Definito piano di intervento per STS-122

E’ stato definito oggi il piano d’intervento per scoprire la causa del problema ai sensori ECO, dal Program Requirements Control Board (PRCB) con l’intenzione di lanciare ai primi di Gennaio.
Il piano si muoverà su diversi fronti indipendenti, il primo sarà l’analisi di tutto l’hardware interessato sia su Atlantis sia utilizzando dei testbed per i vari sistemi, questo principalmente per trovare la causa del problema che rimane ad oggi sconosciuta. C’è però una serie di possibili cause che verranno valutate per individuarla:
[i]- ET Sensor Failure Due To High Resistance Above False Dry Value Due To Broken Lead Wire

  • ET LLCO (Low Level Cut Off) Harness High Resistance Due To Broken / Damaged Conductor - ET Connector High Resistance Due To Recessed Pin or Socket
  • ET Connector High Resistance Due To Contamination that causes an Insulation Between the Pins and Sockets
  • ET Wire Splice High Resistance Due To Broken / Damaged Conductor. Tolerance Stack Up in feed-thru connector.[/i]

Un’altro intervento è quello di individuare il componente corrotto attraverso un test sul pad all’ET, che consiste nell’utilizzo di un Time-Domain Reflectometer (TDR) che collegato ad un capo della linea di trasmissione invia un impulso e ne ascolta il riflesso, in base al tempo di ritorno si potrà individuare il punto dove la linea potrebbe essere danneggiata.
Questa è per ora l’ipotesi preferita anche dal PRCB.
Non è comunque un test semplice in quanto per avere dei dati precisi bisogna avere ben chiaro il tipo di risposta che un sistema “normale” darebbe e successivamente individuarne le differenze, in più c’è da smontare qualche componente nella parte posteriore dello shuttle per arrivare ai capi della linea di trasmissione.
Per avere maggiori dati si è anche proposto di eseguire quest’ultimo test in contemporanea ad un tanking test, almeno per il serbatoio dell’idrogeno in modo da avere un profilo del comportamento nelle varie fasi di riempimento.
Questo test però richiede la presenza di personale in rampa durante il travaso dell’idrogeno per cui dovrà avere l’approvazione delle commissioni di sicurezza, visto che solitamente la rampa in queste occasioni deve essere sgombra o con il personale ridotto al minimo.
Il test se verrà approvato sarà eseguito non prima del 17/18 Dicembre.

Un tanking test con personale sulla rampa… :kissing_heart: Alla NASA devono essere veramente “messi male” per ideare una prova così rischiosa… [-( Speriamo solo che questo serva a scoprire una volta per tutte che cosa causa questo problema. Comunque non si parla di un rollback dunque? Si dovrebbe provare tutto in rampa? :scream:

Penso che il rollback verrà preso in considerazione come misura estrema, dal momento che poi ci vorrebbero altre quattro settimane per preparare il veicolo al lancio. A meno che non si debba sostituire il serbatoio, condivido in pieno la decisione di effettuare i vari test sulla rampa.

Penso che serva a poco o nulla per ora effettuare il rollback a meno di decidere di prendere l’ET e buttarlo via, o quanto meno rispedirlo a michoud, i test che si potevano eseguire nel VAB e smontando l’ET erano già stati eseguiti tutti prima del rollout e nessuno aveva evidenziato problemi… si rischierebbe di tornare indietro e riavere gli stessi “non-risultati” continuando a non capire dove sia il problema…

Il test con il tanking è confermato per martedì prossimo, 18 Dicembre, se tutta la preparazione si svolgerà come previsto. Non sarà presente nessuno in rampa durante la fase di riempimento e svuotamento del serbatoio, ma il team che svolgerà il test sarà presente solamente nella fase di mantenimento del livello.
La preparazione che si svolgerà in questi giorni invece, consisterà nel tagliare tutti i cavi dei sensori e inserire dei “jumper” per la lettura dei dati con il TDR.
La lettura potrebbe essere fatta anche in remoto, e quindi senza la presenza di personale in rampa ma la fase di spostamento fra una linea e l’altra richiede obbligatoriamente del personale.
Si svolgeranno intanto dei test in laboratorio con il sensore in ambiente criogenico.
Wayne Hale ha anche detto che dopo il test deciderà se lasciare i giorni di Natale e la settimana successiva liberi ai tecnici per passarli con le proprie famiglie visto il duro lavoro degli ultimi mesi e l’altrettanto impegnativo lavoro che si prospetta nei prossimi, si potrebbe decidere in questo senso anche a scapito di ritardare di qualche giorno la prima data utile per il lancio.

Incredibile cosa riescano ad inventare per risolvere un problema, davvero ammirevoli!

