CAPSULA PROGRESS M2 (AMK-KITS)

Un nuovo modello, in scala 1/72, che riproduce un concetto di studio Russo mai realizzato.
Forse qualcuno si sarà già annoiato di vedere versioni “strane” delle capsule Progress però… è il momento di 2gloria" per loro.
Forse, dico forse… dopo ci sarà una PROGRESS DC-1, una SOYUZ TM-16, una ATV o forse… :grin:

Originariamente, il progetto di questa nuova versione della Progress, era stata concepita per essere utilizzata con la MIR 2; Accantonato il progetto della MIR 2, a causa di problemi politico7 finanziari e con l’entrata della Russia nel programma della ISS, la Russia la propose come variante per il trasporto di un quantitativo superiore di rifornimenti, rispetto alla classica Progress, in modo da garantire una maggior permanenza degli astronauti sulla ISS.
Il progetto venne poi accantonato in favore dei moduli Italiani MPLM.
Trovandomi tra le mani i pezzi delle mie capsule PROGRESS e PROGRESS MT, fu davvero poco il tempo che ci misi a decidere di realizzare anche questa nuova variante. Oltretutto erano ormai anni che ero intenzionato a realizzare questo modello.
Consiglierei vivamente di non farsi prendere dalla monotonia e seguire con molta attenzione le fasi di realizzo di questo modello anche perchè, si farà uso di nuove tecniche e nuovi materiali.

Inizio con il postare un disegno originale NASA dove si può ben vedere la capsula PROGRESS M2 agganciata al portello posteriore del modulo ZVEZDA.

FOTO.

Vi chiedo scusa se ho solo postato le foto, ma il mio computer fa le bizze!
Ne approfitto per iniziare le spiegazioni in merito alle foto postate.
Nella prima foto si può ben vedere il pezzo di una mia PROGRESS M/M, preso come base, per iniziare il nuovo lavoro.
Come si può ben evincere dalla seconda foto, il pezzo è stato tagliato in misura per ottenere la misura desiderata; Successivamente, giusto per creare un rinforzo ed evitare successivi problemi, ho infilato una vite che fungerà da anima, per legare le varie parti del modello e renderle un tutt’uno.
Successivamente ho preso un tubo, di adeguato diametro e l’ho tagliato in misura per poter così ottenere il primo pezzo del modello.
Ho poi riempito il tutto con della resina bicomponente, fino ad arrivare al bordo del tubo, non modo da fare “corpo unico” del pezzo.
faccio presente che, per ottenere poi il diametro corretto, il tubo in questione deve essere di diametro leggermente inferiore al pezzo sottostante in resina. :ok_hand:

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Scusate per i post in “eccesso”, ho dovuti farli come prova per risolvere i problemi al mio computer.
Quello precedente mostra il disegno (fonte NASA) dove si vede la Progress M2 collegata alla ISS.

Di seguito, posto alcune foto che mostrano lo stato dei lavori sul modello.
Le prime due foto mostrano il “tronchetto” in resina con incollato sopra la sezione di tubo in pvc.
Tale sezione è stata riempita di resina per fare corpo unico con tutto il resto.
Come già detto in precedenza, si è optato per tale soluzione in modo da dare resistenza e compattezza a tutto il modello.

Per quanto concerne la parte superiore della capsula, giusto per facilitarmi i lavori, ho optato per l’utilizzo di un cilindretto di legno di adeguate misure. Per la sua realizzazione mi sono rivolto ad un amico falegname che, con un’apposita macchina e in brevissimo tempo,me l’ha realizzato.
Ho poi preso una striscia di plasticard e a mò di contenitore, l’ho attaccato intorno al cilindretto.
la fascetta è stata attaccata mediante l’uso di un nastro di carta, facendola sporgere nella parte superiore, solo per la misura necessaria. La sua funzione, oltre quella di tenere fermo il “cassero” è stata quella di prevenire eventuali fughe di resina.

Con il completamento del “cassero”, la fase successiva è stata quella di realizzare il getto di resina. Prima che avvenisse l’asciugatura completa, utilizzando un profilato di metallo sottile, ho ripassato la parte superiore del getto, per ottenere una superficie perfettamente piana. (medesima operazione che si compie, utilizzando un coltello, sul boccale di birra)
ps: se non sbaglio si chiama stilatura. :beer:

Come si può ben evincere dalla prima foto, i lavori sulla parte anteriore della capsula sono proceduti con il demarcare la zona dove verrà ,successivamente ,incollato il pezzo in resina riproducente la parte anteriore del modulo orbitale, tipo Soyuz.
Come è ben risaputo è abitudine nei mezzi Russi, progettare o eventualemnte realizzare nuove versioni utilizzando sempre parti “comuni” della capsula Soyuz. Pur se può risultare “ripetitiva” è comunque un buon sistema per migliorare le capsule facendo uso di parti molto collàudate.

