Domanda ingegneristica

#1

Secondo voi potrebbe essere il futuro anche per rover planetari?

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#2

Io penso che, non solo potrebbe ma dovrebbe essere il futuro per i Rover planetari , al di là del sistema di locomozione scelto (zampe, ruote, cingoli ecc…) avere un sistema di guida autonoma, o semi-autonoma , in modo tale da dover impartire al mezzo solo istruzioni del tipo vai dal punto A al punto B , sapendo che sceglierà da solo il percorso, permetterebbe di fare molta più strada in meno tempo, e quindi massimizzare il tempo disponibile per le operazioni.

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#3

Molto improbabile secondo me. È un sistema con una buona versatilità ma è molto dispendioso energeticamente, ed intrinsecamente instabile.
Credo che quattro bei ruotoni rimarranno lo standard per decenni.

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#4

Come instabilità Boston Dynamic ha un altro giocattolino (ATLAS) che sembra guadagnare agilità ad ogni aggiornamento. Certo in mezzo alla sabbia ce lo vedo male e mi sembrano più stabili le ruote, ma a guardare il suo nuovo avanzamento (pubblicato ieri tra l’altro) mi sembra che stiano raggiungendo livelli che io considero incredibili.

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#5

Intrinsecamente instabile significa che nel momento in cui non lo alimenti cade. È possibile parcheggiarlo studiando opportunamente dei sistemi che in qualche modo assicurino che le gambe, in caso di avaria, assumano una posizione di appoggio statico, ma è una complicazione. Al momento non vedo vantaggi sostanziali: i terreni da esplorare sono comunque affrontabili con delle ruote, scenari più impegnativi secondo me rimangono comunque troppo pericolosi. Ad esempio penso ad una pendenza elevata con rocce scabre, in cui un problema potrebbe voler dire fare cadere il robot lungo la pendenza. Purtroppo non ci sono scale su marte. In generale la ricerca dell’antropomorfismo non ha ricadute positive sull’ottimizzazione di una macchina semovente, altro motivo per cui non mi sembra che queste forme siano utili nello spazio

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#6

Vedrei bene ambedue, il rover con supporto del robot. Non credo che il sistema per assicurare le gambe sia una grande complicazione trattandosi di software, so che utilizza il control algorithm (di Raffaello D’Andrea, ingegnere geniale dei nostri) , non credo sia stato ancora implementato il machine learning. A livello hardware ha già dimostrato bilanciamento, può essere spinto a terra e rialzarsi senza problema, portare payload e fare pure flessioni (in altri filmati). In caso di batteria bassa lo vedo come un altro task di movimento e qundi software per mettersi in sicurezza, come i droni a batteria bassa ritornano alla base, non una complicazione hardware. Per quanto riguarda l’antromorfismo lo considero solo per la manualità e desterità in determinate occasioni, ma comunque i rover funzionano bene e sono performanti quindi capisco che prima di sperimentare con cose ancora in sviluppo lo vedo scientificamente rischioso ma vedremo tra un paio d’ anni cosa sarà in grado di fare perchè l’anno scorso a malapena stava in piedi.

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#7

Boston Dynamics fa cose davvero spettacolari, ma se notate i video sono sempre molto corti. Non fanno mai vedere quanta potenza consumano quei cosi.
Come già detto, le gambe sono ottime per l’agilità, ma hanno il problema che si consuma energia anche a stare fermi.

In più va considerata la complicazione di tutto quell’hardware, giroscopi e altre cose che servono solo per stare in equilibrio; Atlas è un bestione di due metri ed è tutto pieno. Dov’è lo spazio per gli strumenti scientifici che servono per l’esplorazione planetaria?

E più complicazione significa anche molte più anomalie. Se si rompe una ruota, la metti a folle e te la porti dietro con le altre 5 ruote, se si rompe una gamba la cosa è molto più complessa.

Insomma, io per l’esplorazione spaziale vedo meglio le ruote…

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#8

Condivido… almeno per i prossimi 20/30 anni.

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#9

Forse dall’evoluzione dei sistemi di locomozione dei rover di Hayabusa 2 potrebbe saltar fuori qualcosa di zompettante. Il ramo dei microrover potrebbe dar luce a qualcosa di simile ad un insetto a sei zampe che essendo molto leggero non avrebbe bisogni di troppa energia. Il vantaggio ci sarebbe se avesse delle zampe in grado di fare presa su superfici molto inclinate (come molti insetti). Ma prima li dovremo vedere in azione qui sulla Terra.

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#10

Grazie per le interessanti risposte
N effetti è dal lunakod che si usano le ruote

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#11

In effetti soluzioni alla Boston Dynamics (i.e. “zampe”), allo stato attuale della tecnologia sembrerebbero confinate all’ambiente terrestre.
In futuro, la miglior caratterizzazione del suolo di altri corpi planetari, unità al progredire delle loro capacità, potrebbe aprirgli spiragli per un utilizzo su Luna e/o Marte.

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