio 2004, da Kaleri e Foale.
“Questo aggeggio ha una forma umanoide, e consiste in una testa ed un torso. Esso è costituito da ossa naturali e da un materiale sintetico simile al tessuto umano. I sensori per la misurazione delle radiazioni verranno posti in varie posizioni chiave all’interno ed all’esterno del manichino, come per esempio all’altezza dello stomaco, dei polmoni, dei reni, del colon e degli occhi. Esso resterà al di fuori dell’ISS per circa un anno. Matroshka è un payload dell’ESA sotto la leadership del DLR, il German Aerospace Centre di Cologna”. Ha riferito l’agenzia.
E’ stato riferito ai giornalisti che il manichino è stato chiamato “Mr Rendo”.

La seconda parte dell’esperimento, il Matroshka-R, consiste in una “bambola” più piccola, che verrà tenuta all’interno della zona abitativa di Aleksandr Kaleri.