Conflitto in Ucraina e sue ripercussioni sullo spazio

Da Wikimedia Commons l’AN-225 Mirya in fiamme nel suo hangar:

Qui si dice che la sua distruzione è stata confermata dalle immagini satellitari, con tutte le fonti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Antonov_An-225_Mriya#2022_Russian_invasion_of_Ukraine

EDIT: mi sono accorto che l’immagine non è verificata ed è stata inserita da un nuovo utente… beh staremo a vedere

Non me ne volete, ma sulla base di quale esperienza diretta siete in grado di fare affermazioni del genere?

Avete gente che lavora direttamente nelle operazioni della ISS che vi dice che le operazioni continuano normalmente, ma voi ne sapete di più di loro?

Volete sapere l’impatto alla ISS? L’ho scritto almeno un paio di volte nei post più su.

Quello che succede oggi lo sappiamo, e di fatto le operazioni continuano (ricordandovi che tra un mese, un astronauta americano tornerà a terra con la Souyz, atterrerà in Russia e da lì tornerà in America). Questa è la situazione oggi e nel futuro prevedibile. Roscosmos non ha accennato minimamente a ritirarsi dal programma, e si continua su questa base.

Quello che succederà tra 6 mesi non lo sa nessuno, visto che non sappiamo come evolverà la situazione a Terra.

Credo che rispettare il popolo ucraino in questa tragedia significhi anche non fare speculazioni e voli pindarici inutili, ma attenersi ai fatti.

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Avio dice che per ora non ci sono problemi per Vega.

Ho solo detto che non si é mai operato in condizioni simili.
È un volo pindarico questo Buzz?
No, solo un fatto. Noto a tutti peraltro. E sarebbe ingenuo dire che la ISS avrà 0 effetti da questi avvenimenti. Ma aspetteremo i sei mesi, chissà…

Non ho capito se la produzione dei componenti prodotti in Ucraina “per ora” e’ ancora attiva o “per ora” c’e’ abbastaza magazzino. Il comunicato non da molti dettagli.

Se non ho letto male, non hai solo detto questo, hai continuato la frase dicendo “se la situazione permane, non vedo come se ne esca” :wink:

Posto che è opinabile che non si sia mai operato in condizioni simili (considerando che USA e Russia è almeno un secolo che fanno o finanziano guerre in giro per il mondo), credo che tra il bianco e il nero ci sia tutto lo spettro dei colori, così come tra dire “che la ISS avrà 0 effetti” (cosa che nessuno ha scritto, tantomeno in questo thread) e dire “non vedo come se ne esca”, c’è tutto uno spettro di possibilità che è la realtà.

Non vuole essere un attacco personale a te, ma semmai un (ulteriore) richiamo alla moderazione prima di pensare alla catastrofe. È estremamente improbabile che ci saranno zero effetti, come io credo sia estremamente improbabile che si interrompa del tutto la cooperazione tra USOS e RSOS. La probabilità è come sempre che ci si assesti da qualche parte nel mezzo.

Non voglio ripetermi, ho già scritto sopra quelli che saranno i probabili effetti, che già credo comincino da adesso. Ma nessuno di questi effetti è un “blocker” per continuare le operazioni della stazione.

Riprendendo la tua frase, se la situazione permane io credo che se ne possa ancora uscire, seppur con qualche acciacco. Se invece la situazione peggiora per davvero in un vero conflitto tra la Russia e l’Occidente, a quel punto probabilmente non saremo qui a discuterne sul forum, e la ISS sarà il minimo dei nostri problemi.

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Mentre inizia il sesto giorno della crisi internazionale scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina, vale la pena ricordare alcune regole di base della moderazione che lo Staff di FA.it sta adottando in questo Topic.

  • la discussione è benvenuta ma deve riguardare unicamente le notizie con chiara e diretta correlazione con i programmi spaziali. Post con contenuti meramente politici, a prescindere da quanto condivisibili o ben scritti, saranno rimossi senza preavviso in quanto OT;

  • la pubblicazione di foto e filmati richiede l’attribuzione delle fonti. I post difformi potranno essere cancellati senza preavviso;

  • in una situazione di guerra la propaganda è usata senza remore, specialmente dalle fonti russe, che vi ricordo essere controllate da un regime dispotico che ha sostanzialmente silenziato ogni voce dissenziente o antagonista. Per evitare di discutere di speculazioni totalmente inventate o di pure provocazioni, vi chiediamo di porre particolare attenzione alla selezione delle fonti.

È ovviamente impossibile che non ci siano imprecisioni, o notizie che potrebbero rivelarsi inesatte nel medio periodo, ma un minimo di diligenza nella scelta di cosa postiamo è dovuta.

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tuttavia anche questo thread è piuttosto interessante… :slightly_smiling_face:

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Sebbene l’argomento sia stato sviscerato più e più volte, mi sembra doveroso fornire la mia opinione (oggettiva) sull’argomento dal momento che sono state citate frasi che detto.

A cosa porta? Non è corretto dire “a niente”, c’è semmai da mettere in evidenza, quando ben contestualizzato, che Stati Uniti e Russia hanno dovuto fare di necessità virtù. La NASA, così come l’agenzia spaziale europea, giapponese e canadese, hanno potuto fare affidamento sulla grande stiva dello Space Shuttle, il quale permetteva di portare in orbita grandi strutture già pre-assemblate. Questo “dettaglio” ha per forza di cose determinato e influenzato la progettazione dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale e dell’avamposto stesso. D’altro canto, Roskosmos era vincolata dalla capacità di carico del Proton e del volume all’interno della carenatura, ma aveva acquisito una certa abilità (per non dire superiorità) nel pilotaggio automatico di veicoli spaziali.

Oggi, in mancanza di un veicolo come lo Space Shuttle, la Cina ha seguito la strada aperta dalla Russia e tra qualche anno i moduli della stazione lunare seguiranno un percorso simile.

Altri utenti prima di me hanno spiegato perché non è possibile, fattibile o realmente conveniente nel breve termine. Mi scuso se faccio nuovamente leva sulla cronistoria degli eventi, ma la ritengo importante per una genuina analisi dei fatti. Come ben sappiamo la Stazione è stata concepita con sforzo congiunto degli Stati Uniti e della Russia, ai quali si sono aggregati anche l’Europa, il Canada e il Giappone. Proprio la premessa di una stazione internazionale, ha reso necessario che i contributi di ciascuna agenzia si integrassero perfettamente gli uni con gli altri e si completassero a vicenda.

Citando i tre moschettieri: tutti per uno, uno per tutti. In sintesi, il segmento internazionale sussiste grazie a quello russo e viceversa.

In un ipotetico scenario, IMVHO lontano da noi, è così. Roskosmos ne era ed è tuttora consapevole che ha bisogno dei servizi (elettricità in primis) del segmento statunitense. Nei primi 1-15 anni di vità della Stazione aveva sulla carta il piano di lanciare un modulo più improntato sulla produzione di energia elettrica.

L’unico modulo in costruzione di cui siamo a conoscenza è NEM-1. Complice i ritardi della messa in orbita di Nauka ed essendo lontano dall’essere finito, Roskosmos lo destinerà alla nuova stazione spaziale orbitale russa (ROSS).

Non sono tra il gruppo di ragionieri di Roskosmos, quindi non posso dirti se hanno le finanze per farlo o meno. Tornando alla tua seconda domanda, non ha senso separare il segmento russo per un altro motivo oltre che per questioni di fattibilità: l’età dei diversi moduli e la vita utile che gli resta. Se si esclude Nauka e Pričal, il terzo modulo più giovane è Rassvet che compirà 12 anni il prossimo 14 maggio.

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che ne pensate? la questione si fa spinosa… :astonished:
(detto fra noi… che grande tristezza!! :confused:)

Sono proprio curioso di capire come faremo a pagare questa fattura.