Beh, la soluzione per il testing non e’ proprio inusuale.
Un qualsiasi tecnico di rete che ha lavorato in una azienda “ricca” abbastanza da permettersi un tester di rete tipo quelli delli della Fluke ha fatto queste prove :slight_smile:

Una linea di trasmissione non adattata in impedenza a un capo rlflette i segnali, e dalla misura del tempo di riflessione si ha una stima (piuttosto accurata) della lunghezza.
Poi in caso di rotture parziali e falsi contatti non so quanto si complica la faccenda…

Dicesi pratica del “Problem Solving” sorella del “Brain Storming” ](*,)

Devo essere onesto, sono alquanto sconcertato dalla decisione di lasciare sul Pad l’Atlantis.

Ancora una volta la NASA decide di lasciare, nel periodo critico di dicembre-gennaio, uno Shuttle alle intemperie sulla rampa.
A mio avviso uno dei motivi , se non il principale, di ben due disastri spaziali, quelli del Challenger e del Columbia.
Dipendesse da me, giusto per stare sul sicuro, farei il rollback.
Ok costerebbe tempo e soldi, ma la NASA (specie dopo il Columbia) ha spesso affermato di mettere la sicurezza innanzitutto, stando così le cose non mi sembra più di tanto.

Speriamo bene…

Peppe, ci avevo fatto un pensiero anche io.
Speriamo che il tempo si mantenga buono e che li aiuti… :roll_eyes:

Bah non sono d’accordo… la temperatura è ben distante dall’essere pericolosa (oggi la minima è di 17°…) e se entrambi gli incidenti sono stati provocati dal freddo (nel primo è stata una con-causa e non l’unico problema), sarebbe interessante capire quanto di quel freddo (almeno nel secondo) sia stato provocato dal clima e quanto dal propellente criogenico…

A me quel che fa pensare sono eventuali piogge: infiltrazioni d’acqua sono già state trovate sotto la schiuma, e mi auguro infatti, come ho detto, che regga il tempo buono.
Comunque sono fiducioso che le esperienze acquisite in passato saranno tenute in buon conto dai tecnici NASA.

Mah, non saprei a chi dare ragione, anche perchè non sappiamo attualmente come si evolveranno le condizioni meteo e se i test potranno essere effettuati agevolmente anche in rampa. NASA ha voluto tentare di lasciare Atlantis sul pad unicamente per tutelarsi di rinvii di mesi sul launch schedule… Speriamo che i guasti o gli eventuali problemi con il maltempo non costringano comunque ad un rollback con conseguente ritardo di un paio di settimane rispetto al rollback ipotizzato al delay di missione… :? :?:

Comunque sono fiducioso che le esperienze acquisite in passato saranno tenute in buon conto dai tecnici NASA.
[/quote]
In tal senso non mi fiderei molto della NASA, più volte ha dimostrato di sorvolare su cose molto importanti x cercare di rispettare i suoi calendari di lancio.
Stessa cosa x il Columbia; per paura di ritardare un programma fitto, hanno sottovalutato il danno e se ne sono viste le conseguenze.
Ora, per non perdere qualche settimana, dal mio pto di vista rischiano.

Non capisco… in che senso? il danno è avvenuto al lancio, come potevano ritardare il lancio per evitare il danno se proprio il danno è avvenuto con il lancio?
Inoltre mi pare non regga molto l’ipotesi del voler andare avanti con un programma fitto, visto che questi problemi ci sono solo dal post-Columbia, prima era abbastanza normale avere ritardi (in alcuni casi anche di mesi) senza che ci fossero troppi grattacapi… tuttalpiù che STS-107 è stata lanciata al primo tentativo, quindi non mi pare ci fosse nessunissima fretta e nessuna avvisaglia che poteva far ipotizzare la tragedia prima del lancio…

Ripeto quello che ho scritto sopra, effettuare un rollback attualmente non avrebbe portato nessun beneficio se non nell’ipotesi di voler prendere e buttare via l’ET cambiandolo con uno nuovo, senza capire in questo modo quale è il problema che continua ad affliggere i sensori, con il rischio di ritrovarsi fra qualche missione con lo stesso identico problema, e allora cosa si farebbe? continuiamo a buttare via ET perchè ogni tanto non vanno?
Tutti i test che si potevano eseguire nel VAB sono stati eseguiti prima del rollout e tutti i test che si potevano eseguire con l’ET smontato erano stati eseguiti a Michoud…
Attualmente l’unico test che non è ancora stato fatto è proprio quello di misurare il punto di interruzione nelle condizioni più simili possibili a quelle del lancio, ovvero con il serbatoio pieno… e quindi in rampa… se avessero effettuato un rollback come avreste poi proceduto?

Albyz, dal mio punto di vista non ho certezze assolute. Non sto dicendo che i tecnici sbaglino, piuttosto sono preoccupato dal fatto di far permanere, a prescindere dalla volontà degli ingegneri NASA, la navetta per tanto tempo sulla rampa.
E’ vero, è già successo molte volte, ma una drastica riduzione dei tempi di permanenza sul pad è stato sempre auspicato da tutte e due le commissioni di inchiesta: una per quanto riguardava l’effetto del gelo sugli O-ring, l’altra invece perchè inflltrazioni d’acqua sotto la “pelle” dell’ET, poi trasformata in ghiaccio dai propellenti criogenici, potrebbe favorire il distacco di schiuma.
Sono d’accordo che stavolta, per questo tipo di test, potrebbe non esserci scelta. Tuttavia rimane una situazione di rischio che fa riflettere sui punti deboli del sistema STS.

tutto ciò sarà stato anche causato da una scarsa quantità di convinti TT.