Per realizzare tale lavoro è bastato “individuare” il centro perfetto e realizzare il cerchio facendo uso di un cerchiografo.

La foto due mostra il pezzo che verrà successivamente incollato sulla zona appena delimitata; Come si può notare questo pezzo è stato ricavato da una rimanenza di una capsula PROGRESS M/M.
In questa fase dei lavori, non essendo ancora definito un sopra o un sotto, non è necessario incollare il pezzo rispettando dei pti fissi, l’importante è che venga incollato all’interno della zona demarcata.
Trattandosi di resina con resina, l’incollaggio deve essere fatto utilizzando collante cianoacrilico.

Le ultime tre foto mostrano alcune viste del pezzo con la parte superiore della capsula.

Altre foto che mostrano differenti viste del pezzo in questione.

Procedono i lavori sul pezzo!
Dopo aver aspettato l’asciugatura del pezzo incollato, il tutto è stato fissato sul tornio e, facendo uso di un semplice scalpello da legno, si è asportata la parte in eccedenza; Come lavoro non risulta assolutamente difficile dato che, come si puಠben evincere dalle foto sotto allegate, la parte da tornire è compresa tra il diametro massimo del cilindro in legno e il diametro esterno del pezzo incollato.

Dovendo successivamente rivestire il tutto, il lavoro non necessita particolare cura. Si è rimosso il materiale in eccesso senza curarlo nei minimi particolari.

Pur se le foto possono sembrare uguali, rispetto a quelle postate precedentemente, il lavoro fatto lo si puಠvedere nella parte superiore dove era stato gettato un piccolo strato di resina bi-componente.
Anche le successive foto, facente vedere il pezzo da varie inclinazioni, sono quasi uguali alle prime postate, ma si differenziano per un piccolo particolare.

Viste le tecniche utilizzate sulle versioni precedenti, i lavori sulla Progress M2 procedono celermente. Ora, accantonando momentaneamente i due pezzi già realizzati, si prosegue con la realizzazione della sezione a tronco di cono, che permetterà l’unione tra gli altri elementi.
Utilizzando la buona geometria e le sue formule, ho realizzato lo sviluppo del disegno da bidimensionale a tridimensionale.
Quando si effettua questo lavoro, bisogna ben calcolare le misure e l’ingombro finale perchè, tale pezzo, dovrà venire ricoperto dal suo “rivestimento termico”; per tale motivo, le misure dovranno essere un poco scarse.

Lo sviluppo, del tronco di cono, l’ho riportato su un foglio di plasticard di 1 mm di spessore poi, facendo uso di opportuni attrezzi, ho proceduto con il ritaglio tenendo buono il pezzo ricavato.
Sconsiglio vivamente l’utilizzo di forbici comuni perchè non danno garanzia di un taglio netto e preciso.
Io solitamente, per tali lavori, faccio uso di uno speciale compasso ( non ricordo il nome dell’attrezzo) che al posto della classica mina ha una lametta di taglierino.

Nella prima foto si vede lo “sviluppo” del pezzo in questione, da bidimensionale a tridimensionale.
La seconda foto mostra il foglio di plasticard con asportato il pezzo che riprodurrà il tronco di cono.
Nella terza foto si vede il pezzo ricavato. Quest’ultimo pezzo, opportunamente “sagomato”, darà il terzo elemento del nostro modello.

La differenza tra il realizzare un pezzo di modello con questa tecnica e il tornio, stà nei costi e nel tempo di lavoro.
Nel primo caso le spese sono minime anche se , pur se può sembrare più semplice, il lavoro non è certo facile; Nel secondo caso, oltre a doversi sobbarcare delle spese per l’acquisto del tornio, bisogna anche saperlo utilizzare e lavorarci per ore.
Oltre questo, bisogna tener conto che con il tornio si può realizzare davvero tutto, mentre con questo tipo di tecnica si è limitati nelle dimensioni; Se il pezzo è troppo piccolo, si hanno grandi problemi per realizzarlo.

Dopo aver ottenuto il pezzo desiderato, come per i modelli di carta, si procede nel suo montaggio.
Lo si arrotola su sè stesso e lo si unisce, con assoluta precisione, alle sue due estremità ottenendo così il pezzo voluto.
Date le sue dimensioni e il suo spessore, non è possibile fare uso di nessun tipo di collante e neanche di un rinforzo interno; Quest’ultimo, se usato, provocherebbe una deformazione inopportuna nel modello.
Lo si unisce quindi, in modo provvisorio, con del nastro adesivo nella parte esterna e interna.

Come si può ben evincere dalle foto quì sotto postate, la sua forma non è ancora perfetta; Si riuscirà ad ottenere la giusta forma solo con l’inserimento, nella parte interna, di due cerchietti di PVC di adeguate misure, opportunamente realizzati successivamente.

