Esatto, però in caso di emergenza, per alcuni modelli, c’è il vantaggio di poter disporre di una illuminazione integrata(tipo orologio) sfruttando la batteria interna.
Per quanto riguarda la resistenza a l’acqua non so se esistono già in commercio, ma credo non sia un problema realizzare un modello “corazzato” resistente tra le altre cose ad acqua, umidità o liquidi in generale.
la carta sarà sempre presente perchè è un sistema che in quelle condizioni specifiche non si può alterare ed è sempre funzionante.
pur avendo qualsiasi tipologia di supporti multimediali come pc e tablet o ebook readers, non vedremo mai scomparire le checklist di carta o i blocchetti degli appunti, almeno per le prossime 2-3 decadi…(se non di più)…
Guardate che è davvero solo una valutazione di rischi, se si superano i requisiti previsti i ventaggi sono innumerevoli, e non la vedo cosi lontana come cosa.
Ma soprattutto non è “bianco o nero”.
Le procedure di emergenza e tutto quello che deve avere alta affidabilità può restare cartaceo o inciso su tavolette di argilla. E quanto dice Buzz nemmeno tutto (Book2)
La gestione “ordinaria” può essere gestita elettronicamente, ma come già stanno facendo. Si tratta di passare dai laptop agli ebook reader. Alla prossima gara d’appalto con un capitolato “compatibile” con tali device sicuro qualcuno farà un’offerta…
No, Michael con questa tecnologia (per altro affidabilissima visto che dura millenni…) avresti bisogno anche del forno per cuocerle, occupa spazio e consuma. Si potrebbe esporle al sole, ma ci vuole una EVA. E’ complicato, meglio non usarla.
È chiaro che finchè non si elaboreranno dei metodi di lavoro che permettano agli astronauti di interfacciarsi con queste tecnologie in modo dinamico sarà un po’ complicato.
Per adesso molte delle interfacce si limitano a fornire informazioni scritte, sarebbe necessario scrivere programmi appositi che permettano a chi utilizza questi sistemi di essere in grado di inserire informazioni e reperirle all’interno dei documenti del reader, così come avviene oggi per gli appunti.
Potrebbe essere per esempio un sistema vocale che appunta con l’ausilio della voce un testo. Convertendo la voce in testo per una consultazione visiva futura. Eliminando o riducendo la necessità di una penna.
Tanto per rimanere in discorsi inutili… l’acqua credo sia già evaporata durante la cottura e se l’argilla è impermeabile solo l’acqua sullo strato superficiale evaporerebbe in quanto quella nei pori all’interno dell’impasto sarebbe isolata e non risentirebbe dello spazio esterno… secondo me non succederebbe nulla se si esponesse argilla nel vuoto spaziale… è un po’ come il mito del sangue che bollirebbe in un corpo umano esposto… ok, fine discorso inutile…
Mi hanno fatto una bella domanda a cui non saprei cosa rispondere.
Ma sulla ISS ci sono stampanti?
E se ci sono, che tecnologia usano?
Ad aghi no (polvere di carta), laser neanche (i toner non si “appoggiano” al tamburo e rischio in caso di fuga di toner).
Forse inkjet? Non penso, i serbatoi dovrebbero essere a pressione.
Forse meglio Bubblejet che spinge l’inchiostro verso gli ugelli.
In effetti è una Epson ed è ovviamente successiva alla Stylus 800 del 1998.
Expedition 6 è situata a cavallo fra 2002 e 2003.
Evidentemente il particolare sistema di cartucce (serbatoi) funziona anche a zero g.
Dev’essere bello vedere i fogli che all’uscita vengono lanciati fuori!
Grazie ragazzi, come sempre il forum è una miniera di informazioni…