Bevande alcoliche sulle ISS

Qualche giorno fa mi sono posto un interrogativo: sulla ISS è consentito l’uso di alcolici, come vino, whisky, vodka ecc.? La birra non credo, perchè ho letto che le bevande gasate non si possono usare. Qualcuno mi sa rispondere?

Ciao, ho da poco finito di leggere il libro di Paolo Nespoli che ho qui con me. A pag 50-51 dice che l’alcool sulla ISS è proibito sotto forma di birra, vino o superalcoolici. La spiegazione ufficiale, secondo l’autore un po’ forzata, è che il sistema di purificazione dell’acqua tollera male l’alcool e ha difficoltà a smaltirne sopra un certo livello. Salviette, saponi ecc contengono alccol ed esistono limitazioni anche nel loro utilizzo, quindi ogni forma di alcool aggiuntiva è vietata. Secondo Paolo vi sono però altre ragioni culturali: la cultura anglosassone e russa non prevede il bere poco ma buono per piacere e non per stordimento. Secondo l’autore invece un approccio al bere mediterraneo, cioè un bicchiere di vino ai pasti, migliorerebbe la qulità della vita sulla ISS e tutti lavorerebbero più efficacemente, senza danni per il sistema di bordo.

ma ricordo di aver letto qui sul forum, tempo fa, che sulla MYR girasse la vodka…disubbidienza all’imbarco? un po’ come il panino clandestino di John Young?
(e se qualcuno disubbidisse anche sulla ISS? certo non andrebbe in giro a raccontarlo)

Capirei il divieto di fumo (avranno messo gli adesivi anche lassù??),
ma che l’alcool non venga digerito dai sistemi di riciclo dell’acqua sembra una presa per il :butt: :wink:
Avevo letto da qualche parte nel forum che una bottiglia di vodka fosse portata (e bevuta) come “supporto psicologico” sulla MIR, e che ce ne sia una piccola scorta nella parte russa della ISS…
Però assolutamente non ricordo dove, e io e la funzione cerca non andiamo d’accordo XD

Grazie dei chiarimenti. Per associazione di idee sono passato dall’alcol al caffè. All’epoca delle missioni Apollo mi ricordo di avere visto insieme a mio padre ad una fiera campionaria il caffè dell’astronauta: si trattava in pratica di pastiglie di caffè da sciogliere in bocca. Chissà se sulla ISS il sistema per prendere il caffè è rimasto lo stesso oppure è cambiata qualcosa.

Sulla MIR so che erano concesse, sulla ISS vietate…credo che le ragioni tecniche siano marginali :roll_eyes: comunque non mi sembra un divieto incomprensibile o inumano, senza alcol si vive e si lavora benissimo. Il caffè piuttosto…se avessi l’occasione di andare sulla ISS per 6 mesi in cambio di rinunciare al caffè mi sa che non partirei :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

A proposito: sono stati condotti studi sugli effetti dell’alcol in microgravità? Temo che siano peggiori…quando la testa inizia a girare è sempre un piacere sentire i piedi ben piantati a terra :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ma che cose tremende spacciavano a questa fiera?!

Il “caffè dell’astronauta” è un sacchetto chiuso con cannuccia, con del caffè solubile a cui viene aggiunta acqua calda.

@Paolo_a: sì anche a me la faccenda dell’impatto sui sistemi di recupero sembra una presa per i fondelli…anche perchè per quanto ne so io, l’alcool viene demolito nello stomaco ad opera di un enzima, l’alcool deidrogenasi, quindi non lo si ritrova nelle urine; mentre la parte emessa con l’espirazione mi sembra trascurabile. Ma qui ci vorrebbe un medico.

In un ambiente come lo spazio in cui la propria vita e quella di altre persone dipendono dalla continua concentrazione e attenzione degli astronauti, i quali sono anche responsabili del corretto funzionamento di attrezzature dal costo astronomico realizzate nel corso di anni da un numero elevatissimo di ingegneri e tecnici, e del prestigio delle proprie nazioni, anche la minima diminuzione temporanea di lucidità giustifica la proibizione ufficiale degli alcolici.

