28/1/1986


#1


il mio ricordo


#2

la copertina di TIME



#3

trent’anni, oggi


#4

1986/01/29. La triste rassegna stampa del giorno dopo la tragedia della navetta Shuttle " Challenger"



#5

il time lo ho come reliquia


#6

Pensando a quel triste giorno e a quel che successe, con nel cuore i sette astronauti che perirono, mi viene sempre da pensare a come sarebbe stato il programma Shuttle se non ci fosse stato l’incidente. Per quell’anno erano state programmate ben 16 missioni, tra cui anche la prima che sarebbe partita dallo SLC-6 e la prima, per uno Shuttle, in orbita polare.


#7

IMHO sarebbe successa la stessa cosa qualce lancio dopo.

Forse quello che intendi tu è pensare a come sarebbe stato il programma Shuttle se avesse funzionato come avrebbe dovuto secondo i sogni di chi l’ha concepito.
Ma questo è ben diverso da quello che era la realtà. Quell’incidente è successo perché si stava tirando un sistema a mantenere un ritmo che non era sostenibile da esso per come era fatto, e l’unico modo per mantenere quel ritmo era ignorare certe cose che la cautela avrebbe portato a considerare. Il che significa che prima o poi l’incidente sarebbe capitato


#8

E’ possibile.
Prima o poi,anche diversi anni dopo, in qualche lancio invernale…
Certo però che quel giorno finì quella che io chiamo l’età dell’oro dello Shuttle; dopo non fu più la stessa cosa.


#9

Non è vero caro amico, guardiamo a quello che il programma Shuttle ha effettuato dopo quel tragico 28 gennaio. Lancio di sonde verso il nostro sistema solare, (Magellano verso Venere, Ulysses verso Giove), lancio del Telescopio Hubble e soprattutto la costruzione dell’ISS. Come direbbe un mio collega comico qualche anno fa… <<Scusa se è poco!>>


#10

Si,hai ragione,
Io parlavo di un certo clima irripetibile,che chi ha vissuto quei tempi ricorderà certo.
Si aveva la sensazione che il futuro stesse cominciando,che l’accesso in LEO fosse divenuta routine,che la stazione spaziale,lo Shuttle-C, le altre navette, l’ Europea e la Giapponese,fossero lontane solo pochi anni.
Dopo,malgrado i grandi step del programma STS ,non sarà mai più lo stesso.


#11

Anche se, per essere precisi, già prima dell’incidente gli stesdi tencici NASA avessero rilasciato dichiarazioni del tipo
“Pensavamo di avere un cavallo di razza ed invece abbiamo un cammello”


#12

Giusta la tua prima affermazione! Cosa sarebbe stato il programma Shuttle se avesse funzionato come previsto?

Anch’io ho sempre pensato che, prima o poi, anche se quel maledetto giorno non fosse avvenuto l’incidente del Challenger, ci sarebbe stato un incidente grave che avrebbe dato una battuta d’arresto allo Shuttle.


#13

Se la fortuna ed il calcolo delle probabilità ci avessero risparmiato il disastro del Challenger (e poi quello del Columbia)?

Beh,avremmo avuto Hubble in orbita con alcuni anni di anticipo (ed una missione in più per John Young), avremmo avuto lanci dello Shuttle da Vandemberg per conto del Dipartimento della Difesa,avremmo continuato ad avere per un pò voli STS con payload commerciali (finche non si sarebbero resi conto che i razzi a perdere sono più economici),forse avremmo avuto missioni di recupero di satelliti in avaria (finche non si sarebbero resi conto che costruirne e lanciarne un altro nuovo di zecca è più economico).
Avremmo avuto lanci di sonde e satelliti dalla stiva dello Shuttle.
Certi parametri di prudenza sarebbero stati valutati in modo diverso,quindi mezzi come l’MMU (il famoso “zaino spaziale”) avrebbero probabilmente trovato ancora uso.
Circa la stazione Freedom i difetti stavano in una certa indeterminatezza della progetto e nel fatto che veniva scalato sempre più grande e complesso;quindi credo che alla fine sarebbe stato cancellato in ogni caso.
Dubito si sarebbe realizzato anche lo Shuttle-C, tanto più che senza 'incidente del Challenger il rateo dei voli dello Shuttle si sarebbe mantenuto alto (anche se non di 14 voli l’anno come previsto nel 1985).
Indipendentemente dal fatto se alla fine si sarebbe realizzato o no,senza l’incidente del Challenger il progetto della navetta Hermes sarebbe proceduto in modo più spedito,evitando gli anni di riprogettazione per creare una cabina in grado di staccarsi in caso di emergenza (progetto poi abbandonato per più convenzionali sedili eiettabili).
Infine,senza l’incidente del Challenger e del Columbia,gli Shuttle volerebbero ancora: prima della tragedia del Columbia si pensava di utilizzarli almeno fino al 2020-2025,se non fino al 2030 (sia pur affiancati da un altro mezzo manned;un piccolo spazioplano o una capsula).


#14

Marzo 1986: in questi giorni, trenta anni fa, il ritrovamento dei resti dello sfortunato equipaggio del Challenger! :cry: