Per aiutare tutti nella comprensione, il primo dei due portelli è quello incernierato nello scafo della capsula. Il secondo è ubicato nella copertura aerodinamica di Orion che è parte integrante del complesso sistema di fuga (LAS). Per tanto tra la capsula e il guscio esterno si forma un’intercapedine (o vestibolo) che deve essere ventilata con azoto per scongiurare pericolosi ristagni di idrogeno.
Montaggio di uno dei pannelli dell’ogiva e in particolare l’allineamento tra l’apertura della carenatura aerodinamica e la capsula Orion. Credit: NASA Library
Per completezza e referenza futura, ecco una disamina di NASA sui componenti chiave di Orion. In particolare per i portelli si menzionano alcune azioni della complessa procedura di chiusura.
Qual è il campo di vista di queste simulazioni dal punto di vista della capsula?
Secondo il press kit della missione alla distanza minima la Luna apparirà come una palla da baseball alla distanza di un braccio, quindi sottenderà un angolo di una decina di gradi. Ma nelle simulazioni la Luna sembra sottendere un angolo molto più grande, quindi forse il fotogramma ha un campo ristretto.
Il press kit parla di palla da basket non baseball.
Sport a parte, se il flyby varia in base al lancio da 9600 km a 6400 km, viene un angolo da 20° a 30°.
Artemis II passerà molto più lontano di Artmemis I dalla Luna. Il motivo è perché La 1 aveva bisogno di cambiare molto di più la traiettoria rispetto alla 2, per rimanere in una quasi orbita. Invece la 2 deve andare a casa.
La 1 è passata a circa 130 km dalla superficie, la 2 passerà a 9000 km circa, la distanza esatta dipende dalla data di lancio.
Ho fatto un po’ di conti togliendo l’accensione del motore di Orion durante il flyby di Artemis I.
Il delta V fornito dalla Luna durante la prima missione è di 1,5 km/s, per la seconda è 0,65 km/s. L’angolo con cui devia la traiettoria, visto dalla Luna (quindi dalla traiettoria iperbolica), e senza considerare l’accensione è di 90° per la prima missione, di 42° per la seconda.
Credit: immagine propria
Plottando le due traiettorie, la blu va quasi dritta, fa una leggerissima curva, la rossa fa una curva a gomito. Al centro della Luna ho messo gli asintoti della traiettoria iperbolica, forse spostarli serve solo a confondere le idee, ma almeno così si vede l’angolo di quanto cambia la traiettoria.
La dimensione della Luna è in scala in questo grafico.
Parole di Isaacman: Saranno ammessi gli smartphone a bordo.
NASA astronauts will soon fly with the latest smartphones, beginning with Crew-12 and Artemis II. We are giving our crews the tools to capture special moments for their families and share inspiring images and video with the world. Just as important, we challenged long-standing processes and qualified modern hardware for spaceflight on an expedited timeline. That operational urgency will serve NASA well as we pursue the highest-value science and research in orbit and on the lunar surface. This is a small step in the right direction. https://x.com/NASAAdmin/status/2019259382962307393
Ma Eric Berger si mette dalla parte dei contractor che devono sottoporre i loro hardware a millemila controlli per essere certificati al volo.
The challenge of qualifying modern technology for spaceflight is real. There are a million ways in which the technology can become mired in the approval process, from radiation characterization of chips to battery thermal and vacuum tests, outgassing concerns, vibe testing, and other qualification concerns. Yes, these requirements exist for a reason. But Isaacman is now telling his team to challenge requirements to ensure they are still needed today. (If you don’t believe this is important, ask any NASA contractor about bloated requirements.)
Forse non per Artemis, ma gli iPhones erano già certificati per la ISS da anni. Come minimo, sono stati usati a bordo da tutti gli astronauti di Axiom.
Gli astronauti della ISS invece forse non usano gli iPhones ma usano gli iPads da almeno dieci anni, ogni astronauta ne ha sempre uno con sé attaccato col velcro alla coscia, è dove guardano la timeline del giorno, guardano le procedure, fanno le videochiamate con terra via Teams, etc. E in più usano molte apps sviluppate apposta dagli esperimenti per gli iPads.
Un’altra app di cui abbiamo parlato è Everywear, che si trova nell’apple store da anni, che usano sulla ISS, usa Axiom e useranno su Artemis.
Per Artemis forse gli iPhones sono più comodi degli iPads, perché non c’è tanto spazio come sulla ISS.
Per quel che riguarda il processo di certificazione per il volo di HW e SW, ci sono coinvolto ogni giorno, e non ho visto nessun cambiamento radicale nelle ultime settimane. Intendiamoci: sono almeno 10 anni che c’è un aggiornamento continuo dei processi di certificazione, appunto allo scopo di semplificare e di eliminare i requisiti inutili, per permettere di ridurre i costi e i tempi necessari per arrivare sulla ISS. E oggi il processo è molto più semplice che 15 anni fa, ma per via di tanti piccoli cambi implementati negli anni, non per un cambio dell’ultimo mese.
Quindi non capisco molto cosa ci sia di nuovo e perché ne stiamo parlando…
Non è ancora ufficiale; ma è un rumore bello forte. Sarebbe un lancio al tramonto. Roba spettacolare se lanciano all apertura della finestra di lancio.
In risposta a questo post di NSF, un utente dice che lanciare il 3 è certamente possibile ma il punto di splashdown varierebbe di molto.
Prendetelo con le molle.