25. anniversario di STS-1

Il 12 Aprile sara’ il 25. anniversario del primo volo dello Shuttle. La Kennedy Media Gallery ha messo in linea una serie di foto relative all’evento
https://mediaarchive.ksc.nasa.gov/search.cfm?cat=158
Me lo ricordo ancora bene il lancio, era un sabato o una domenica nel primo pomeriggio. Incredibile no? un tempo mi appassionavo anche alle missioni con equipaggio :wink:

A rivedere le foto mi e’ tornata in mente un’altra cosa: nel pomeriggio del 12 aprile la RAI dedico’ un programma allo Shuttle intervistando il professor Dini dell’universita’ di Pisa (che era amico di mio zio). Ad un certo punto, vedendo l’espressione attonita del giornalista all’ennesimo termine tacnico (si parlava del serbatoio esterno), Dini sbotto’: “ma si’, quel buzzone la’ in mezzo!”

Lo ricordo come fosse ieri.Venerdì 10 Aprile 1981,speciale Rai-1 con Mino Damato e Tito Stagno.Rinvio del lancio a Domenica 12 Aprile.Due giorni dopo Collegamento in diretta da Domenica in.IN pratica in Italia il lancio di STS-1 lo presentò Pippo Baudo.

Lo ricordo come fosse ieri.Venerdì 10 Aprile 1981,speciale Rai-1 con Mino Damato e Tito Stagno.Rinvio del lancio a Domenica 12 Aprile.Due giorni dopo Collegamento in diretta da Domenica in.IN pratica in Italia il lancio di STS-1 lo presentò Pippo Baudo.

A quei tempi i videoregistratori erano ancora un sogno proibito … ricordo che costrinsi mio padre ad immortalare l’evento fotografando ( :scream: ) l’immagine dello storico momento in cui STS-1 toccò la pista di atterraggio. Ho ancora la foto in qualche album, in bianco e nero … fu un giorno incredibile per me, e credo per molti altri appassionati di astronautica :wink:
Vi ricordo che durante la serata del 12 Aprile dedicata alla Yuri’s Night, Maxi terrà una miniconferenza su questo storico primo volo dello Shuttle. Fate riferimento al programma postato nell’apposita sezione.

Come non ricordare quello storico giorno… visto che i VCR non esistevano ancora (coem ha giustamente segnalato Spacewalker) io, che all’epoca avevo la passione per il super8 mi piazzai di fonte al televisore e ripresi quindi il lancio in pellicola!!!
Roba da pazzi!!

Un pò vi invidio… io avevo 8 anni ed il “morbo” non mi aveva ancora contagiato… preferivo i microscopi alle astronavi!

Ma in fondo vi rendete conto che è una cosa incredibile? lo Shuttle vola da ben 25 anni!! Sarebbe come se nel 1984 fosse stata ancora operativa la capsula Mercury!

Ma in fondo vi rendete conto che è una cosa incredibile? lo Shuttle vola da ben 25 anni!! Sarebbe come se nel 1984 fosse stata ancora operativa la capsula Mercury!

:scream: :scream: Già … incredibile ! Chissà che tipo tuta avrebbero impiegato gli astronauti per viaggiare in una ipotetica capsula Mercury ammodernata, nel 1984? :roll_eyes:

Come non ricordare quello storico giorno... visto che i VCR non esistevano ancora (coem ha giustamente segnalato Spacewalker) io, che all'epoca avevo la passione per il super8 mi piazzai di fonte al televisore e ripresi quindi il lancio in pellicola!!! Roba da pazzi!!

Spero che tu abbia trovato il modo di riversare il tuo video Super8 su una VHS … o meglio ancora su DVD … in modo da vederlo alla conferenza :roll_eyes: [-o<

Ma in fondo vi rendete conto che è una cosa incredibile? lo Shuttle vola da ben 25 anni!! Sarebbe come se nel 1984 fosse stata ancora operativa la capsula Mercury!

Si…!
Oppure come se la Soyuz fosse ancora operativa dopo 39 anni !
Ops! Ma lo è…!

(perdonate… battuta…)

Ma in fondo vi rendete conto che è una cosa incredibile? lo Shuttle vola da ben 25 anni!! Sarebbe come se nel 1984 fosse stata ancora operativa la capsula Mercury!

Si…!
Oppure come se la Soyuz fosse ancora operativa dopo 39 anni !
Ops! Ma lo è…!

