Acquaponica nello spazio

Torno sull’argomento “Agricoltura nello spazio” per proporvi alcune mie considerazioni e un esperimento, che, spero, possa essere interessante e coinvolgere almeno qualcuno di voi.

Dunque, di cosa parlo?

Parlo di acquaponica, un sistema di agricoltura senza l’uso del terreno, ma che prevede l’immersione delle radici delle piante da coltivare in acqua, tramite un substrato inerte.

Immagino avrete sentito parlare di idroponica.
Ebbene, l’acquaponica e’ un’evoluzione dell’idroponica, che non utilizza come fertilizzanti prodotti chimici, ma le deiezioni animali (generalmente pesci) opportunamente trattate.

Ai fini di coltivazione per fornire alimenti freschi in basi su altri pianeti o lune penso potrebbe essere interessante.

Allevare pesci, e sto parlando di pesci di piccole dimensioni (naturalmente di specie edibili), che si possono nutrire di fito e zoo plancton (immagino facilmente riproducibile), ed utilizzarne le deiezioni per coltivare vegetali potrebbe essere una base di partenza.

Ebbene, l’esperimento che propongo si indirizza a chi di voi, come me, ha in casa un acquario d’acqua dolce per pesci tropicali.

Si tratta dunque di tentare di coltivare qualche vegetale facendo uso solo dell’acqua dell’acquario e di luce artificiale, per simulare almeno in parte le condizioni che futuri astronauti potranno trovare su Luna e Marte.

Continua…

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Attualmente sto conducendo il mio primo esperimento.

Nel dicembre 2020 ho implementato il mio vecchio Euraquarium 990, al quale avevo gia’ tolto il coperchio ormai distrutto dal tempo (l’avevo acquistato nel 1990 e sempre tenuto in funzione) sostituendo l’illuminazione con due plafoniere led, con parte di un mini-impianto idroponico acquistato in rete.

Non sapendo cosa fosse meglio coltivarci, ho provato utilizzando un kit di semi utilizzato in altra tipologia di impianto idroponico.

Inizialmente sembrava andare tutto a gonfie vele.
Tutti i semi avevano germogliato, con mio grande stupore.

Purtroppo nel tempo le cose sono peggiorate.
Posso dire che il risultato del primo esperimento puo’ definirsi “disastro totale”, ma per il momento non lo concludo e proseguo ad osservarne l’evoluzione, riservandomi in futuro di tentare qualche cambiamento.

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Ecco l’acquario in questione:

Questo l’impianto idroponico utilizzato:

Qui in dettaglio:

Beh… purtroppo su ben 18 piantine iniziali solo tre si sono salvate, di cui due in via di dipartita :sob:

Al momento non ho idea da cosa possa dipendere.
Impianto luci non adatto, troppo distante/vicino?
Alimentazione insufficiente o non ben disponibile (acqua troppo alcalina)?

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