Apollo BlockIII studi d'evoluzione del sistema CSM

Del sistema CSM Apollo e’ nota la configurazione BlockI e BlockII, vorrei brevemente trattare la meno nota configurazione BlockIII o come fu poi chiamata ApolloX
Questa nacque come AAP che non riusci’ mai ad essere un progetto autonomo e pianificato strategicamente.

Nel 1963-64 per esplorare le possibilita’ d’utilizzo della tecnologia Apollo o tre il suo scopo principale del volo lunare nacque l’Apollo Logistics Support System Office (ALSSO). Tale ufficio aveva il compito di sviluppare nuovi obiettivi e compiti per Apollo da realizzarsi in orbita terrestre, nello spazio profondo e sulla superficie lunare.
Da questi lavori emersero tre mete perseguibili:

  • utilizzare CSM come base per missioni a scopo prettamente scientifico
  • utilizzare CSM e l’ardware Saturn per creare una stazione orbitante
  • creare un sistem logistico per epandere i voli Apollo oltre la Luna.

Contestualmente vennero eseguiti tutti gli studi di fattibilita’ per creare voli Apollo di lunga durata.

Apro un inciso: uno studio del NAA del 1963 valutava minime modifiche del CSM per missioni di lunga durata, > di 45 giorni (NAS 9.3140); ancora il NAA traccio’ una road-map per poter utilizzare il CSM per voli superiori ai 600 gg (verso Marte).

Sempre nel 1963 uno studio separato della Grumman inizio’ la progettazione di un telescopio nel CM, tale studio detto Mounting Telescopes on Apollo (MTA), che fu completato nel 1965; ma di cio’ parlero’ approfonditamente in altro post.

Lo Spacecraft Integration Branch della NASA, in uno studio del 14/08/1964 propose lo sviluppo di una serie missioni Apollo della durata variabile fra 14 e 45 giorni in orbita terrestre a 230 miglia d’altezza da compiersi con un CSM che si sarebbe unito ad un modulo laboratorio lanciato separatamente da un vettore Saturn1B.
Sempre indipendentemente un report del 30/06/1963 della North American (NAS 9.1963) sviluppo’ le modifiche da approntare al complesso CSM per poter approntare missioni scientifiche della durata (olte 120 giorni) da effettuarsi ad un’altezza compresa fra 100 e 20 miglia; tale lavoro si concluse nel Novembre 1963 colla progettazione dei moduli da lanciare col Saturn1B per la creazione di un laboratorio spaziale; tali moduli sarebbero evoluti in due Ascent stage LM congiunti. Tale laboratorio fu battezzato Apollo Space Station e fu recepito anche dall’USAF che in quel periodo lavorava allo sviluppo del MOLAB che avnzo’ una proposta d’integrazione dei due sistemi (12/12/1963).

Il 26/12/1963 W. von Braun scrisse una lettera al direttore del progetto Apollo circa la reale fattibilita’ dell’estensione del progetto Apollo sia colla creazione di una base lunare che colla creazione di una stazione spaziale costruita dall’integrazione hardware Saturn/Apollo.
Da questa evolse un lavoro per la prima volta univoco dei vari uffici che divise in quattro step la crazione del laboratorio Apollo.
FaseA: voli della durata variabile dai 14 ai 45 giorni con equipaggio di due astronauti da compersi esclusivamente dal CSM per testare la lunga durata sia per gli uomini che per la nave spaziale.
FaseB: della durata di 45 giorni con equipaggio di tre uomini con un piccolo modulo scientifico alloggiato nella SLA del SaturnIV estratto con la manovra di docking utilizzata per il LM.
FaseC: duplicato della precedente con allungamento della durta del volo.
FaseD: della durata di 120 giorni con tre uomini d’equipaggio e col docking di un moulo laboratorio piu’ evoluto lanciato separatamente.

Questo lavoro finalmente organico con scopi e materiali fu vittima dal taglio di bilancio imposto da Washinton quando fu cancellato il MOLAB. Cio’ fu purtroppo frutto del tempo perso in studi indipendenti.

Frattanto il 18/02/1965 l’Amministatore associato del “Manned Spaceflight” G. Mueller in una audizione al Committee on Science and Astronautics per la prima volta parlo’ dell’Apollo Extention System la sviluppo di missioni apollo dopo il goal originale dallo sbarco sulla Luna.
Presento’ un laboratorio spaziale derivato dall’hardware Apollo basato sopratutto dall’integrazione del LM.
Il tutto per avere dei voli col mino costo possibile ricavando il piu’ alto numero di obiettivi:

  • biomedici sia di fisiologia umana che di studio di vari apparati.
  • Psico-attitudinali alla combinazione della gravita’ zero .
  • Biologici sul comportamento di cellule e organismi all’ambiente spaziale.
  • Fisici sulla radiazione spaziale e sul campo magnetico.
  • Studio dei gas e fluidi
  • Osservazione astronomica.
  • Osservazione terrestre.
  • Studio dell’atmosfera.

Tale progetto fu ampliato e rivisto fino a diventare quello che abbiamo conosciuto nel nome di SkyLab.

allego l’evoluzione dei laboratori
e il concept del laboratorio alloggiato nel SLA

Attenzione, riporto in auge questa discussione oltre al fatto che è stata soggetto di una conferenza ad astronauticon anche per informare chi di dovere che le due immagini risultano danneggiate.