Hanno chiesto un’oretta fa se fosse possibile spegnere le luci delle webcam sui pannelli solari di Orion per poter fare qualche scatto allo spazio profondo (che era fra gli obiettivi di missione). Ne arriveranno tante altre! ![]()
La disamina di Jeff Foust sulla missione Artemis II.
Segnalo questa ripresa semi-professionale molto profonda tra le stelle dello Scorpione con la Orion a circa 300.000 km
https://pixinsight.com/gallery/artemis-ii/index.html
The Artemis II Spacecraft on April 5, 2026 at 01:38 UTC.
The image has a total exposure time of 37.5 minutes (75×30-second exposures). Data acquired from the AstroCamp observatory in Southern Spain.
This image was acquired with the following equipment:
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PlaneWave DeltaRho 350 optical tube assembly
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10Micron GM2000 HPS II German equatorial mount
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Moravian Instruments C5A-150M, 150-megapixel CMOS camera
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Baader R (CMOS-optimized) filter, 65×65 mm
Qui il crop:
Il sempre ottimo conspiracy_slayer su 𝕏 ha messo qualche etichetta, cerchiando in rosso anche quattro oggetti che non sono stelle (vista la lunghezza e direzione simile delle tracce, penso si tratti di qualcosa che proviene da Integrity stessa).
Se questa grafica è corretta, hanno utilizzato solo lo 0.3% del deltaV disponibile su EMS. E ne userano poco di più per le ultime correzioni di rotta per l interfaccia di rientro.
A questo punto mi chiedo: perché non usare il propellente residuo per diminuire la velocità prima dell ingresso in atmosfera, così da sollecitare meno lo scudo termico?
Ho dei dubbi, già il TLI era più di 300 m/s, ma vado a memoria. Di sicuro non 3 m/s.
Uno dei tantissimi aspetti di un volo di test con esseri umani è anche il comfort interno alla capsula. Leggo che i livelli di temperatura e umidità nei primi giorni di missione erano sotto l’ottimale, poi reimpostati per un ambiente più comfortevole.
La temperatura era impostata inizialmente a 23-24°C, ma durante la notte faceva freschino perché non appena spegnevano alcuni riscaldatori, la temperatura scendeva a 18-19°C.
Anche l’umidità era appena sotto quella necessaria per far funzionare bene i filtri per la CO2 (che a quanto leggo funzionano meglio con umidità alta), e poi anche questo parametro è stato re-impostato ad un livello a metà fra il “secco desertico” e l’ “umido Houston”.
Ora mi spiego perché il primo giorno Reid prendeva la scossa da elettricità statica mentre faceva allenamento. Il giorno 2 o 3 è stato poi chiesto agli astronauti di posizionare dei teli umidi sulle pareti di Orion.
La percezione dei colori e la capacità dell’occhio umano di adattarsi sono due aspetti di cui hanno parlato durante il debriefing scientifico.
Se non ricordo male, prima del flyby il team scientifico aveva detto all’equipaggio che spostando leggermente la t-shirt che copriva una delle finestre avrebbero potuto scorgere Luna e Terra. Credo che questa sia una foto scattata in quel momento.
Qui la Luna non appare grigia come nelle altre foto, ma si scorge quella nuance marrone di cui poi gli astronauti hanno parlato, e che ruiscivano a vedere sempre meglio mano a mano che si avvicinavano “It gets browner and browner”. Poi… questa è una foto, quindi entra in gioco anche il bilanciamento del bianco. Però il metallo della finestra di Orion è grigio-argento, e la Luna è marrone. Ma diventa poi grigia quando non abbiamo altri riferimenti.
Victor aveva accennato anche al colore arancione del Kapton che è un pugno in occhio e non aiuta l’occhio umano ad adattarsi. Dal team scientifico lo avevano ringraziato perché potrebbe essere un aspetto di cui terranno conto nelle prossime capsule.
