Combat Soyuz

Abbiamo spesso parlato dell’alta modularità insita nel progetto di Korolev,a riprova di questo vi sono l’alto numero di configurazioni dell’astronave progettate (solo alcune realizzate).Fra queste ve ne sono 2 da combattimento:la Soyuz P e la Soyuz PPK.

La Soyuz P:progettata da Dimitri Kozlov dal 1964 su progetto della Soyuz A di korolev,doveva ispezionare satelliti nemici ed a seconda della missione o da quello che risultava dall’ispezione, distruggerli.L’ispezione prevedeva l’EVA di un cosmonauta che doveva,all’occorrenza distruggere (penso con un ordigno esplosivo) o neutralizzare il satellite nemico,ho letto che c’era anche l’opportunità di riportare il satellite a terra per studiarlo,ma nn ho proprio idea di come avrebbero fatto (dove avevano intenzione di metterlo?).Il progetto in questa configurazione fu rifiutato per la complessità della missione (rendez-vouz,EVA etc) e perchè ritenevano che,come loro,gli americani avessero piazzato congegni per l’autodistruzione qualora il satellite fosse caduto in mano nemica.
Di seguito un’immagine della Soyuz P

Soyuz PPK:Come si può vedere dall’immagine vi fu una riprogettazione dell’astronave che portò alla sostituzione dell’Orbital module con un apparato che conteneva l’equipaggiamento per il rendez-vouz,per l’ispezione del satellite a distanza (niente più EVA quindi) e infine 8 piccoli razzi per l’eliminazione del satellite ,se dopo l’ispezione si ordinava di distruggerlo i cosmonauti si portavano a 1 Km di distanza e lanciavano i razzi.Im questo caso il progetto nn fu mai completato per i ritardi di costruzione della Soyuz.

Ecco l’immagine della versione PPK:

Un altro motivo (forse il più importante) è alla base dell’abbandono delle “combat Soyuz”,infatti Chelomey testò con molto successo la sua versione di satellite da intercettamento chiamato Polyot (omologo del programma americano ASAT),costituito da una sezione cilindrica in cui vi era il sistema di navigazione,una sezione propulsiva,e avviamente la testata che aveva il compito di impattare sul satellite nemico.
Naturalmente caratteristica fondamentale di questo tipo di satelliti è la loro “manovrabilità” quindi il suo sistema propulsivo possedeva la capacità di azionare dei micro motori 350 volte e i motori per la stabilizazione 300 volte.Il satellite pesava 1400Kg ,l’orbita opertiva era di 300x1420 Km,effettuò 2 voli di successo nel 1963 e nel 1964 su di un R7. Come si può vedere programmi manned nati da esigenze militari sia da parte sovietica che da parte americana,hanno sempre avuto scarso successo (pensiamo alla fine che hanno fatto il MOL o il Dyna Soar), probabilmente per i costi legati ad astronavi abitate laddove, probabilmente, nn era necessaria la presenza umana.

Di seguito una foto del Polyot:

Come si può vedere programmi manned nati da esigenze militari sia da parte sovietica che da parte americana,hanno sempre avuto scarso successo (pensiamo alla fine che hanno fatto il MOL o il Dyna Soar), probabilmente per i costi legati ad astronavi abitate laddove, probabilmente, nn era necessaria la presenza umana.

Nel casodel MOL o di alcune stazioni spaziali militari russe, che prevedevano anche una macchina fotografica “spia” ad alta risoluzione, bisogna tenere presente che la presenza di umani a bordo causa una quantita’ di vibrazioni che impediscono di raggiungere la risoluzione spaziale teorica (problema che non esite sui i satelliti spia). Questo e’ lo stesso motivo per cui non si fanno osservazioni della terra o astronomiche ad alta risoluzione dalla ISS. Sempre a questo proposito, ricordo che sulle Salyut, quando si effettuavano esperimenti di metallurgia o di crescita di cristalli in microgravita’, il sistema di controllo dell’assetto veniva spento per qualche minuto proprio per questo motivo e i cosmonauti erano obbligati a rimanere immobili.

