Astronauti NASA sulla Luna nel 2025

Nuovo articolo di Marco Zambianchi pubblicato su AstronautiNEWS.it

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In caso di bagarre mi impensierisce l’ l’Atlas che utilizza un componente “del tutto marginale” made in Russia: l’RD-180

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Questo e’ un problema molto serio di cui si parla poco.

Quando Apollo 12 e’ atterrato vicino al Surveyor 3 e ne ha riportato alcuni pezzi sulla Terra e’ emerso che le superfici esposte sono state praticamente sverniciate.

“We can see the lunar soil particles penetrated deep into the surface all over the Surveyor,” says Metzger, who led a team that studied parts of the Surveyor 3 probe that returned from Apollo 12. “We can see the paint all cracked up.”

Se un piccolo Lem fa quel danno… chissa’ cosa combineranno atterraggi multipli dei lander piu’ o meno grandi in competizione.

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Le alternative sono varie e non mutuamente escludentesi:

  1. La più semplice: tenere i moduli separati (variante: collegarli con tunnel montati successivamente)
  2. usare transporter (grossi rover) e bracci robotici per unirli dopo l’atterraggio (qualcosa di simile a una ruspa potrebbe rivelarsi utile)
  3. costruirli sul posto con le risorse locali. In un altro thread abbiamo visto come i cinesi stiano pensando di produrre del cemento a partire dalla regolite. Senza usare acqua (sulla Luna più preziosa dell’oro) ma scaldando la regolite a più di 1000 gradi tramite specchi solari “alla Rubbia”
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Il MEXT (Ministero per la scienza, tecnologia, sport ed educazione giapponese) ha appena richiesto un budget di 2.7 miliardi di dollari per il 2021. Il budget è il più alto mai richiesto e se verrà approvato porterà ad un aumento del 50% di quello previsto. Inevitabili quindi le ricadute sul programma Artemis.

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Nuovo articolo di Marco Carrara pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Il lander di Dynetics spiegato da Archambault e Dutton.

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Due domande sul lander Dynetics.
-Come ci entra in un fairing?
-Non si é pensato a come evitare di entrare tutti sporchi di regolite?

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Ho visto delle immagini in cui e’ messo “di fianco”: un serbatoio laterale verso il missile, l’altro verso la punta del fairing.

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Per la seconda, il primo stanzino sarà un airlock verosimilmente dotato di qualche sistema di pulizia (aspirapolvere?)
Trovo che le finestrelle verticali non siano un gran esempio per avere quella situational awareness che si prodigano ad assicurare. Se riuscissero a inclinarle verso il basso sarebbe un bell’aiuto per il personale che vuole guardare fuori. Se il coso non atterrasse su una superficie piana, orizzontale, ma magari su un pendio o su una roccia, con una finestra verticale ci vuol poco a perdere visibilità del suolo

Si, effettivamente le finestre andrebbero inclinate un pochetto verso il basso. Rimarrei stupito se non avessero pensato ad un sistema di pulizia a fine Eva.

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Uno tra i tanti problemi delle missioni sulla superficie della Luna è che si sono fatti tanti esperimenti a 0 g e 1 g ma pochi a livelli di gravità intermedi, come quello che incontreranno gli astronauti. Curioso è infatti anche il comportamento dell’acqua, che è una via di mezzo tra quello della ISS e il comportamento sulla Terra, come ha mostrato Runyon (geologo planetario abbastanza famoso) in questo esperimento in un aereo a zero g che per l’occasione viaggiava in modo da simulare la gravità lunare. L’acqua dalla bottiglia si versa a fatica, siamo in una situazione dove la forza di gravità e la tensione superficiale competono, mentre sulla Terra o sulla ISS prevale o l’una o l’altra.

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Un metodo intuitivo per immaginare quello che puo’ succedere alla gravita’ lunare potrebbe essere applicare la legge della simlitudine di Froude, che si utilizza per simulare il comportamento delle navi e dei fenomeni idrodinamici utilizzando modelli in scala:

In pratica un modello molto piu’ piccolo che si muove a velocita’ molto maggiore nella gravita’ terrestre potrebbe avere un comportamento simile a quello di un oggetto a dimensioni reali sulla Luna. In pratica immaginate che Runyon abbia dimensioni minuscole e si stia muovendo a velocita’ iper rallentata, l’effetto che avrebbe vedergli manipolare i liquidi in qualche modo potrebbe essere simile. Come vedere un’ape manipolare una goccia di nettare al rallentatore…

Ovviamente non e’ cosi’ semplice, bisognerebbe anche aumentare la densita’ dell’aria e tante altre cose…

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Scusate, ma quando siamo andati sulla Luna 50 anni fa come facevano a mangiare e bere? Immagino abbiano usato sacchetti con cannucce, no? Quale sarebbe quindi il problema?:blush:

In effetti è vero soprattutto e considerando la missione Apollo 17 la quale è rimasta sulla superficie lunare la bellezza di quasi 75 ore, ovvero poco più di tre giorni.
Hai voglia a bere e mangiare.

