Agricoltura nello spazio

Posto qui questo interessante, secondo me, argomento che, credo, ancora non sia stato trattato nel forum. Poi Marco mi dirà se il luogo è adatto o meno. Avrei preferito infatti un sottoforum del tipo “altre missioni” anche per i sistemi abitati ma non essendoci… :?
Allora è arrivato l’ultimo numero di Spaceflight in cui appare un interessantissimo articolo sull’agricoltura nello spazio.
Penso che questo sia un interessante punto di partenza per una discussione in tema: che ne dite?
Dal mio punto di vista penso che sia maledettamente importante iniziare a costruire serre sia sulla stazione spaziale (scusate non so se ne esistano od abbiamo già fatto esperimenti in tal senso) sia su future basi (Luna o Marte).
Esisteva qualcosa del genere sulla MIR?
Noi respiriamo aria e questa viene prodotta dalla piante…noi mangiamo anche le piante…quindi perchè non unire le due cose?
Le piante poi potrebbero anche riciclare l’acqua…oltre che rimuovere il CO2 dall’atmosfera…immettendo invece ossigeno!
Penso che l’inserimento di serre sia un passo in avanti perchè l’umanità possa conquistare lo spazio.
Voi che ne dite?
:smiley:

Non c’è dubbio,in una futura base lunare o marziana non potranno assolutamente mancare delle serre idroponiche.Sull’argomento sono state condotte molte ricerche sia dai Russi che dagli Americani.Pare,ma non sono certo della fonte,che il suolo lunare si presti molto bene come terriccio.Se passiamo alla fantascienza molto bello è il film del 1972 “Silent Running” (da noi orrendamente tradotto “2002 la seconda odissea”).La pellicola,molto ben realizzata coniuga i temi dell’ecologia con quelli dell’Astronautica. Trama:“Alcune cupole orbitanti intorno alla Terra, diventata un’unica, grande citta’, ospitano gli ultimi esemplari di flora e fauna terrestri. Dal pianeta viene dato ordine di distruggere i giardini spaziali ma un uomo si ribella, uccide i compagni e lancia l’astronave in una corsa silenziosa nello spazio. Raggiunto dai soccorsi, scegliera’ di morire per consentire all’ultima oasi verde di seguire un’orbita allungata che la riportera’ verso la Terra molti anni piu’ tardi, nella speranza che per allora l’uomo abbia compreso i suoi errori.
In questa pellicola Douglas Trumbull e’ riuscito a realizzare quel Saturno che non gli era stato possibile creare per il 2001 di Kubrick”.
http://www.dvd.it/page/dett/froms/Y/arti/21180/nv/DVD/2002,__la_seconda_odissea.html

In questa pellicola Douglas Trumbull e' riuscito a realizzare quel Saturno che non gli era stato possibile creare per il 2001 di Kubrick". http://www.dvd.it/page/dett/froms/Y/arti/21180/nv/DVD/2002,__la_seconda_odissea.html

Ho il DVD … fanno tenerezza i 2 robottini molto spartani ed inconsapevoli della loro fine… :frowning: Quando lo vidi da piccolo mi fecero impazzire i mezzi elettrici a 6 ruote con cui si spostavano sull’astronave… :wink:

Anche io ricordo bene quel film.
Devo dire che a suo tempo mi fece molta molta tristezza. :frowning:

Molto anni 70,con quel senso immanente di malessere,crisi e fine incombente.Da terra danno l’ordine di distruggere i giardini spaziali perchè i fondi al programma sono stati tagliati.Vi ricorda nulla?

Tornando sull’argomento in questione… perchè sulla ISS non è stato pensato un modulo (o almeno un rack) dedicato alla produzione di ossigeno e cibo per l’equipaggio? Sulla ISS (come sulla MIR e Salyut prima) ci sono stati soltanto esperimenti di coltura di piante più che altro per verificare la crescita e controllare che non vi fossero modificazioni indotte dall’ambiente spaziale (e la microgravità).
Per la base lunare e poi per l’esplorazione marziana, dati i lunghi tempi di permanenza e la distanza (sopratutto per Marte) si dovranno applicare degli ecosistemi chiusi che generino sia ossigeno che cibo per gli astronauti. Quale posto migliore della ISS per iniziare questi test?