(perdonate… battuta…)


Certo,ma solo perchè è crollata l’ex Unione Sovietica.Il vero miracolo è piuttosto che negli anni 90 i Russi abbiano continuato ad avere un programma spaziale.In realtà sia i Russi,sia gli Americani non pensavano ad un uso così prolungato dei loro mezzi spaziali.Secondo i piani originari lo Shuttle avrebbe dovuto avere una vita operativa di circa dieci-quindici anni,per poi essere sostituito da una navetta di nuova generazione (lo Shuttle fase-2,o addirittura un Orbiter SSTO).Per quanto riguarda i Sovietici,negli anni 70 programmavano di passare dalla Soyuz al TKK entro il decennio successivo.In seguito si preferì mantenere in linea la Soyuz,migliorandola e modernizzandola fino all’avvio dei voli della navetta Buran (la Soyuz sarebbe rimasta in linea ancora qualche anno,svolgendo compiti analoghi al progettato X-38 Americano).Dopo il crollo dell’URSS i Russi continuando con la Soyuz hanno fatto di necessità virtù.Per gli USA è diverso;vi è stata una pessima programmazione,scelte sbagliate,probabilmente la mancanza di una salda guida politica.Ammettiamolo,fa un pò impressione pensare che il primo volo dell’Orbiter è avvenuto ben venticinque anni fa,un lasso temporale ben maggiore di quello intercorso dal volo suborbitale di Shepard a quello di Young e Crippen.

Se si analizza la cosa dal punto di vista aeronautico, piuttosto che da quello spaziale, non si resta poi così sorpresi.
Prendiamo, ad esempio, lo straordinario Boeing 747 che ha volato per la prima volta nel 1969 e che è tuttora in produzione (anche se a breve sarà soppiantato dal 777).
Dal punto di vista della longevità il caso più eclatante è quello del Douglas (attualmente Boeing-MDD) DC3 che ha volato per la prima volta nel 1935, ha combattuto la II Guerra Mondiale (nonché in Corea, in Vietnam ecc.) come C47 ed è ancora in servizio presso molte compagnie di volo!!!

Pensate ne furono costruiti oltre 30.000 esemplari (tra civili e militari) e ne risultano in servizio attivo (ad oltre 70 anni dal primo volo) oltre 200.
Recentemente un mio amico è stato in Venezuela in vacanza e per spostarsi dalla capitale ad un arcipelago di isole vicine ha utilizzato proprio un DC3…

Archipeppe è possibile,ovviamente a grandi linee,indicare dopo quanti anni un sistema di trasporto spaziale può considerarsi obsoleto? Quale avrebbe dovuto essere a tuo giudizio l’ideale arco di operatività temporale dello Space Transportation System (STS)?

Domanda a cui, oggettivamente, è difficile dare una risposta. Nel senso che se un sistema spaziale è ben progettato, e sufficientemente flessibile da un punto di vista progettuale (il caso della Soyuz vale davvero per tutti) non ci sono motivi validi per cui non debba restare in servizio per tempi molto lunghi.

E’ vero che esiste una differenza fondamentale tra la Soyuz e lo Shuttle: ad ogni lancio viene impiegata un esemplare nuovo di zecca, mentre lo Shuttle è solo “ricondizionato”.

Anche così se il sistema STS non avesse mostrato una serie di pecche progettuali, di soluzioni manutentive sbagliate e di costi ricorrenti molto alti, non ci sarebbero motivi per non tenere ulteriormente in servizio lo Shuttle, specie se inizialmente fossero stati costruiti più esemplari.

Un sistema diventa obsoleto quando è tecnicamente superato, quando è economicamente controproducente e quando esiste (o è in fase di sviluppo) il suo immediato successore.

Per lo Shuttle valgono le prime due istanze, mentre per la terza (mi perdonino i fan del CEV, ma questo non nasce per sostiuire lo Shuttle visto che si tratta di due veicoli tipologicamente MOLTO diversi) ancora non si sono verificate le condizioni.

Si, archipeppe, condivido in pieno la tua valutazione.
Nel caso dello Shuttle vale la pena solo accennare che una delle conseguenze positive della sua lunga permanenza in servizio è l’enorme bagaglio di esperienza acqusito (ed in acquisizione) per quanto concerne l’usura degli elementi dell’orbiter, sia strutturali, sia elettronici (ricordo il thread sulla formazione di “baffi” in leghe particolarmente pure utilizzate per le piedinature dei microchips).

Un criterio forse utilizzabile nel contesto della domanda di Carmelo è il rapporto tra il numero di lanci programmati per ogni orbiter rispetto al totale di quelli programmati.
Ogni orbiter era stato progettato per sostenere circa 100 voli.
Nell’ottimistico contesto del manifesto lanci precedente la tragedia del Challenger, ogni navetta avrebbe dovuto sostenere circa 6 lanci all’anno.
Ergo ne deduciamo una vita “possibile” delle navette di circa 15/16 anni.

Al proposito si legga qui:

Chapter 8 - PRESSURES ON THE SYSTEM

With the 1982 completion of the orbital flight test series, NASA
began a planned acceleration of the Space Shuttle launch schedule.
One early plan contemplated an eventual rate of a mission a week, but
realism forced several downward revisions. In 1985, NASA published a
projection calling for an annual rate of 24 flights by 1990. Long
before the Challenger accident, however, it was becoming obvious that
even the modified goal of two flights a month was overambitious.