Su questo sono d’accordo ma è un fatto intrinseco del mezzo, non della volontà di rischiare o della scelleratezza di altri ingegneri (non mi riferivo comunque a te :wink: )… se parliamo di questo caso io onestamente non saprei quali altre opportunità bisognerebbe attuare se non tenerlo in rampa… anche perchè se la temperatura che c’è in questo periodo dovesse far rientrare al VAB tanto varrebbe cancellare tutte le missioni da ottobre ad aprile…
Se invece si vuole fare un discorso più generico sui rischi del mezzo… beh ne abbiamo fatti tanti e forse non vale neanche la pena reiniziarne uno nuovo qui…

E’ la frase di topopesto “Ora, per non perdere qualche settimana, dal mio pto di vista rischiano.” che proprio non capisco, sia riferendosi alla spiegazione che ho messo sopra su quali alternative avresti proposto e sia perchè mi pare infondata dopo la testimonianza di quest’anno quando non ci si è fatti molti scrupoli a rimandare tutto di molti mesi se si aveva un minimo dubbio e fino a quando tutto non era perfettamente sotto controllo…
Se fosse come dici STS-117 sarebbe partita diversi mesi prima e ora staremmo aspettando il rientro di STS-122…

Dopo l’incidente del Columbia erano state pubblicate delle foto, fatte allo Shuttle con l’utilizzo di un satellite militare, che mostravano il danno al rivestimento della navetta.
La cosa era stata fatta presente alla NASA ma loro, per non far ritardare il rientro della navetta stessa ed eventualmente il programma shuttle, avevano preferito rischiare.
Durante la valutazione del danno, quando lo shuttle era ancora in orbita, si era presa in considerazione la possibilità di effettuare un’eva e di controllare il danno più da vicino; si era anche valutata la possibilità di allestire una missione di soccorso da inviare nel più breve tempo possibile.
Tutto questo venne accantonato per una cattiva valutazione.
Come detto da ADMy, se eventualmente dovessero esserci delle infiltrazioni di acqua sotto la “pelle” dell’ET, si rischierebbero altri distaccamenti di schiuma.C
Con un’altro mese di permanenza in rampa, non potrebbe esserci un giorno piovoso e rischiare un’infiltrazione?

Non so dove hai letto queste cose, però… scusa se sono franco… penso valgano meno di zero… non ci fu MAI NESSUNA analisi del danno durante la missione e men che meno un possibile scenario di soccorso, è allucinante sentire che anche solo si possa pensare che conoscendo il danno si sia deciso di uccidere 7 persone!!
Tutto lo scenario è stato studiato solo DOPO la tragedia e come descritto anche sul CAIB l’ipotesi viene definita altamente rischiosa e considerata quasi solamente come “sforzo intellettuale” viste le scarsissime possibilità che avrebbe avuto e che è stata studiata a tavolino nel corso di mesi DOPO la missione…
Sia la riparazione con materiali che non c’erano e comunque mai testati (quanti grattacapi ci sarebbero oggi con pannelli creati ad-hoc?) sia l’approntamento dell’Atlantis che al giorno 2 di missione era ancora nell’OPF e al massimo razionamento i filtri della CO2 avrebbero terminato di funzionare al giorno 30 di missione. In tutto facendo al massimo ci sarebbero stati 5 giorni di finestra prima che l’equipaggio morisse per avvelenamento da CO2…
Dire che non si è voluto attuare tale “fantascientifico” piano mi pare solo un insulto bello e buono, visto che si sarebbe fatto per non ritardare il programma delle successive missioni (!!!) quali successive missioni?! se si conosceva il danno allora si sapeva benissimo anche che era catastrofico e che non ci sarebbero state altre missioni, se invece non si conosceva il danno allora non si poteva neanche pensare una missione di soccorso… mi sembra un paradosso bello e buono per l’affermazione che hai fatto…
Tant’è che la missione di soccorso è stata ipotizzata DOPO la tragedia, nel corso del CAIB, NESSUNO aveva mai pensato a tale eventualità durante la missione.
E poi quale analisi del danno?!? durante la missione non c’è stata NESSUNA analisi del danno da parte di NESSUNO proprio perchè non era stato giudicato preoccupante il distaccamento alla partenza, e NESSUNO aveva la minima idea che il danno esistesse!
Scusami per il giudizio ma l’affermazione che continui a fare, sulla piena consapevolezza del danno e sul conseguente menefreghismo solo per non perdere tempo la vedo alla pari di calunnia bella e buona, visto che neanche il CAIB ha rilevato tali motivazioni nel suo rapporto (e di problemi ne ha rivelati parecchi…) IMHO

Si ma ripeto quale è l’alternativa?