Alpi: tra vent'anni ghiacciai quasi scomparsi

L’arco alpino è la regione della Terra in cui si fanno più sentire gli effetti del surriscaldamento atmosferico

NEW YORK - Nel 2025 i ghiacciai delle Alpi saranno quasi spariti, e quel poco che resterà non arriverà alla fine del secolo secondo un rapporto del Servizio di monitoraggio mondiale dei ghiacciai dell’Università di Zurigo e pubblicato dal Servizio geologico degli Usa. Per gli esperti è proprio l’arco alpino la regione della Terra in cui si fanno più sentire gli effetti del surriscaldamento atmosferico. Secondo Michael Zemp, del World Glacier Monitoring Service dell’Università di Zurigo, nessuna catena montuosa si va inaridendo quanto le Alpi. Colpa dell’innalzamento delle temperature degli ultimi anni, un fenomeno in crescita geometrica dal 1985 in poi. «Se è vero che i ghiacciai in generale sono andati ritirandosi ovunque, dal 1850 in avanti, negli ultimi due decenni si è avuta una marcatissima accelerazione», scrive.

VELOCITÀ IN RAPIDA CRESCITA - La velocità dello scioglimento è triplicata dagli anni Settanta in poi, e in particolare dopo la metà degli anni Ottanta. Inoltre, a partire dal 2000, tre annate di caldo torrido su cinque hanno dato ai ghiacciai alpini n duro colpo. «Colpa soprattutto dell’estate del 2003», si legge nel rapporto. Quell’anno l’ondata di caldo che investì Italia, Francia e Svizzera portò le temperature medie a raggiungere valori di tre gradi al di sopra della media, che hanno provocato un assottogliamento di tre metri dello spessore medio dei ghiacci: il doppio di quanto registrato durante il precedente anno record, il 1998, e il quintuplo della media. Sempre a partire dal 1850, il volume complessivo è diminuito dei due terzi. Il tasso medio dal 1980 in poi è invece dell’1%. Questo vuol dire che tra vent’anni i ghiacciai saranno di fatto un ricordo, e che niente resterà nemmeno sulle vette più alte alla fine del XXI secolo.

da corriere.it