Cygnus torna in servizio verso la ISS

Un vero peccato che questo carico maggiore sia dovuto al solo vettore utilizzato e che non sia un miglioramento stesso del Cygnus. Comunque sia, l’importante è che tutto vada per il meglio e che la missione proceda.

azz 87kg di portatili e macchine fotografiche

L’aggancio di Cygnus al boccaporto inferiore di Unity è avvenuto alle 15:26 ora italiana, 2,70 giorni dopo il lancio.

Si tratta del Cygnus che ha impiegato meno tempo a raggiungere la ISS, battendo i 2,79 giorni della CRS-1.

Come ampiamente anticipato si tratta anche del primo Cygnus ad essere agganciato sotto Unity e di conseguenza anche del primo a non essere agganciato sotto Harmony.

Forse stanno sostituendo tutti i pc portatili con più performanti??

Il T61P è il modello già in uso per tutti i portatili sulla ISS (ha sostituito da 3-4 anni gli A31P). Quindi credo che siano solo dei ricambi, o degli spares in più…

Cmq le Canon G1 e XF305 non sono macchine fotografiche ma videocamere. La G1 è di ESA, andrà in Columbus per sostituirne una vecchia che ormai ha un bel po’ di pixels bruciati per via delle radiazioni

Interessante!
Il Lenovo T61p é davvero un portatile che inizia ad essere vecchiotto, costava nel 2007 un prezzo incredibile (2200$!!)
mentre usato oggi si trova a 170-200$. Ma sui portatili della ISS gira Windows XP (!) come da configurazione originale che non é neppure più supportato ed é a rischio virus, WIN Business, o qualche SO non nativo? O di tutto, come immagino? Non so neppure se WIN7 é supportato dall’HW :nerd:

http://www.cnet.com/products/lenovo-thinkpad-t61p/

Processing e lancio in 4K.

L’ultima che hai detto! I portatili hanno tutti lo stesso HW, ma poiché hanno mille utilizzi differenti, hanno mille software differenti :slight_smile:

Diciamo che la distinzione “grande” è una: ci sono i computer che servono per il supporto alle operazioni (chiamati SSC, Station Support Computer), tipo aprire la pianificazione giornaliera, le procedure, la varia documentazione di supporto, navigare su internet, usare il telefono VOIP, programmi per VideoChat, etc. e poi ci sono i computer che servoo per le operazioni stesse, ovvero dove gli astronauti vedono al telemetria e comandano il sistema.

Il primo tipo di portatili gira su Windows. Siccome, come hai detto, Windows XP non è più supportato, si è passati da poco a Windows 7.
Ma il motivo è davvero solo quello. Sulla ISS non abbiamo bisogno di correre dietro al mercato, dove ogni anno bisogna avere un programma tutto nuovo per mostrare al pubblico di essere all’avanguardia. Invece serve un sistema oeprativo stabile, su cui possano girare la maggior parte dei programmi base, tipo office, qualche browser internet, Java, flash, etc. E Windows XP per fare questo andrebbe ancora benissimo, se non fosse che non è più supportato da Microsoft e quindi non ci sono più gli aggiornamenti di sicurezza.
Oltre agli SSC, ormai si usano moltissimo anche degli iPad, che hanno il vantaggio di essere più maneggievoli e leggeri, e quindi gli astronauti se li possono attaccare al velcro sulla coscia e averli sempre con sé per guardare le procedure mentre fanno le attività. Il software per leggere la timeline e le procedure però è da poco che è compatibile con l’iPad, da meno di un anno.

Il secondo tipo di portatili invece gira generalmente su OS Unix specifici per l’utilizzo che se ne fa. Ci sono portatili per la TM/TC di sistema (chiamati PCS, Portable Computer System o, quelli di Columbus, PWS, Portable Workstation), o portatili per i vari esperimenti. L’OS dei PWS ad esempio viene sviluppato insieme con il SW dei computer che controllano Columbus. Quando si fanno aggiornamenti di SW al sistema, si fa anche l’aggiornamento all’OS dei PWS.
Alcuni portatili invece servono a comandare e ricevere telemetria dai rack, altri servono proprio come base per qualche esperimento di fisiologia. Addirittura ci sono molto portatili che non sono assegnati a niente ma vengono riconfigurati a seconda del bisogno. È il caso ad esempio del MultiPurpose Payload Laptop (MPPL) di Columbus: è un laptop tenuto normalmente spento e senza Hard Disc e poi, a seconda di cosa bisogna fare, gli astronauti inseriscono l’hard disc specifico per l’esperimento, lo usano, e poi tolgono l’Hard Disc alla fine dell’attività.

Grazie Sergio! Molto interessante.
Win7 non é mica male… l’ultimo SO di questo portatile é stato Vista. Però sicuramente IBM fornisce tutti i driver di aggiornamento, da quel lato é una garanzia, e soprattutto ad un cliente come la NASA!

