[2020-11-17] Vega | SEOSAT-Ingenio & Taranis

Sembra che sia sato un problema grave per VV17


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:no_mouth: :cold_face:


Falllimento confermato
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8 minutes after liftoff of Vega mission VV17, following the first ignition of the engine of the Avum upper stage, a deviation of trajectory was identified, entailing the loss of the mission. Telemetry data analyses are in progress to determine the cause of this failure.

There will be a press conference Tuesday, November 17th, 2020 at 10:00 am Kourou time/2:00 pm Paris time. The call-in number will be provided to the media.

Preso da qui:

Che botta di tristezza. :cry:

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Questa proprio non ci voleva. :angry:

Articolo a firma di Jeff Foust, fresco di stampa su Spacenews:

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Ahia che peccato! :grimacing: :sob:

Se può interessare:

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Nuovo articolo di Marco Zambianchi pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Israel dice che oggi tengono una conferenza stampa alle 2020-11-17T15:00:00Z

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Male dannazione, male …

Inutile dire che con 2 fallimenti su 3 lanci, e sempre a causa di upper stages, qualcosa va decisamente rivalutato/ricalibrato.

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Nel luglio 2019 il problema nacque da un difetto al secondo stadio, mentre stanotte l’anomalia e’ stata causata, secondo le prime info, da un problema al quarto stadio, l’AVUM, che e’ l’unico a propellenti liquidi.

Certamente una batosta che andava evitata in un mercato dei lanciatori medio/piccoli che si fa sempre piu’ affollato.

Detto questo, space is hard.

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Quoto, riquoto e straquoto.

Assolutamente.

Ma come dici giustamente, in un mercato di lanciatori medio-piccoli ormai piuttosto affollato, questi due eventi così ravvicinati creano probabilmente quasi più danno rispetto alla mera perdita dei carichi.

Mi spiace anche e soprattutto perchè di mezzo c’è l’Italia, pur se in questo caso non centri nulla con l’anomalia (a differenza di quella dello Zefiro 23).

In realta’ non lo sappiamo, e personalmente vedo Vega come un vettore europeo, e non italiano, come scritto da tanti sul web in queste ore. Ecco perché i suoi successi, come i suoi fallimenti, andrebbero entrambi considerati europei, pur con meriti e, in questo caso, responsabilità attribuibili a singoli contractor nazionali.

Ribadendo che space is hard, e che sicuramente ci sara’ tempo e modo di raddrizzare questo brutto svarione, la responsabilità delle gioie e dei dolori di Vega ricade inevitabilmente su AVIO, prime contractor italiano, che mette la firma anche sulle componenti costruite fuori dall’Italia.

Chiosa finale: a me ragionare per campanili, specie in sede europea, fa onestamente tristezza. Siamo bravi noi e sono bravi anche gli altri, ciascuno nelle sue specialità. E pistolate ne facciamo noi come ne fanno gli altri, per fortuna, raramente.
E per essere chiari, il campanilismo mi fa tristezza allo stesso modo anche e forse ancora di più in caso di successo. Ogni volta che un progetto spaziale ha anche un solo bullone forgiato nel Belpaese tutti a darsi di gomito gongolanti a parlare di “eccellenze” bullonistiche. Oggi che un altro Vega è cascato, è colpa degli “altri” :man_facepalming: .

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Parole sante.
il fatto che l’industria italiana abbia difficolta’ ad attrarre altre nazionalita’ la vedo come una poverta’ non come un vanto.
Ogni progetto ESA e’ un insieme di nazionalita’ ed industrie europee ( e a volte non solo) .

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Quando un razzo cade, oltre al lanciatore, vanno in frantumi anche i satelliti che trasporta, spesso frutto di anni di lavoro, fatica e sudore.

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Pare siano stati fattori umani.
Alcuni cavi del sistema di controllo (?) erano agganciati in modo improprio causando il tumbling dell’AVUM.

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Per i soldi ci sono le assicurazioni!
Dispiace per il tempo e le energie di chi ci ha lavorato :frowning:
Soprattutto quando sono satelliti legati a progetti di ricerca e non solamente commerciali.

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Sarebbe fantastico se quanto riportato da Jeff Foust fosse pubblicamente disponibile. :confused:
Se la notizia fosse confermata (non che non mi fidi di Jeff) con qualche dettaglio extra, sarebbe davvero una debacle del QA.

Comunque, Jan Woerner si impegna personalmente per fare luce sull’accaduto, giustamente.

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Quindi, poco sotto Jeff conferma che quanto dichiarato da Arianespace si basa sulla telemetria ricevuta.

In sostanza, l’unita’ di guida del quarto stadio AVUM, avendo cavi collegati in modo scorretto, ha ordinato correzioni dell’assetto arrivate all’attuatore sbagliato, e il razzo ha perso il controllo cominciando a girare su se’ stesso. :man_facepalming:

La cosa “buona” in tutto questo e’ che se questo scenario sara’ confermato, non si tratta di un difetto dell’hardware e “basterà” rivedere le procedure per una prima correzione, e forse, in prospettiva, realizzare connettori incompatibili in modo che il la spina di tipo A possa entrare solo nella presa di tipo A, e così via.

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Ha scritto un articolo.

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Interessante la foto di questo tweet, che attenzione non è di fonte ufficiale.
Le due unità guida dei pistoni dell’attuatore sono effettivamente molto simili, se non identiche, quindi i cavi sono presumibilmente meccanicamente compatibili…

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