Mi domando se nella Orion ci stiano anche delle tute Axiom per attività extraveicolari o ci sia solo spazio per stipare le ormai iconiche arancioni. Certo quella “tempesta” di meteoroidi l’ho trovata un po’ inquietante, per una base sulla luna un evento simile non penso rappresenterebbe proprio un problema da poco, ma forse anche per quello si parlava di basi sotterranee/interrate (vedasi il progetto per ribaltare una moonship e ricoprirla di regolite).
aggiungo ancora, che se lovell,neil,buzz,young&co non ne hanno visto nemmeno uno di quegli impatti e volavano ad un orbita estremamente bassa, essersi accorti di un simile fenomeno per 4+ volte a distanza di più di 6000 km dalla superficie credo potrebbe essere a maggior ragione fattore di preoccupazione e indagine per le agenzie spaziali.
Ultimo capitolo del mio flusso di ragionamenti per oggi.
Ed entro anche in un terreno minato, portate pazienza.
Mi sono salvata questo tweet in cui questo utente dice che sembra che Christina abbia assistito al “lunar horizon glow” di cui parlava Cernan. Correggetemi se sbaglio, che non mi ricordo bene i dettagli. Cernan, dalla superficie lunare, aveva assistito ad un fenomeno tipo una luminosità verdastra salire dalla superficie, appena prima del tramonto del Sole, giusto? Fenomeno che era stato poi imputato all’elettricità statica delle particelle di regolite che si alzavano da terra (cioè dalla terra della Luna :D).
https://x.com/go4gordon/status/2041601784612081978?s=20
Christina non ha detto questo, ma ha descritto una cosa che potrebbe sembrare simile (video del tweet), questa volta dall’orbita e poco prima che la Terra uscisse da dietro la Luna. PERO’ Christina è stata ben attenta a dosare i termini, e quando ha detto “glow” perché non le veniva altro, ha subitissimo specificato che lo sa che quel termine ha vari significati e non sa se sia quello corretto. Nessuno degli altri ha notato questo effetto.
Lei ha detto, in sostanza, di aver notato qualcosa che assomigliava a polvere in sospensione, molto bassa sulla superficie (motivo per cui non tutti l’hanno captato) poco prima che si mostrasse il centro del “sorriso” della Terra in uscita. Era un grigio diverso, e non si estendeva oltre i limiti di questo sorriso. Ma non è del tutto sicura nemmeno lei, dice che potrebbe essere stato anche un effetto ottico.
Lo scrivo per evitare entusiasmi facili quando qualcuno dirà “Uuuhhh Christina ha visto il lunar horizon glow!” No. O almeno, non si sa.
Secondo gli astronauti Apollo i colori delle Luna vanno da marrone topo a grigio cemento.
Sugli impatti che hanno visto nel lato buio della Luna, confermo che è un’osservazione interessante e che c’è proprio una missione europea in preparazione dedicata esclusivamente a studiare questo fenomeno, LUMIO, e la notizia della settimana scorsa è che il satellite è in fase di implementazione.
Poi vorrei aggiungere che gli impatti visti non sono così tanti. Arriva ogni giorno qualche tonnellata di roba, piccoli meteoroidi di pochi grammi, che sulla Luna sono equivalenti ai meteoriti, visto che non c’è atmosfera. LRO non li vede perché scatta foto, non fa video. Dalla Terra siamo molto lontani e vediamo solo i più energetici. Gli astronauti sono stati abbastanza vicino alla superficie per vedere anche quelli meno energetici e abbastanza lontano per vedere una porzione grande di superficie.
LUMIO sarà a circa 60.000-100.000 km se ho capito bene.
Non credo che le osservazioni degli astronauti cambi la valutazione del rischio su una missione in superficie, questi eventi erano già “matematicamente” noti, ora si è aggiunta la percezione visiva.
Durante il sorvolo della faccia a noi nascosta della luna, nel periodo di blackout , oltre a scattare le bellissime foto dovrebbe esserci anche stata una ripresa TV attraverso le telecamere e filmati con riprese cinematografiche. Speriamo la NASA le pubblichi presto.
La docking ship sarà la USS John P. Murtha (LPD-26).
https://www.marinetraffic.org/vessels/USS-John-P.-Murtha-(LPD-26)/1/368926266/current-position
Come appare un “urine vent” dall’esterno. Appena eseguito.