Immagino tagliando del tutto la Soyuz in Guyana e addio ExoMars

Effetto netto: più voli per Ariane 6 e Vega-C e maggiore collaborazione scientifica con NASA

Mi sembrano molto frasi di circostanza

Roscosmos senza l’ESA è come un autista senza clienti

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Purtroppo sono molto preoccupato che invece abbiano UN AVUM+ pronto per il volo inaugurale di Vega-C e basta…mi sembrano frasi di circostanza senza contenuti (es abbiamo 5 AVUM+ a Colleferro…)

Il danno economico per Roskosmos, a causa di questo e altre problematiche (lo stop alle attività in Guyana), sarà sicuramente enorme. Molto, molto peggio dell’effetto sui programmi europei, che seppur non zero è un prezzo che le nostre autorità sembrano più che disposte a pagare.

Rogozin, come chi lo ha nominato, farà queste e altre dichiarazioni roboanti, oggi e nei prossimi giorni, nella speranza di salvare quel che può o di intimidire gli (ex?) partners dove possono.
Il messaggio rilasciato ieri da ESA, cioé che applicheranno le sanzioni economiche decise dall’EU, credo (mia opinione discutibilissima) non fosse tra quelli messi in conto.

E’ impossibile sapere come finirà. I russi si sono dimostrati in decenni di collaborazione persone capaci, responsabili e con una tecnologia solida. Spero che un giorno saranno premiati con leadership all’altezza.

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Soprattutto una che non faccia menzione alcuna di armi nucleari…

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Mi accontenterei che non le usi…

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Un articolo confortante di SpaceNews.

C’è chi sta già facendo valutazioni sulle capacità delle Dragon o di Starliner, nel mantenere l’assetto o nel gestire la propulsione della ISS

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Nuovo articolo di Marco Carrara pubblicato su AstronautiNEWS.it.

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Intanto il turista spaziale norvegese Nima Shahinian, sotto contratto con Space Adventures, in un post di 5 giorni fa faceva sapere che il suo addestramento a Star City continua regolarmente.

La traduzione automatica:
Non mi impegno a diventare un esperto del conflitto in Ucraina, ma in queste ore buie stiamo tutti assistendo a uno spaventoso cambio di rotta nella storia europea.

Con disprezzo, seguiamo ciò che sta accadendo ai nostri simili, non solo in virtù del fatto di essere cittadini d’Europa, ma in virtù di essere cittadini del nostro bel pianeta.

Molti mi hanno chiesto come questa situazione influisca sul mio programma spaziale, e se ho preso posizione sul conflitto, e quindi pubblico ora questo post:

Condanno tutte le guerre, compresa questa. Ma per come stanno le cose oggi, il programma spaziale stesso non è interessato dal conflitto e il mio addestramento continua come previsto fino a nuovo avviso. Le persone con cui ho lavorato nel GCTC (Gagarin Cosmonaut Training Center) sono alcune delle persone più straordinarie che abbia mai incontrato. La loro professionalità, integrità personale e professionale, il carattere umano e il cuore pulsante per un volo spaziale pacifico, in cui l’ispirazione, la curiosità, l’esplorazione e la scienza sono al centro sono commoventi. I miei istruttori, interpreti e tutto il personale di supporto in GCTC sono miei amici e abbiamo stretti legami. Non ultimo, abbiamo una visione comune di ciò che dovrebbe essere il viaggio nello spazio: una convinzione all’unisono nel tipo di meraviglie che noi umani possiamo raggiungere quando ci riuniamo, indipendentemente da razza, colore, sesso, orientamento, nazionalità o geopolitica, perché dallo spazio si vede un solo pianeta, e non i confini e un’umanità divisa, ma noi umani come un’unica unità.

In ogni caso, il mio pensiero va prima di tutto a tutti coloro che sono stati colpiti da questo tragico conflitto, e non al mio stesso programma spaziale, che sta perdendo totalmente importanza rispetto alle sofferenze della guerra.

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