Bigelow XBASE


#1

Bigelow svilupperà e testerà un prototipo di modulo abitativo chiamato XBASE (eXpandable Bigelow Advanced Station Enhancement). Il modulo avrà un volume di 330 metri cubi e sarà basato sul più volte annunciato B-330. Il test sarà finalizzato ad acquisire esperienza in vista dell’utilizzo di questa tipologia di moduli espandibili per missioni Deep Space e commerciali in orbita terrestre.

XBASE verrà agganciato alla ISS come l’attuale BEAM.

Immagine by Bigelow.


#2

chissà quanto peserà al momento del lancio e quali saranno le sue dotazioni


#3

Sìììììììì! ultimamente un sacco di belle notizie!

questi sono i primi due risultati che ho trovato:


Ora non ho tempo di indagare ma pare si tratterà di uno Space Habitat, credo che lassù sulla ISS abbiano stappato qualche bottiglia


#4

Non ho visto i link per questioni di tempo, ma penso che sia realista pensare come vettore ad un falcon 9 Heavy o il delta 4 Heavy


#5

come vettore useranno un atlasV con diametro 5mt

grazie per i link anche se di dati non ce ne sono molti , non credo cmq tarderanno ad arrivare


#6

E’ enorme! :star_struck:
Mi stupisce il fatto che Bigelow stia già progettando un modulo del genere, dotato (a quanto pare) di tutti i sistemi vitali tanto da essere indipendente da ISS, quando deve ancora completare i test di BEAM, e se non sbaglio BEAM rimarrà agganciato alla ISS per un paio d’anni.

Tra l’altro vedendo le recenti foto dell’interno di BEAM e la simulazione di XBASE, quest’ultimo mi sembra un po’ fantascientifico.


#7

Perché stupirsi? Bigelow ha ancora in orbita i due moduli gonfiabili autonomi Genesis.


#8

La mia perplessità è relativa alla progettazione di nuovi moduli/componenti quando non si hanno ancora in mano tutti i dati dei test precedenti perché ancora in corso.
Non sapevo dei Genesis. :flushed:


#9

Quello che mi lascia un poco perplesso è il fatto che, almeno dal disegno allegato nell’articolo, la Bigelow voglia utilizzare per questo nuovo modulo un portello di dimensioni ridotte. Non sarebbe meglio utilizzare un portello di dimensioni maggiori munito del Common Berthing Mechanism che permetta il passaggio tra i vari elementi della stazione di elementi di dimensioni maggiori?

Adottando un passaggio di dimensioni contenute si rischia solo di avere degli strozzamenti all’interno della ISS e di non permettere il passaggio di rack o similari.

Oltre quanto sopra evidenziato, la posizione del modulo sarà quella illustrata nella foto o potrebbe essere agganciato in altre parti della stazione?


#10

Non è detto che il modulo utilizzi un’architettura a rack, ma anche se fosse dal PMA i rack se ci passavano con lo Shuttle ci passeranno anche con questo.


#11
...ma anche se fosse dal PMA i rack se ci passavano con lo Shuttle ci passeranno anche con questo.

Con lo Shuttle i rack erano trasportati all’interno degli MPLM che venivano agganciati ai portelli CBM.


#12

come potrebbe utilizzare una sistema a rank se non possono essere attaccati alla parte?
da altri render che avevo visto del B330 tutte molte delle attrezzature erano attaccati ad una strutta rigida al centro del modulo.
dai due link sopra pero sembra che abbiamo abandonato l’ idea del sostegno rigido !
https://bigelowaerospace.com/b330/img/B330-clamshell01.jpg


#13

Non avevo pensato a questo particolare :facepunch:


#14

Occhio che attualmente non è previsto l’aggancio di XBASE alla ISS, questo avverrebbe solo se Bigelow vincesse la gara del contratto NextSTEP con questo progetto, attualmente è prevista la sola costruzione del prototipo a terra:


#15

Grazie Alberto per la precisazione. Questo passaggio del comunicato ufficiale di Bigelow mi aveva fatto intendere che l’aggancio alla ISS fosse già previsto.


#16

Sarebbe comunque interessante sapere come intendano allestirlo internamente.

Sarà buona cosa avere un ampio spazio pressurizzato però, senza strumentazioni al suo interno, il tutto potrebbe risultare poco funzionale.

Che poi andranno ad agganciarlo alla ISS o no, si vedrà.


#17

A occhio tenderei ad escludere che usino gli ISPR, visto che le dimensioni e la forma degli ISPR si basa sulle dimensioni e la forma dei moduli rigidi.
Probabilmente useranno una soluzione a racks per questioni di modularità, ma dovranno ridisegnarne forma e dimensioni per adattarle alle dimensioni del loro modulo (probabilmente lo hanno già fatto per i moduli che hanno attualmente in orbita).

Dopodichè mi aspetterei una struttura centrale “quadrata”, agganciata agli anelli rigidi alle due estremità, dove ci saranno le strumentazioni e i sottosistemi. E poi un ampio spazio abitabile nella parte più esterna, dove invece essendoci le pareti flessibili è difficile ancorare strumentazioni pesanti


#18

Giusta elucubrazione! Meglio riprogettare dei nuovi armadi interni piuttosto che cercare di adattare quelli già esistenti. Infatti, viste le dimensioni che avrà questo modulo è certo che dovranno per forza di cose avere altre dimensioni e misure cercando di tenere però quelle relative ai “cassetti” che erano già in uso sugli Shuttle e che ora ancora utilizzano sulla ISS.

Come da te ben chiarito, visto che trattasi di un modulo sperimentale da utilizzare in futuri viaggi nello spazio profondo, è logico supporre che testeranno anche possibili soluzioni per le parti in cui dovranno vivere gli astronauti durante una missione.


#19

Una struttura così grande agganciata alla ISS non creerebbe problemi di assetto?


#20

Nel caso in cui un oggetto simile fosse agganciato alla ISS, le sue nuove caratteristiche di distribuzione delle masse saranno ricalcolate per poi aggiornare il software di controllo dell’assetto. Credo peraltro sia la cosa che e’ sempre stata fatta ad ogni aggiunta di modulo al corpo della ISS.
Detto questo, non credo si possano aggiungere moduli a discrezione, specie quelli non appositamente progettati allo scopo. :wink: