[2021-04] Sojuz 2.1a | Sojuz MS-18

Date di riferimento

Data di lancio NET 2021-04-01 00:00:00
Finestra di lancio ISTANTANEA

Status attuale

Stato attuale INCERTO
Data / ora CONFERMATA / CONFERMATA
Probabilità -

Rampa di lancio

Nome 31/61 2
Località Cosmodromo di Bajkonur, Repubblica del Kazakistan (KAZ)
Lanci totali 75

Lanciatore

Vettore Sojuz 2.1A1
Produttore Russian Federal Space Agency (ROSCOSMOS)1 2
Fornitore servizi di lancio Russian Federal Space Agency (ROSCOSMOS) (RUS)1 2
Primo volo 2004-11-04
Numero stadi 3
Dimensioni altezza: 46,30 m
diametro: 2,95 m
Peso al lancio 312 t
Spinta al decollo 4.149 kN
Capacità di carico LEO: 7.020 kg
GTO: 2.810 kg
Successi/Lanci totali 21/22 (16 consecutivi)

Ultimo aggiornamento: 2020-12-19 09:54 con AstronautiBOT 6.5.13 - Fonte: LaunchLibrary2 API

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Messaggio riservato alla descrizione della missione.

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La notizia è di oggi (3 novembre) e ha riservato sia sorprese che conferme. La Commissione Interdipartimentale per la Selezione dei Cosmonauti ha ufficializzato la composizione degli equipaggi della Sojuz MS-18:

  • Principale
    • Oleg Novickij, comandante Sojuz MS-18, secondo volo
    • Pëtr Dubrov, primo ingegnere Sojuz MS-18, primo volo
    • Sergej Korsakov, secondo ingegnere Sojuz MS-18, primo volo
  • Riserva
    • Anton Škaplerov, comandante Sojuz MS-18, quarto volo
    • Andrej Babkin, primo ingegnere Sojuz MS-18, primo volo
    • Dmitrij Petelin, secondo ingegnere Sojuz MS-18, primo volo

Dunque sono state confermate e mantenute entrambe le coppie “comandante-primo ingegnere”, mentre Sergej Korsakov ha preso il posto di Andrej Borisenko, il quale IMHO a questo punto volerà molto probabilmente su una Crew Dragon.

Sia Sergej Korsakov che Dmitrij Petelin sono stati selezionati nello Gruppo cosmonauti Roscosmos 16, che comprende oltre a Pëtr Dubrov (che sarà il primo della sua classe ad andare nello spazio) anche la cosmonauta Anna Kikina.

Fonte Roskosmos

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La recente revisione del manifesto di volo ha interessato anche la missione della Sojuz MS-18, specie dopo la NON partenza di Nauka a fine aprile 2021. Oleg Novickij, Pëtr Dubrov e Sergej Korsakov raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale il 9 aprile 2021, quando la loro navicella attraccherà al modulo Rassvet. Ciò permetterà di avere un avvicendamento di 8 giorni con l’equipaggio della Sojuz MS-17 che ritornerà sulla Terra il 17 aprile dopo 185 giorni nello spazio.

L’intricato gioco di incastri, scusate il gioco di parole, prevede che il 25 settembre 2021 il trio della Sojuz MS-18 riposizioni la loro navicella dal boccaporto di Rassvet a quello di Poisk, in previsione dell’arrivo (il 5 ottobre) della Sojuz MS-19. Si tratterebbe del secondo (forse il terzo) redocking dell’anno!

Nei 12 giorni in cui saranno attraccate sia la Sojuz MS-18 che la Sojuz MS-19 avrà luogo la missione di breve durata di 1 o 2 turisti spaziali.

La missione dovrebbe concludersi il 17 ottobre 2021, portando a termine l’Expedition 65 e dando inizio alla Expedition 66.

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Il giorno di Natale, Ria Novosti, citando non meglio identificate fonti dell’industria spaziale, ha riportato la notizia, da prendere con le molle, che sarebbero in corso trattative tra Roscosmos e Axiom Space (badate, non la NASA) per acquistare un posto sulla Sojuz MS-18 per un astronauta statunitense.

Se la cosa andrà in porto a restare a terra sarà Sergej Korsakov, sostituito da Mark Vande Hei, che è stato backup della Rubins sulla Sojuz MS-17 e si è recentemente allenato negli USA con Novickij e Dubrov.

