Come hanno detto gli stessi ingegneri Nauka sarà, almeno per i primi mesi fino a completa integrazione, indipendente dal resto della Stazione e ciò lo rende abitabile fin da subito. Similarmente a Tianhe, Zvezda, Zarja o ad altri moduli della Mir, Nauka dovrà alimentare e ricaricare le sue batterie negli otto giorni di viaggio tra il lancio e l’attracco, le quali sono alla base per il funzionamento del sistema di navigazione.
Inoltre non dimenticare che il segmento russo non produce più corrente elettrica sufficiente per soddisfare il suo fabbisogno giornaliero! Infatti riceve quotidianamente in “prestito” energia dai pannelli fotovoltaici del segmento statunitense.