Non so che vuoi dire ma… sti portatili sono ancora in giro pure qui e avevano XP “nativo”

Io ora ho un T440
http://shop.lenovo.com/us/en/laptops/thinkpad/t-series/t440/
e pure questo nuovo nuovo non è :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ma è normale, nel senso che per uso aziendale non prendi (quasi) mai l’ultimissimo modello nè di HW nè di SW perchè vuoi qualcosa di affidabile e testato e quindi… vecchio :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

Avevo letto da qualche parte sul forum che dopo XP si era passati a Linux, forse avevo capito male?

Buzz chi fornisce i PC di Columbus? ESA?

ESA mette solo mano al portafogli :wink:
E la risposta alla tua domanda è di nuovo, dipende da quali PC. I PWS sono forniti da Airbus DS a Brema, in quanto prime contractor e costruttori del sistema Columbus. I PC relativi ai payload invece sono forniti da chi ha fatto il payload, che potrebbe essere Airbus DS a Brema o a Friedrichshafen, OHB Brema o Monaco, Thales Alenia Space Torino, o altri ancora…
Il contratto di logistica è invece in mano ad Altec a Torino, il che significa che se devi mandare su un PC (o qualunque altro pezzo di HW), lo devi prima mandare a Torino, e da lì loro si preoccupano di fare tutta la trafila burocratica e poi di organizzare la spedizione verso la base di lancio e l’integrazione nel veicolo.

Wow, risposta chiara ed esauriente

Poiché con l’utilizzo dell’Atlas V si è potuto far trasportare più carico al Cygnus, non sarebbe possibile utilizzare una versione più performante del vettore per aumentare ulteriormente il carico del Cygnus?

Ecco Cygnus ripreso dalla Soyuz TMA-17M in allontanamento.


I 3.500 kg portati su in questo lancio sono già il massimo che può imbarcare Cygnus, a prescindere dal vettore.

Per la cronaca, da quanto ho capito, quello che abbiamo visto dispiegarsi nel video è il primo dei pannelli UltraFlex a volare su una navicella orbitale. Orbital ATK aveva messo in produzione 10 di quei pannelli lo scorso anno e puntava a far volare la prima Cygnus con gli UltraFlex ad inizio anno, prima che l’incidente modificasse i programmi.
Gli UltraFlex equipaggiavano anche il lander Phoenix atterrato su marte nel 2008, lander la cui vita operativa è stata prolungata di ben tre mesi oltre la durata prevista ed alimenteranno anche InSight che atterrerà su Marte il 2016.
Orbital ATK ha in sviluppo anche una versione potenziata, i MegaFlex da 200kW, il cui dispiegamento è già stato testato in camera a vuoto: il sogno è quello di dotarne la futura Orion per missioni in spazio profondo, regalandole una potenza massima nominale fino a 400kW.

Qualche dettaglio in più sullo straordinario dispiegamento dei MegaFlex qui

Questa è anche una risposta ai dubbi su cosa avrebbe mai potuto alimentare un VASIMR :stuck_out_tongue_winking_eye:

PS: ma ecco l’articolo di AN che salta fuori!
PPS: corretto il link.

Numeri incredibili, se sono veri.

Ricordiamoci che l’intera ISS ha circa 120 kW di potenza installata (a inizio missione dei pannelli), con una superficie di circa 1500 metri quadrati, o se vogliamo 80 W/m2. I pannelli di ATK farebbero 40 kW con 150 metri quadrati (prendendo i 9.6m di diametro dall’articolo di AN), quindi 260 W/m2. Vorrebbe dire che la tecnologia delle celle solari ha fatto davvero passi da gigante.

Ora però torniamo alla realtà. I pannelli di Cygnus a occhio hanno 5 metri di diametro, che fa un totale di 40 m2 di superficie. Se i numeri fossero quelli dell’articolo, significherebbe 10 kW di potenza. Che se ne fa Cygnus di 10 kW?
Se invece consideriamo gli 80 W/m2 della ISS, con 40m2 otteniamo 3.2 kW, un numero molto più sensato. E in effetti Wikipedia dà 3.5 kW come potenza…

Insomma, a me quei numeri sembrano un po’ troppo alti…

Hai sbagliato il link :slight_smile:

Thx, rimediato :smile:

Dunno. Quello che so dei pannelli Cygnus è che le ali dei Flex hanno un’efficienza dichiarata del 29% e una diametro di 3.7 m. Gli ultra sono circolari, dunque 10,75 mq. L’irradianza a distanza media dal sole mi risulta essere 1.353 W/m2 da norma UNI 11328. P=effIS =4.2 kW se non ho sbagliato qualcosa.

Però da uno dei link del topic “propulsione elettrica” traggo le seguenti affermazioni: “Development of MegaFlex technology will leverage the mission-proven Ultraflex solar array design will be scaled up for power levels between 30-50kW in Phase 1.”

Forse l’autore ha dato per assodato che quelli realizzati per la Cygnus fossero gli UltraFlex a più ampia superficie stivabile secondo i requisiti standard per il payload, ma qui entro in un campo per me ancora nebuloso.

PS: però le ali sono due … dunque mi tornerebbe 8.4 kW. Inoltre presa per buona l’irradianza orizzontale media extra atmosferica pari a 1.353 W/m2, con un efficienza del 29% viene fuori 392 W/m2. Cosa sto sbagliando?