Inutile dire che il vero, bravo, modellista lo si vede nel realizzare da zero ciò che vuole creare!
Complimenti in generale per tutte le tue realizzazioni!
Veramente un mago del modellismo spaziale! :clap: :clap: :clap:
Non credo proprio di esagerare… :point_up:

Sinceramente, se fossero commercializzati da altri, ne farei davvero a meno di tutto questo lavoro!
Però, visto che nessuno provvede, mi devo arrangiare.
Quello che mi piace tanto del modellismo è che, per ogni nuovo modello, devi sempre far lavorare al massimo il tuo cervello, per ricercare sempre nuove soluzioni o tecniche da utilizzare. :ok_hand:
Non si può certo dire che non uso la testa!!! :ok:

Per dare rigidità al pezzo e la giusta forma, facendo uso di un foglio di plasticard di adeguato spessore, ho realizzato i due cerchi che andranno a dare rigidità e forma al pezzo in questione.
Dato che quest’ultimi dovranno essere incollati all’interno del pezzo è buono ricordarsi che devono essere realizzati con un diametro leggermente inferiore ai diametri massimi e minimi del pezzo.

Come si può ben evincere dalle foto, il primo dischetto da incollare è quello più piccolo, o inferiore. Successivamente, pochi minuti dal primo incollaggio, si potrà procedere con l’incollaggio del secondo dischetto.

Per incollare i due cerchietti e mandarli in sede, in modo corretto è sufficiente esercitare una leggera pressione al centro di ognuno, senza esagerare per non rischiare di rovinare il tutto.

Ad asciugatura avvenuta, dopo qualche ora, si potrà “testare” il pezzo in contemporanea con gli altri elementi del modello.

-La prima foto mostra i due dischetti ottenuti dal foglio di plasticard; Vista la loro funzione nel modello, ho fatto uso di un foglio avente lo spessore di 1 mm. Si potrebbe anche far uso di uno spessore inferiore aggiungendo però, dei rinforzi nella parte superiore.

-nella seconda foto, si vede il tronco di cono con incollato, al suo interno, il primo dischetto di rinforzo.

-Terza foto; Sempre lo stesso pezzo visto dalla parte opposta. Come si può vedere dalla foto, il dischetto è incollato a qualche mm di distanza dalla parte finale del pezzo.
Stessa cosa sarà per il cerchiewtto nella parte superiore o più larga.

-Incollaggio del dischetto più grande.

-Nell’ultima foto si può vedere il pezzo completato, vista laterale, con all’interno i due dischetti di rinforzo.
Prova successiva sarà quella di provare l’assemblaggio con gli altri elementi della capsula.

Per completezza di informazione, posto la foto dello strumento utilizzato per concretà re i due dischetti di pvc.
E’ uno strumento molto utile ; Il suo unico problema è che non si possono realizzare dischetti inferiori a 1 cm.

Per rendere più rigido il pezzo in questione, quello a tronco di cono, lo si è fissato ad un piano, utilizzando qualche goccia di collante poi, con del nastro di carta, lo si è fasciato tutto attorno; Questa “fasciatura” è stata realizzata per contenere eventuali fuoriuscite di resina.
Si sono poi forati i due cerchietti al suo interno, quelli realizzati in pvc, per facilitare il passaggio della resina al suo interno in modo da riempirlo in tutte le sue parti.

La colata di resina è stata fatta stando attenti a non sbordare dalla parte superiore dato che, anche in questa parte, era necessario avere un piano perfetto.
Comunque sia, anche se si dovessero avere dei “problemi”, sarebbero superabili facendo una semplice piallata con l’utilizzo di una smerigliatrice a nastro, per ottenere così un piano perfetto.

Posto quì le foto del pezzo con la colata di resina al suo interno.

Con il tronco di cono “rinforzato”, si possono fare le prime prove di assemblaggio per meglio valutare lo stato dei lavori.
Dal mio pto di vista il lavoro procede bene e senza grossi problemi. :grin:

La prima foto mostra la parte centrale della capsula dove il pezzo, a tronco di cono, unisce le due parti precedentemente realizzate.
Nella seconda foto invece, si vede il modello nella sua piena completezza. Forse questa foto non rende le dimensioni davvero notevoli che avrebbe avuto la PROGRESS M2. Un vero peccato che non sia stata realizzata!

Si procede anche con i lavori sulla PROGRESS M2.
Come nei modelli precedenti, dopo aver cosparso di Bostick la superficie, gli si è applicato sopra uno strato di carta velina molto sottile e leggermente increspata.
Lo si è fatto per ottenere un fondo, utile al posizionamento delle “coperte termiche” e per ottenere una superficie simile a quella delle Progress reali.
I lavori successivi vedranno l’applicazione di un nuovo materiale che ho recuperato e che sembra molto idoneo al realizzo del rivestimento esterno.

Come dico sempre, guardare in giro e studiare ogni minima cosa, puಠritornare utile al modellismo!

Le foto postate mostrano i lavori svolti sul pezzo superiore del modello.