Electron - It’s a Test (non il post, il volo)

electron

#1

Bello, eh? :smiley: (click per migliore risoluzione)

No, non è un Falcon 9 dipinto di Nero: è Electron, il nuovo lanciatore leggero prodotto da Rocket Lab, che sta per compiere il suo primo volo orbitale di prova. La missione è denominata “It’s a Test” e ha per obiettivo il raggiungimento di un orbita ellittica di 300x500 km con un’inclinazione di 83°.

Il volo è in programma per il 22 maggio (circa, dal momento che parlano di una “finestra di lancio” di 10 giorni), dal Launch Complex 1 di Māhia, uno spazioporto privato situato in Nuova Zelanda.

Electron è un bistadio, alto 17 metri, in grado di lanciare un carico di 150 kg in un’orbita eliosincrona a 500 km di altitudine. E’ propulso da 10 nuovi motori Rutherford (9 nel primo stadio e 1 nel secondo) alimentati da RP-1 e LOX. I motori, prodotti dalla stessa Rocket Lab hanno la peculiarita di essere quasi totalmente stampati in 3D e di essere dotati di turbopompe elettriche. Ma i lettori di AstronautiNEWS lo sapevano già, perchè ne avevamo già parlato poco più di un anno fa:

Electron è arrivato al complesso di lancio già in febbraio, come si vede in questo video:

Ed ecco un paio di immagini in cui appare verticalizzato:

Space Lab è una delle tante giovani imprese che cominciano ad affacciarsi sulla scena con la promessa di abbassare radicalmente i costi di accesso allo spazio. In questo video il fondatore e CEO, Peter Beck, dichiara che Electron costerà 4,9 milioni di dollari e potrà effettuare un lancio alla settimana. Staremo a vedere.

Altre info:

https://twitter.com/RocketLabUSA


#2

Un’altra peculiarità di Rocket Lab è che il pad della Nuova Zelanda è di proprietà della ditta, dovrebbe quindi essere il primo pad privato.


#3

Impressionante. E’ un vettore “piccolo”, ma molto interessante. Gli auguriamo ogni bene!
Si sa se avranno un qualche payload? Facendo un conto a spanne 150 kg di payload a 4,9 M$ fanno oltre 30.000 € al kg, non proprio economico.


#4

Oltre a questo lancio di test, l’Electron ha già almeno tre voli sotto contratto con Moon Express. Due da lanciare entro il 2017 (così da poter vincere il Google Lunar X-Prize), e uno ancora da programmare - credo sempre per piccoli payload verso la Luna.


#5

Su questo volo di prova non avranno payload.


#6

Già! Ricordo questa peculiarità delle turbopompe elettriche…anche se, proprio in quanto elettriche, non credo si possano definire TURBOpompe, giusto?


#7

Giusto! Parlare di “turbopompe” è un po’ un’abitudine, ma queste sarebbero “high-performance electric pumps” :smiley:


#8

Anche se Rocket Lab lancerà dal suo spazioporto privato in Nuova Zelanda ha ugualmente bisogno di un’autorizzazione della Federal Aviation Administration. Ebbene, il 15 maggio è arrivata l’autorizzazione FAA per 3 lanci dell’Electron con un payload “inerte” e con un azimuth di 174°.

Ecco il documento


#9

Per quale motivo devono essere autorizzati dalla FAA americana se sono neozelandesi?


#10

Se leggi il documento lo capisci. La ditta ha sede legale negli USA, pare.


#11

Immagino ci sarà una autorizzazione simile fatta dalla CAA (Te Mana Rererangi Tūmatanui o Aotearoa) neozelandese, nella mia veloce ricerca non ho trovato nulla…(https://www.caa.govt.nz/caa-search?q=rocket)


#12

Intanto vediamolo questo spazioporto. Lo scenario non è mica male: :ok_hand: (la Nuova Zelanda ha dei paesaggi interessanti!)

Si trova all’estremo Sud della penisola Māhia, nell’Isola Nord, nella regione denominata Hawkes Bay. I locali lo chiamano anche “Onenui Station”. La collocazione in mezzo al mare lo rende adatto a raggiungere orbite di varie inclinazioni (dalla polare a 34° dicono). Ovviamente si esclude la geostazionaria, data la distanza dall’equatore…

Eccone un video da Rocket Lab


#13

Ah ok, pensavo che l’autorizzazione venisse rilasciata dall’autorità della nazione ospitante il lancio…


#14

Avvisi al pubblico.


Rocketlab ‘its a test’ media advisory.pdf (423 KB)


#15

Quindi ci confermano che NON ci sarà uno streaming (perché l’orario del liftoff potrebbe essere soggetto a grandi variazioni) ma che comunque diffonderanno le immagini. :smiley:


#16

Il primo tentativo di lancio è fissato per oggi dalle 2:30 alle 7:30 ora nostra.


#17

E ora di Houston visto che sono qui? :slight_smile:

Per quanto riguarda il concetto di turbopompa elettrica, nel caso di turbo elettrico per auto si tratta di un turbo che gira sempre anche senza essere “su di giri” con un motorino elettrico ma che quando deve lavorare lavora come un turbo classico ma senza il cosiddetto ritardo di avvio (turbo lag). Nel caso di un razzo non ho idea di cosa possa servire questo concetto… magari sono davvero pompe elettriche


#18

00:30-05:30 UTC. Ma ci dicono che la NOTAM è stata cancellata. Nel frattempo ecco un’immagine dell’Electron in cui si vedono i 9 motori Rutherford.


#19

Da Rocket Lab dicono che il vento ha impedito il rollout e la preparazione del lancio. Il test è rinviato a martedì 23 (per chi è a UTC+12).


#20

Raf, ma è proprio così, Rocket Lab dice che il loro motore Rutherford ha pompe (“turbomachinery” perchè la pompa rotativa è in effetti l’opposto di una turbina) azionate elettricamente. Vedi http://aviationweek.com/space/rocket-lab-unveils-battery-powered-turbomachinery e https://en.wikipedia.org/wiki/Rutherford_(rocket_engine)
Un parametro interessante è che ogni pompa è azionata da due motori elettrici da 37 kW (50 hp), alimentati da batterie “speciali” al Li-Po. Questo diminuisce la complessità del generatore di gas, aumenta l’efficenza del motore, e probabilmente alla fine non aumenta di molto il peso dell’assieme. Mi sembra un notevole progresso, per cui spero veramente che abbiano successo.