Colonie Umane Nello Spazio

Alla fine mi e’ arrivata una copia dell’edizione italiana del libro di O’Neill, del Club Degli Editori, dopo che la copia di mio fratello (che durante la mia infanzia si era sempre rifiutato di farmela leggere), era sparita in modo alquanto bizzarro.

Prima o poi me lo leggero’, poi mi mettero in caccia di una edizione piu’ moderna…

Incuriosito dalla tua firma, ero giusto andato a cercare “Cilindro di O’Neill”, ed a questo punto mi incuriosisce proprio quel libro. Dovrò procurarmelo (e dovrò procurarmi anche il tempo di leggerlo :rage: )

Alcune ragioni hanno contribuito al successo e all’influenza del libro di O’Neill: il suo stile visionario, la plausibilità degli sviluppi e degli scenari tecnologici, le valutazioni realistiche dei costi.

Non per male, ma questo non è quanto descritto da Clarke in “Incontro con Rama” qualche anno prima di O’ Neill?

Curioso, anche se “lievemente” fuori dal seminato, il ciclo di orbitsville, di Bob Saw
http://en.wikipedia.org/wiki/Orbitsville
Ambientato in una sfera di Dyson creata da non meglio specificati alieni, in conflitto fra loro riguardo la pianificazione del “Big Crunch”…
A 13 anni mi era piaciuto, soprattutto tutto il discorso relativo all’apatia intellettuale sviluppata dalla razza umana una volta approdata su questo mega-pianeta: finite le tribolazioni della piccola terra, l’uomo regredisce in alcuni casi fino al nomadismo, e in nessun caso avvengono nuove scoperte, anzi si ferma addirittura l’impulso di colonizzazione che aveva portato alla scoperta di “Big O”, come viene chiamata la sfera.

leggendo wikipedia si potrebbe ipotizzare il contrario

Beh, però sempre a leggere wikipedia, questo fu pubblicato per la prima volta nel 1974…

E sempre wiki dice: “Nel ciclo di romanzi di Rama di Arthur C. Clarke, gigantesche astronavi aliene simili a cilindri di O’Neill sono esplorati dagli astronauti. Forse poiché progettati per il viaggio interstellare a questi mancano gli specchi e le finestre di un cilindro di O’Neill, ma l’illuminazione è fornita da tre strisce che occupano lo spazio delle finestre. È da notare che Incontro con Rama venne pubblicato (1973) nel periodo in cui O’Neill stava tenendo le sue lezioni e prima della sua pubblicazione, pertanto si tratta di progetti simili, ma indipendenti.

Interessante :slight_smile:

Letto anni fa, carino però se pensate di avere tra le mani un volume “tecnico” si resta male, dal momento che è una sorta di “diario” della vita a bordo di una di queste colonie scritta da un’ipotetica persona del futuro.

A mio avviso le illustrazioni (in bianco e nero) da sole valgono il libro.

E’ uno di quei libri che non deve mancare nella biblioteca dell’appassionato di astronautica … e le motivazioni del perchè il libro abbia avuto un certo successo, le ha magistralmente elencate amoroso.

Non dimentichiamo il contributo originale di O’Neill: integrare l’idea di colonie umane nello spazio con valutazioni dei costi plausibili, un sistema di lancio che in quel periodo sembrava prossimo e conveniente, e strumenti di sostenibilità economica come le stazioni di produzione di energia.

Anche se non e’ un libro, in merito ricordo anche l’interessante videogame ‘Rama’ del 1996, basato sui lavori di Clarke (e Gentry Lee), nel quale fra l’altro compare Clarke in persona.
All’epoca girava in Win95, probabilmente funziona anche oggi.

Oddio, “Incontro con Rama” è uno dei miei libri di fantascienza preferiti, e come tante opere di Clarcke i dettagli tecnici / strutturali delle “astronavi” coinvolte sono scientificamente corretti e assolutamente credibili. :wink:

Clarke e’ colpevole del fatto che io oggi sono qui. Nel 1959 (a 7 anni, fate un po’ il conto) lessi ‘Isole nel cielo’ (per altro una opera giovanile minore), che mi folgoro’. La passione nacque tutta da li’. Per me Clarke e’ un mito (basterebbe solo citare 2001…)

Per non parlare del fatto che usava un Amiga!

Off Topic:

da parte mia non sarei mai andato in viaggio di nozze in Sri Lanka se non avessi letto “Le Fontane del Paradiso”

Off Topic:

sei un fico…
:clap:

Veramente per esempio il numero 1 di Urania (‘Le sabbie di Marte’ dello stesso Clarke) e’ uscito in settembre del 1952 (guarda combinazione lo stesso mese/anno che uscivo io… ma dall’utero). All’epoca l’Amiga era fantascienza (oppure occupava lo spazio di un magazzino) e l’Olivetti Lettera 22 era la cruda realta’; il nostro amico ha scritto a mano o ha battuto a macchina per quasi quarant’anni.

A tal proposito vorrei ricordare il fatto che l’altrettanto grande Isaac Asimov ha sempre utilizzato una macchina da scrivere (credo elettrica) per i suoi racconti e romanzi di fantascienza. Aveva sempre guardato i computer con una grande diffidenza (sic! e ci aveva scritto sopra anche un gustoso raccontino del ciclo di “George & Azazel”).

Ma d’altra parte Asimov era uno scrittore di fantascienza atipico, una per tutte aveva un’autentica fobia per il volo in aereo (cosa assurda se si pensa a tutti i suoi romanzi in cui compaiono regolarmente astronavi in grado di balzare nell’iperspazio…).

Poteva mancare il gioco?

http://www.sierra-madre-games.com/conflict-simulations/#ecwid:category=482250&mode=product&product=1351771