Che la storia si ripete??? :roll_eyes:

Non c'è dubbio,in una futura base lunare o marziana non potranno assolutamente mancare delle serre idroponiche.Sull'argomento sono state condotte molte ricerche sia dai Russi che dagli Americani.Pare,ma non sono certo della fonte,che il suolo lunare si presti molto bene come terriccio.Se passiamo alla fantascienza molto bello è il film del 1972 "Silent Running" (da noi orrendamente tradotto "2002 la seconda odissea").La pellicola,molto ben realizzata coniuga i temi dell'ecologia con quelli dell'Astronautica. Trama:"Alcune cupole orbitanti intorno alla Terra, diventata un'unica, grande citta', ospitano gli ultimi esemplari di flora e fauna terrestri. Dal pianeta viene dato ordine di distruggere i giardini spaziali ma un uomo si ribella, uccide i compagni e lancia l'astronave in una corsa silenziosa nello spazio. Raggiunto dai soccorsi, scegliera' di morire per consentire all'ultima oasi verde di seguire un'orbita allungata che la riportera' verso la Terra molti anni piu' tardi, nella speranza che per allora l'uomo abbia compreso i suoi errori. In questa pellicola Douglas Trumbull e' riuscito a realizzare quel Saturno che non gli era stato possibile creare per il 2001 di Kubrick". http://www.dvd.it/page/dett/froms/Y/arti/21180/nv/DVD/2002,__la_seconda_odissea.html

Ragazzi… quante soddisfazioni!
Ancora una volta pensavo di essere l’unico a possedere il DVD di questo Cult!

Vorrei che tornaste sull’argomento che ha dato origine a questo mio post.
Non intendevo parlare di fantascienza ma di scienza!
Avrei centinaia di film e serie televisive da citare ma io desidero avere il vostro punto di vista scientifico altrimenti avrei postato l’argomento su “parole in libertà”.
Grazie a tutti per l’attenzione :smiley:

P.S. ma come mai i miei post vengono sempre travisati e portati da altre parti?

Tornando sull'argomento in questione... perchè sulla ISS non è stato pensato un modulo (o almeno un rack) dedicato alla produzione di ossigeno e cibo per l'equipaggio? Sulla ISS (come sulla MIR e Salyut prima) ci sono stati soltanto esperimenti di coltura di piante più che altro per verificare la crescita e controllare che non vi fossero modificazioni indotte dall'ambiente spaziale (e la microgravità). Per la base lunare e poi per l'esplorazione marziana, dati i lunghi tempi di permanenza e la distanza (sopratutto per Marte) si dovranno applicare degli ecosistemi chiusi che generino sia ossigeno che cibo per gli astronauti. Quale posto migliore della ISS per iniziare questi test?

Torniamo decisamente in argomento :wink:
Maxi, sono d’accordo con te.
Diciamola tutta: la tua perplessità si aggiunge alle tante che tanti appassionati e addetti ai lavori si pongono, perchè ad oggi, al di là delle altisonanti baggianate di alcune press release, nessuno sa bene COSA SI FACCIA sulla ISS.
A testimonianza dell’approccio “barocco” sulla ricerca condotta a bordo della ISS, la NASA ha tagliato pesantemente i fondi nel campo delle biotecnologie.
Certo, con un equipaggio ancora di 2 uomini, non possiamo pretendere troppo, ma dai prossimi mesi spero si possa sbloccare qualcosa… :?

P.S. ma come mai i miei post vengono sempre travisati e portati da altre parti?

Perchè alcuni di noi sono dei vecchioni cresciuti a pane e fantascienza… :grinning: :grinning: :grinning:

Dai Lady, porta pazienza, vedrai che ora arriveranno anche commenti seri e IT.
Sennò l’admin li bacchetta! :smiley:

Che io sappia la Nasa studia da anni le piante migliori da coltivare ,direi che se si vorra costruire una base permanente sulla Luna bisognera perforza coltivare delle piante .Anche io ho sentito che stanno studiando un modo per coltivarle nel terreno della Luna .

