A TORINO APRE EXPERIMENTA

Viaggio nell’universo invisibile
A TORINO APRE EXPERIMENTA E SVELA I SEGRETI DELLE MACCHINE DI TUTTI I GIORNI IN OGNI TV E’ RACCHIUSO UN ACCELERATORE DI PARTICELLE E NESSUNO LO SOSPETTA

5/7/2006

TUTTI parliamo al telefonino, navighiamo in Internet, scambiamo e-mail, viaggiamo in auto (magari assistiti dal navigatore satellitare), ascoltiamo CD, guardiamo la tv e Dvd, scaldiamo il pranzo nel forno a microonde. Ma chi potrebbe dire esattamente come funzionano queste «macchine» che accompagnano la nostra vita quotidiana? Quasi sempre per noi sono scatole nere. Sappiamo che cosa vi entra e che cosa ne esce. Il resto è un grande punto interrogativo. Le tecnologie migliori, dicono i progettisti industriali, sono quelle che manco ci accorgiamo di usare. Ma è proprio vero? «Experimenta», mostra scientifica organizzata a Torino dall’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, quest’anno propone ai visitatori un «viaggio nelle tecnologie invisibili» tra presente e futuro prossimo. E l’idea ispiratrice è che dovremmo essere ben consapevoli di queste «macchine», se vogliamo davvero padroneggiarle e non esserne dominati. Telecomunicazioni, auto e trasporti, apparecchi domestici, strumenti al servizio della medicina, rapporto tra invenzioni e natura, applicazioni pratiche di soluzioni escogitate per l’esplorazione dello spazio sono i temi principali affrontati lungo il percorso che si snoda tra i padiglioni del Parco Michelotti su 35 mila metri quadrati con il contributo di partner come Telecom, Fiat Group, Centro Ricerche Fiat, Alcatel Alenia Space e Raitre. La formula è sempre la stessa: sperimentare con le proprie mani, divertirsi, capire e, alla fine, imparare qualcosa di nuovo. La più importante rivoluzione - anche culturale - degli ultimi vent’anni è il passaggio dall’analogico al digitale. Digit, parola inglese di ascendenza latina - digitus, dito - significa numero: del resto i primi calcoli si fanno sulle dita. Bene. Voce, musica, testi, dati, immagini fisse o in movimento: tutta la comunicazione oggi viaggia sotto forma di numeri. Cifre binarie, formate da sequenze di zero e uno. L’alfabeto del computer. E’ stata questa trasformazione, fondamentale ma nascosta, a rendere possibile la rete di Internet e dei cellulari, a moltiplicare i canali televisivi, a comprimere la musica nei lettori MP3 o a farcela ascoltare in alta fedeltà con i CD, a far stare in un dischetto argentato un’intera biblioteca, l’Enciclopedia Britannica o un film con tanto di backstage. Per questo il viaggio di «Experimenta» nelle tecnologie invisibili inizia fissando bene la differenza tra mondo analogico e mondo digitale, anche con l’aiuto di un test e con un divertente momento di cabaret delle Sorelle Suburbe. L’auto, e più in generale i trasporti, sono essenziali nella vita moderna. Una vettura media è composta di 15 mila pezzi, è percorsa da 4,5 chilometri di cavi e costa in media 11 euro al chilo. Incredibilmente poco, se si pensa alla complessità dell’insieme. «Experimenta» alza il cofano e svela materiali a memoria di forma, «intelligenti», riciclabili. Led al posto delle vecchie lampadine. Spiega gli ultimi ritrovati in fatto di sicurezza. Ci fa scoprire le 30 centraline computerizzate - 90 sulle auto di gamma superiore - che costituiscono il cervello della vettura. Prefigura il dialogo, per adesso ancora limitato al Telepass, che presto si instaurerà tra l’auto e la strada. L’idrogeno come vettore energetico è un capitolo a sé, sul quale Regione Piemonte e Fiat investono molto. «Experimenta» cerca di delineare il futuro all’idrogeno, che è attraente ma irto di problemi: costi da abbattere, rete di distribuzione, sicurezza. Discorso che si ricollega a quello complessivo dell’energia, bene sempre più prezioso: i tre kilowatt messi a disposizione dalle prese elettriche sparse nella nostra casa equivalgono al lavoro di 30 campioni di ciclismo, che pedalino per noi 24 ore su 24, in modo da alimentare quella ventina di motori elettrici che si nascondono nel frigo, nella lavatrice, nell’aspirapolvere, anche dietro la ventola che raffredda il computer. Infine, un’altra curiosità di Experimenta è il modello di acceleratore di particelle offerto dall’Infn. I fisici li usano per studiare l’atomo. Tutti a casa ne abbiamo uno: il tubo catodico, lo schermo della tv. Altra tecnologia invisibile.

da La Stampa Web