In establishing the schedule, NASA had not provided adequate
resources for its attainment. As a result, the capabilities of the
system were strained by the modest nine-mission rate of 1985, and the
evidence suggests that NASA would not have been able to accomplish the
14 flights scheduled for 1986. These are the major conclusions of a
Commission examination of the pressures and problems attendant upon
the accelerated launch schedule.

FINDINGS

  1. The capabilities of the system were stretched to the limit to
    support the flight rate in winter 1985/1986. Projections into the
    spring and summer of 1986 showed a clear trend; the system, as it
    existed, would have been unable to deliver crew training software for
    scheduled flights by the designated dates. The result would have been
    an unacceptable compression of the time available for the crews to
    accomplish their required training.

  2. Spare parts are in critically short supply. The Shuttle program
    made a conscious decision to postpone spare parts procurements in
    favor of budget items of perceived higher priority. Lack of spare
    parts would likely have limited flight operations in 1986.

  3. Stated manifesting policies are not enforced. Numerous late
    manifest changes (after the cargo integration review) have been made
    to both major payloads and minor payloads throughout the Shuttle
    program.

    Late changes to major payloads or program requirements can require
    extensive resources (money, manpower, facilities) to implement.

    If many late changes to “minor” payloads occur, resources are
    quickly absorbed.

    Payload specialists frequently were added to a flight well after
    announced deadlines.

    Late changes to a mission adversely affect the training and
    development of procedures for subsequent missions.

  4. The scheduled flight rate did not accurately reflect the
    capabilities and resources.

    The flight rate was not reduced to accommodate periods of
    adjustment in the capacity of the work force. There was no margin in
    the system to accommodate unforeseen hardware problems.

    Resources were primarily directed toward supporting the flights
    and thus not enough were available to improve and expand facilities
    needed to support a higher flight rate.

  5. Training simulators may be the limiting factor on the flight rate:
    the two current simulators cannot train crews for more than 12-15
    flights per year.

  6. When flights come in rapid succession, current requirements do not
    ensure that critical anomalies occurring during one flight are
    identified and addressed appropriately before the next flight.

(Fonte: The Presidential Commission on the Space Shuttle Challenger
Accident Report, June 6, 1986 p.164, p.176)

.Il vero miracolo è piuttosto che negli anni 90 i Russi abbiano continuato ad avere un programma spaziale.

Il miracolo in parte si spiega con l’apertura da parte degli Americani dell’ISS ai Russi. Il disegno strategico di Clinton e Goldini, che di quell’apertura furono gli artefici, era quello di mantenere impiegati gli ingegneri spaziali russi, che altrimenti sarebbero finiti a lavorare ai programmi missilistici dei paesi del terzo mondo. Da queto punto di vista l’ISS e’ stato un successo

Se non ricordo male (se non fosse avvenuta la tragedia del Columbia) i piani della NASA erano di upgradare la flotta degli shuttle fino a farla arrivare all’anno 2020. In questo modo la NASA avrebbe avuto più tempo per sviluppare un successore degno di questo nome (altro che CEV…)

fonte: http://www.spaceref.com/news/viewsr.html?pid=9077

Se questo piano fosse andato in porto la vita operativa dello shuttle sarebbe stata di quasi 40 anni!!

Si esatto.Prima dell’incidente del Columbia il piano era di mettere in linea L’OSP (Orbital Space Plane),che sarebbe stato una specie di X-38,e mantenere lo Shuttle come “camion spaziale” per trasportare grossi carichi fino al 2020 ed oltre.

A questo punto, parlando di longevità dei sistemi aerospaziali, vi ricordo un caso senza precedenti: quello del Boeing B 52.

Il B 52 fu sviluppato all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando il cambio di scenario, impose missioni intercontinentali per raggiungere l’URSS.

Il progetto è stato avviato nel 1948, ed il primo esemplare (XB 52) ha volato per la prima volta nel 1952.

L’ultimo esemplare (B 52H) è uscito dalla catena di montaggio della Boeing nel 1962.

Il B 52 ha combattuto nel Vietnam e nelle due guerre del Golfo ed è tuttora in servizio in circa 80 esemplari.

L’USAF ha commissionato uno studio con il quale si dimostra che il B 52 può rimanere i servizio (con delle opportune modifiche) fino al 2040.

A conti fatti ci troveremmo davanti ad un caso (senza precedenti) di un velivolo che avrebbe una carriera operativa di circa 90 anni!!! Senza considerare che gli stessi esemplari sarebbero rimasti in servizio ininterrotto per oltre 70 anni combattendo (al momento e si spera si fermino qua) ben tre guerre.

Meditate gente, meditate…

Ieri ed oggi. http://www.floridatoday.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20060408/NEWS02/604080317 P.S. John Young sembra Don Backy!