Un altro motivo (forse il più importante) è alla base dell'abbandono delle "combat Soyuz",infatti Chelomey testò con molto successo la sua versione di satellite da intercettamento chiamato Polyot (omologo del programma americano ASAT),costituito da una sezione cilindrica in cui vi era il sistema di navigazione,una sezione propulsiva,e avviamente la testata che aveva il compito di impattare sul satellite nemico.

Qualche correzione. Polyot (che vuol dire semplicemente “volo”) era il nome dei prototipi del satellite IS (Istrebitel’ Sputnikov, cacciatore di satelliti). Il sistema inoltre non era del tutto omologo all’ASAT americano. L’ASAT infatti utilizzava un missile lanciato da un aereo in volo che non raggiungeva velocita’ orbitali, mentre l’IS veniva posto in orbita nelle vicinanze del proprio bersaglio.
I Sovietici sperimentarono un sistema simile all’ASAT alla fine degli anni '80, utilizzando il MiG-31 come vettore. Devo avere qualche foto dei test da qualche parte. Sulla base di questi esperimenti Russi e Kazaki stanno ora realizzando un piccolo lanciatore che dovrebbe essere sganciato in volo proprio da un MiG-31.

Si,è vero, mi sono dimenticato di specificare che era solo un prototipo,per quanto riguarda l’ASAT effettivamente nn ne so molto ,pensavo avessero anche loro dei satelliti da intercettamento.

Alla fine degli anni 50 parve urgente anche per gli americani dotarsi di un satellite intercettore.
Particolarmente interessante il progetto Saint (Satellite Interceptor), che fu approvato dal congresso nel 1961.
Si trattava di un drone, guidato da terra. Carico di carburante e ‘maneggevole’ doveva raggiungere l’orbita della nave bersaglio, incrociarla e affiancarglisi, illuminarla con potenti riflettori e riprenderla per l’ispezione con 4 telecamere. Presente fra la strumentazione anche un sofisticato rivelatore di radiazioni per stabilire la presenza di ordigni nucleari a bordo della nave controllata. In ultima istanza era previsto anche un sistema d’arma per l’eventuale eliminazione del bersaglio. Nonostante la cancellazione di questo progetto risalga alla fine degli anni 60, molte delle specifiche sono ancora del tutto Top Secret.
Anche il Saint, come la Soyuz P, fu abbandonato quando ci si rese conto che l’inevitabile contromisura avversaria, ovvero la possibilità di autodistruzione, avrebbe reso del tutto inutile questo sistema.

Saluti e Latinum per tutti !

....I Sovietici sperimentarono un sistema simile all'ASAT alla fine degli anni '80, utilizzando il MiG-31 come vettore. Devo avere qualche foto dei test da qualche parte. Sulla base di questi esperimenti Russi e Kazaki stanno ora realizzando un piccolo lanciatore che dovrebbe essere sganciato in volo proprio da un MiG-31.

Si trattava della versione MiG-31D, con dei caratteristici raccordi curvilinei ala-presa d’aria e delle evidentissime winglets (presenti anche sui primi prototipi del MiG-25) studiate per aumentare la stabilità direzionale in presenza del grosso missile anti-satellite sotto il ventre:

La controparte della Soyuz P e PPK avrebbe dovuto essere il “Blue Gemini” dell’USAF.Ricordiamo che l’USAF iniziò prima della NASA a compiere studi nel campo dell’EVA,e che la prima tuta EVA sperimentale (l’ultima foto in basso)fu testata propio dall’Aereonautica, nel 1962.La Blue Gemini avrebbe compiuto rendez-vous con satelliti nemici,e questi sarebbero stati ispezionati ed eventualmente sabotati da un “pilota spaziale” (l’USAF non usava il termine “Astronauta”).In un secondo tempo,propio per ovviare a possibili contromisure come cariche esplosive o getti di acido a bordo del satellite,si pensò o a dotare la Gemini di una specie di piccolo siluro,o a trasformare il veicolo bersaglio Agena in un micidiale lanciamissili orbitale.Fantascienza vero? Ma non dimentichiamo che gli anni 60 erano l’epoca di James Bond.Magari i nostri piloti avrebbero avuto lo smoking sotto la tuta spaziale,ed al rientro avrebbero subito chiesto “un martini-vodka agitato,non mescolato”.