Artemis Accords

Se le condizioni socio economiche dovessero continuare cosi, tra 10 anni la cina potrebbe trasformarsi nella prima potenza mondiale.
Dal mio punto di vista spero che questo possa diventare uno stimolo per l’esplorazione spaziale

Sinceramene non capisco il senso di creare un trattato a parte anziché rafforzare l’accordo precedente, Outer Space Treaty. Mi sembra veramente che l’unico motivo sia infilarci dentro la parola Artemis. Anche il fatto che rende gli USA centrali (sezione 13), porta a parecchie defezioni.

5 Mi Piace

Infatti:

Nell’articolo leggiamo:
Rogozin also said Russia is eager to pursue “open and friendly relations with China and the China National Space Administration. We believe there is more to come in these relations.”

Forse vedremo 2 basi lunari o anche 3 …

4 Mi Piace

Proprio come in Space Force!
Okkei, scusate, non ho resistito… :laughing:

1 Mi Piace

Perché è più facile mettere d’accordo pochi che tutti quelli che hanno firmato l’OST (considerando pure i possibili veti incrociati di Russia e Cina)

PS:
Certo che un accordo in sede ONU sarebbe preferibile

3 Mi Piace

Nuovo articolo di Marco Carrara pubblicato su AstronautiNEWS.it

5 Mi Piace

Come scrivevo su FB, non ho capito con chi ce l’ha Rogozin, a fronte delle rassicurazioni dategli da Bridenstine.

È abbastanza semplice:

  • gli USA si sono mossi proattivamente preparando di loro iniziativa un nuovo accordo internazionale, e lo hanno sottoposto ai partner tradizionali ma anche a chiunque altro volesse entrare a far parte del “club”. Non tutti potevano essere d’accordo a tale approccio unilaterale e/o a tale apertura
  • non è chiaro a che livello i partner siano stati sentiti prima di pubblicare gli Accords, né quanta voce in capitolo hanno avuto sugli articoli meno “idealistici”, come quelli che andranno a regolare gli aspetti commerciali e diritti per le aziende private di ciascun firmatario
  • il testo è nato col “peccato originale” di essere proveniente da una sola parte, mentre un’iniziativa di questa portata, che complementa e supera l’Outer Space Treaty, avrebbe avuto tutt’altra accoglienza se fosse partito dall’ONU, ente internazionale capace di far sedere tutti attorno ad un tavolo.

La Russia non si è quindi sentita trattata come partner paritario e importante (pensa a come oggi la gestione della ISS passa in modo fondamentale anche da Mosca/Roskosmos), ma come “uno dei tanti” che si è pure vista ficcare sotto il naso gli Accords da firmare.

Bridenstine può dare tutte le rassicurazioni che vuole, ma ormai la frittata è fatta.

Piaccia o non piaccia (a mio parere) questi sono i risultati, come altri, dell’approccio alle cose internazionali di questa amministrazione americana. Snobbare gli enti internazionali per approcciare ex rivali dall’orgoglio ipertrofico è già sbagliato in partenza. Farlo facendoli sentire subalterni non poteva che condurre qui. Chi semina vento…

13 Mi Piace

Sono un po’ allibito. Effettivamente sembra che gli USA vivano in una bolla autoreferenziata e non si rendano conto che continuando con questo atteggiamento possono solo sostenere quei contrasti che formalmente vorrebbero calmierare. In politica non c’è da sorprendersi più di nulla ma chiaramente il mondo non sta a guardare i loro teatrini elettorali e bada alla propria sostanza. A che pro?
Domani ci saranno altre partnership disponibili e far valere questo accordo come causa di tradimento per passare col nemico sarebbe storicamente una cosa di un livello ottocentesco.

1 Mi Piace

Forse il problema é anche “l’orgoglio ipetrofico” dei russi, che vogliono essere trattati da protagonisti, ma investendo meno dell’India o del Giappone. Gli americani ci mettono soldi e mezzi (molto ma molto di piú dei Russi), quindi da chi doveva venire l’iniziativa?
Non potranno vivere del mito di Korolev in eterno.
E lasciamo perdere l’Onu (imho), fra traccheggi e veti, non si migliorerebbe l’attuale trattato.
Con gli americani, caro Rogozin, sulla luna ci vai (e ti ritagli un ruolo). Con i cinesi, andrai in pensione prima…,!

La sostanza é che la posizione russa nell’industria spaziale é sempre meno rilevante, e questo da una posizione non più paritaria come all’epoca dell’avvio del programma iss.

Può oggigiorno mettere sul campo competenze che NASA + ESA + CSA + JAXA non possano ancora non vantare?