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Infatti la ridotta gravità non è un grave problema per gli umani, contrariamente alla sua totale assenza (concetto già espresso precedentemente)
A parte il fatto che dire che non sia un grave problema non vuol dire che non lo sia affatto, il problema sorge quando parliamo dei processi industriali.
Anche in questo caso non siamo in presenza di problemi insormontabili, ma di fronte al fatto che le cose più scontate potrebbero comportarsi in maniera imprevista e quindi sarà necessario “ristudiare” anche i processi più banali …

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Il problema non è bere o mangiare. Il problema è una meccabica dei fluidi (tutti i fluidi) che non conosciamo, o conosciamo limitatamente, e che risulta contro-intuitiva.
Quindi tutti i circuiti idraulici, pompe, tanks ecc… dovranno essere concepiti tenendo in considerazione aspetti che, solitamente, vengono ‘scartati’ per semplificazione.
Esempio : se sulla terra progetti un rubinetto per l’acqua corrente non tieni in considerazione la tensione superficiale dell’acqua!

Ps: il lato positivo sarà che nessun rubinetto goccierà mai sulla Luna :rofl:

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In nessun punto del post di @vespiacic si parla di problemi legati all’alimentazione, superati già agli albori dell’era spaziale. Per quelle funzioni i muscoli esofagei fanno tutto il lavoro.
Il video mostra una bottiglia, ma il punto è il comportamento dell’acqua nei suoi vari utilizzi ad un sesto di g, non il fatto che gli umani normalmente bevono da una bottiglia. :wink:

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Il punto è, come dice @marcozambi più che altro capire la fisica dei fluidi ad 1/6 g, oggettivamente poco investigata.

Per esempio quella a 0g è stata ampiamente investigata proprio a bordo della ISS, soprattutto con facility come lo FSL (Fluid Science Laboratory) con il quale ho avuto l’onore (ed a volte onere) di lavorare per 5 anni della mia vita professionale.

Come dicevo a @Treottantone il problema dell’alimentazione, anche sulla Luna, non si pone assolutamente dato che già con le missioni Apollo era stato affrontato e risolto (con le stesse metodologie con cui era stato affrontato e risolto a 0g).

Personalmente sono molto curioso, e penso sia molto importante, capire quanto e come sara’ possibile fare le piccole cose di tutti i giorni che riguardano soprattutto gli umani.

Gli oggetti meccanici forse sono piu’ facilmente simulabili con modelli matematici o modellini. Ma gli umani sono piu’ complessi e i fattori sono piu’ imponderabili.

Probabilmente tazze e bicchieri terrestri sulla Luna non funzionerebbero bene, sarebbero molto scomodi. Meglio bere da una bottiglia flessibile, premendola per espellere il liquido, ma che al contrario che a zero g puo’ essere lasciata aperta e appoggiata su una superficie.

O ancora, e’ noto che a zero g non si puo’ espellere gas dallo stomaco. Uno degli astronauti dello Skylab aveva scoperto che correndo sulla “ruota per i criceti” (non saprei come chiamare quella superficie anulare su cui facevano esercizio), generava un minimo di gravita’ artificiale e diventava di nuovo possibile farlo. Questo suggerisce che a gravita’ lunare forse si puo’ fare, con qualche attenzione.

Poi c’e’ il tema di come fare una doccia (si riesce a respirare senza bere? l’acqua scorre via dal corpo?) o andare al bagno o preparare i cibi o dormire o stare alla scrivania o nell’equivalente di una cuccetta.

E ovviamente quello di come muoversi. Gli astonauti Apollo hanno provato con successo varie andature, bardati con lo scafandro. Ma e’ chiaro che all’interno di un modulo abitabile di dimensioni adeguate e per periodi piu’ prolungati le tecniche potrenno essere altre. Ho letto da qualche parte che un problema potrebbe essere evitare le zuccate, che peraltro avvengono anche a zero g come ha riscoperto recentemente Doug Hurley. Gli astronauti dovranno sviluppare tecniche e destrezza, muovendosi in modo molto prudente all’inizio. Per evitare di saltellare servirebbe piu’ aderenza sotto la suola per evitare la “moonwalk” come michael jackson?

E anche il tema dell’arredo degli ambienti e’ da inventare. Ci sara’ un sotto e un sopra, ma potrebbe essere semplice anche arrampicarsi o appendersi a scaffalature e strutture piu’ alte. Quando pesi 13 kg forza invece che 80 kg forza ci vuole poco a tirarsi su. Qual’e’ il modo migliore per creare spazio contenitivo per gli oggetti? Ovviamente tutto dovra’ essere ben imbullonato e fissato, in un mondo dove l’inerzia prevale sulla gravita’ le cose non staranno al loro posto facilmente, basta toccarle per spostare tutto.

Non sono temi fatui, la vita di tutti i giorni a gravita’ ridotta e’ una delle cose piu’ importanti da mettere a punto e esplorare, come gia’ discusso in altri post.

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