[2021-03-03] Starship SN10 | 10 km Flight

L’accensione di 3 motori era stata discussa e annunciata, ma lo spegnimento successivo di due e l’atterraggio con solo un motore e’ una novita’ o era stato detto? E’ una sequenza diversa da quella che mi aspettavo. E’ stato quasi in hovering, non pensavo che potesse farlo, e mi chiedo perche’ nei precedenti tentativi hanno usato due motori.

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Nuovo articolo di Marco Zambianchi pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Le traslazioni necessarie a SN10 per centrare il pad.

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Boh, più ci penso, e meno mi piace il fatto che da progetto la Starship debba atterrare con un motore decentrato. Infatti è quello che hanno fatto a partire da SN5. Ma questo, inevitabilmente, porta a un atterraggio storto, o una botta non perpendicolare alla piattaforma. Io, ai tempi di SN5 e SN6 mi immaginavo che Starship sarebbe atterrato con tre motori, ovviamente al minimo. Al limite 2 nel caso di un guasto.
Penso sarà difficile arrivare ad atterraggi tranquilli. Stanno cercando di far appoggiare a terra un bestione più grande del serbatoio esterno dello Space Shuttle, con un solo motore, storto.

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SpaceX ha fatto, di nuovo, la Storia senza dubbio.
La parte più difficile era far toccare il suolo ad una Starship tutta intera e, stavolta, hanno dimostrato che è possibile.
Per quanto riguarda il botto seguente è presto per dire alcunché, l’unica cosa che è certa è che i motori a metalox sono uno sviluppo ancora recente e dunque suscettibile di incidenti.

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SpaceX è soddisfatta del test.

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Alcune zampe di atterraggio non si sono dispiegate correttamente.

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alla faccia! non erano proprio bloccate, forse peggio che non esserci

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La traiettoria di decollo e atterraggio.

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Tutti questi punti sono già stati discussi in Topic precedenti, nel dettaglio, e hanno trovato risposte precise che non vale la pena ripetere ancora qui.

Al di là delle “sensazioni” i passi avanti fatti da spacex a ogni test sono evidenti, così come la loro crescente capacità di scrivere leggi di controllo del movimento di questo bestione.

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Spendo due parole due sulle zampe: guardate il bicchiere mezzo pieno mai mezzo vuoto. Un bestione come SN10 è riuscito “comunque” ad atterrare tutto intero pur con la failure evidentissima di almeno due zampe le quali si sono dispiegate ma non bloccate.

Non voglio fare il fan di SpaceX a tutti i costi ma scusatemi se non è una prova di resilienza del sistema questa…

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Concordo e aggiungo che sebbene sia auspicabile che le zampe siano un sistema ben funzionante, tra i tanti obiettivi di questi test vengono logicamente dopo altri ben più fondamentali come la capacità di gestire la fase dinamica di volo in tutte le sue componenti, e l’atterraggio.

Ripeterei, per evitare la ridiscussione delle stesse cose a ogni balzo, che:

  • Le Starship sono prototipi la cui configurazione è soggetta a numerosi cambiamenti e miglioramenti prima di arrivare al modello definitivo
  • Le zampe, anche a detta di Elon Musk, non sono per niente nella loro configurazione definitiva
  • Il numero e la disposizione dei motori non corrisponde a quella finale. Ciò non toglie che sia necessario acquisire la capacità di controllare finemente il veicolo anche con spinte decentrate
  • I Raptor hanno limiti per quanto concerne l’elasticità di funzionamento: sotto una certa potenza non possono andare e questo giustifica la quota di riaccensione e il numero di motori impiegato, che dipende anche dalla massa molto ridotta di starship in questa fase.

Riassunto: sono prototipi, è atteso che si rompano e che ne servano decine per imparare e perfezionarsi.

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Quoto e concordo in pieno, voglio ricordare che il progresso (quello vero) va avanti sempre per tentativi, fallimenti , rotture e spesso morti. E’ sempre stato così.

Guardando al mondo aeronautico, e lo faccio da un punto di vista privilegiato (non solo per ragioni professionali) ma perché il mio (e di Michael) prossimo libro sarà dedicato agli aerei-X della NASA, l’evoluzione “rapida” dei velivoli implicava sempre la perdita dei prototipi e spesso dei piloti collaudatori.

Agli inizi degli anni 50 del secolo scorso gli americani perdevano in media un pilota collaudatore alla settimana, la qual cosa pur umanamente intollerabile era pienamente accettata nel quadro di sviluppo relativo alla allora Guerra Fredda (ad oggi non si hanno ancora dati certi relativi ai russi).

Questo discorso, ovviamente, non serve a giustificare le “scassate” di SpaceX quanto ad illustrare cosa succede durante un programma di sviluppo sperimentale altamente innovativo qual è Starship/Super Heavy. Anzi, proprio oggi, e proprio grazie all’elevata automazione dei sistemi di controllo possiamo assistere a cuor leggero a spettacolari esplosioni, con tanto di popcorn e patatine, con la consapevolezza che nessuno (sia a terra sia in volo) si è fatto nemmeno un graffio.

Perdonatemi la digressione filosofica (è l’età che avanza) ma la ritenevo doverosa per evitare discussioni di parte o che spaccano in quattro il capello e per cui, giustamente, il nostro @marcozambi ricordava a tutti di evitare di dire e ridire sempre le stesse cose.

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La parte di atterraggio da 6’00 a 6’08 è stata visivamente bellissima, quasi non sembrava realtà (addirittura il lampo di luce a favore di inquadratura)

Molto emozionante :star_struck:

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Mi sono accorto solo ora che probabilmente a causa dell’atterraggio duro il nose cone è leggermente collassato/schiacciato!

Secondo me non è collassato, è semplicemente coperto di brina e non si vede con lo sfondo chiaro del cielo.

Forse non mi sono spiegato bene, intendevo questa parte:

Credits: LabPadre

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penso che sia legato all’esplosione?
Nei video si vede chiaramente il nosecone torcere prima del secondo “liftoff”.

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Si hai ragione!

Ma quello è il “naturale” corrugamento delle lamiere in acciaio, come si vede (ad esempio) nella fusoliera dell’immortale B-52…

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