Buran abbandonato

Che forza! L’avete visto?

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I media hanno l’abilità di scoprire e far passere per novità fatti ben noti da decenni.

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certo che sì, beccati questo: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3119861/Russia-s-forgotten-space-agency-Haunting-images-reveal-two-abandoned-Soviet-shuttles-rotting-giant-derelict-hangar.html

C’era anche un edificio con dentro l’unico Buran che volò però… era così abbandonato che è crollato il tetto ed è andato tutto distrutto

prima:

dopo:

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…cosa non si fa per riempire gli spazi… :point_up:

Nessuno si è mai perso i due Buran (il secondo orbiter più un modello statico) di cui parla la notizia del Corriere e non sono affatto “a pochi passi dal cosmodromo di Baikonur”. Giacciono da anni in nell’edificio 112A, situato in una delle zone del cosmodromo più utilizzate ai nostri giorni. Praticamente ci passano davanti durante il rollout tutti i Soyuz che partono dal Gagarin Pad e si vede in quasi tutti i filmati relativi.

Un bel servizio fotografico sui due veicoli abbandonati era stato segnalato da albiz qui: https://www.forumastronautico.it/index.php?topic=23689.0

Se mi consentite la precisazione :stuck_out_tongue_winking_eye: l’edificio dal tetto crollato in cui si trovava l’unico Buran che avesse volato è invece il 112. E’ un poco distante dal 112A e non è mai stato del tutto abbandonato. E’ lo stesso in cui, ancora oggi (in un’altra ala che ha ancora il tetto), si assemblano i razzi Soyuz che partono dal complesso di lancio sopra citato.

Immagino che non abbiano i fondi sufficienti per riparare i danni e mettere in un museo quel poco che resta…

Ne avevamo parlato diffusamente anche qui, commentando uno splendido reportage fotografico:

Beh, nel 2007 hanno restaurato e collocato al museo del cosmodromo, un test article che giaceva abbandonato, all’aperto, nell’area 112:

Adesso è così:

Un altro paio sono esposti a Mosca e, ovviamente, ce n’è uno al Technik Museum di Speyer.

Buono a sapersi! :slight_smile: Non ho mai avuto modo di approfondire questo bel progetto che finí ancora prima di iniziare

Ecco il risultato di un’altra incursione nel hangar

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Sembra che i graffiti siano stati fatti ad aprile e che siano già stati ripuliti. Katia si chiede come mai Roscosmos abbia agito solo adesso e non al momento del danneggiamento e se il restauro sia stato una semplice pennellata oppure un’accurata rimozione della vernice spray.

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Trovo innanzitutto che lo scempio sia l’abbandono del Buran e della sua infrastruttura, per decenni, alla mercé di intemperie ed animali.
I graffiti sono solo la ciliegina sulla torta ed una conseguenza dell’incuria della gestione di Roscosmos.
(anche se comprendo i problemi di budget e le altre priorità che l’agenzia sicuramente ha)

Non credo assolutamente vi sia stato un intervento di rimozione del graffito. I miei 2 cents che, vista l’esposizione mediatica, abbiano mandato un decoratore con rullo e vernice bianca a mettere una toppa (peggiore del buco).

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Guardo queste immagini con dolore e sgomento, sono purtroppo figlie di questi tempi…

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La scritta nella prima foto è una citazione dell’«Andiamo!» detto da Gagarin prima del lancio.
La frase nell’ultima invece si può tradurre come «Prima di raggiungere le stelle, l’uomo deve imparare a vivere sulla Terra»

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Chi ha scritto questa frase dovrebbe essere il primo degli esseri umani a dover imparare.
La Russia di oggi vuole scimmiottare la vecchia URSS e quindi non ha fondi per poter valorizzare un passato glorioso di successi astronautici.
Come cercarono di far sparire N1, adesso nascondono Buran.
Il Lupo Siberiano ha perso il pelo ma non il vizio.
Se mi portano Buran, sono disposto a comprare il campo dietro a casa mia ed ampliare il giardino per ospitarla.
Altro che vergogna.

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C’è chi costruisce una storia e chi ha solo bisogno di farsi grande davanti al mondo.D’altronde anche Gagarin, suo malgrado, era un pupazzo da esibire per celebrare la gloria del Partito e poi essere buttato nella pattumiera.
Impietoso il confronto fra queste immagini e l’Atlantis esposto al KSC.

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100% d’accordo… anzi, vista la condizione in cui versavano i graffiti sono davvero poca cosa.

A noi appassionati di astronautica queste cose dispiacciono, ma considerando lo stile di vita che l’URSS, e dopo la Russia, ha riservato al suo popolo, un cittadino russo ha certamente motivazioni per sentirsi indignato per le spese relative alla corsa allo spazio. E ancor peggio per lo spreco dei progetti abbandonati.

Le frasi, poi, a mio avviso, non sono neppure irriverenti o inadeguate.

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Non lo so, nel senso che non credo che il dissenso “bombolettaro” sia un qualcosa che nasce solo dal disagio russo, più che altro è che così il Buran pare un classico vagone della metro di New York…

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