Tory Bruno ha confermato in conferenza stampa che questo specifico problema e’ stato osservato almeno altre 4 o 5 volte in precedenza.
E’ vero che hanno un modo per “mitigare” in caso di lanci satellitari, ma il fatto che questo problema si ripeta relativamente di frequente forse segnala una “debolezza” di Centaur che a un certo punto ULA dovra’ affrontare in modo piu’ radicale, dato che questo secondo stadio e’ anche usato con Vulcan. Ma qui scivolo OT…
On May 11, the ULA team successfully replaced a pressure regulation valve on the liquid oxygen tank on the Atlas V rocket’s Centaur upper stage. The team also performed re-pressurization and system purges, and tested the new valve, which performed normally.
Starliner teams are working to resolve a small helium leak detected in the spacecraft’s service module traced to a flange on a single reaction control system thruster. Helium is used in spacecraft thruster systems to allow the thrusters to fire and is not combustible or toxic.
L’11 maggio, il team dell’ULA ha sostituito con successo una valvola di regolazione della pressione sul serbatoio dell’ossigeno liquido sullo stadio superiore Centaur del razzo Atlas V. Il team ha inoltre eseguito la ripressurizzazione e lo spurgo del sistema, nonché testato la nuova valvola, che ha funzionato normalmente.
I team di Starliner stanno lavorando per risolvere una piccola perdita di elio rilevata nel modulo di servizio del veicolo spaziale, localizzata sulla flangia di uno dei propulsori del sistema RCS. L’elio viene utilizzato nei sistemi di propulsione dei veicoli spaziali per consentire l’accensione dei propulsori e non è combustibile o tossico.
Nuovo rinvio legato alla perdita di elio nel sistema RCS della capsula.
Il tempo aggiuntivo consente ai team di valutare ulteriormente una piccola perdita di elio nel modulo di servizio della navicella spaziale Boeing Starliner rintracciata in una flangia su un singolo propulsore del sistema di controllo della reazione. I test di pressione eseguiti il 15 maggio sul sistema di elio della navicella hanno mostrato che la perdita nella flangia è stabile e non rappresenterebbe un rischio a quel livello durante il volo. I test hanno inoltre indicato che il resto del sistema di propulsione è sigillato efficacemente lungo l’intero modulo di servizio. I team Boeing stanno lavorando per sviluppare procedure operative per garantire che il sistema mantenga capacità prestazionali sufficienti e un’adeguata ridondanza durante il volo.
Questa ingegnere del JSC risponde che le valvole sono state leggermente modificate e sono state tenute in considerazione le proprietà dei materiali. Il periodo di garanzia delle valvole arriva fino al 3 giugno, ma è possibile estenderlo di ulteriori 10 giorni.
Vale la pena notare che al momento in cui scrivo ne’ NASA ne’ Boeing menzionano la cosa sui loro siti ufficiali dedicati alla missione.
Il comunicato che tutti i principali giornalisti hanno messo sui social come immagine non e’ arrivato tramite i canali web cui noi babbani abbiamo accesso. Non il top a livello di comunicazione. Non cambia niente eh, ma meh.
Non esattamente, mi riferisco proprio al testo che sta alla base dei vari tweet in giro, di cui sono andato a cercare la fonte. Il testo e’ identico per tutti, e in sostanza dice che rinunciano a lanciare il 25 e faranno sapere piu’ avanti quando, ma non appare in nessun sito istituzionale.
Per abitudine cerco sempre di riscontrare fonti terze con quelle ufficiali, e a sto giro ho fatto cilecca.
Probabilmente e’ arrivato via email o altro ai soli giornalisti accreditati.
Niente di che, ma data l’attenzione attorno a questo volo e l’atmosfera di sfiducia generale, l’attenzione alle comunicazioni pubbliche di questa missione secondo me e’ particolarmente importante.
Quello che sto cercando di dire è che è possibile che magari la decisione non fosse veramente ancora stata presa a livello formale dal programma e che magari questo è il motivo per cui non ci fossero comunicazioni ufficiali in merito
Di solito c’è una raccomandazione dai team che deve passare all’SSPCB per approvazione, ma in qualche modo diventa pubblica attraverso le fonti interne che leakano verso i social prima che venga approvata dal programma (e quindi in realtà comunicano qualcosa di non vero, pur di avere un po’ di attenzione mediatica). Di solito l’SSPCB approva la raccomandazione e quindi arrivano anche le comunicazioni ufficiali in linea con le leak, ma qualche volta tiene la decisione on hold perché richiede dei chiarimenti, e qualche altra volta decide diversamente dalle raccomandazioni, e questo è la causa dell’apparente ritardo della pubblicazione attraverso i canali ufficiali…
Adesso la decisione è stata presa, e di conseguenza sono arrivate le comunicazioni ufficiali
La conferenza è stata super interessante e super tecnica, l’hanno preparata molto bene. E’ durata un’ora e mezza perché continuavano ad arrivare domande, quindi suggerisco di leggere gli articoli che usciranno dalle testate più tecniche.
Fondamentalmente i problemi sono stati 3:
La valvola del Centaur. L’hanno cambiata, ma per farlo hanno dovuto depressurizzare i serbatoi e alzare con una gru leggermente la capsula per poter accedere alla valvola e analizzarla. Questo ha richiesto del tempo.
Il leak dell’elio. Qui sono andati molto sul tecnico. Mentre lavoravano sulla valvola hanno scoperto una piccolissima fuoriuscita di elio (7 psi/minuto) da un collettore che raccoglie varie linee che portano elio, carburante, tetrossido di azoto ai thruster e questo ha causato il ritorno al VIF dell’Atlas. Non ci si può però esporre a questi vapori, quindi hanno condotto analisi che hanno richiesto ulteriore tempo. Sembra che la parte incriminata sia una guarnizione difettosa, che a causa delle manipolazioni dovute ai controlli, ha anche peggiorato la quantità di elio fuoriuscito arrivando a 50/70 psi/minuto. Questo valore è ben al di sotto dei limiti (che arrivano a 100 volte tanto), perciò tutto ciò che possono fare in questo senso è tenerlo monitorato. La cosa positiva è che ora sanno che c’è, sanno dove guardare e come tenerlo monitorato. Lo faranno durante tutta la durata della missione.
Infine, i due problemi precedenti hanno portato a una verifica globale del sistema dei propellenti, e questa analisi ha portato ad una ulteriore scoperta: hanno trovato una vulnerabilità nel design che per alcuni rarissimi casi di anomalie (lo 0,77%) impedisce di avere ridondanza nel deorbit burn. Hanno già diversi scenari per il deorbit burn: l’accensione di 4 OMAC thruster (Orbital Maneuvering and Attitude Control system) oppure l’accensione di solo 2 OMAC in tempi diversi oppure ancora l’accensione di 8 RCS jets. In questo caso, se dovesse esserci una di quelle anomalie che ricade nello 0,77% delle probabilità, non c’è ridondanza per il deorbit burn.
Per quanto riguarda la limited life delle componenti del razzo, invece, dicevano che non è tanto quello il problema quanto tutti i vari test che bisogna fare su base regolare. Questi test scadrebbero fra i mesi di giugno e luglio. Ecco perché stanno cercando di lanciare a inizio giugno.
I back-up sono domenica 2, mercoledì 5 e giovedì 6 giugno.