Apparati pressurizzati Made in GB

Eccovi alcune chicche prelevate dal libro in questione.
Da lustrarsi gli occhi, sono i primi apparati pressurizzati di produzione inglese. :wink:

Le prime due combinazioni somigliano notevolmente a contemporanei apparati Americani.Le ultime hanno un aria Sovietica (l’ultimissima mi ricorda anche una tuta sperimentale lancio/rientro che Joe Kosmo collaudò per il programma Shuttle).

La prima combinazione, mi ricorda tanto quella usata da Tin Tin nella sua avventura sulla Luna (“On marché sur le Lune”).

Quella di Tin Tin credo fosse più ispirata a questa:

Invece non credete che la Type 51 ricordi questa:

Certo che ne hanno realizzate di tute pressurizzate negli ultimi 60 (e passa) anni!!! :scream:

La XH-5 fu il primo prototipo della BFG ad implementare “l’invenzione” dell’Ing. Colley ovvero i giunti “tomato worm” simili a soffietti che rendevano molto più flessibile la tuta durante la pressurizzazione.
C’è da osservare che le somiglianze tra ISSA e Type 51 non sono poche… :smiley: Va detto anche che la NASA nel 1963 in occasione dello sviluppo del LCG avviò lo sviluppo sfruttando tecnologia della RAF … Probabilmente gli “scambi” di opinioni non si fermarono lì… A tal proposito spero di trovare notizie a riguardo sul libro “Into Thin Air”

Una curiosità Spacewalker,ma se nella XH5 e nella coeva tuta Inglese del 1942 c’è il casco a bolla,a che serve la maschera ad ossigeno?

Una curiosità Spacewalker,ma se nella XH5 e nella coeva tuta Inglese del 1942 c'è il casco a bolla,a che serve la maschera ad ossigeno?

Sostanzialmente perchè tutti quegli apparati erano dispositivi di protezione per i voli d’alta quota. L’ossigeno fornito dall’impianto di condizionamento provvedeva a ventilare la tuta e pressurizzarla, un dispositivo supplementare provvedeva a fornire ossigeno puro per il pilota che vestiva appunto una maschera ad ossigeno. Questo garantiva sicurezza anche nel caso di contaminazione dell’ossigeno fornito dall’apparato di condizionamento.
Facendo riferimento alle tute russe per esempio, per un certo periodo vi furono 2 scuole di pensiero, una favoriva le cosidette tute pressurizzate con maschera (mask-type) l’altra favoriva apparati senza maschera (maskless-type) con ventilazione separata. In questi apparati il volume interno del casco veniva separato dal resto della tuta da una sacca plastica a tenuta interna al casco. In questo modo era il casco stesso a fungere da maschera a ossigeno. Alla lunga per motivi di comodità, igene e operatività gli apparati maskless ebbero il sopravvento. Un esempio calzante è la tuta pressurizzata Vorkuta di cui ne furono realizzati 2 tipi uno con maschera e l’altro senza.
Ti posto una foto del casco GSH-6M che Kruaxi portò all’Astronauticon dove si vede bene l’anello plastico di tenuta color marroncino.

Ho recuperato anche le immagini della Vorkuta …