Sono assolutamente d’accordo, ma allora dovrebbe essere questa la motivazione della proibizione ufficiale e non quella dell’impatto sui sistemi che dice Nespoli…forse meno elegante, ma più chiara e diretta. Sarò io troppo ingenua?

in genere 0,8g/l di alcolemia significano 25-40µg/100 ml di etanolo nell’aria espirata, è un rapporto abbastanza costante. un’altra piccola quota (5-7%) è eliminata da urine e secrezioni in genere (sudore, saliva)…il 90% dell’alcol è ovviamente metabolizzato tramite la via “classica” epatica, grazie alle alcol deidrogenasi/aldeide deidrogenasi o anche se necessario da alcuni enzimi appartenenti al vasto complesso dell citocromo p450, che metabolizzano un po’ tutto :stuck_out_tongue_winking_eye: (e sono inducibili, motivo per cui il consumo cronico di alcol può interferire con il metabolismo di alcuni farmaci e viceversa)

faccio fatica a immaginare quali sistemi di trattamento delle acque potrebbero risentire della minima quantità di alcol eventualmente presente nelle urine degli astronauti, ma in fondo non mi sorprende che abbiano giustificato il divieto con una motivazione che, in fondo, non può essere messa in discussione…“non si può perchè se no si rompe qualcosa” è più perentorio di “non vogliamo”…no? :stuck_out_tongue_winking_eye:

Sulla ISS si vi è il divieto assoluto di fumo, sulla MIR… :sunglasses: ogni tanto… (vedasi Dragonfly)

grazie blitzed per i chiarimenti!

sul fumo: la nicotina non ha sul sistema nervoso gli effetti dell’alcool, però lì sì che l’impatto sui sistemi e sulla sicurezza mi sembra pesante. devo leggere Dragonfly, mi manca

credo che il divieto di fumo sia sostanzialmente un problema di smaltimento dei fumi prodotti e il sostanziale pericolo di incendio. si sà che le sensibilità sull’argomento sono molto diverse tra Americani e Russi, i russi si sono perciò dovuti adattare con fumo e alcool (anche se non credo vi siano più astronauti fumatori in servizio).

Anche sull’Enterprise bevono solo il Sintalchool, che non provoca effetti collaterali

ma accendere una sigaretta in assenza di gravità è come qua sulla terra? non dovrebbe comportarsi diversamente il fuoco? visto che gia per riscaldare i piatti usano una specie di microonde/idratatore? (come al solito scusatemi per la molta approsimazione dei termini)

Il fuoco ha un comportamento diverso per l’assenza delle correnti convettive e ho letto che la fiamma assume una forma sferica e tende a spegnersi anzichè a propagarsi. Mi pare che ne parli Mike Mullane in “Do your ears pop in space?”, ma non ho il libro sotto mano per controllare.
Nel caso della sigaretta c’è l’azione attiva di tiraggio da parte del fumatore, quindi penso che si accenda senza problemi. Mentre uno zampirone contro le zanzare secondo me si spegnerebbe: ma le zanzare non sono un problema degli astronauti! (diversamente dagli astrofili…)

Non so se uno zampirone si spegnerebbe…sulla ISS in fondo la circolazione d’aria è garantita artificialmente, per cui anche una fiamma libera non dovrebbe spegnersi da sola. Il fuoco a zero g non è proprio nel suo ambiente ideale, ma va anche detto che in un piccolo ambiente chiuso con una scorta di ossigeno limitata e dove non si può semplicemente “gettare acqua sul fuoco” (anche perché…non si getterebbe) le fiamme restano pur sempre un brutto cliente…sulla MIR non furono contenti.

indubbiamente un brutto cliente!
OT: ma cosa si usa per spegnerlo? pensavo alle schiume di CO2, ma la CO2 sì che crea problemi di smaltimento.

Assolutamente impeccabile.
Ora bisognerebbe seguire gli insegnamenti di Nespoli e insegnare ad americani e russi che la vodka non va per forza bevuta “una bottiglia alla volta” ma si può buttare giù un bicchiere di vino a pasto…

Adesso, non è perchè Nespoli ha fatto un commento - di costume, a mio parere - 500 milioni di persone (US + Russia) diventano alcolisti.

Dai, ma che discorsi fate?