Astrofotografia: la Iris Nebula

Queste nuvole cosmiche fioriscono a 1.300 anni luce di distanza, nei fertili campi stellari della costellazione di Cefeo. Chiamata Nebulosa Iris, NGC 7023 non è l’unica nebulosa a evocare le immagini dei fiori. Tuttavia, questa profonda immagine telescopica mostra la gamma di colori e simmetrie della Nebulosa Iris, incorporata nei campi circostanti di polvere interstellare. All’interno della Iris, materiale nebuloso polveroso circonda una stella giovane e calda. Il colore dominante della nebulosa a riflessione più luminosa è il blu, caratteristica dei granelli di polvere che riflettono la luce delle stelle. I filamenti centrali della nebulosa riflessa si illuminano di una debole fotoluminosità rossastra mentre alcuni granelli di polvere convertono efficacemente la radiazione ultravioletta invisibile della stella in luce rossa visibile. Le osservazioni a infrarossi indicano che questa nebulosa contiene molecole di carbonio complesse note come PAH. I graziosi petali blu della Nebulosa Iris si estendono per circa sei anni luce. Il colorato campo visivo si estende per quasi cinque lune piene attraverso il cielo.
La stella è una giovane tripla, HD200775, burrascosa variabile. Ripresa dal M. Amiata, 1/8/2019, MN190, ASI294MC Plus, 43x120s. Elaborazione Pixinsight, PS. Descrizione liberamente tratta da APOD.

17 Mi Piace

Vorrei pubblicare una carrellata delle ultime immagini che ho realizzato. Inizio dalla Iris… domande e curiosità sono ovviamente benvenute!

“Cassiopea” è bella estesa🤗

Grazie, anzitutto, e complimenti! :tophat:

Ci sono due cose strane che mi incuriosiscono. In primo luogo la forma un po’ squadrata di alcune nubi (non si trova molto di frequente, no?), e poi la presenza di “buchi”. Sulla sinistra si nota una zona a L specchiata in cui il cielo sembra particolarmente nero.

Se si riuscisse a “tirar fuori” un po’ più il rosso nell’area più esterna sarebbe fantastico.

Roberto, l’unica cosa che posso dirti è che queste nubi sono sempre caotiche. Non potendo vedere l’evoluzione è difficile capire come si siano create; in genere hanno a che fare con l’emissione di gas da parte della stella in formazione, che soffia via le polveri della nube molecolare da cui si è formata. Poi ci sono i campi magnetici interstellari, e i gas presenti, che possono creare onde d’urto.
L’area più esterna ha poco rosso, che in genere è associato alle zone HII. Qui pare che di idrogeno da ionizzare ne resti poco… chissà! Comunque gli darò una seconda occhiata :wink:

2 Mi Piace

Complimenti per la foto è fotonica! (cit un astrofilo #GAP)

1 Mi Piace