L’articolo aggiunge anche che la NASA non ha nessuna intenzione di acquistare a pagamento altri posti sulla Sojuz; “in futuro gli astronauti [USA] voleranno su Sojuz su base di baratto, in cambio di voli di cosmonauti russi sulle nuove navi americane Crew Dragon e Starliner”. “Dal 2006 - ricorda RIA Novosti - gli Stati Uniti hanno acquistato 72 posti nella navicella Sojuz per oltre 4 miliardi di dollari, il costo di un biglietto per loro è passato da 20 a 90 milioni”.

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Per motivi medici Andrei Babkin (che faceva parte dell’equipaggio di backup della Soyuz MS-18) è stato sostituito da Oleg Artemyev.
Il backup del backup insomma.


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La decisione di escludere lo sfortunato Andrej Babkin dall’equipaggio di riserva della Sojuz MS-18 non deve sorprendere. Infatti era l’unico illustre assente dalle 6 settimane di addestramento al Johnson Space Center organizzato da Roskosmos, a cui hanno partecipato i cosmonauti Oleg Novickij, Pëtr Dubrov, Sergej Korsakov, Anton Škaplerov e Dmitrij Petelin. In questo periodo il quintetto ha ricevuto lezioni teoriche e pratiche sul funzionamento del segmento statunitense e le tute EMU, nonché imparato a reagire alle situazioni d’emergenza.

Guardate bene queste foto: riconoscete qualcuno che non è di nazionalità russa, escludendo ovviamente l’istruttore sulla sinistra? Esatto e proprio l’astronauta statunitense Mark Vande Hei!

Per dover di cronaca, l’addestramento a Houston si è concluso verso il 20 dicembre, quando i cosmonauti sono stati riporti in patria dal Tupolev Tu 204-300 “Sergei Korolev”, un aereo della flotta del Centro di Addestramento Cosmonauti Jurij Gagarin. Roskosmos è orgogliosa di sottolineare che questo è stato anche il primo volo transatlantico per questo aereo in particolare. A quanto pare in passato si utilizzava un mezzo diverso per i viaggi a lungo raggio.

https://www.roscosmos.ru/29720/

(continua…) :arrow_down:

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Ho scritto il post qui sopra per riallacciarmi ad una seconda notizia, stavolta più “fresca”. La campagna vaccinazione contro il COVID-19 a Città delle Stella è iniziata già da più un mese, partendo dal personale che lavora a stretto contatto con gli equipaggi in partenza verso il laboratorio orbitante. I cosmonauti Oleg Artem’ev e Nikolaj Čub sono stati i primi ad aver ricevuto la prima (e anche la seconda) dose del vaccino Sputnik-V.

Oggi, 12 gennaio 2021, TASS ha diffuso un comunicato stampa del Centro di Addestramento Cosmonauti Jurij Gagarin, secondo il quale i cosmonauti Oleg Novickij, Pëtr Dubrov, Anton Škaplerov e Dmitrij Petelin sono stati vaccinati con la prima dose, con la seconda inoculazione prevista il 15 gennaio.

Tra di essi non è citato Sergej Korsakov, possibile indizio che non sarà lui a volare sulla Sojuz MS-18? Se così fosse prenderebbe sempre più consistenza l’ipotesi di un cosmonauta sulla Crew Dragon in autunno, lui a questo punto, e di Mark Vande Hei sulla Sojuz ad aprile.

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Se le Progress non hanno fretta e possono permettersi di arrivare alla Stazione in 2 giorni, così non è per le Sojuz nel 2021. Infatti utilizzeranno lo schema di avvicinamento veloce in 3 ore, ormai affinato e collaudato con successo con diverse missioni Progress e la Sojuz MS-17.

Senz’ombra di dubbio ridurre i tempi di volo è un bonus sia per i cosmonauti ma soprattutto per i turisti spaziali, visto che il viaggio risulterà meno logorante a livello fisico e psicologico. Se si fa partire un cronometro da quando l’equipaggio arriva al Sito 254 e indossa le tute Sokol e lo si ferma quando si aprono i portelli della Stazione, sono trascorse mediamente 10/15 ore.

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