E mettiamoci in testa che collaborazioni e trattati rimangono in piedi finché non c’è qualcuno che non ha interesse ad infrangerli. E nella storia dell’esplorazione umana é già ampiamente successo.

3 Mi Piace

Non ne sarei così sicuro :grin:
I cinesi presto investiranno più degli USA e quindi, salvo “sorprese”, avranno una “presenza sostenibile” sulla Luna in tempi paragonabili a quelli USA.

A parte questo, i programmi spaziali hanno anche una valenza geopolitica.
I russi, con i loro livelli di investimento, difficilmente potranno tenere il passo (anche se nessuno nega le loro grandi competenze in materia). Si troveranno “costretti” ad accordarsi ad un programma lunare altrui, cosa che non può farli felici
In questo contesto, lasciare il programma USA per unirsi a quello cinese ha delle evidenti implicazioni geopolitiche … che rendono questa scelta molto probabile

Anche l’Europa ha aumentato enormemente il suo budget. Mi aspetto che partecipi anche al programma cinese … staremo a vedere

Nessuno può dire come cambierà la geopolitica nei prossimi 10 anni, ma gli “Artemis Accords” o rimarranno lettera morta, o verranno sostituiti da altri accordi in futuro.

1 Mi Piace

Difficile che l’Europa metta il piede in due scarpe… Imho

Anche se gli USA sono il partner spaziale più importante, ESA intrattiene da anni rapporti di collaborazione con Russia e Cina, per cui nessun problema da questo punto di vista.

D’altra parte la sottoscrizione degli Artemis Accords non è un contratto di esclusiva, e difficilmente un ente apolitico può essere interessato a firmare un trattato internazionale che regola rapporti tra stati. È più facile che ESA si limiti a firmare accordi tecnici sul programma Artemis.

1 Mi Piace

Non parlo della russia, ma della cina

Giusto, fin che si parla di esplorazione robotica.

L’esplorazione umana ha un aspetto politico molto più pesante, e gli USA sembrano avere una attuale linea “con noi o contro di noi”.
La partecipazione di ESA o di una qualsiasi agenzia europea al programma spaziale umano cinese non verrebbe vista di buon occhio dall’amministrazione americana.
Imho ci sarebbero addirittura ripercussioni sui contratti in essere.

Il problema è il trasferimento tecnologico, l’unica cosa legalmente vietata, non se è esplorazione con equipaggio o meno.
Non puoi portare un astronauta cinese sulla ISS, ma puoi portare astronauti ESA sulla stazione spaziale cinese (quando la finiscono). Allo stesso modo non puoi programmare una missione robotica con payload NASA e cinesi che richiedono interazione.
Tutto il resto è ok.

Non so se hai una fonte ufficiale per queste affermazioni o se si tratta di una tua (legittimissima) opinione.

Io non credo che le cose stiano così e penso che mandare Samantha Cristoforetti e Matthias Maurer in Cina ad addestrarsi con gli astronauti di quel paese sia stata una precisa scelta di avvicinamento. E meno male, almeno qui nel mondo spaziale sarebbe bello evitare divisioni in blocchi…

5 Mi Piace

Parlo a titolo personale.
Certo è che del modulo italiano per la stazione cinese non si è più avuta notizia, successivamente l’Italia ha ottenuto grossi contratti per Artemis.
Ora non voglio suonare come un complottista, e una rondine non fa primavera… Però la mia sensazione è che NASA abbia pesantemente coinvolto ASI (ed ESA) in termini di commesse, per evitare che le aziende nazionali europee si affaccino al “mercato” cinese.

1 Mi Piace

Certo se giochiamo sul piano delle agenzie spaziali nazionali le cose possono cambiare.
Io non ho informazioni per dire nulla, per cui mi abbandoni a speculazioni. Guardando a come ASI si è mossa da sempre, pur essendo fortemente impegnata in ESA questo non ha mai rappresentato una limitazione a cercare accordi bilaterali paralleli. Ad esempio lo sproporzionato tempo astronauta che abbiamo goduto sulla ISS rispetto alla Germania o alla Francia (che in esa mettono molti più soldi) deriva da contratti paralleli presi dall’Italia tramite ESA e tramite accordo diretto.

Secondo me non possiamo escludere che l’Italia decida di aprirsi un po’ anche a oriente, o che astronauti europei volino su missioni cinesi nei prossimi 10 anni.

Dipende anche da quale ruolo gli USA sceglieranno di ricoprire sul piano internazionale nei prossimi anni. Gli accordi NASA - altri partner fanno parte di quel soft power Al quale gli USA hanno decisamente rinunciato negli ultimi 4 anni…

1 Mi Piace