E’ tutto ancora poco chiaro.
Senz’altro finché a bordo dell’ISS ci sono solo due astronauti, di scienza se ne fa poca, e sicuramente la NASA privilegerà quelle ricerche scientifiche che possono far fruttare qualche soldino in più, tipo gli esperimenti sulla cristallizzazione delle proteine.
Riguardo all’agricoltura credo che la faccenda non sia semplice come sembra…basti pensare che le piante, in microgravità, hanno uno sviluppo non longitudinale ma “a caso”, nel senso che non sentendo la forza di gravità, esse tendono a crescere un po’ in tutte le direzioni.
Del resto, attualmente sull’ISS, i russi hanno una piccola serra, ma non ha nulla a che vedere con veri e propri esperimenti di produzione di alimenti e ossigeno ai fini della sopravvivenza nello spazio… :?

Tratto da un vecchio articolo tratto da una rivista “poco” spaziale e molto “amatoriale”…Donna Moderna!

Visto che fare lagricoltore nello spazio non è tanto facile, sulla stazione spaziale si faranno anche questo tipo di sperimentazioni. Le problematiche in assenza di gravità sono diverse: lacqua non scorre in basso, la traiettoria delle radici delle piante è incerta, e via dicendo. Eppure le future colonie di abitanti del cosmo avranno bisogno di cibi freschi. L`unica sperimentazione di coltivazione nello spazio fu fatta sulla Mir da scienziati bulgari. Sulla stazione spaziale gli scienziati contano di creare una piccola serra, lunga mezzo metro, larga 25 cm e alta 35 cm, in cui coltivare lattughe, mais, melanzane. Se la sperimentazione avrà successo, si pensa addirittura di dedicare un intero modulo alla coltivazione.

Quanto siamo lontani dall’effettuare tale sperimentazione? :cry:

Durante la III Rassegna delle Tecnologie Spaziali e delle Applicazioni di Servizio

È stato possibile vedere anche un prototipo di serra artificiale per la crescita delle piante sulla stazione spaziale. Perché far crescere il basilico sulla Stazione Spaziale?

Il basilico viene utilizzato come altri tipi di piante per studiare l’effetto della gravità sulla sua crescita. E il modo migliore di farlo è studiarne la crescita in un ambiente privo di gravità. Questo permette di mettere in evidenza una serie di fenomeni che sulla Terra giocano un ruolo secondario. In particolare il sistema ideato dalla Acies, una società che nasce come spin off dell’Istituto Nazionale di Fisica della Materia, si basa su un intervento doppio: da una parte il contenitore delle piante deve mantenere un ambiente pressurizzato, con le corrette condizioni climatiche. Dunque deve creare un vero e proprio microclima. Ma oltre alle condizioni “atmosferiche”, è fondamentale anche l’illuminazione artificiale, che viene ottenuta da una serie di lampade che emettono luce blu oppure luce rossa, alle frequenze più importanti perché avvenga la fotosintesi clorofilliana. Un esperimento di questo genere sarà condotto anche all’interno del laboratorio europeo Columbus, che sarà lanciato in orbita solo dopo la ripresa regolare dei voli degli Shuttle statunitensi.

ta esa portal italy

Per finire su un vecchio giornale datato maggio 2004…

Presentato il progetto “Marte nuova terra per l’agricoltura locale”

L’idea di usare delle strutture gonfiabili per l’esplorazione spaziale e le ricadute immediate nell’ agroalimentare in un convegno il 21 maggio

Posto l’articolo per vostra conoscenza…

Grande sequenza Lady.
Ottimo approfondimento della tematica. :smiley:

Alcuni links a pagine interessanti sull’argomento:

Non so se sto operando nel modo giusto, ma, al riguardo, segnalo questo articolo che mi sembra interessante anche per quanto riguarda l’astronautica e l’esplorazione spaziale umana:

Aggiungo questo report della ditta coinvolta, Rethink X: